domenica 19 novembre 2017

Perché gli insegnanti accettano incarichi aggiuntivi per compensi quasi nulli ?


In alcuni documenti redatti nelle scuole si possono leggere passaggi del tipo: “ L’incarico di coordinatore di specifiche attività progettuali è di norma affidato al docente referente del gruppo di lavoro che ha definito il progetto. Per tutti gli incarichi che prevedono il conferimento di deleghe di compiti organizzativi e amministrativi di competenza del dirigente, questi provvede all’individuazione su base fiduciaria, in relazione al profilo di responsabilità per “culpa in eligendo”. Relativamente alle Funzioni Strumentali, le stesse saranno individuate dal Collegio Docenti, come da normativa. I nominativi dei tutors dei docenti neo-assunti saranno indicati dal Collegio Docenti (DM 850/15). Le ore eccedenti cattedra verranno assegnate secondo normativa ministeriale “. In particolare si vuole evidenziare il passo in cui si scrive “il conferimento di deleghe di compiti organizzativi e amministrativi di competenza del dirigente,  è su base fiduciaria, in relazione al profilo di responsabilità per “culpa in eligendo”. Quindi la base fiduciaria determina che solo alcuni docenti riescono ad ottenere incarichi aggiuntivi e sono solo questi che lo fanno anche per compensi quasi nulli ( es. coordinatori di classe pagati a meno di 100 euro l’anno ), rendendo poco credibile qualsiasi rivendicazione retributiva


Aldo Domenico Ficara

Ricordo di un’insegnante dedita al suo lavoro fino all’ultimo respiro




E’ passato quasi un anno dal triste episodio che costò la vita a Giuseppina, un’insegnante dedita al suo lavoro fino all’ultimo respiro. Nel dicembre del 2016 su RTS si scriveva: “ Stroncata probabilmente da un arresto cardiaco durante la recita di Natale. E’ morta così, davanti ad alunni, genitori e colleghi a 56 anni un’ insegnante di musica. Le sue ultime parole sono state per una piccola studentessa che aveva appena letto delle frasi contro la violenza sulle donne: “Brava, brava” ha detto, poi si è accasciata a terra e non si è più ripresa. Un triste episodio che testimonia come gli insegnanti siano il più delle volte così: dediti al proprio lavoro senza se e senza ma “.

La redazione

Sinopoli: La Buona Scuola privilegia la dimensione tecnocratica delle varie dirigenze


Riportiamo il pensiero di Francesco Sinopoli su La Buona Scuola estratto da un’intervista del dicembre 2016 su TuttoScuola:

“ Parla della legge 107, che il suo predecessore Pantaleo chiamava la legge della ‘Brutta scuola’?
“Non solo. Il discorso è più ampio, e risale quanto meno alla riforma Brunetta del pubblico impiego. Da allora è in atto una tendenza, che si è riflessa anche nella legge 107, a privilegiare la dimensione tecnocratica e la funzione valutativa e decisionale delle varie dirigenze, compresa quella scolastica, in alternativa al coinvolgimento e alla partecipazione (che significa anche responsabilizzazione) di tutti i lavoratori.
Si riferisce alla questione della ‘chiamata’ degli insegnanti da parte dei dirigenti scolastici?
“Sì, anche a quella, ma più in generale a una legge che è piovuta sulla scuola e sui suoi lavoratori, a partire dagli insegnanti, come una gabbia, senza cercare la necessaria condivisione degli obiettivi e degli strumenti. Eppure i segnali per il governo non sono mancati, dall’imponente sciopero unitario del 5 maggio 2015 alle 480.000 firme raccolte per sottoporre a referendum i punti principali della 107. Non sono bastate per fare il referendum, ma sono state un chiaro campanello d’allarme che il governo non ha voluto ascoltare”. “

Un pensiero quello di Francesco Sinopoli che si sta trasformando in questi giorni in una solida azione contrattuale, nel tentativo di dare al personale della scuola in generale, e in particolare alla categoria degli insegnanti quella dignità retributiva e normativa da tempo smarrita.



