martedì 25 luglio 2017

Guerra tra poveri: da una parte i vincitori di concorso dall’altra i vincitori di ricorso



A Salerno i 500 vincitori del concorso a cattedra 2016 resteranno  senza l’immissione in ruolo  perché i colleghi che hanno vinto il ricorso contro il tanto chiacchierato algoritmo de La Buona Scuola che li aveva inviati ( un anno fa il termine coniato fu  "deportati " ) al nord, su disposizione giudiziaria, prenderanno proprio quei posti.  “ Il Fatto Quotidiano” definisce la vicenda come una “guerra tra poveri”, ovvero un contendere tra docenti vincitori del ricorso contro l’algoritmo sulla mobilità e i vincitori di concorso. Forse sarebbe stato più equo dividere possibilità con una specie di doppio canale provinciale, concedendo 250 posti ai docenti rientranti al sud e 250 posti destinati ai docenti vincitori di un concorso  che le cronache hanno definito particolarmente difficoltoso.




Aldo Domenico Ficara

500 milioni di euro alle scuole paritarie: la scuola statale soffre

Il sottosegretario al Miur, Gabriele Toccafondi, rende noto che  sono in arrivo i contributi alle scuole paritarie, per un importo complessivo di circa 500 milioni di euro. Contributi alle singole scuole per 494.221.795 euro  che rappresentano i fondi destinati alle scuole paritarie ai quali vanno ad aggiungersi i 23,4 milioni per gli alunni con disabilità e i 50 milioni per le scuoledell'infanzia. A tal riguardo Toccafondi dichiara: " Soprattutto è bene ricordare che il Sistema delle scuole paritarie è scuola a tutti gli effetti e rappresenta la seconda gamba del Sistema Istruzione, ponendosi come obiettivo prioritario proprio l’espansione dell’offerta formativa e la conseguente generalizzazione della domanda di istruzione dall’infanzia lungo tutto l’arco della vita. Abbiamo combattuto e continueremo a combattere quelle scuole che chiamiamo “diplomifici” tese a rilasciare diplomi senza corrispondere ai requisiti della legge. Con questa dotazione finanziaria, oggi, finalmente la seconda gamba del sistema può funzionare a pieno regime".


Aldo Domenico Ficara

lunedì 24 luglio 2017

Alex Corlazzoli corregge Maria Elena Boschi: non si dice scuola “materna” ma scuola “dell’infanzia” .



Maria Elena Boschi, sottosegretaria alla presidenza del Consiglio con delega alle Pari opportunità , durante la conferenza stampa svolta nei giorni scorsi a palazzo Chigi sull’edilizia scolastica ha detto: “Noi sappiamo che il patrimonio immobiliare delle scuole in Italia dalla materna alle superiori è di oltre 42mila edifici”. A questo punto scatta la correzione di Alex Corlazzoli che dalle pagine de Il Fatto Quotidiano scrive: “ Che c’è di strano? Dov’è l’errore? Chi non si occupa di scuola potrebbe anche non accorgersi così come molti non badavano fino a qualche tempo fa alla differenza tra ministro e ministra,  ma chi mastica la materia si sarà accorto che la sottosegretaria è rimasta ai primi del Novecento dimenticando che dal 2003 con la Legge 53 si è passati dal concetto di scuola “materna” a quello di scuola “dell’infanzia” “.



Aldo Domenico Ficara


Gossip scolastico: Marco Campione e la pace FB tra Simona Malpezzi e Lucio Ficara

Riportiamo una discussione su Facebook in cui si cerca una distensione dei rapporti mediatici tra Simona Malpezzi, neo coordinatrice del dipartimento scuola della segreteria del Partito democratico e Lucio Ficara, redattore de La Tecnica della Scuola e editor della pagina Facebook di Regolarità e Trasparenza nella Scuola. Un far pace, caldeggiato da Marco Campione (capo della segreteria dell’ex Sottosegretario MIUR D. Faraone ) che si auspica, nell'ambito di un confronto costruttivo, possa essere foriero di buone nuove per tutto il sistema scolastico nazionale. Di seguito si riporta la discussione su Facebook

