lunedì 20 febbraio 2012

Proposta di Giovanni Sicali ex redattore di AetnaNet.Org



Visto il D P R 31 maggio 1974, n. 416 (GU 13 settembre 1974, n. 239), integrato dalla Legge 14 gennaio 1975 n. 1, Legge 11 ottobre 1977 n. 748, Legge 14 agosto 1982, n. 582 ora in D L 16 aprile 1994, n. 297(Testo Unico) “Istituzione e riordinamento di organi collegiali della scuola materna, elementare, secondaria ed artistica”,

il sottoscritto propone, senza alcun onere per lo Stato, la seguente legge di modifica scolastica:

Oggetto: Elezione diretta dei Dirigenti Scolastici.


Articolo 1.

In tutte le istituzioni scolastiche di ogni ordine e grado si procede all’elezione diretta del Dirigente Scolastico, ogni tre anni entro il mese di giugno. Sono elettori attivi e passivi tutti i membri del Collegio dei docenti. All’elezione del DS, partecipa in modo soltanto attivo la componenti genitori, ATA e alunni del Consiglio di Istituto e la componente genitori membri dei Consigli di Classe.


Articolo 2.

1.Il DS, regolarmente eletto, entra in carica a partire dal 1° settembre successivo all’elezione e dura in carica tre anni con possibilità di essere rieletto subito dopo per un secondo mandato. Al termine del sessennio, però, non può essere rieletto e deve aspettare un triennio per essere rieleggibile.
2. Nei mesi che precedono l’insediamento del nuovo DS ci deve essere il periodo di collaborazione e compresenza con il preside uscente.


Articolo 3.

La funzione giuridica del Dirigente Scolastico resta regolata dalle norme della legislazione scolastica attuale e il compenso economico è quello previsto dall’ultimo CCNL.

Giovanni Prof Sicali

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Eliminiamo gli sprechi nell’Istruzione, iniziando dai concorsi costosi. Eleggiamo i Presidi pro-tempore.

Quando nel 1974 furono approvati i Decreti Delegati, tutti osannarono l’entrata della democrazia a scuola. Difatti, all’interno degli Istituti scolastici, nacquero gli Organi Collegiali i cui componenti (tranne per il Collegio dei Docenti) vengono eletti per votazione. Eleggere è meglio che concorrere e nominare. E si risparmia. Torniamo perciò con coraggio allo spirito dei Decreti Delegati miglioriamoli.

Nella repubblica democratica italiana esiste l’elezione diretta per esempio dei sindaci, i presidenti delle province, i governatori delle regioni; c’è l’elezione indiretta ad esempio del Presidente della Repubblica, dei deputati e senatori; ci sono sistemi di nomina come per il capo del governo, dei ministri, Prefetti, Csa, direttori URS; e ci sono i concorsi per accedere alla pubblica amministrazione.

Attualmente i Dirigenti Scolastici devono superare un concorso per diventare insegnanti statali, come tutti i colleghi e successivamente concorrere per accedere alla presidenza di un Istituto. Tutto questo con notevole onere per lo Stato. Occorreranno 47 milioni di euro per il prossimo concorso a quiz per i circa 200.000 aspiranti DS solo per essere ammessi alla seconda fase delle due prove scritte!

Chi può avere paura dell’elezione dei Presidi, quando viene eletto persino il Papa!... Nella Chiesa delle origini il Papa veniva eletto con il concorso del clero e della comunità romana. Poi nel secondo millennio l'elettorato attivo venne riservato ai cardinali-vescovi. E si tratta del vicario di Cristo in Terra, eletto a vita!

Morto un Papa se ne fa un altro. Tante scuole, invece, restano per anni prive di presidi per tanti motivi burocratici.

Che rischio corriamo ad eleggere un DS pro-tempore? Uno solo: rischiamo di fare funzionare meglio le scuole italiane.


Giovanni Sicali

L'articolo è stato ripreso dal seguente link:

http://www.gildavenezia.it/docs/Archivio/2011/ago2011/proposta_legge.htm

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