mercoledì 26 aprile 2017

Quando ANP prendeva atto dell’ipotesi " Ds a tempo " proposta dalla Giannini


Si riporta una nota ANP dell’otto aprile  2015: “ La prevista audizione dell'Anp da parte delle VII Commissioni Unificate di Camera e Senato si è svolta alle ore 20,45 del giorno 8 aprile, anziché alle 13,45 (come inizialmente previsto) a seguito del protrarsi delle operazioni di voto in cui erano impegnati i parlamentari.  Il presidente, Giorgio Rembado, ha esposto la posizione Anp sugli aspetti principali del Disegno di Legge AC 2994, che intende tradurre in norma il progetto di riforma sulla Buona Scuola. L'intervento parte dalla condivisione di alcuni punti del DdL - in particolare quelli relativi all'autonomia delle istituizioni scolastiche, ma anche, in parte, alle funzioni del dirigente - per poi prendere in esame gli aspetti sui quali l'Associazione nutre alcune perplessità o è francamente critica. La più radicale riserva riguarda l'assenza di un coordinamento tra le norme del DdL AC 2994 (che si riferiscono al profilo ed alla funzione gestionale del dirigente scolastico - in particolare art. 21 comma 2 lettera f) e la contraddittoria esclusione dello stesso dal ruolo unico della dirigenza pubblica, attraverso il parallelo provvedimento all'attenzione del Senato (DdL  AS 1577, art. 10). Sono state passate inoltre in rassegna alcune questioni di contesto, relative alle reazioni suscitate nei media dal DdL: reazioni che sono apparse a volte dettate da scarsa informazione sulla portata dei provvedimenti o da pregiudiziale ostilità verso ipotesi di cambiamento radicale dell'esistente.  Fra queste, non poteva passare sotto silenzio la nota intervista al Ministro Giannini comparsa su Repubblica.it, nella quale, non si sa con quale livello di convinzione, il titolare di viale Trastevere avrebbe affermato che la funzione di dirigente scolastico sarebbe a tempo, con una restituzione al ruolo di insegnante dopo alcuni anni. Rembado, pur nel dubbio che il pensiero del Ministro non sia stato correttamente riportato, ha sottolineato come un'ipotesi del genere sia radicalmente incompatibile con tutto l'impianto della riforma, oltre che con evidenti questioni di efficacia del sistema, chiamato ad investire risorse importanti per reclutare e formare dirigenti e poi rinviarli in aula dopo qualche anno “.

 

Aldo Domenico Ficara

 

 

martedì 25 aprile 2017

Le 3 regole auree della scuola che rendono impossibile il ritorno di Renzi


 
 
Gli interventi legislativi sulla scuola rispondono di solito a due regole auree fondamentali. La prima è basata sul fatto che nessun cambiamento è possibile senza l'adesione convinta degli insegnanti, degli studenti, del personale della scuola, perché senza e contro di loro nessun cambiamento reale è realizzabile. La seconda è che i cambiamenti devono contare su maggioranze parlamentari più ampie di quelle di governo, perché la scuola rappresenta il fondamento dei diritti di cittadinanza più rilevanti sanciti dalle Costituzioni.  Renzi nei suoi 1000 giorni di governo ha infranto  entrambe le 2 regole sopra descritte, e oggi si ripropone come se nulla fosse. Esiste però una terza regola aurea, quella che caratterizza il corpo insegnante come un soggetto dalla memoria elefantiaca. Pertanto fare breccia sui sentimenti degli insegnanti offesi e derisi negli anni passati sarà impresa titanica al limite dell’impossibile. Direi di più un’impresa del tutto impossibile e impraticabile.

