sabato 27 agosto 2016

Caso Bruschi: pro e contro


Il caso dell’ ispettore scolastico  Max Bruschi finisce anche sul quotidiano Repubblica. Una querelle che caratterizza la contestata mobilità dei docenti 2016/17 e  soprattutto la neo entrata “ chiamata diretta “,  che ha visto in questi giorni moltissime difficoltà procedurali. In un interessante articolo di Orizzonte Scuola in riferimento alla chiamata diretta si scrive: “ Avvisi senza alcun riferimento al Piano Triennale dell'Offerta Formativa, che violavano le indicazioni e le FaQ ministeriali, che hanno discriminato durante i colloqui le docenti chiedendo informazioni su gravidanza e astensioni, nonché scoraggiato i docenti part-time o che hanno chiesto video a figura intera "no mezzobusto".  In questo articolo vogliamo vedere, ad oggi, chi è favorevole alle riflessioni dell’ispettore Bruschi e chi contrario.

Favorevoli:

1.     Confedir di Marcello Pacifico
2.     Gilda Venezia
3.     RTS ( Regolarità e Trasparenza nella Scuola )

Contrari:

1.     ANP
2.     Dirigentiscuola

Vedremo come andrà a finire questa complicata vicenda. Una cosa è certa, l’ispettore Bruschi con un paio di battute sulla tastiera del computer ha coinvolto  tutto il mondo scolastico e oltre, provocando la riflessione, in particolare quella degli addetti al lavori, sull’importanza della valutazione nella nuova riforma della scuola.

 

Aldo Domenico Ficara

venerdì 26 agosto 2016

Max Bruschi ha ragione


Sul caso Bruschi interviene con un comunicato la Gilda degli Insegnanti della Provincia di Venezia  (http://www.gildavenezia.it/ha-ragione-bruschi-se-i-dirigenti-non-comprendono-la-loro-legge-e-un-loro-problema/ ). In tale comunicato in modo chiaro si afferma: “ L’ispettore Bruschi è stato accusato dall’Associazione Nazionale Presidi di essere stato troppo critico e addirittura minaccioso nei confronti di quei dirigenti scolastici che, applicando la cosiddetta “chiamata diretta” dei docenti, non avrebbero applicato correttamente la ratio della legge 107, soprattutto laddove per l’anno scolastico 2016-17 supera la distinzione tra organico di diritto e organico di potenziamento “. Il comunicato continua dicendo: “  Appare quanto meno paradossale che l’Associazione Nazionale Presidi che ha fortemente voluto e sostenuto molte delle scelte sciagurate della “buona scuola” si affretti a fare muro corporativo per difendere l’indifendibile. I giornali ormai sono pieni di casi di bandi e colloqui  creativi organizzati da dirigenti scolastici per chiamare i docenti. Sembra che tutto ciò sia normale. Se uno si permette di criticare e stigmatizzare comportamenti che nulla hanno a che vedere con la normativa vigente, anche se con toni certamente non pienamente condivisibili, viene sottoposto ad attacchi non solo immeritati, ma chiaramente strumentali. Una vera vergogna “.

 

Aldo Domenico Ficara

La chiamata diretta dei presidi è un fallimento, parola di Valentina Aprea


L'assessore all'istruzione in Lombardia,  Valentina Aprea, che diversi anni fa aveva  proposto la novità della chiamata diretta dei docenti da parte dei dirigenti scolastici, vedendo quanto sta accadendo in questi giorni afferma : «Ero stata io ad introdurre nella discussione parlamentare la proposta di chiamata diretta dei presidi, ma ora a distanza di anni, vorrei non averlo mai fatto. È un fallimento. La selezione dei dirigenti doveva dare forza al progetto formativo, immaginavo che le competenze venissero valorizzate sulla base delle specifiche necessità degli istituti. Invece il processo si è solo burocratizzato, non c’è un insegnante che parli di piena realizzazione delle potenzialità» . Si ricorda che Valentina Aprea nel 1994 è tra le prime donne ad essere chiamata da Silvio Berlusconi a rappresentare in Parlamento il movimento politico Forza Italia. È eletta alla Camera dei Deputati nel Collegio uninominale di Rozzano in Lombardia in rappresentanza della coalizione di centro-destra nelle elezioni del 1994, 1996 e 2001. Nel 2006 e 2008 viene eletta prima nelle liste di Forza Italia, poi del Popolo della Libertà, nella circoscrizione Lombardia. È stata responsabile delle politiche scolastiche di Forza Italia e, nei Governi Berlusconi II e III, ha ricoperto l'incarico di sottosegretario al Ministero dell'istruzione, dell'università e della ricerca. Con l'allora Ministro dell'istruzione, dell'università e della ricerca Letizia Moratti ha collaborato alla stesura della legge 53/03 e dei decreti attuativi della riforma Moratti della scuola. È stata, inoltre, Segretario di Presidenza della Camera dei Deputati nella XV Legislatura e presidente della Commissione Cultura, Scienza e Istruzione nella XVI Legislatura.

