lunedì 29 maggio 2017

Gli insegnanti italiani meritano stipendi pari a quelli dei colleghi tedeschi


Riportiamo le classifiche ( dal più alto al più basso ) degli stipendi ( lordi ) degli insegnanti in Europa
Classifica stipendi insegnanti scuola elementare:
1.     Lussemburgo: 70.000€-124.00€;
2.     Liechtenstein: 68.000€-111.000€;
3.     Irlanda: 27.000€-59.000€
4.     Cipro: 23,000€-58.000€
5.     Austria: 29.000€-57.000€
6.     Paesi Bassi: 32.000€-50.000€;
7.     Francia: 24.000€-44.000€;
8.     Regno Unito: 25.000€-45.000€;
9.     Finlandia: 31.000€-41.000€;
10.  Portogallo: 21.000-41.000€
L’Italia è in 13° posizione. Infatti, i nostri insegnanti della scuola elementare possono ambire ad uno stipendio massimo di 41.000€ annui, quasi la metà dello stipendio minimo del Lussemburgo. Lo stipendio minimo, invece, è di 23.000€.
Classifica stipendi insegnanti scuole superiori:
1.     Lussemburgo: 79.000€-138.00€;
2.     Liechtenstein: 80.000€-131.000€;
3.     Paesi Bassi: 70.000€-80.000€;
4.     Germania: 50.000€-69.000€;
5.     Austria: 32.000€-68.000€;
6.     Belgio: 37.000€-67.000€;
7.     Danimarca: 51.000€-66.000€;
8.     Irlanda: 27.000€-57.000€;
9.     Cipro: 23.000€-58.000€;
10.  Francia: 27.000€-48.000€
l’Italia si trova al 17° posto con uno stipendio minimo di 23.000€ e massimo di 38.000 €.
Classifica stipendi insegnanti scuole medie:
1.     Lussemburgo: 79.000€-130.000€
2.     Germania: 56.000€-74.000€;
3.     Canada: 39.000€-68.000€
4.     Irlanda: 36.000€-68.000€
5.     USA: 43.000-66.000€;
6.     Paesi Bassi: 38.000-66.000€;
7.     Spagna: 40.000€-57.000€;
8.     Norvegia: 42.000€-56.000€;
9.     Austria: 39.000€-56.000€;
A livello mondiale l’Italia è 18°, con uno stipendio minimo di 29.000 € e massimo di 44.000 €.

 

Aldo Domenico Ficara

 

domenica 28 maggio 2017

La grande ingiustizia degli stipendi scuola: 800mila insegnanti ignorati, 8mila Ds ascoltati


Leggendo la cronaca delle notizie sul  mondo scolastico non si può nascondere il fatto di un malcontento generalizzato, dovuto ai due pesi e due misure usato dai rappresentanti governativi sull’argomento aumenti stipendiali.
Stipendi di circa 800mila insegnanti :
Risoluzione contrattuale per la fine dell’estate sulla base di un aumento lordo di 85 euro su un triennio
Stipendi di circa 8mila Dirigenti scolastici :
Dopo la manifestazione del 25 maggio e dopo un chiacchierato sciopero della fame , le sigle sindacali dei presidi sono state ricevute dal governo con la promessa di un adeguamento dello stipendio agganciato agli emolumenti dei dirigenti ministeriali. ( si tratta di un ipotetico passaggio stipendiale da 62mila euro a 100mila euro, con un differenziale lordo di 38mila euro: circa 2mila euro nette al mese )
Pertanto da una parte, quella dei Ds,  viene ascoltata una richiesta di aumento stipendiale di 2mila euro nette al mese, dall’altra , quella degli insegnanti, viene ignorata l’adeguamento stipendiale a livello degli altri paesi europei, ma è proposto un aumento stipendiale quasi inesistente. ( pari a 15 euro nette mensili per tre anni, ovvero dopo tre anni un aumento netto di 45 euro al mese ). Un comportamento che può rivelarsi nel segreto delle urne come il classico cerino acceso in una polveriera. Infatti, il voto elettorale delle prossime politiche è vicino e ognuno tragga le proprie conclusioni.
Una soluzione equa che farebbe contenti tutti sarebbe: 2mila euro netti  di aumento mensile per i Ds e 2mila euro netti di aumento mensile per gli insegnanti

