sabato 21 gennaio 2017

Gli insegnanti di ruolo sono tanti, vecchi e stanchi


Nel dicembre del 2008 la Fondazione Agnelli si pose il quesito su quale fosse il numero esatto degli insegnanti in Italia asserendo: “ Il numero esatto non lo conosce nessuno. Un dato sicuro riguarda il personale docente della scuola statale nell’anno scolastico 2007-08: oltre 840.000 insegnanti, di cui 750.000 circa su posti normali e 90.000 su posti di sostegno (finalizzati all’integrazione degli alunni disabili), ai quali vanno sommati 25.000 insegnanti di religione. Dal personale della scuola statale rimangono esclusi i docenti delle scuole gestite da altre amministrazioni pubbliche (comuni, province autonome), quantificabili in quasi 35.000. A questo totale – prossimo a quota 900.000 – vanno poi sommati i docenti delle scuole private, il cui numero complessivo può essere stimato in almeno 80.000. Occorre, infine, considerare gli almeno 100.000 insegnanti dotati di abilitazione e impegnati in supplenze brevi (spezzoni di anno scolastico). Nel complesso, la popolazione dei docenti della scuola italiana supera abbondantemente il milione di persone “. Facendo un salto temporale di 7 anni,  estrapoliamo da un articolo dell’ANSA del marzo 2015, ( data precedente l’approvazione de La Buona Scuola ), i seguenti dati:  “ il totale dell'organico di fatto, compresi anche gli insegnanti di sostegno è di 721.590, dei quali circa 110 mila solo per il sostegno. Rispetto all'anno scolastico 2007/2008, sono aumentati in percentuale gli alunni e diminuite le classi, mentre sono cresciuti gli alunni disabili e gli insegnanti di sostegno “. Oggi attraverso l’annuale conto pubblicato dalla Ragioneria generale dello Stato sappiamo che il personale della «Scuola» è stimato in  1.085.082 unità. Una cosa però è sicura, gli insegnanti di ruolo italiani sono sempre più anziani e in virtù delle ultime leggi pensionistiche possiamo dire: I prof di ruolo sono tanti, vecchi e stanchi.

 

Aldo Domenico Ficara

 

 

Dal 2014 lo stipendio degli insegnanti è diminuito di 800 euro l’anno


 
 
Dai dati estrapolati dalle tabelle sulle retribuzioni annue dei comparti della Pubblica Amministrazione, elaborate e rese note recentemente dalla Ragioneria Generale dello Stato, si evince che chi opera nel comparto Scuola tra il 2014 e il 2015 ha perso circa 800 euro di stipendio annuale, passando da una media di 29.130 euro ad appena 28.343 euro. Si tratta del peggior risultato dopo il 2007, quando le buste paga di docenti, Ata e Dirigenti scolastici erano pari a 26.532 euro. Contemporaneamente si apprende che tra 2007 e il 2015 l’inflazione è salita del 13,5%, mentre stipendi medi dei pubblici dipendenti si sono alzati solo del 7,8%. Ancora una volta gli insegnanti e tutto il comparto scuola sono fanalino di coda, avendo fatto registrare incrementi esigui, ovvero solo  il 6,8% in otto anni.

 
 
Aldo Domenico Ficara

La Buona Scuola di Renzi fa piangere anche gli alunni disabili ?


 
 
Un articolo, riguardante i professori di sostegno, pubblicato su Il Giornale.it inizia così: “ Le lacrime trattenute. Poi scoppiate a dirotto nel parco di via Diaz, mentre il sole riusciva a mostrare quello che gli occhiali scuri, da duri, volevano celare. Sono le lacrime di un alunno con difficoltà che ha appena saputo dalla sua insegnante di sostegno che da domani avrà un altro prof. Per colpa delle nuove nomine. Per colpa dei ricorsi. Per colpa della benedetta Buona Scuola di Renzi che sta provocando anche questo. Far piangere gli alunni disabili. E farli andare in tilt, perché questi cambiamenti sono deleteri. Perché questi ragazzi «diversi» dovranno abituarsi ad un nuovo metodo, ad una nuova persona, proprio loro, gli autistici, che hanno bisogno come l'aria di stabilità e figure di riferimento il più possibile fisse “.