 

Aldo Domenico Ficara

giovedì 25 agosto 2016

In Toscana ambiti territoriali ballerini


In Toscana, a 20 giorni dall’inizio delle lezioni, la scuola sembra ancora un cantiere aperto, tanto che sono diversi gli insegnanti che si  rivolgono ai sindacati per chiarire la loro posizione lavorativa all’interno dell’ambito territoriale di destinazione. Il primo caso riguarda una docente che aveva già sostenuto il colloquio con il dirigente di una scuola di Viareggio che gli aveva offerto un contratto triennale. Sembrava già tutto fatto quando il 13 agosto, il Ministero della Pubblica Istruzione aveva assegnato un altro Ambito territoriale. Il secondo caso coinvolge altre due docenti, questa volta insegnanti di scuola primaria, che dopo aver regolarmente scelto la scuola presso cui svolgere l’incarico e firmato con i rispettivi dirigenti il contratto, oggi si sono viste recapitare dal MIUR una comunicazione con cui venivano loro assegnate altre sedi, lontane da quelle accettate.
 
 

Di 104 si perde il posto


Il dipendente che beneficia dei permessi della cosiddetta Legge 104 (“Legge Quadro per l’assistenza, l’integrazione sociale e i diritti delle persone handicappate”) non può abusarne e usarli solo parzialmente per l’assistenza al familiare. Quanto detto è stato stabilito dalla Corte di Cassazione, infatti,  si tratta di una violazione importante e può portare al licenziamento del lavoratore. I giudici di Piazza Cavour hanno voluto approfondire l’argomento con una sentenza importante. Il caso da analizzare era quello di un lavoratore licenziato perché nel corso di tre giornate aveva usato i permessi,  prestando assistenza al parente portatore di 104 solamente per quattro ore e tredici minuti (appena il 17,5% del tempo messo a disposizione e pagato). A tal riguardo si ricorda che per  la Legge 104/1992 il lavoratore disabile, in possesso di certificazione di handicap grave (articolo 3, comma 3, della Legge 104/1992) ha diritto alternativamente a due ore di permesso giornaliero (una sola ora se l’orario è inferiore alle 6 ore giornaliere) o a tre giorni di permesso lavorativo al mese. Il limite delle 18 ore mensili previsto dalla Legge 133/2008 è da prendere in considerazione solo nel caso in cui i tre giorni vengano frazionati in ore. La stessa considerazione riguarda i lavoratori che assistano familiari (coniuge o parenti e affini fino al terzo grado) con handicap grave. Il limite delle 18 ore mensili è da applicarsi solo nel caso in cui il dipendente pubblico decida di frazionare in ore i tre giorni di permesso mensili e solo nel caso in cui il suo Contratto Collettivo Nazionale di Lavoro di riferimento abbia già previsto una corrispondenza in 18 ore dei tre giorni di permesso.

 