 

Aldo Domenico Ficara

 

 

Convergenza Miur-IIT per l’ingresso di giovani nel modo della ricerca


Si è svolto ieri un incontro alla presenza della Sottosegretaria alla Presidenza del Consiglio dei Ministri On. Maria Elena Boschi al quale hanno partecipato la Ministra dell’Istruzione, Università e Ricerca Valeria Fedeli, il Ministro dell’Economia e delle Finanze Pier Carlo Padoan e i vertici dell’Istituto Italiano di Tecnologia di Genova (IIT), il Presidente Gabriele Galateri e il Direttore Scientifico Roberto Cingolani. Nell’incontro è stato convenuto di esplorare un comune percorso volto a impiegare risorse messe a disposizione dall’IIT, previo parere favorevole dei propri organi deliberativi, allo scopo di promuovere, su obiettivi strategici condivisi, progetti di ricerca di interesse nazionale per lo sviluppo del sistema economico del Paese, nonché azioni destinate all’ingresso di giovani nel modo della ricerca.
Tra la fine del mese di aprile e l’inizio del mese di giugno chi scrive ha contattato il Prof  Roberto Cingolani per esplorare la possibilità di svolgere un evento ( tra IIT e ITT – LSSA Copernico di Barcellona PG ) riguardante l’importanza dello studio nella scuola. Di seguito il logo proposto da RTS per l’evento che potrebbe essere inserito nell’accordo Miur-IIT sopra descritto:
 
 

 

Aldo Domenico Ficara

Se non si raddoppia lo stipendio degli insegnanti, allora è meglio chiudere le scuole e tutti a casa


Dopo l’articolo di RTS dal titolo “  Vogliamo una scuola migliore? Raddoppiamo lo stipendio degli insegnanti “ continuiamo sullo stesso solco per far passare il seguente messaggio: l’insegnante è il cardine della scuola e senza la sua presenza, che deve essere adeguatamente retribuita, la scuola non funziona, anzi non avrebbe modo di esistere. L’adeguata retribuzione di un insegnante è pari al doppio dell’attuale emolumento. Un riferimento economico senza se e senza ma, che l’intera classe politica italiana deve seriamente prendere in considerazione, evitando strade volutamente tortuose come l’infelice legge 107/15 ( causa di non previste crisi governative ),  da molti non voluta e da pochi non capita ( vedi chiacchierati scioperi della fame ). Se nel mondo scolastico si continua con stipendi da fame ( esclusi quelli dei dirigenti ), facendo finta di nulla, allora è meglio chiudere le scuole e mandare tutti a casa ( dall’ultimo dei bidelli al più alto dei dirigenti ministeriali ). Gli insegnanti, nessuno escluso, vorrebbero conquistarsi quella autorevolezza che solo una retribuzione adeguata potrebbe garantire. Partecipare a convegni, stage all’estero e avere quell’indipendenza economica ( ci sono insegnanti che non hanno i soldi per cambiarsi gli occhiali da vista ) utile alla concentrazione dell’approfondimento disciplinare,  sono condizioni necessarie e sufficienti per ottenere una scuola di qualità. Se questo non fosse,  allora continuiamo tutti quanti a  ristagnare nella seguente definizione di analfabetismo funzionale: “  l'analfabetismo funzionale è la condizione di una "persona incapace di comprendere, valutare, usare e farsi coinvolgere da testi scritti per intervenire attivamente nella società, per raggiungere i propri obiettivi e per sviluppare le proprie conoscenze e potenzialità". Una definizione che a voler pensare male,  sembra sia la condizione decisa da una certa politica dell’apparire verso la popolazione italiana, da tenere piegata alla volontà di un ristretto numero di decisori,  incapaci di trovare soluzioni di sviluppo economico e di innovazione tecnologica.