 
Aldo Domenico Ficara

Lettera aperta alla dirigente scolastica dell’Istituto tecnico industriale Severi di Padova


Gentilissima Preside,
fa bene quando dice: “ ogni lavoratore ha diritto di assentarsi dal servizio per motivi legittimi previsti dal contratto, come è successo nel caso di questo docente. Il suo rientro per un giorno però ci ha costretto a licenziare la supplente e a cercare un altro sostituto... Ora c’è da recuperare quello che i ragazzi hanno perso, continuità didattica e ore di lezione. Propongo due pomeriggi alla settimana di recupero, a cominciare da febbraio “.  Fano bene Genitori e studenti della sua scuola quando affermano:  “ E’ giusto fare emergere il problema il riflettore andava acceso. Bisogna tenere in considerazione il diritto allo studio dei ragazzi. Questo tipo di insegnanti non dovrebbe esistere”. Fa  bene, dal suo punto di vista, l’assessore all’Istruzione della Regione Veneto Elena Donazzan quando dichiara: «Brava la preside, ne apprezzo l’indignazione e il coraggio. Giustamente chiede al docente cos’è venuto a fare per un solo giorno in classe. Con la sua lettera pacata ma incalzante ha sollevato un problema che ben conosciamo, presente in quasi tutte le scuole. Ringrazio la preside del Severi che non si arrende al sistema. Per quanto riguarda quel docente, voglio chiedere tutte le verifiche del caso, se c’è un abuso dovrebbe essere licenziato». Però non mi convince il fatto che tutti i protagonisti veneti di questa vicenda recitino la parte dei “ buoni “, lasciando quella del cattivo fannullone al povero docente di Benevento. Dico povero perché la sua presenza per un giorno a Padova è dovuta alla logica creativa di un algoritmo ancora secretato. Pertanto se si ha il coraggio mediatico di puntare il dito contro una singola persona, allora lo si abbia per puntarlo contro un sistema informatico di immissione nei ruoli della scuola statale, che ha creato gli inconvenienti denunciati. E’ facile puntare il dito quando si opera nella propria regione, vicini ai propri affetti, alla propria cultura territoriale e alle proprie tradizioni. E’ facile fare la voce grossa con chi viene catapultato nei vostri territori costretto da un algoritmo incomprensibile. E’ facile lanciare proclami di licenziamento o organizzare manifestazioni contro chi ha cercato una difesa fai da te al proprio stato di trasferito d’ufficio al nord. I meridionali in generale, gli insegnanti meridionali in particolare, tranne le dovute eccezioni, vogliono rimanere al pari dei veneti nei loro territori, e questo non è difficile da capire. Dimenticavo una riflessione verso le politiche di incentivazione alle piccole e medie imprese, finanziamenti che  si dirigono verso la sua regione e permettono livelli di disoccupazione inferiori rispetto al meridione. Livelli di minore disoccupazione che determinano le cattedre libere da occupare con il meridionale di turno. Pensieri ad un anno dal voto politico.
Cordialmente

 

Aldo Domenico Ficara

venerdì 20 gennaio 2017

La nuova formazione iniziale incentiverà la vocazione all’insegnamento ?


Secondo le nuove norme inserite con il varo della Legge 107/15 i vincitori dei prossimi concorsi a cattedra sottoscriveranno un contratto triennale retribuito di formazione iniziale e tirocinio con l’Ufficio scolastico regionale a cui afferisce l’ambito. In tale triennio si prevede una retribuzione crescente del contrattista secondo i seguenti tempi:
·        Al primo anno sarà erogato uno stipendio di circa 400 euro mensili”, intesi come “lordo dipendente calcolato per 10 mesi”. Il docente è tenuto a conseguire il diploma di specializzazione per l’insegnamento secondario o la specializzazione per il sostegno, al termine di corsi annuali istituiti da università, istituzioni dell’alta formazione artistica, musicale e coreutica o loro consorzi in convenzione con l’Ufficio scolastico regionale.
·        Al secondo anno di formazione post-concorso, la retribuzione dei docenti vincitori di concorso sarà “riconosciuta nell’ambito della contrattazione ", che però potrà essere incrementata in considerazione dei risparmi di spesa corrispondenti alle supplenze brevi effettivamente svolte dai tirocinanti al secondo anno di corso.
·        Al terzo anno formativo  durante il quale “il docente sarà impiegato per la copertura dei posti vacanti e disponibili previsti per il secondo e il terzo anno del percorso formativo, oltre a supplenze per periodi lunghi, per coprire maternità, aspettative, ecc. con orario di servizio a tempo normale”.
Insomma si potrà passare nel corso dei 3 anni di formazione iniziale da 400 a 1300 euro lordi, il tutto secondo il parere discrezionale del Dirigente scolastico.