Aldo Domenico Ficara

Favola sulla competenza: Università “ Tiregalolalaureabastachepaghi “


Ci sono 2 insegnanti di matematica, il primo laureato nell’Università “ Tiregalolalaureabastachepaghi “ il secondo laureato alla Scuola Superiore Normale di Pisa. Il primo insegnante mentre sta facendo lezione in aula, scrive alla lavagna: 3 + 3 = 7. Qualche alunno timidamente fa osservare all’insegnante l’errore fatto, ma il docente con tono arrogante zittisce tutti ribadendo: 3 + 3 = 7. A questo punto entra nell’aula il secondo insegnante, quello laureato alla Scuola Superiore Normale di Pisa, e rivolgendosi al collega esclama: “ Cretino, 3 + 3 fa 6  e non 7”. Apriti cielo,  il primo insegnante fiero di essersi laureato nell’Università “ Tiregalolalaureabastachepaghi “si infuria, esce dall’aula e va a dire in giro che il collega si è permesso di dirgli " cretino ". Tutti, ma in particolar modo i colleghi laureati anch’essi all’Università “ Tiregalolalaureabastachepaghi “, solidarizzano con il primo insegnante, asserendo che è sbagliato etichettare un collega come “cretino”. L’insegnante laureato alla Scuola Superiore Normale di Pisa piano piano viene isolato, e qualcuno arriva a proporre anche il suo licenziamento dalla scuola. Morale della favola: si alza un polverone sull’uso poco consono di dare del “ cretino “ ad un collega, lasciando nascosto l’errore e l’incapacità di fare le cose più facili, come in questo caso una semplice somma. Con mio grande dispiacere noto che in Italia le persone laureate nell’Università “ Tiregalolalaureabastachepaghi “ sono sempre di più, si coalizzano tra loro nel nome dell’ignoranza, con l’unico fine di annientare quei pochi laureati alla Scuola Superiore Normale di Pisa, e per di più denigrandoli.   La colpa di questi ultimi ?  Semplicemente il fatto di essere preparati e competenti. Della serie: con questo andazzo siamo destinati a rimanere nelle spire tentacolari della crisi economica per lungo tempo.

 

Aldo Domenico Ficara

Questione di stelle


mercoledì 24 agosto 2016

Partigiani della Scuola Pubblica e la procura speciale per accesso agli atti sull'algoritmo della mobilità

Riceviamo dai Partigiani della Scuola Pubblica e pubblichiamo:


UN'AZIONE CONCRETA PER CERCARE DI SCOPRIRE COME E' IMPOSTATO L'ALGORITMO ****

ENTRO DOMENICA 28 agosto !!!

PER LA LEGGE SULLA TRASPARENZA ABBIAMO IL DIRITTO DI SAPERE.
SALVATE IL TESTO DELLA PROCURA QUI SOTTO, COMPILATELO E INVIATELO ALL'AVV BEVILACQUA, CHE SE NE OCCUPERA' ANCORA UNA VOLTA GRATUITAMENTE.
Ci aspettiamo che i docenti trasferiti lontano (nonostante il punteggio) e anche tutti gli altri ci aiutino in questa iniziativa.

Mobilità: procura speciale per accesso agli atti

Colleghi, dopo innumerevoli segnalazioni riguardo iniqui provvedimenti di trasferimento ai sensi del ccni sulla mobilità 2016, abbiamo deciso di avviare una richiesta collettiva di accesso agli atti per conoscere l'algoritmo misterioso che ha deciso la sede di servizio di molti docenti che potremmo essere noi dal prossimo anno. Tutto quello che sta accadendo dobbiamo contrastarlo uniti ORA! Abbiamo pertanto deciso di chiedere l'accesso agli atti ai sensi del dlgs 33/2013, anticorruzione, e, per chi è direttamente interessato come parte lesa, alla legge 241/90 sulla trasparenza. Segue il modello di procura speciale che potrete inoltrare alla nostra Gianfranca in forma di lettera scansionata con la vostra firma, entro e non oltre domenica sera, all'indirizzo gbmito@libero.it. Per evitare d'intasare la mail, possono essere utilizzati anche fax: 0968.436937 e posta ordinaria: Avv. Gianfranca Bevilacqua v. Buonarroti, 1 -88046- Lamezia Terme - CZ-

"Procura speciale”

Il/la sottoscritt*.. nat* a ..il .., residente a .., in via .., n.., c.f.
Dichiara
di conferire mandato all'Avv. Gianfranca Bevilacqua del foro di Lamezia Terme affinché, in qualità di cittadino/a e docente, nel proprio interesse, nome e conto, avanzi istanza ex dlgs 33/2013 (ovvero ex l. 241/90) finalizzata all'acquisizione dei criteri e modalità di funzionamento dell’algoritmo che gestisce il software relativo ai trasferimenti interprovinciali del personale docente ai sensi e per gli effetti del CCNI sulla mobilità 2016.
Luogo, data
Firma

Qualcuno auspica un suicidio collettivo per docenti contrastivi


RTS vicina alle popolazioni colpite dal terremoto

 
 
Tutta la redazione di RTS è vicina alle popolazioni coinvolte nel disastroso terremoto di questa notte. L'auspicio, con la prossima apertura delle scuole,  è quello di vedere molte iniziative di solidarietà verso queste terre martoriate dal sisma.