Marco Campione
Lucio Ficara non cambiare discorso. Perché Simona si è comportata pessimamente? Diccelo così andiamo a dormire tranquilli
Lucio Ficara
Perchè chiese pubblicamente di essere cancellata dalle mie amicizie e perché non voleva avere più rapporti con me
Marco Campione
Lucio Ficara lesa maestà quindi?
Simona Flavia Malpezzi
Lucio Ficara forse perché aveva scritto falsità? Di norma sono le bugie a farmi scatenare.
Lucio Ficara
No...ma se permetti ci sono rimasto male...
Lucio Ficara
NO, nessuna falsità!! Avevo solo chiesto nel post se la dichiarazione fatta da Simona Malpezzi era credibile o demagogica
Marco Campione
Ok. Ci sei rimasto male. Capita. Immagino non sarà stata né la prima né l'ultima volta. Ma questo non vuol dire comportarsi male
Simona Flavia Malpezzi
Allora facciamo così: lei mi promette che scriverà sempre e solo il vero (non le libere interpretazioni) e io dico qui davanti a tutti che sono contenta di ricevere i suoi commenti e di averla tra le mie amicizie. Ci sta?
Lucio Ficara
Io ci sto...
Simona Flavia Malpezzi
Perfetto.
Lucio Ficara
Comunque io non scrivo falsità...Tra le altre cose scrivo di normativa e mi pare che sulla legislazione non si possa scrivere che oggettivamente
Lucio Ficara
Poi sulla Malpezzi in particolare ho sempre scritto e nessuno a mai contestato una virgola...Anche quando ho scritto su Campione, mi pare tutto ok!!!
Marco Campione
La mia buona azione quotidiana l'ho fatta: far fare pace a Malpezzi e Ficara
Marco Campione
Vado a letto sollevato

domenica 23 luglio 2017

Il dipartimento scuola del PD affidato a Simona Malpezzi

In vista delle prossime elezioni politiche la segreteria del PD si rinnova, creando al suo interno 40 dipartimenti. Ogni dipartimento si occuperà dei temi da trattare nella prossima campagna elettorale. L’ex premier Matteo Renzi  per quanto riguarda il dipartimento che si occuperà di  scuola nomina  Simona Malpezzi.

Simona Malpezzi , nata e cresciuta a Pioltello in provincia di Milano ha frequentato la facoltà di lettere moderne presso l’Università Cattolica del Sacro Cuore di Milano, dove si laurea con una tesi su Amintore Fanfani. Dal 1997 è insegnante di scuola superiore, da subito all'insegnamento affianca l'impegno nell'organizzazione di esperienze all'estero e l'approfondimento dei temi della lotta alla dispersione scolastica, dell’alternanza scuola lavoro e dell’orientamento. Nel 2005 si trasferisce in Germania con il marito e le due figlie e insegna lingua e cultura italiana presso la Volkshochschule di Aschaffenburg in Baviera, dove tra le altre cose anima le iniziative culturali della comunità italiana e partecipa come membro attivo al Mutter Zentrum della città, luogo di incontro e di condivisione per mamme. Nel 2009, tornata in Italia, aderisce al Partito Democratico, riconoscendo nel nuovo progetto politico la vera forza riformista di sinistra italiana. Nel 2011 viene eletta nel Consiglio Comunale di Pioltello dove ricopre il ruolo di capogruppo del Gruppo Consigliare del Partito Democratico. Alle elezioni politiche del 2013 viene eletta deputata della XVII legislatura della Repubblica Italiana nella circoscrizione III Lombardia per il Partito Democratico. È membro della VII Commissione "Cultura, scienza e istruzione" della Camera dei Deputati e della Commissione Bicamerale "Infanzia e adolescenza".




Aldo Domenico Ficara

Rivoluzione montessoriana per mettere al centro di tutto la libertà degli studenti



Il Centro nascita Montessori, per le educatrici dei nidi, ha quadruplicato le ore di formazione (portandole quest’anno a 3.600 contro le 900 del 2012) per rispondere alla vertiginosa crescita delle richieste che arrivano da tutto il Paese. Emilia Romagna, Lombardia, Campania, Puglia. A sua volta l’Opera nazionale Montessori (OnM), che si occupa soprattutto di scuole dell’infanzia, primarie e medie, è costretta per la prima volta a dire no ai dirigenti scolastici, sempre più numerosi, che vogliono modificare gli istituti convenzionali, per tamponare anche le falle di un sistema di istruzione pubblica sempre più a corto di risorse per la differenziazione dell’offerta pedagogica. Perché anche se la rivoluzione montessoriana non è a costo zero (richiede almeno un anno di formazione) è in compenso alla portata di tutti. Montessori - medico, scienziata, pedagogista, filosofa - non pensò mai, infatti, ad allevare geni, anche se poi lo ha fatto; non voleva una scuola elitaria ma, al contrario, inclusiva, capace di adattarsi come un abito su misura alle esigenze di ogni singolo bambino, con un ribaltamento del ruolo dell’adulto. In una scuola porre al centro di tutto la libertà degli studenti, vuol dire cambiare prospettiva, osservando ciò che fanno e poi predisponendo il contesto più idoneo per sviluppare le diverse competenze. 