 

Aldo Domenico Ficara

 

 

giovedì 19 gennaio 2017

Puglisi: macchina del fango contro il ministro Fedeli con manifesti anonimi e abusivi


 
 
"Per fare il professore ci vogliono: laurea, abilitazione e concorso. Per fare il ministro dell'Istruzione: terza media, amicizie e molte bugie ....". E' quanto si legge su alcuni manifesti che sono apparsi su molte strade del centro di Roma con la fotografia del ministro Valeria Fedeli, ma non sono firmati.  A tal riguardo prende una posizione la senatrice Francesca Puglisi, responsabile Scuola, Università e Ricerca del Pd,  dicendo: "La macchina del fango contro la ministra Valeria Fedeli sembra non arrestarsi, questa volta con manifesti anonimi e abusivi appesi per le strade della capitale. Fedeli ha maturato una esperienza politico-istituzionale di tutto rispetto. Ha mostrato serietà e capacità. Riguardo alla vicenda della laurea ha ammesso la leggerezza nell'aver lasciato che comparisse l'espressione 'diploma di laurea' sul suo sito . Il premier Gentiloni le ha confermato la piena fiducia per il suo incarico al governo. Si lasci il ministro lavorare e si giudichi serenamente il suo lavoro al Miur, sul campo dunque, senza cercare la polemica ad ogni costo e perfino usando strumenti mediocri e vigliacchi". 

 

Aldo Domenico Ficara

 

mercoledì 18 gennaio 2017

Le super-cattedre Natta: la chiamata diretta dell’Università


Le super-cattedre Natta  rappresentano senza ombra di dubbio la chiamata diretta dell’università. Infatti, al fine di accrescere l'attrattività e la competitività del sistema universitario italiano a livello internazionale, nel rispetto dell'autonomia degli atenei, nello stato di previsione del Ministero dell'istruzione, dell'università e della ricerca è istituito, in via sperimentale, per finanziare chiamate dirette di studiosi di elevato e riconosciuto merito scientifico previamente selezionati nel rispetto di criteri volti ad accertare l'eccellenza dei percorsi individuali di ricerca scientifica esclusivamente secondo le procedure, è stato istituito un fondo speciale denominato «Fondo per le cattedre universitarie del merito Giulio Natta», al quale sono assegnati 38 milioni di euro nell'anno 2016 e 75 milioni di euro a decorrere dall'anno 2017. Inoltre in deroga alle norme sul reclutamento dei professori universitari previste dalla legge 30 dicembre 2010, n. 240, il Fondo  è destinato al reclutamento straordinario per chiamata diretta di professori universitari di prima e di seconda fascia selezionati secondo procedure nazionali e ai sensi dell'articolo 1, comma 9, secondo periodo, della legge 4 novembre 2005, n. 230, e nel rispetto dei criteri volti a valorizzare l'eccellenza e la qualificazione scientifica dei candidati, ivi inclusi professori universitari già in servizio presso atenei italiani. Per i professori di prima e di seconda fascia già in servizio in atenei italiani, l'eventuale chiamata nella stessa fascia ai sensi della presente procedura comporta obbligatoriamente il cambiamento della sede di appartenenza.