 

Aldo Domenico Ficara

Petraglia: la 107 ha cercato di trattare i Ds come caporali di manovalanza


 
 
La senatrice Alessia Petraglia, capogruppo di Sinistra Italiana in Commissione Istruzione, nella giornata di forte protesta dei dirigenti scolastici contro le politiche del Governo ha dichiarato: “Se si vuole davvero restituire dignità al lavoro pubblico e rendere efficace l'azione della Scuola è necessario uno sforzo aggiuntivo circa lo stanziamento delle risorse per il rinnovo dei contratti. La riforma targata Renzi ha tentato di far assomigliare gli organi collegiali della scuola a vuoti simulacri, ha messo gli uni contro gli altri e ha cercato di avviare un'operazione che mettesse sullo stesso piano i Dirigenti Scolastici ai vecchi caporali che si sceglievano la manovalanza in campagna. A fronte di tutto questo, sono rimaste irrisolte tante problematiche, come ad esempio le 1.700 scuole che andranno in reggenza l'anno prossimo".

 

Aldo Domenico Ficara

 

sabato 27 maggio 2017

Chi non usa il bonus di 500 euro, il prossimo anno potrà spenderne mille


 
 
Nell’erogazione del borsellino elettronico per la spesa di 500 euro che gli insegnanti potranno investire per l’autoformazione e l’aggiornamento arrivano dei chiarimenti in riferimento alla cumulabilità  delle somme. Infatti il DPCM, contrariamente a quanto previsto fino ad ora, all’art. 6, c.6, prevede che le somme non spese siano cumulabili nel corso degli anni. Quindi anche ciò che non è stato speso l’anno precedente, lo si ritrova nel “borsellino” nell’anno scolastico successivo. Quindi chi prevede per il proprio aggiornamento professionale una spesa intorno ai mille euro,  non dovrà spendere i 500 euro quest’anno e  il prossimo anno potrà spenderne il doppio.

 

Aldo Domenico Ficara

 

 