 

Aldo Domenico Ficara

Un Ds versa coca cola in faccia a due studenti e li cosparge di schiuma da barba


Il preside di una scuola bergamasca versa della coca cola in faccia a due studenti e li cosparge di schiuma da barba. A tal riguardo nella pagina della cronaca di Bergamo del Corriere della Sera il 26 agosto 2016 si scrive: " Quel giorno decine di compagni di classe si saranno anche spanciati dalle risate e uno dei due l’ha presa goliardicamente, ma l’altro si è offeso e la sua famiglia ha sporto denuncia. Non era mai successo. Il preside ridimensiona l’episodio sopra descritto a «uno scherzo». Il pm lo definisce invece abuso di mezzi di correzione e di disciplina, reato per cui il dirigente è indagato. L’ipotesi della procura è che il Ds abbia superato il limite, per punire i ragazzi che avevano infranto le regole disciplinari. Non ci sono solo i due episodi della coca cola e della schiuma da barba, nell’ottobre del 2015, ma anche un episodio di due anni prima. Riguarda un ragazzo fatto circolare per le classi con un cartello sul petto con scritto «Sono un succhia c...». Lui non ha denunciato. Ma non serve, perché il racconto è emerso nel corso delle testimonianze e per questo reato si procede d’ufficio. La vicenda apre una riflessione sul sottile limite tra il rispetto delle regole e i metodi per farle rispettare ". Episodi che si stenta a considerare reali per la loro violenza psicologica e per il ruolo istituzionale di chi li ha commessi.

 

Aldo Domenico Ficara

 

Collegio docenti: l’importanza di far scrivere a verbale la propria contrarietà


 
 
L’art.24 del DPR n.3 del 1957 sulla responsabilità degli organi collegiali specifica quanto segue:  “ quando la violazione del diritto sia derivata da atti od operazioni di collegi amministrativi deliberanti, sono responsabili, in solido, il presidente ed i membri del collegio che hanno partecipato all’atto od all’operazione. La responsabilità è esclusa per coloro che abbiano fatto constatare nel verbale il proprio dissenso ”. Pertanto nell’ambito di un collegio docenti se un insegnante avesse la percezione che l’oggetto da deliberare presenti un profilo di illegittimità tale da generare delle responsabilità, sarebbe buona prassi  far scrivere a verbale la propria contrarietà, non venendo così, successivamente, a rispondere degli atti votati. Infatti, la responsabilità collegiale è imputata solo a coloro che hanno espresso voto favorevole.

 

Aldo Domenico Ficara

Il problema della competenza alfabetica funzionale


L'alfabetismo (o letteratismo) è suddiviso in tre parametri:
·        l'alfabetismo da testi in prosa per esempio, qualsiasi articolo di giornale o libro di narrativa
·        l'alfabetismo da documenti per esempio, grafici, tabelle, ma anche una domanda di lavoro
·        l'alfabetismo quantitativo il far di conto
Ogni competenza alfabetica funzionale (alfabetismo) ha quattro livelli:
·        inferiore
·        basilare
·        intermedio
·        competente
Per alfabetismo da prosa, per esempio, un grado di alfabetizzazione al di sotto della base significa che una persona può leggere un breve testo per comprendere una piccola informazione elementare; mentre una persona che ha un livello inferiore nel calcolo potrebbe essere in grado di fare una semplice addizione.
Negli Stati Uniti, il 14% della popolazione adulta è a un livello inferiore per l'alfabetismo da prosa; il 12% è a un livello inferiore per l'alfabetismo da documenti; e il 22% è a quel livello per il calcolo. Solo il 13% della popolazione è competente in questi tre campi - quindi capace, per esempio, di confrontare i punti di vista di due editoriali differenti; oppure interpretare una tabella medica riguardante pressione del sangue, età e attività fisica; oppure anche calcolare e confrontare il prezzo al chilo di generi alimentari.
Nel Regno Unito, secondo il Daily Telegraph (14 giugno 2006) "un adulto britannico su sei manca delle competenze alfabetiche che dovrebbe avere un bambino di 11 anni". Il Ministero per l'Istruzione del governo britannico ha riferito che nel 2006 il 47% dei ragazzi in età scolare lascia la scuola a 16 anni senza aver ottenuto un livello base in matematica funzionale, e il 42% non supera un livello base di inglese funzionale. Ogni anno 100.000 allievi lasciano la scuola come analfabeti funzionali nel Regno Unito.
In Francia, secondo gli studi dell'Institut national de la statistique et des études économiques (INSEE) pubblicati nel 2005, il tasso di illetterismo è in calo, ed è maggiore per la popolazione di 60-65 anni (34%) piuttosto che tra i giovani di 18-29 anni (14%). Nel complesso, si può parlare di analfabetismo funzionale per il 9% della popolazione francese.
 

