mercoledì 28 settembre 2016

Gli insegnanti giudicheranno l’operato dei loro Ds


In questi giorni di settembre negli Usr si cerca di comporre i Nuclei di valutazione, che dovranno passare in rassegna e assegnare gli obiettivi per il prossimo triennio 2016/2018 gli oltre 8mila presidi in servizio (http://www.repubblica.it/scuola/2016/09/28/news/questionario_scuola_fa_discutere-148696305/?ref=HREC1-11 ). Ma per i Dirigenti scolastici, allo loro prima valutazione, la parte più indigesta di tutta la procedura è proprio il questionario sull’apprezzamento del loro operato che compileranno tutti i docenti della scuola. Fino ad oggi il documento riguardante il questionario è stato tenuto segreto perché il ministero dell’Istruzione ha voluto evitare fughe di notizie su un argomento così delicato ( chi scrive nel mese di agosto si era dilungato in discussioni con alcuni decisori politici proprio sul tipo di governance scolastica più appropriata alla 107/15 ). Il giudizio che gli insegnanti attribuiranno ai loro presidi sarà condensato in una dozzina di domande in cui è previsto una valutazione su quattro livelli di apprezzamento. Di seguito a titolo di esempio 3 domande a cui dovranno rispondere i docenti:
1.     Qual è il clima in cui si lavora in questa scuola?
2.     Il dirigente scolastico valorizza il lavoro degli insegnanti?
3.     Le sembra efficace e trasparente il modo in cui il preside dirige la scuola?

 

Aldo Domenico Ficara

Insegnante sgridata perché entrata in segreteria fuori orario

Un lettrice di RTS ci scrive:

Stamani ho avuto uno spiacevole episodio per l'orario della segreteria (non con le segretarie, che sono tutte gentilissime). In pratica sono andata in segreteria, non per una cosa personale ma riguardante la didattica della mia classe, "fuori" orario e sono stata letteralmente sgridata perché non era l'orario di segreteria. Vi faccio notare che la segreteria è aperta al pubblico, insegnanti compresi, con questo orario di ricevimento: MARTEDÌ: ore 8.30 - 9.30 MERCOLEDÌ: ore 15.00 - 17.00 GIOVEDÌ': ore 12.00 - 13.00 VENERDÌ: ore 8.30 - 9.30 Vi faccio notare che io in questo orario sono sempre in classe con i ragazzi (escluso il mercoledì che esco alle 12.30 e che sarei costretta a ritornare a scuola) e che sono andata durante l'ora di ricreazione approfittando della compresenza con la mia collega.

Riportiamo a titolo di esempio un orario di segreteria di una scuola pubblicato sulla rete web:
La segreteria è nell'Istituzione scolastica l'unico ufficio presente e gestisce tutte le pratiche necessarie per l'amministrazione, per il personale e anche le relazioni con il pubblico. Si compone dall'ufficio del capo dei servizi di segreteria che coordina l'attività dei due uffici di segreteria di cui uno rivolto agli alunni, ai genitori e al pubblico in generale e l'altro rivolto ai docenti.
 
Gli uffici della segreteria osservano il seguente orario di apertura al pubblico:
  • LUNEDI': dalle ore 09.00 alle ore 14.00
  • MARTEDI': dalle ore 09.00 alle ore 14.00
  • MERCOLEDI': dalle ore 09.00 alle ore 14.00
  • GIOVEDI': dalle ore 09.00 alle ore 14.00
  • VENERDI': dalle ore 09.00 alle ore 14.00
  • SABATO: CHIUSO AL PUBBLICO