Aldo Domenico Ficara

L’Ape Social una trappola da rimandare al mittente ?



Le maestre della scuola dell’infanzia che hanno aderito all’Ape Social si possono contare sulle dita di una mano, Infatti, la possibilità di andare in pensione fino a 3 anni e 7 mesi prima, rispetto agli attuali 66 anni e 7 mesi fissati dalla riforma Monti-Fornero, con l’anticipo a carico dello Stato, dai più non è stata presa in seria considerazione. Da fonte Anief si apprende  che i motivi di questo sostanziale flop sono diversi, in particolare il fatto che l’anticipo pensionistico  avrebbe nella gran parte dei casi vanificato l’ultimo scatto stipendiale automatico dello stipendio e quindi ridotto l’assegno pensionistico, già assottigliato per via dell’uscita anticipata.  Inoltre, lo stesso assegno di quiescenza si sarebbe ulteriormente ridotto perché superando i 1.500 euro al mese si sarebbero dovuti accontentare di un ammontare più basso, oltre che costretti a pagare una quota fissa per un ventennio. Insomma verrebbe da dire: “L’Ape Social una trappola da rimandare al mittente “.




Aldo Domenico Ficara

sabato 22 luglio 2017

La consuetudine della colletta per il regalo ai colleghi che vanno in pensione



Per non generare ingiustizie, molte scuole sono organizzate addirittura con un tariffario a seconda della previsione del numero di insegnanti che dovrebbero andare in pensione, ma anche delle lauree e matrimoni dei figli, delle nascite di figli o eventuali nipotini e dell'invio ( in questo caso si spera mai ) di necrologi. Gli organizzatori spesso si attivano in coincidenza dell’inizio dei collegi docenti, oppure armati di foglio firma, iniziano il giro di tutte le aule della scuola. Ultimo espediente di raccolta soldi è l'invio di una comunicazione via e-mail, ponendo attenzione nell’escludere l’interessato dai destinatari ed è valida, in media, qualche settimana dopodiché la lista è irrevocabilmente chiusa. Il patto non scritto e vigente dai tempi dei tempi prevede che il beneficiario ricambi l’inatteso dono con un buffet da consumarsi alla fine dell’ultimo collegio docenti dell’anno, quello svolto dopo gli scrutini finali (quasi sempre verso le 13,00) in uno spazio comune (vedi mensa o sala insegnanti). L’equo scambio avviene tra la soddisfazione di tutti i partecipanti.




Aldo Domenico Ficara

Pagamenti supplenze brevi: non è mai troppo tardi



Dal seguente messaggio pubblicato sul portale NoiPa: “Si comunica che in relazione all’emissione speciale del 18 luglio per i supplenti brevi e saltuari, la data di esigibilità per i pagamenti che avvengono tramite il canale Banca d’Italia è il 26 luglio 2017 …”, si evince che sta arrivando a conclusione la storia infinita dei ritardi nei pagamenti delle supplenze brevi. L’emissione speciale del 18 luglio, dunque, riguarderà i supplenti brevi e saltuari, che dovrebbero vedersi accreditato uno o più stipendi, entro il prossimo 26 luglio 2017. Quindi ancora 4 giorni per vedere la fine di questa storia di ritardi su ritardi.




Aldo Domenico Ficara

venerdì 21 luglio 2017

Per uno studente su tre la colpa delle violenze sessuali sarebbe degli atteggiamenti delle ragazze



Per uno studente su cinque del Politecnico di Torino e dell’Università la colpa delle violenze sessuali sarebbe degli atteggiamenti delle ragazze. Lo pensa addirittura uno su tre, se si considerano solo gli studenti maschi. È il risultato dell’indagine che ha coinvolto 4 mila studenti, portata avanti dal Cirsde, il centro interdisciplinare ricerche e studi delle donne e di genere. Tutto nasce da una domanda del questionario, in cui si chiede di dire se si è d’accordo oppure no con l’affermazione: «Una ragazza che si comporta come una “sgualdrina”, si sta mettendo nei guai». Chi ha risposto sì, secondo l’ateneo, «imputa la colpa della violenza subita alla vittima, anziché a chi commette reato».  Alcuni studenti sono rimasti infastiditi dalla domanda in sé e dall’opportunità di usare un termine come «sgualdrina», per parlare delle ragazze. Ma un’ assegnista di ricerca difende la domanda, che è stata tradotta letteralmente dall’inglese. «L’etichetta sgualdrina è messa tra virgolette, è come se fosse appiccicata lì dall’intervistato. Il sotteso è che se una ragazza si comporta in modo disinvolto, non autorizza gli altri a pensare che sia disponibile».



Aldo Domenico Ficara