 

Aldo Domenico Ficara

domenica 15 gennaio 2017

Cambiano le regole su malattie e permessi: colpite assenze seriali e di massa


 
 
Nella Pubblica amministrazione cambiano le regole su malattie e permessi. Questo è uno degli effetti collaterali dell'accordo firmato lo scorso 30 novembre tra i sindacati e il governo per il rinnovo dei contratti. In quel documento è stato inserito un inciso che impegna le parti a riaprire il confronto sulla questione delle malattie, dei permessi e dei congedi degli statali. Sulla malattia degli statali si vuole combattere le assenze seriali e quelle di massa. Inizialmente il ministro Madia aveva indicato l'intenzione di regolare la materia per legge, ma in questi ultimi giorni sembra prendere corpo una strada diversa, ovvero una regolazione minima nel decreto sul lavoro statale che sarà varato a febbraio, per poi lasciare spazio alla contrattazione con i sindacati. Non a caso nell'accordo di novembre è stata inserita la volontà di contrastare i «fenomeni anomali di assenteismo». L'arma legislativa, dovrebbe essere comunque quella di specificare che tra i motivi di licenziamento ci saranno anche le assenze seriali (il caso è quello dei lunedì o dei giorni prefestivi) e quelle di massa.

 

Aldo Domenico Ficara

La prospettiva alta dei contratti economici


di Gianfranco Scialpi
 
 
La moderazione salariale nata con il Protocollo del 23 luglio 1993 è stata sostituita dal NULLA SALARIALE, irrispettoso del diritto del lavoratore ad una retribuzione proporzionata alla quantità e qualità del suo lavoro e in ogni caso sufficiente ad assicurare a sé e alla famiglia un’esistenza libera e dignitosa” ( art. 36 Costituzione ). Questo periodo dura ormai da otto anni. Troppi! Persino la Corte Costituzionale con sentenza del 24 giugno 2015 ( n.178 ) ha dichiarato che il blocco contrattuale può essere giustificato in un tempo limitato e  per motivi urgenti correlati al risanamento economico. Ora questo tempo è scaduto! Non è possibile, secondo al Massima Corte andare oltre, anche per non creare una disparità di trattamento con il settore privato. Da qui i “contentini” governativi, fortunatamente rimasti ancora nella dimensione delle intenzioni. Per il 2016 erano stati promessi 300 milioni ( 10 lordi a lavoratori ); per il 2017 900 milioni. Cifra ingannevole, perché in questo stanziamento ci sono anche i 300 milioni dell’anno precedente. Tutto si traduce in un aumento di 85€ lordi in tre anni. Diciamo 60 € netti di aumento mensile alla fine del triennio. Fatta questa lunga premessa, indispensabile per inquadrare la situazione occorre ora introdurre la prospettiva. Se non si fa questa operazione, difficilmente capiremo  il movimento della storia” che coinvolge la riduzione dei diritti sociali ( lavoro, sanità, istruzione…), l’azzeramento del contratto economico… Bene tutto questo si chiama Euro! La moneta unica non è neutra, dietro c’è un preciso disegno economico e politico che purtroppo condiziona pesantemente la nostra quotidianità. Scrive il filosofo marxiano e gramsciano D. Fusaro che l’Euro è un preciso metodo di governo. Il fondamento dell’Euro risiede nel cambio fisso. Un euro italiano, vale un euro tedesco. Pertanto non è più possibile svalutare in modo competitivo, per favorire l’esportazione dei nostri prodotti commerciali, divenuti interessanti grazie al prezzo più basso. Per inciso fino al 2001 il nostro Paese, grazie alle diverse svalutazioni competitive aveva un surplus commerciale superiore alla Germania. Questa posizione privilegiata del nostro Paese si è azzerata negli anni successivi all’entrata nella moneta unica, a tutto vantaggio della Germania, che invece ha visto il proprio surplus crescere. Come scrive l’economista A. Bagnai, un paese forte se non rivaluta, sostanzialmente svaluta, attirando sui suoi prodotti l’interesse dei consumatori.  Ora, non potendo più svalutare la moneta, si è individuata una soluzione “lacrime e sangue” che tocca i lavoratori: si opera una svalutazione interna ( riduzione salari, pensioni, licenziamenti… ) per rendere attraenti i nostri prodotti. Il quadro spiega la dichiarazione di M. Draghi che per mantenere l’€ e quindi l’inflazione al 2% occorre tenere i salari bassi. Da qui ne consegue che sarà difficile  per i prossimi anni  avere contratti economici gratificanti, fino a quando i tassi di cambio rimarranno fissi. Tutte le soluzioni, come ad esempio, la grande liquidità immessa nei mercati dalla Bce, sono dei palliativi! L’Euro è strutturalmente incapace di separarsi dalla politica del cambio fisso e finché questa situazione persisterà sarà molto difficile pensare il futuro, costituire una famiglia, fare figli, migliorare la situazione individuale e collettiva. Insomma siamo, come si dice dalle mie parti, ” in un bel casino!”