martedì 27 settembre 2016

Un’analisi alunni/classe presupponendo uguali superfici calpestabili per aula


Sul sito web di informazione scolastica TuttoScuola (http://www.tuttoscuola.com/cgi-local/disp.cgi?ID=39239  ) si scrive: “Nell’anno scolastico appena cominciato il rapporto alunni per classe a livello nazionale è di 21,09, in diminuzione rispetto al 21,24 dell’anno scorso e rispetto al 21,49 del 2012-13. Ma in Calabria le classi ospitano in media 19,01 alunni, mentre in Emilia Romagna devono stringersi in ogni classe in media 22,25 alunni (3,24 in più degli alunni calabresi). Le due regioni rappresentano la punta di un fenomeno che riguarda le aree geografiche di appartenenza: al Nord il rapporto alunni/classe si attesta quest’anno a 21,63 (rispetto al 20,41 di nove anni fa: +6%); al Sud e nelle Isole a 20,36 (rispetto al 19,97 di nove anni fa: +2%) “. Sembrerebbe che in Calabria ci siano meno alunni per classe rispetto all’ Emilia Romagna, però in questi dati manca un fattore significativo: la superficie calpestabile per aula, o meglio la media delle superfici calpestabili delle aule per regione.

 

Aldo Domenico Ficara

Come cambierà l’esame di maturità


Gli esami di stato riguardanti le scuole secondarie di secondo grado dal prossimo anno scolastico cambieranno ? Pare proprio di si, infatti, secondo un documento relativo alla riforma degli esami, dalla maturità sparisce la terza prova scritta, quella a cura della commissione, e restano quella d'italiano e l'altra, d'indirizzo (versione di latino o greco al classico e matematica allo scientifico). Inoltre alla prova orale gli studenti dovranno rendere conto dei progetti di Alternanza scuola-lavoro dell'ultimo triennio e il punteggio finale sarà sempre in centesimi, ma il curriculum scolastico peserà 40 punti anziché 25. A ciascuna delle due prove scritte e al colloquio la commissione potrà attribuire al massimo 20 punti (oggi, i tre scritti valgono 15 punti a testa e il colloquio al massimo 30). Probabilmente cambierà anche la composizione delle commissioni valutatrici. Sono due le proposte più accreditate:
1.     commissione composta da soli membri interni e da un presidente esterno;
2.      commissione composta da tre membri interni e tre esterni, ma con un unico presidente esterno per tutte le classi della scuola.

Inoltre sarà istituito un nuovo test Invalsi (di italiano, matematica e inglese, svolto al pc) all'ultimo anno delle superiori. Test che non influirà sul voto finale, ma il cui esito sarà riportato sulla scheda di valutazione conclusiva che affianca la pagella. Un modo per fare emergere la congruità delle valutazioni date agli esami di stato.

 

Aldo Domenico Ficara  

lunedì 26 settembre 2016

Nella Buona Scuola il bello deve ancora venire


Si apprende da un articolo pubblicato su Repubblica.it che Davide Faraone, sottosegretario all'Istruzione,  stia curando il decreto legislativo riguardante la riforma del sostegno. Lo stesso Faraone riassume  questo complesso iter legislativo nel seguente modo: "Semplificazione, continuità, maggiore formazione e specializzazione per andare incontro alle esigenze reali degli alunni, costruzione di un progetto di vita che vada oltre la scuola e un'inclusione che è responsabilità di tutta la comunità". A Viale Trastevere la parola "sostegno" sarà sostituita da quella "inclusione" , inoltre il concetto di "Progetto di vita" sarà inserito per fare comprendere che la riforma sul sostegno vuole coinvolgere tutti, dagli alunni disabili a quelli normodotati, magari con qualche difficoltà anche temporanea,  e che l'orizzonte temporale non sarà solo quello degli anni di permanenza a scuola. A tal riguardo gli insegnanti di sostegno dovranno essere più preparati, infatti, in luogo di 60 crediti formativi universitari, per ottenere la specializzazione su sostegno occorrerà sostenerne 120, ovvero il doppio. Inoltre la formazione specifica su sostegno sarà estesa a tutti i futuri insegnanti.   Anche quelli già assunti  dovranno formarsi sulle problematiche dell'inclusione, visto che con la Buona scuola l'aggiornamento sarà obbligatorio. Si potrebbe dire: “ Nella Buona Scuola il bello deve ancora venire”. Se poi quello che arriverà sarà bello, lo diranno gli insegnanti, che di Buona Scuola ormai hanno una sufficiente esperienza. Si ricorda la differenza tra studenti DSA e studenti BES (http://aldodomenicoficara.blogspot.it/2016/01/distinzioni-tra-dsa-e-bes.html ):  Nel primo caso si tratta di una categoria di disturbi in cui rientrano ad esempio dislessia, disortografia, disgrafia e discalculia. Vengono diagnosticati da psicologi e/o neuropsichiatri. La loro identificazione è di pertinenza del settore sanitario. In tale contesto clinico si cercherà di comprende...re le caratteristiche della persona (punti di forza e debolezza, eventuali altre difficoltà associate ecc.), in base alle quali la scuola dovrà adottare le strategie didattiche opportune (inclusi, quando necessario, strumenti compensativi e dispensativi) e dovrà elaborare un piano didattico personalizzato (PDP). Nel secondo caso contrariamente a quanto spesso si crede, non sono una categoria diagnostica e di per sé non identificano un disturbo poiché qualunque studente può manifestare dei bisogni educativi speciali nel corso del suo percorso di studi ( anche un genio che non si è integrato bene nel gruppo classe ). Ci riferiamo a una difficoltà che dà diritto a un intervento personalizzato (che può portare al PDP) ma non si tratta di un concetto clinico, bensì pedagogico ( con tutta la discrezionalità delle decisioni collegiali deliberate ). Qualunque studente può avere dei bes per diversi motivi: fisici, biologici, fisiologici, psicologici e sociali.

