mercoledì 29 febbraio 2012

Nel bando di concorso a dirigente scolastico un asterisco farà forse la differenza in Sicilia

Nel bando di concorso ordinario per Dirigenti scolastici del 13 luglio 2011, accanto ai 237 posti disponibili per la Sicilia, è inserito un asterisco che riporta alla seguente nota in calce e che tutti possono controllare: “Le nomine dei dirigenti scolastici, risultanti vincitori del concorso per la regione Sicilia, sono effettuate dopo le nomine dei candidati che superano la procedura concorsuale di cui al D.D.G. 22.11.2004 annullata e poi rinnovata con Legge n. 202 del 3.12.2010 ”.
Questa noticina, di cui tuttavia pare si sia persa memoria, racchiude in sé un contenuto assolutamente esplosivo se si rapporta a due questioni ineludibili, di cui la prima riguarda la legge sugli accorpamenti che nella regione Sicilia dovrebbe interessare 250 istituzioni scolastiche; e la seconda si riferisce alla ricorrezione dei 1600 elaborati di coloro che parteciparono allo scritto del concorso del 2004 ma che non furono ammessi all'orale.





Come è per lo più noto il concorso a dirigente del 2004, dopo una serie di ricorsi e contenziosi, fu annullato in radice dal Cga di Palermo che però non riuscì a fermare le nomine di 416 presidi per salvare definitivamente i quali nel 2010 fu approvata una legge, la n°202 di cui si fa appunto menzione nella nota del bando del 2011, con cui veniva reiterato il concorso con una prova scritta proforma per i già 416 dirigenti e con la ricorrezione degli elaborati per i 1600 non ammessi agli orali.
Se dunque i numeri per loro stessa natura razionale non mentono, tutto questo significa che posti disponibili a dirigente scolastico per la Sicilia non c'è nemmeno l'ombra. Infatti esaminando anche sommariamente il primo dato, i posti cioè messi a concorso col bando del 13 luglio del 2011, ci si accorge che sono in numero inferiore rispetto ai tagli delle scuole per causa della legge sugli accorpamenti: 237 posti a concorso contro 250 scuole che verrebbero accorpate e quindi a carico di una sola presidenza.
A occhio e croce quindi ci sarebbe una eccedenza di circa dieci dirigenze scolastiche e quindi la possibilità che una decina di presidi attualmente di ruolo rimangano potenzialmente a spasso, mentre ogni ulteriore posto che si rendesse libero andrebbe, come nota quell'asterisco in calce al bando del 2011, ai concorrenti del concorso del 2004 i cui compiti sono in fase di ricorrezione.
Per i prossimi anni allora crediamo non ci sia speranza di conquistare il posto di dirigente per nessuno e in modo particolare per gli aspiranti che hanno partecipato all'ultimo concorso che fra l'altro, come è noto, è stato costellato da irregolarità macroscopiche in fase proprio di preselezione, mentre il Miur spenderà una quarantina di milioni di euro per delle operazioni (preselezione, correzioni, commissioni ecc.) il cui unico esito potrà essere la formulazione di una graduatoria da smaltire almeno nel corso dei prossimi dieci anni.
Contestualmente alcune associazioni di dirigenti chiedono al Miur di stabilizzare i presidi incaricati e che già da anni svolgono le funzioni senza che però venga loro riconosciuta la titolarità, insieme all'adeguamento stipendiale alle alte dirigenze dello stato. Una situazione come si vede paradossale, mentre una possibile via di fuga per risparmiare ed evitare accorpamenti, l'elezione diretta dei dirigenti da parte del collegio come avviene in alcuni paesi d'Europa, non sembra interessare il ministero.
In ogni caso apparirebbe corretto che sulle sottrazioni tra posti disponibili a dirigente in Sicilia, accorpamenti di scuole, cattedre messe a concorso col bando del 13 luglio e le precedenze stabilite per coloro che superassero la ricorrezione relativa al concorso del 2004, sempre in Sicilia, qualcuno desse numeri certi e soprattutto reali speranze ai candidati che hanno superato le preselzioni e di cui in questi giorni si correggono le prove scritte.

 Pasquale M.I.Almirante

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