giovedì 12 gennaio 2012

Quando si denuncia l’errore docimologico e l’amministrazione rimane in silenzio

In data 17 settembre 2011 l’ispettore scolastico Maurizio Tiriticco dalle pagine del sito ScuolaOggi.Org scriveva: “Anche l’amico Vito Piazza prende una posizione molto netta riguardo al test predisposto dal Miur per la preselezione dei candidati alla dirigenza scolastica. Ho già avuto occasione di dire che non sono contrario all’uso della prova test al fine di discriminare su una popolazione ampia quel campione che dimostra di avere i prerequisiti culturali ed intellettuali necessari per accedere a una determinata professione, qualunque ne sia lo spessore e la natura. Le modalità concorsuali del buon tempo antico, quelle che io e Vito abbiamo affrontate e superate, oggi sarebbero improponibili a fronte di platee di concorrenti sempre più numerose. Però, c’è test e test! Produrre un test in tutti i suoi item non è affatto cosa semplice, richiede una specifica professionalità: Non è sufficiente essere padroni di un contenuto disciplinare per costruire su quel contenuto una prova test. A monte c’è una teoria delle proposizioni di cui non tutti siamo padroni. Ciò che è avvenuto in sede Miur è semplice: si è convocato un congruo numero di esperti disciplinari e si è detto loro di produrre un certo numero di item senza minimamente accertarsi se ciascuno di loro avesse la competenza in materia di test! E ciascuno ha proceduto come meglio ha potuto… o non ha potuto! I tempi per la produzione sono stati strettissimi e anche quelli per la redazione finale, ma non si tratta di circostanze che possano giustificare il pasticcio che si è creato!
Ciò che mi preoccupa non è soltanto l’incompetenza della nostra amministrazione nell’affrontare un compito che avrebbe richiesto ben altre modalità operative, ma anche il suo silenzio a fronte delle osservazioni critiche che non solo esperti in materia (si veda, ad esempio, il pezzo di Aldo Domenico Ficara in educationduepuntozero) ma anche semplici lettori (penso al defunto che muore perché, com’è noto, ci sono anche defunti vivi e vegeti!) hanno manifestato.
In un altro Paese il ministro avrebbe per lo meno chiesto scusa, sarebbe corso ai ripari, in un altro si sarebbe addirittura dimesso, ma qui in Italia non succede nulla di nulla! Sul sito del Miur figura un solo errata corrige. Siamo proprio alla frutta! Del resto, che cosa possiamo aspettarci da un ministro incompetente quando il suo presidente del consiglio resta come torre ferma che non crolla nonostante le vicende che tutti conosciamo e che infangano ogni giorno di più la dignità e la credibilità del nostro Paese? Mala tempora currunt e… purtroppo, correranno ancora e chissà fino a quando!
Ci sentiamo tutti… umiliati e offesi! Soprattutto i nostri concorrenti che dovranno apporre la crocetta giusta… sulla risposta sbagliata! Così va il mondo nell’Italia di oggi! E pure nella Padania!

Un mese dopo queste profonde riflessioni si svolsero, come se nulla fosse, le prove preselettive per il concorso DS, con tutto ciò che ne derivò in fatto di polemiche e ricorsi. Riporto questo articolo come testimonianza del fatto che la denuncia dell’errore docimologico è stata evidenziata molto prima dell’inizio delle prove e da autorevoli esperti nazionali del mondo scolastico.

Aldo Domenico Ficara
aldodomenicoficara@alice.it