mercoledì 23 agosto 2017

In provincia di Gorizia selezione per un Educatore asilo nido

Il comune di Grado ( in provincia di Gorizia ), ai sensi di quanto disposto dall’art. 23 della L.R. n. 18/2016, indice una selezione per titoli e colloqui finalizzata all’assunzione a tempo pieno ed indeterminato di un Educatore asilo nido – categoria C, da assegnare all’Area Economico Finanziaria – Servizi alla Persona. La domanda di partecipazione alla selezione dovrà pervenire entro il termine perentorio del 30 agosto 2017, anche nel caso di spedizione con raccomandata A/R. La Commissione avrà a disposizione un punteggio massimo complessivo di 30 punti così ripartito:
- curriculum: 10 punti
- colloquio: 20 punti
- non saranno considerati idonei i candidati che 
 avranno riportato nel colloquio un punteggio  inferiore a 14/20. 

Vai al bando

Massimo Recalcati: il vero ruolo dell’insegnante è aprire mondi e aperture mai pensate prima

Secondo le parole di Massimo Recalcati, il maestro dovrebbe “aprire vuoti nelle teste, aprire varchi nei discorsi già costituiti, fare spazio, aprire mondi e aperture mai pensate prima”. Sempre secondo Recalcati  è questa “l’erotica dell’insegnamento”. E ancora: " Naturalmente le difficoltà che incontrano gli insegnanti di fronte a una platea di studenti che, a detta di molti, “non ascoltano più”, “non parlano più”, “non leggono più”, sono moltissime e certo non è semplice per una categoria che sempre più spesso viene umiliata sia economicamente che socialmente, trovare le giuste motivazioni per assolvere al meglio a questo ruolo. Eppure in moltissime scuole italiane assistiamo ogni giorno, durante l’ora di lezione, a incontri che possono cambiare la vita. Come accede a volte con certi libri o certe opere d’arte, succede che a un certo punto, dal momento in cui avviene l’incontro, il mondo non è più come prima ".

Massimo Recalcati ha insegnato come professore a contratto in varie università, fra le quali quelle di Padova, Urbino, Bergamo, Losanna. Attualmente, insegna Psicopatologia del comportamento alimentare presso l'Università degli Studi di Pavia, e "Psicoanalisi e scienze umane" all'Università degli Studi di Verona. È direttore scientifico dell'Istituto di Ricerca di Psicoanalisi Applicata (IRPA) e fondatore della onlus Jonas, centro di clinica psicoanalitica e psicoterapeutica con diverse sedi decentrate nel territorio

Resto al Sud : fino a 50mila euro per chi ha meno di 35 anni e ha un progetto imprenditoriale nel cassetto

Per i giovani del Sud che sognano di aprire un'impresa mancano pochi giorni per veder realizzate le proprie aspirazioni professionali. Infatti, subito dopo l'estate, se il Governo rispetterà i tempi, chi ha meno di 35 anni e ha un progetto imprenditoriale nel cassetto potrà bussare a Invitalia per chiedere un aiuto fino a 50mila euro per coprire le spese per avviare la propria azienda, che possono diventare 200mila euro in caso di più soci. Si chiama “Resto al Sud”, la nuova misura che sarà gestita da Invitalia per incentivare i giovani all’avvio di attività imprenditoriali nelle regioni del Mezzogiorno. Il provvedimento, varato con decreto legge n.91 del 20 giugno 2017, è rivolto agli imprenditori under 35 residenti nelle regioni Abruzzo, Basilicata, Calabria, Campania, Molise, Puglia, Sardegna e Sicilia.


Aldo Domenico Ficara

DIRIGERE LA SCUOLA N. 8/2017

Editoriale: di Vittorio Venuti - Rapporto invalsi:il sud migliora, il “cheating” diminuisce.Il senso?
Antonietta Di Martino -AGE MANAGEMENT: gestione dell’età nei luoghi di lavoro
Michela Lella - I nuovi docenti
Angelo D’Onofrio - Il caso di ALBERTO
Giacomo Mondelli - Progettazione del Piano Triennale dell’Offerta Formativa
Anna Armone -Regolamento europeo in materia di protezione dei dati personali
Damiano Verda -Uguaglianza e merito
Silvia Giannone -Cyberbullismo: un dramma sociale, i punti più significativi della legge 71 /2017
Viviana Rossi -S.O.F.I.A.: il Sistema Operativo per la Formazione e le Iniziative di Aggiornamento dei docenti
Antonio Sapiente -Il passaggio di gestione tra dirigenti scolastici

Notizie in breve:

“Vincent in Love - il lavoro dell’anima” di Giovanna Strano
Salute e sicurezza nella scuola: da mero adempimento, a parte integrante della formazione universitaria dei futuri docenti e dirigenti scolastici