Aldo Domenico Ficara

Esempio di conflitto dirigente scolastico-docente




Il caso, trovato in rete, presenta un tipico esempio di conflitto dirigente scolastico-docente
Tutto inizia in un collegio dei docenti dell’aprile dell’anno scorso. Il docente aveva aspettato pazientemente e, alla fine, aveva chiesto di parlare di un problema per cui era stato delegato dai suoi colleghi di classe. La risposta era stata: non è all’ordine del giorno! Cosa avrebbe dovuto fare? Farsi chiudere la bocca da una preside piena di se stessa, in quella scuola da meno di un anno e convinta di sapere tutto? Il docente insegna in quella scuola da 16 anni, lo conoscono tutti ed è  stimato dentro e fuori l’istituto; nella sua carriera ha fatto parecchia attività di sperimentazione e per quattro anni anche il collaboratore vicario ed un anno il preside incaricato: non poteva limitarsi a mandare giù. Così ha replicato che nelle riunioni si dovrebbe prevedere uno spazio per le “varie ed eventuali” e che, comunque, sarebbe stato corretto dedicargli almeno dieci minuti dopo tanto tempo perso inutilmente. La Ds ha cambiato tre o quattro colori, poi ha sbattuto sulla tavola il blocco di carte che aveva in mano e si è messa a gridare, con un tono di due ottave sopra l’usuale, che non intendeva certo prendere lezioni dal docente, che presiedeva lei la riunione e che spettava a lei decidere di cosa si doveva parlare. Era diventata così buffa che il docente ha buttato lì un ”si beva una camomilla” e se ne è uscito tra il sorriso ed il compiacimento di molti.
Cosa è successo dopo?
Al docente è stato praticamente proibito di fare ogni cosa.
Può comunicare con la Ds e con la segreteria solo per iscritto e la Ds gli risponde solo formalmente trovando ogni possibile cavillo per negargli quello che chiede: un permesso breve, due giorni per andare al congresso sulla matematica, a cui in passato non era mai mancato, partecipare al funerale di una lontana parente alla quale era molto affezionato. In Consiglio d’Istituto ha perfino bloccato una sua richiesta di una visita guidata a Venezia perché, ha detto, non era specificato il costo del vaporetto, quando sarebbe bastata una semplice telefonata o approvare in attesa di perfezionamento della pratica. Quest’anno il docente è stato anche escluso da tutti gli incarichi di collaborazione (da dieci anni era “referente” del suo plesso) e gli ha organizzato un orario spezzato che lo obbliga a fare i salti mortali girando da una classe all’altra, con aggravio di lavoro anche per la partecipazione ai consigli di classe. 

Studente di terza media allontanato dalla famiglia per dipendenza da videogiochi


Un ragazzo di 14 anni di Crema che frequenta la terza media ha scritto al magistrato del Tribunale di Minori di Brescia perché receda dall’ordine che ha dato: allontanamento dalla famiglia per dipendenza da videogiochi. Una vicenda complessa quella che ha visto al centro dell’attenzione un ragazzino di 14 anni, così debole da cadere nella trappola dei videogiochi ma, a quanto pare, così forte da essere in grado di rialzarsi da solo. Una storia che parte da lontano, due anni fa quando la mamma, abbandonata da tempo dal marito con i due figli (una ragazza oggi maggiorenne e il ragazzino in questione), ha chiesto aiuto ai servizi sociali cittadini per meglio gestire il figlio.


Scioperi o petizioni? Questo è il problema




Ad un  manifesto FB postato da Vincenzo Pascuzzi sul gruppo RTS, riguardante la contrapposizione tra sciopero, manifestazione, scesa in piazza e web, blogging, petizione on line, firma digitale, nasce una discussione. In particolare riportiamo il commento di Elena Parini: “ criticare la petizione in quanto essa stessa nasce come forma di sostituzione totale delle altre possibilità di lotta, incluso lo sciopero. Se la petizione ha anche l'intento di affossare ogni sindacato con molto probabile intento di sottrarre loro gli spazi e dirigere in modo, appunto impositivo, lo scontento soffuso diffuso e dilagante, e se invece non si accetta l'idea che sia l'unica forma di lotta, si ha il diritto di esprimersi. Non è richiesto per esprimersi, affinché conti ancora la libertà di parola e di dissenso, che si debbano aprire ancora nuove pagine Facebook e nuovi gruppi di docenti. A mio avviso sono anche troppi ..già... mentre io sarei più favorevole ad un solo gruppo dove esista appunto la libertà di parola ma non la libertà di sminuire gli interlocutori che invitano semplicemente a riflettere. Per esprimere il proprio parere non è indispensabile essere neanche blogger. Credo. Riflettere e problematizzare e invitare a riflettere anche al fine di evitare ulteriori manipolazioni può anche essere un impegno o una esplicazione di facoltà. Mica saper fare quel che si è in grado di fare significa sempre mettersi al centro con intenti di visibilità. Può succedere ma la visibilità non è o non dovrebbe essere requisito indispensabile. Oggi mi pare che tutto proceda e venga apprezzato secondo i crismi della visibilità “.