lunedì 24 aprile 2017

Renzi riparte dalla scuola. Due proposte vincenti!


di Gianfranco Scialpi
 
 
“Se il 30 aprile o dopo vincerò la sfida per la segreteria, la prima iniziativa sarà dedicata alla Scuola: ho intenzione di ripartire da un tema dove il dente duole … Dobbiamo ripartire dal tema della disuguaglianza tra bambini: quando nascono i bambini in alcuni luoghi, c’è chi mi dice si può prevedere che fine fanno nove di loro su dieci. E questo non è accettabile”
Questa dichiarazione, facilmente attribuibile anche senza saperlo al candidato- segretario Matteo Renzi, perde molta della sua efficacia comunicativa, considerata la fonte. Infatti, pesa la mancata promessa di visitare ogni settimana una scuola, di riconoscere economicamente il lavoro degli insegnanti (“Guadagnate poco, ma siete il cardine del Paese. Io voglio che il governo stia in mezzo agli insegnanti. Il vostro lavoro è fondamentale” ) di ascoltare gli insegnanti ( Una riforma che non piace agli insegnanti. … Potrei continuare, ma mi fermo qui.
Detto questo formulo due proposte vincenti al Dott. Matteo Renzi che favoriscono l’inclusione, principio costituzionale ( art 3 comma 2 e art. 34 ) sottinteso alla sua dichiarazione:
1) Diminuisca il numero degli alunni per classe, portandolo a 15-20 max., abolendo di fatto le classi pollaio, soluzione pensata e attuata dal duo Gelmini-Tremonti ( 2009 );
2) metta una croce sulla sua disposizione contenuta nella legge di Stabilità 2015 che ha formalizzato le classi superpollaio ( si formano con l’inserimento di alunni/studenti per il divieto di nominare un supplente per il primo giorno di assenza del titolare ).
Ogni riforma deve partire dall’aula, dall’ambiente dove   si forma la persona. Diversamente si mettono in atto progetti inefficaci, inutili. Sarà la volta buona? Staremo a vedere!

domenica 23 aprile 2017

Aumento stipendiale del prof: vogliono dare 85 euro, ma ne occorrono 210


Valzer di cifre riguardante il possibile aumento stipendiale degli insegnanti, nei media si parla di  un aumento medio  di 85 euro lordi a docente, ma a ben guardare qualche addetto ai lavori afferma che occorrono invece non meno di 210 euro netti al mese. A tal riguardo Marcello Pacifico (Anief-Cisal) dice: “ i 210 euro netti sono una cifra che deriva per metà dalla mancata adozione dell’indennità di vacanza contrattuale, per l’altra metà dall’incremento stipendiale vero e proprio. In caso contrario, abbiamo già predisposto adeguato ricorso. Alla cifra da noi indicata, tra l’altro, vanno aggiunte delle indennità speciali, previste dalle direttive europee, qualora il docente debba raggiungere il luogo di lavoro in siti geografici lontani dalla propria residenza. È la stessa filosofia che ha ispirato Governo e legislatore nel realizzare la legge delega di riforma della scuola italiana all’estero, dove chi fa l’insegnante si vede ridotta l’indennità tabellare, a cui già erano state apportate insensate sforbiciate negli ultimi anni. Per il sindacato, visti i vantaggi economici ridotti al minimo, è decisamente meglio intervenire presentando ricorso in tribunale, in modo da ottenere il maltolto e quanto la legge prevede: l’allineamento stipendiale al 50% dell’inflazione. E questo va applicato mese dopo mese, a partire da settembre 2015. Come ha detto la Consulta “.