Testo unico e contratto. La strana comunicazione di un sindacato


di Gianfranco Scialpi
 
 
Purtroppo una parte sindacale sta perdendo punti dal punto di vista della comunicazione.
Si sta identificando sempre più con un tipo di comunicazione dove al centro non ci sono i fatti, bensì dei flash finalizzati alla sfera emozionale. Oggi questa particolare forma di comunicazione, si chiama “post-verità”. Neologismo che nasconde il NULLA, l’assenza, l’addomesticamento dei fatti o della relativa documentazione.
Mi riferisco al testo Unico. Si legge dal sito della Cgil-scuola :” …ad una prima lettura dei testi in nostro possesso, in diverse materie sono stati eliminati i riferimenti “agli esclusivi” limiti di legge restituendo al contratto collettivo nazionale di lavoro parte del ruolo che gli era stato tolto. Anche la contrattazione integrativa potrà giovarsi del superamento di alcuni vincoli previsti dal d.lgs 150 che sarebbero entrati in vigore al  rinnovo dei CCNL“. Chiedo: perché rimanere sul generico e non fare qualche esempio di contenuti tolti al riferimento primario della legge? Perché non pubblicare gli stralci del nuovo T.U. – pare in possesso solo della Cgil-scuola e non degli altri sindacati che opportunatamente tacciono sui loro siti – ai quali ci si riferisce?
Proseguo. Si legge subito dopo nella nota CGIl-scuola, evidenziando un cambio di tono ” Tuttavia sul comparto “Istruzione e Ricerca” si doveva e si poteva fare di più, proprio nell’ottica di una piena valorizzazione dell’autonomia di cui godono le istituzioni pubbliche della conoscenza.”… ” In questo quadro confermiamo il nostro giudizio negativo sulla normativa delle sanzioni disciplinari e sul permanere dell’ideologia che ispirava la legge Brunetta. L’attuale impianto normativo si conferma, quindi, inaccettabile.”
Personalmente ho capito poco! Questo mix di moderata soddisfazione non supportata dalla documentazione e di giudizio negativo non aiuta alla chiarezza, confermando la sensazione che il sindacato abbia iniziato l’operazione ritiro-consenso dopo l’inopportuna dichiarazione a caldo, basata solo sulla nota del governo. Il segretario Camusso infatti dichiarava il 19 maggio : “Il decreto arriva dopo l’accordo del 30 novembre e dopo un costruttivo confronto con Cgil, Cisl e Uil, teso a mantenere fermi i punti centrali dell’intesa: più spazio alla contrattazione, a tutti i livelli, superamento del precariato, tutela e qualificazione del lavoro pubblico”. E ancora” Eliminato l’ultimo ostacolo al rinnovo dei contratti; abrogate le fasce Brunetta e le sue disposizioni punitive; restituito spazio alla contrattazione nazionale e di posto di lavoro; previsto un piano di assunzioni straordinarie per migliaia di precari .”
Altro esempio è il contratto economico. Si legge sempre nella nota ( titolo ) ” Ed ora il contratto“. La dichiarazione sembra indicare una firma che migliorerà significativamente la nostra esistenza!  Altro addomesticamento dei fatti!  Infatti questi  indicano un  irrispettoso  aumento lordo in tre anni di 85€ ( a regime saranno 50-60€ )  Certo, aspettiamo da diversi mesi questo “strabiliante”, “storico” contratto economico, regalando , tra l’altro, all’Amministrazione i sei mesi del 2015, seguenti la sentenza della Massima Corte e che sanzionava l’incostituzionalità del prolungamento del blocco contrattuale ( 24 giugno 2015 ).
Sono pronto a rivedere il mio giudizio, ma solo dopo aver letto il nuovo testo unico e il contenuto del contratto economico. E sinceramente quanto lo vorrei!

 

Vogliamo una scuola migliore? Raddoppiamo lo stipendio degli insegnanti


La inconsistente cifra di 85 euro di aumento stipendiale in un triennio non serve a nulla, per migliorare l’azione didattica delle nostre scuole è necessaria, quanto urgente, una terapia d’urto sulla busta paga dell’insegnante, ovvero raddoppiare  il suo stipendio.  Si ricorda che la soglia minima dello stipendio per  un insegnante di scuola media superiore in Italia, da considerarsi su base lorda, è di 24.846 euro, che corrisponde grosso modo a quanto percepiscono gli insegnanti una volta che sono stati immessi a ruolo. Alla fine della carriera, con gli scatti di anzianità e con le altre contribuzioni, si può arrivare in Italia ad un massimo di 39 mila euro annui. Quindi la proposta è quella di raddoppiare tali livelli, ovvero portare a 49.000 euro lo stipendio degli insegnanti immessi in ruolo fino a 78.000 euro per coloro che stanno per andare in pensione dopo un lungo iter didattico. Vanno inoltre riconosciute tutte le attività oltre le 18 ore settimanali svolte in aula come, correzione compiti, preparazione lezioni etc etc ….. Unico ostacolo a tale meritoria iniziativa, che potrebbe rivelarsi piattaforma programmatica di un futuro partito di governo, è  la ricerca della copertura finanziaria, visto l’elevato numero dei docenti. Una soluzione potrebbe essere, con le dovute correzioni del caso, la carriera dell’insegnante su tre livelli,  come prevedeva il disegno di legge 953/2008.

 

Aldo Domenico Ficara

I Ds fanno lo sciopero della fame perché una scuola può esistere anche senza dirigente ?