Aldo Domenico Ficara

sabato 18 novembre 2017

Pugno di ferro contro i finti “professori” di Cosenza: cancellati dalle graduatorie ad esaurimento



“Tutti depennati. I docenti ammessi ad insegnare dopo aver prodotto titoli di studio e certificazioni di abilitazione fittizi sono stati cancellati dalle graduatorie ad esaurimento dall’Ufficio scolastico provinciale di Cosenza.  Il provveditore ha usato il pugno di ferro contro i “professori” coinvolti nell’inchiesta della magistratura inquirente cosentina che ha smascherato un giro di falsi diplomi magistrali e di mai rilasciate attestazioni di abilitazione all’insegnamento nel settore del sostegno.”



Aumento stipendiale dell’insegnante: Come portare a casa 160 euro mensili


FLC CGIL, CISL Scuola, UIL Scuola RUA e SNALS Confsal chiedono da tempo che a una più chiara consapevolezza del ruolo fondamentale svolto dalla scuola nel promuovere crescita e sviluppo delle persone, corrisponda anche un adeguato riconoscimento normativo e retributivo di tutte le professionalità che vi operano; rivendicano a tal fine scelte politiche indispensabili a colmare il divario che vede l’Italia ancora lontana dalla media dei Paesi OCSE per quanto riguarda sia gli investimenti in istruzione e formazione, sia le retribuzioni del personale scolastico. Proprio quest’ultimo punto ( retribuzioni del personale scolastico ) può essere raggiunto trasformando in tabellare tutte le risorse che oggi finanziano i pilastri della legge 107/15: Alternanza scuola - lavoro, bonus merito e carta del docente. Infatti, attraverso semplici calcoli, raccogliendo tali risorse finanziarie,  è possibile arrivare ad un incremento stipendiale medio di 160 euro lorde mensili.


Aldo Domenico Ficara

Manifestazione 10 Novembre 2017 - Intervento Stefano d'Errico

L’atto d’indirizzo del comparto-scuola


L’atto d’indirizzo di comparto e…
Ecco l’atto di indirizzo per il comparto Istruzione, ricerca… Finalmente abbiamo a disposizione la fonte, consentendo di andare oltre le intermediazioni. Queste non sono mai neutre, ma possono essere piegate all’interesse di chi le esprime. Tuttavia, l’atto di indirizzo “particolare” per essere ben compreso, deve essere letto  insieme  all’Atto di indirizzo generale . Diversamente si rischia un’informazione parziale e incompleta.
Qualche passaggio
Comunque, il documento  generale ha confermato  alcune decisioni formalizzate con l’intesa del 30 novembre 2016.  In concreto gli  85 € lordi medi nel triennio, e l’impegno a riequilibrare il rapporto tra la l fonte legale e contrattuale. A questo occorre aggiungere anche l’impegno a migliorare  la qualità del servizio pubblico. Un particolare capitolo è dedicato ai permessi e alle aspettative… Dalla lettura dell’indirizzo particolare non esiste, come dichiarato da qualche sindacato, nessun passaggio riguardante l’intenzione di aumentare l’orario di insegnamento. Si legge che occorre:” considerare nel profilo dei docenti di tuti i gradi di istruzione ogni attività dagli stessi svolta, fermi restando i livelli del vigente orario obbligatorio di insegnamento…” Invece potrebbero aumentare le ore funzionali di insegnamento. Si legge, infatti: “declinare chiaramente, nella definizione delle attività funzionali all’insegnamento, l’impegno che il personale docente profonde nella progettazione individuale e collegiale delle attività didattiche, nella valutazione degli alunni, nell’attività di ricerca, nei rapporti con le famiglie e con la comunità scolastica ed educante, nei rapporti con le istituzioni e il territorio ai fini del miglioramento della qualità dei percorsi formativi e di ogni attività funzionale al lavoro d’aula”                   


Gianfranco Scialpi