Rubriche:

CPIA … a cura di Ada Maurizio - Il mondo dentro visto da fuori
LA SCUOLA IN EUROPA … a cura di Mario Di Mauro - Non solo saperi e competenze cognitive per PISA. è importante anche il‘benessere’degli studenti
PSICOLOGIA DELLA GESTIONE … a cura di Vittorio Venuti - L’ATTUALITÀ ignorata di DON MILANI
GIURISPRUDENZA DEL LAVORO … a cura di Rosanna Visocchi - Corso intensivo di formazione per immissione nei ruoli dei Dirigenti scolastici: sollevata la questione di legittimità costituzionale delle normativa di riferimento



A Milano mancano all’appello 1.400 insegnanti di sostegno

Sulle pagine de Il Giorno, in relazione alla mancanza di docenti di sostegno nel milanese si scrive: “Mancano all’appello ancora 1.400 insegnanti di sostegno a Milano. «Il contingente previsto dal Ministero era di 1.953 posti complessivi per tutti gli ordini di istruzione: non solo non ci siamo, ma la forbice è destinata ad allargarsi perché chi non ha ottenuto i trasferimenti potrà ottenere l’assegnazione provvisoria fuori regione». E ancora: “  A fare i conti è il segretario milanese di Cisl Scuola: «A preoccupare sono soprattutto elementari e medie: alle primarie servono 853 insegnanti di sostegno, dopo le immissioni in ruolo ne mancano più di 670; alle medie ne occorrono 927 e ci sono 700 posti vuoti. Per la scuola dell’infanzia sono 110, ci siamo quasi; alle superiori 63 e non dovrebbero esserci problemi» “.

Valeria Fedeli: chi non è in grado di insegnare, deve accomodarsi altrove

Il Ministro dell'Istruzione Valeria Fedeli in una intervista rilasciata a Ilsussidiario.net, alla domanda “il docente italiano è inamovibile ?”,  risponde in modo deciso: “L'inamovibilità a fronte dell'incapacità non dev'essere più possibile. Poi si tratterà di vedere come fare. Non voglio discriminazioni, ma reciproca consapevolezza. Lo so, è un tema difficile. Su questo però non mi faccia aggiungere altro”. Tradotto in parole povere con quel "L'inamovibilità a fronte dell'incapacità non dev'essere più possibile "  il Ministro fa intendere che non è più accettabile avere docenti a mezzo servizio o poco inclini alla professione di insegnante ovvero chi non è in grado di insegnare, deve accomodarsi altrove. Prove tecniche per futuri licenziamenti ?



Aldo Domenico Ficara 

Legge 107: non è la legge dell'inganno, ma dei furbetti.

Riportiamo un botta e risposta di due colleghi che hanno commentato l’articolo di RTS a firma di Rosella Raccuglia:

Rosanna Buscema
La legge del posto fisso, molti hanno letto solo una parola "RUOLO". Le 100 province sono state scelte e non imposte, tutti hanno scelto il nord perché era più facile entrare, tutti pensavano dopo un anno torno a casa. Adesso sono tutti "deportati", al momento di presentare domanda nessuno si è accorto di avere famiglia? Nessuno si è accorto che le sedi scelte stavano a tantissimi chilometri da casa? Nessuno ha pensato che stare al nord ha un costo come lo è sempre stato per i precari che non si sono mai lamentati?  Tutti o quasi, il giorno dopo aver preso il ruolo hanno chiesto congedi, aspettativa, legge 104.Adesso pur di tornare a casa c'è chi si è iscritto per il TFA del sostegno, hanno scoperto la passione per i bambini in difficoltà che hanno bisogno d'aiuto!!!Non dimentichiamo che una parte di questi insegnanti faceva altro lavoro e non aveva neanche punteggio. Non è la legge dell'inganno, ma dei furbetti.

Daniele Ciatto
Cara signora, la sua descrizione dei fatti non mi pare molto oggettiva: i furbetti di cui parla, ovvero coloro che hanno scelto il nord pensando ad una facile immissione in ruolo sono coloro che sono stati immessi in ruolo prima della 107, e per i quali non è stato applicato il blocco triennale (che anzi era quinquennale), in quanto l'anno successivo gli hanno concesso la deroga per tornare a casa, con precedenze che, in buona sostanza, azzeravano l'anzianità di servizio. Gli immessi in ruolo con la 107, hanno scelto le 100 province, ma partendo da quella di residenza, e grazie ad un algoritmo fantasma(di cui il ministero non ha mai e dico mai chiarito la natura) si sono ritrovati a centinaia di km da casa, magari dopo 20 anni di precariato. Gli stessi docenti, nella gran parte dei casi, hanno creduto ancora una volta che il Miur dicesse la verità quando sbandierava ai quattro venti che questo era l'ultimo treno per l'immissione in ruolo, e che le GAE sarebbero state abolite, per cui la paura di vedere vanificati anni di sacrifici ha spinto verso la proposta di assunzione. Se il Miur voleva modificare il reclutamento dei docenti passando dalla base provinciale a quella nazionale, bastava modificare le GAE e ricompilarle su base nazionale (graduatoria unica), garantendo così una trasparenza che, invece, la 107 ha azzerato.