I Dirigenti scolastici ( quelli più sindacalisti che presidi: perché ci sono presidi che in questi giorni hanno continuato a lavorare per il bene delle loro scuole )  arrivano a fare lo sciopero della fame perché prendono atto di non essere figure professionali centrali all’interno  del sistema scuola, ma solo  figure a servizio e a supporto di docenti e studenti. In altre parole si accorgono di non rappresentare a scuola un ruolo da protagonisti nelle dinamiche della trasmissione del sapere. Già in passato RTS aveva riportato questi concetti, espressi da personaggi autorevoli del mondo della scuola come l’ispettore Mario Maviglia,  che in un suo articolo pubblicato su La Vita Scolastica ( Giunti scuola ) dice: “ La volontà ossessiva ( dei Ds ) di farsi riconoscere come “capi” nasconde due aspetti interessanti: innanzi tutto ci si dimentica che le figure in assoluto più importanti all’interno della scuola sono gli alunni e i docenti. Pensateci bene: una scuola non è tale se non è frequentata da studenti e se non vi sono docenti che se ne prendono cura. Tutte le altre figure sono a servizio e a supporto di questa relazione. Una scuola può esistere anche senza dirigente, ma se non vi sono studenti la scuola chiude. Questa verità, assolutamente banale e lapalissiana, viene sistematicamente ignorata da molti dirigenti che vivono la propria figura come in assoluto la più importante all’interno della scuola, dimenticando che il miglior dirigente è colui che supporta un’organizzazione in modo che essa possa agire efficacemente senza aver bisogno del dirigente. Il dirigente è colui che crea le migliori condizioni (tenendo conto dei vincoli normativi, strutturali, organizzativi e di risorse) affinché l’istituzione scolastica persegua al meglio i propri obiettivi istituzionali “. Di parere discorde l’amico Gianni Zen che dalle pagine de La Tecnica della Scuola scrive: “ La dirigenza di una scuola non può essere ridotta a mera gestione amministrativa, cioè organizzativa e gestionale. Dirigere una scuola significa essere punto di riferimento interno ed esterno, con una leadership positiva, coinvolgente, garante della equità e delle pari opportunità. In molte scuole, per la crescita esponenziale delle responsabilità gestionali, è andata un po’ scemando, invece, la leadership culturale ed educativa, centrata sulle relazioni, sulla capacità di coinvolgimento e di ricerca comune delle migliori modalità di rispondere alle finalità e agli obiettivi, con forme di customer per tutti”. 
 
 
Aldo Domenico Ficara

 

Aldo Domenico Ficara

venerdì 26 maggio 2017

Insegnanti: gli adempimenti di fine anno scolastico


Al termine delle lezioni di solito i docenti sono invitati ad adempiere ai seguenti impegni:
·        Consegna dei programmi effettivamente svolti in doppia copia firmati dai rappresentanti di classe degli alunni  
·        Preparazione scheda per lavoro estivo da consegnare ai genitori degli alunni con debito
·        Consegna della relazione finale annuale sull’attività didattica svolta in ogni classe
·        Consegna delle schede relative alle attività svolte per ogni incarico
·        Consegna della scheda Relazione finale responsabile di progetto
·        Consegna della relazione sull’attività svolta da parte delle funzioni strumentali ( da relazionare al Collegio) con particolare attenzione ai seguenti punti: a) attività svolte per la realizzazione dell’incarico assegnato; b) obiettivi conseguiti in termini di miglioramento dell’offerta formativa; c) criticità rilevate, difficoltà incontrate; d) proposte per il miglioramento dei servizi propri della funzione;
·        Modulo desiderata orario
·        Modulo richiesta ferie
·        Controllo del registro del Professore firmato e compilato in tutte le sue parti ( quelli delle classi V  rimangono a disposizione del Presidente di Commissione)
·        Consegna degli elaborati, compiti in classe, e dei disegni del primo e secondo quadrimestre,  divisi per classe da depositare negli appositi scatoloni ( firmare per consegna)
·        Riconsegna ai Collaboratori scolastici della chiave del cassetto personale
·        Riconsegna dei libri della biblioteca (i docenti impegnati negli Esami di Stato potranno riconsegnare i libri al termine della sessione d’esame)

 

Aldo Domenico Ficara