 

Aldo Domenico Ficara

 

Contratto. Il sindacato fa la voce grossa?


di Gianfranco Scialpi
 
 
Finalmente una buona notizia! Il sindacati fanno la voce grossa!  In questi giorni hanno rilasciato alcune dichiarazioni che ci aggiornano sullo   “stato dei lavori” in vista della firma del contratto.
Le dichiarazioni esprimono il disappunto delle parti sociali per l’impostazione che il governo sta dando al nuovo Testo Unico. Pare che il documento confermi la legge Brunetta ( legge 15/09), fondata sul principio  che i rapporti tra l’Amministrazione i lavoratori trovano la loro fonte privilegiata nella legge. A questo disappunto, si aggiunge la seguente richiesta:” se si vuole restituire dignità al lavoro pubblico e rendere efficace l’azione delle Pubbliche Amministrazioni è necessario uno sforzo aggiuntivo circa lo stanziamento delle risorse per il rinnovo dei contratti”
Qualche considerazione. L’alzata di testa nasconde una certa ingenuità ( Legge Brunetta) e una consapevolezza fuori tempo massimo ( aumento contrattuale ridicolo ) . Mi spiego. A fine novembre, quando hanno firmato l’Accordo con il governo, necessario per l’avvio delle trattative contrattuali – parte economica – hanno dichiarato e scritto “urbi et orbi” che era stato fatto un “buon lavoro” e “superata la pratica degli atti unilaterali” ( S. Camusso); si esprimeva “soddisfazione per l’intesa e per gli aumenti dignitosi” ( Furlan ) e per un “accordo impensabile fino a un anno fa”( Barbagallo). Dichiarazioni, quindi, impregnate di toni trionfalistici – non potevano essere altrimenti -, ma che non sono riusciti ad esprimere tutte le perplessità riguardanti la revisione in tempi rapidi della Legge Brunetta, considerata l’ombra incombente  del nuovo Testo Unico. Chiedo: ma i sindacati hanno veramente creduto che si potesse in pochi mesi rivedere la legge Brunetta  o quanto meno smussarne le rigidità? Se lo hanno creduto, allora hanno peccato d’ingenuità.

Sul ravvedimento poi dell’aumento non dignitoso e offensivo “non meno di 85€ lordi medi in tre anni “, tocchiamo il fondo!  Solo adesso si accorgono di aver accettato un aumento irrisorio. Si auguravano che i lavoratori e il personale della scuola avrebbero fatto la “ola” per questo “piatto di lenticchie”? Mah! Non ho parole!
Mi auguro che queste dichiarazioni non precedano la dichiarazione di una giornata di sciopero, arma ormai spuntata che però essi ripropongono con una certa frequenza, perché otterrebbero l’unico risultato di irritare ancora di più i loro rappresentanti. Qual è allora l’alternativa? Il compito spetta a loro, certamente però devono fare un enorme sforzo di creatività per individuare una forma di lotta democratica che non vada contro la legge antisciopero 146/90, voluta anche da essi in prospettiva “anticobas” dopo il successo che si ebbe in quegli anni – 1988-1990 –  con un aumento contrattuale  medio del 23% . Quello fu l’ultimo vero contratto significativamente importante per i lavoratori. Dopo ci fu Tangentopoli, la crisi finanziara del 1992 con la legge di Bilancio (= Finanziaria ) di G. Amato da “lacrime e sangue” ( 93.000 miliardi di lire e prelievo forzoso e retroattivo sui conti corrernti  del 6 per mille…), il Decreto legislativo 29/93 (“ moderazione salariale” e privatizzazione del rapporto di lavoro)…