 

Aldo Domenico Ficara

 

sabato 24 settembre 2016

La scuola, malata terminale di supplentite, si aggrava?


In un articolo pubblicato sul Corriere.it (http://www.corriere.it/scuola/medie/16_febbraio_01/milano-brescia-bergamo-treviso-scuole-nord-caccia-supplenti-8368eb18-c8d3-11e5-8532-9fbac1d67c73.shtml?cmpid=SF020103COR ) si scrive: “Dopo il caso scoppiato per il mancato pagamento dei supplenti, rischia di scoppiarne un altro, quello del supplente che non c’è. Le graduatorie ad esaurimento sono state infatti svuotate dal maxi piano di assunzioni della legge 107, e quando le scuole hanno bisogno di supplenti per le malattie o per altre assenze più o meno brevi degli insegnanti, non trovano personale a disposizione. I presidi erano sicuri di poter contare sul corpo docente funzionale, il cosiddetto organico del potenziamento: ma in molti casi, soprattutto nel Nord-est, gli insegnanti assunti virtualmente sul potenziamento hanno preferito continuare le proprie supplenze lunghe al Sud piuttosto che trasferirsi a metà anno, e rinviare al prossimo anno la scelta definitiva. Col risultato che tante scuole non hanno a disposizione quegli insegnanti «di scorta» utilizzabili per le emergenze. E le segreterie devono quindi ricorrere ai lunghi elenchi di docenti a disposizione sperando, attraverso centinaia di telefonate, di trovarne qualcuno disposto a coprire quel buco di 2- 3, 5 settimane “. Si potrebbe dire: “La scuola si aggrava,  malata di supplentite “. Abbiamo toccato il fondo o dobbiamo vedere altre sorprese di ordinaria disorganizzazione ?

 

Aldo Domenico Ficara

Chiamata diretta ? Facciamo un copia e incolla

venerdì 23 settembre 2016

Campagna istituzionale di comunicazione sullo #SchoolBonus

Al via la campagna istituzionale di comunicazione sullo #SchoolBonus, lo strumento previsto dalla legge Buona Scuola per consentire a chi fa erogazioni liberali ad una istituzione scolastica di avere un credito di imposta pari al 65% per le donazioni effettuate negli anni 2016 e 2017 e al 50% per il 2018. Lo spot sarà trasmesso a partire dalla giornata di oggi, sabato 17 settembre, sulle reti RAI. Sarà diffuso anche in versione radiofonica. Al centro del video, un viaggio fra i ricordi che la scuola suscita in ognuno di noi. Lo sguardo si posa sui banchi, fra le aule, nei laboratori. E poi ritrova in cortile quel vecchio cuore inciso per celebrare la prima cotta. Il suono della campanella ci riporta al presente, quello in cui, grazie alla legge Buona Scuola, è finalmente possibile partecipare al miglioramento dei nostri istituti avendo in cambio un beneficio fiscale.