sabato 14 gennaio 2017

La Flc Cgil è sempre stata, e sempre sarà, vicina ai lavoratori e alle loro esigenze


Riceviamo un comunicato stampa della FLC CGIL Calabria e della FLC CGIL Reggio Calabria e pubblichiamo:

La  Flc  Cgil  di Reggio  Calabria, in riferimento alle strumentali polemiche sollevate sull’operato sindacale  di  questa organizzazione  e  su  quello delle proprie  RSU,  respinge  al  mittente  il  tentativo rancoroso  di  qualche  ex  dirigente  del  nostro  sindacato,  volto  a  gettare  discredito  sulla nostra funzione sindacale e su quella delle nostre RSU. La Flc Cgil è sempre stata, e sempre sarà, vicina ai lavoratori  e  alle  loro  esigenze,  offrendo  la  giusta  consulenza  e  gli  opportuni  consigli,  senza  mai pensare, “In primis”, a fare una tessera a tutti i costi. Siamo convinti che un’azione sindacale seria, e che si rispetti, debba essere condotta all’interno delle norme legislative e contrattuali, elementi questi, che ci consentono pertanto di distinguere le azioni giuste da intraprendere, rispetto a quelle sbagliate e dannose, prendendo infine le distanze, se necessario, da quei lavoratori indifendibili che ritengono il sindacato uno strumento di lotta per posizioni individuali da tutelarsi “a prescindere” dal  merito  delle  questioni.  Tentare  di  delegittimare l’operato di un’intera organizzazione, e  in particolare  modo  della  Rsu  del  Liceo  Scientifico  Leonardo  da  Vinci  di  Reggio  Calabria,  che  ha sempre agito nel rispetto delle norme e a tutela dei lavoratori, è un’azione che si commenta da sola per la sua stessa inconsistenza. Con buon senso, trasparenza e nel rispetto delle norme vigenti, la Rsu della Flc Cgil del suddetto Liceo Scientifico, ha saputo agire prendendo le distanze da chi avrebbe voluto  trascinare  il  nostro  sindacato  in  questioni  di  evidente  soccombenza  ed  avrebbe  preteso  la difesa dell’indifendibile. Bene ha fatto la Rsu, totalmente appoggiata dai vertici della nostra organizzazione, a pensare esclusivamente al bene della collettività scolastica. Infatti dopo il parere dell’Avvocatura dello Stato a sostegno del buon agire dell’Amministrazione, dopo una visita ispettiva, a cui è seguita la decisione di trasferimento d’ufficio per incompatibilità ambientale presa dal Direttore Generale Dott. Diego Bouchè ai danni del docente, che insieme al suo sindacato, diffama l’azione sindacale della Flc Cgil, sono arrivate anche due ordinanze  di  I  e  II  grado  del Tribunale  del  Lavoro  di  Reggio  Calabria  che  confermano  la  piena  legittimità  della  suddetta incompatibilità ambientale. Queste due ordinanze sono la prova oggettiva del fatto che la nostra Rsu ha agito correttamente che ciò che è stato accertato nei vari passaggi istituzionali, era chiaro e  prevedibile  fin  dall’inizio. L’accanimento  che  un  certo sindacato  di  base  ha  nel  diffamare l’equilibrata azione sindacale  della  Flc  Cgil,  non può  dunque  che  trovare  le  sue  radici profonde  in rancori personali. Si stigmatizza pertanto il comportamento di chi pensa che la funzione sindacale sia quella di creare un caso mediatico per mettersi in evidenza, non riuscendo con i propri mezzi a trovare il giusto confronto con le Istituzioni dello Stato, compresa l’Istituzione terza della giustizia. Giustizia, che ribadiamo, ad oggi conferma l’infondatezza delle rivendicazioni poste dall’assistito del sindacato di base.
Reggio Calabria, 14 gennaio 2017


SEGRETARIO FLC CGIL CALABRIA
Gianfranco Trotta                                   

SEGRETARIO FLC CGIL REGGIO CALABRIA
Elisabetta Gambello