Il fastidio di considerare il Collegio docenti


Il collegio docenti può individuare ulteriori figure di collaborazione del DS

Nel 2000, con la piena attuazione della dirigenza scolastica il Ministero della Pubblica Istruzione chiese un parere al Consiglio di Stato in merito al permanere di due norme previste nel Testo Unico (D.lgs n. 297/1994):

·        l'art. 7, che prevede l'elezione del vicario da parte del Collegio dei docenti;
·        l'art. 459, che assegna esoneri, totali o parziali dall'insegnamento, a chi sostituisce il dirigente scolastico.
Il consiglio di Stato analizzò la normativa e sottolineò come le norme del Testo Unico che prevedono l'elezione del vicario siano in contraddizione con la facoltà del dirigente scolastico di scegliere i propri collaboratori e sostenne che delle due disposizioni che disciplinano la stessa materia in modo differente è prevalente, per le responsabilità affidate al Dirigente scolastico, la disposizione successiva nel tempo che attua pienamente l'autonomia. Infatti - argomenta il Consiglio di Stato - il dirigente scolastico: " è stato investito della qualifica dirigenziale ed è divenuto attributario di tutti i poteri di gestione unitaria della scuola, contestualmente all'acquisto dell'autonomia e della personalità giuridica dell'istituzione scolastica". Quindi per quanto riguarda le competenze del collegio dei docenti e del dirigente scolastico in ordine alla nomina dei collaboratori, prevista dal d. leg.vo 297 del 1994, e di docenti individuati dal dirigente scolastico ai quali delegare specifici compiti a norma dell'art.25 bis, comma 5, del d.leg.vo 29 del 1993, è noto che il Consiglio di Stato, come ricordato nella C.M. 3 agosto 2000, n. 193, ha espresso il proprio parere in merito. La immediata applicazione del citato art.25 bis e le esclusive competenze del dirigente scolastico, per quanto riguarda la delega di specifici compiti ad alcuni docenti e la nomina del vicario, l'Organo Consultivo ha affermato che tale competenza va correttamente intesa ed esercitata anche nel rispetto delle attribuzioni degli organismi collegiali e, per quel che più direttamente attiene al problema in argomento, nel rispetto delle competenze del collegio dei docenti. La norma va letta, dunque, alla luce dei criteri di compatibilità e sussidiarietà: le norme contenute nel decreto 297 vanno verificate e limitate con le nuove, contenute nel più volte citato art.25 bis, che sono recessive solo se si sia in presenza dell'affidamento a docenti individuati dal dirigente scolastico di specifici compiti di gestione e di organizzazione.  Il collegio dei docenti, pertanto, fino alla approvazione del disegno di legge di riforma degli organi collegiali a livello di circolo e di istituto, continua ad assegnare le funzioni obiettivo in coerenza con le indicazioni della C.M. 28 agosto 2000, n. 204 e continua altresì a poter eventualmente individuare ulteriori figure di collaborazione del dirigente scolastico, alle quali, alla luce della evoluzione normativa riassunta, potrebbero essere affidati, in coerenza col P.O.F., solo compiti connessi all'attività educativa e didattica. In ragione della complessità della situazione così determinata e della oggettiva difficoltà di distinguere, in talune situazioni, le attività di gestione e di organizzazione da quelle di contenuto educativo-didattico, appare auspicabile, e per esigenze di razionalizzazione della spesa e affinché sia condivisa la valutazione del possesso, da parte degli insegnanti chiamati a svolgere la funzione vicaria e quelle delegate, delle necessarie doti di professionalità e di esperienza, che siano costituite in questa prima fase di transizione e nell'attesa del provvedimento legislativo di riforma degli OO.CC., forme di raccordo tra le autonome scelte del dirigente scolastico e quelle del collegio dei docenti.

 

Aldo Domenico Ficara