La formazione degli insegnanti fuori dall’orario di servizio deve essere retribuita

L’Aran, con specifico parere, ha ribadito un principio di carattere generale che si deve applicare ai contratti collettivi nazionali di lavoro del pubblico impiego, nei quali viene previsto che almeno l’1% dell’orario debba essere destinato alla formazione, cui si aggiunge la possibilità di avere permessi. Nel particolare, l’Aran ha specificato che le ore dedicate alla partecipazione a corsi di formazione e aggiornamento professionale dei dipendenti pubblici organizzati dall’ente o comunque autorizzati dallo stesso presso altri soggetti pubblici o privati, devono essere considerate come servizio prestato a tutti gli effetti e, quindi, anche come orario di lavoro, ai fini del completamento del debito orario delle ore settimanali. Questa indicazione, che non può essere derogata dalle scelte delle singole amministrazioni, porta alla conseguenza che l’eventuale superamento del normale orario giornaliero deve essere equiparato alle prestazioni di lavoro straordinario, con la maturazione del diritto per il dipendente a percepire la differenza retributiva per lavoro straordinario o, in alternativa, su richiesta del lavoratore, ad usufruire di riposi compensativi commisurati alle ore extra effettuate

martedì 22 agosto 2017

Il comune di Monza ha indetto un concorso per 4 posti di Educatore scuola dell’infanzia

Il comune di Monza ha indetto un concorso pubblico per titoli ed esami per la copertura a tempo indeterminato e pieno, di n. 4 posti di Educatore scuola dell’infanzia, categoria C, C.C.N.L. Comparto Regioni e Autonomie Locali, di cui n. 1 subordinato al mancato rientro in servizio di un’educatrice della Scuola dell’infanzia dimissionaria con diritto alla conservazione del posto sino al 15 settembre 2017 e n.1 subordinato al collocamento a riposo di un’ulteriore educatrice, previsto per il 1 dicembre 2017.  La data di scadenza per la presentazione delle domande di ammissione è il 21 settembre 2017. L’unica modalità di presentazione della domanda di ammissione al concorso, PENA ESCLUSIONE, è l’iscrizione on-line, all’indirizzo www.comune.monza.it, sezione “Comune – Lavora con noi - Concorsi pubblici ”.

Petizione su sperequazione di trattamento economico tra docenti di nazionalità europee differenti

Con questa Petizione vogliamo rivendicare il principio secondo cui è impensabile stare in Europa e assistere ad una sperequazione di trattamento economico tra docenti di nazionalità europee differenti. I nostri colleghi Europei lavorano in media in meno di noi italiani, nonostante questo aspetto percepiscono stipendi più alti, non vivono l'incubo del precariato scolastico come accade in Italia, non hanno l'accesso all'insegnamento veicolato dalle classi di concorso, godono di migliori possibilità di crescita professionale e di maggiori condizioni di tutela e promozione della salute così come intesa dall'OMS nel proprio posto di lavoro. I docenti svolgono un ruolo delicatissimo nella nostra società, un compito di affiancamento ai propri alunni e alle loro famiglie in un processo di crescita, sviluppo e maturazione dell'individuo, hanno poi il compito di essere promotori della cultura del proprio paese e dell'incontro con altre realtà, di accompagnare le future generazioni verso un accrescimento didattico - educativo ma sopratutto verso un accrescimento umano personale e di relazione verso gli altri, quindi il compito di valorizzare l'incontro tra popoli. Se abbiamo a cuore l'Italia, prenderemo a cuore anche la tutela di questa categoria professionale che insieme alle famiglie ha un carico di responsabilità importante di supporto nello sviluppo degli alunni di oggi e cittadini del domani. Riconoscere dunque un aumento dello stipendio ai docenti italiani portandolo ai livelli di trattamento economico dei colleghi europei implicherebbe da un lato il ripristino di un riconoscimento del valore della professione docente e dall'altro la possibilità per gli stessi d'investire nella formazione continua al fine di migliorare la propria formazione professionale, nell'interesse prioritario verso i propri alunni. E' risaputo inoltre che la professione docente è una delle professioni ad alto rischio di burn out, proprio per la mole di lavoro loro richiesta e per le pochissime risorse umane ed economiche a cui lo stesso può attingere nel miglioramento, tutela e prevenzione rispetto alla propria condizione con cui il professionista dell'istruzione si confronta.