sabato 3 novembre 2012

Il PD, folgorato sulla via di Damasco, si converte al “salvaprecari”

di Lucio Ficara 3 novembre 2012    Chi ricorda le origini di conio del termine “salvaprecari” ,  usato per il personale scolastico precario a cui era stato stipulato  nella scuola un contratto a tempo determinato? Per ricordare le sue origini, bisogna risalire al 25 settembre 2009, quando è stato pubblicato nella Gazzetta Ufficiale il decreto legge 134/2009 a firma Mariastella Gelmini. Questo decreto legge venne appunto ribattezzato con il nome “salvaprecari”. Di cosa si tratta? Si tratta in buona sostanza di un decreto che come prima cosa, era stato concepito con lo scopo di arginare i continui ricorsi, che vedevano soccombere l’amministrazione, sull’abuso, in violazione della direttiva europea 1999/70/CE, dei reiterati contratti a tempo determinato senza che venissero, in tempi ragionevoli, trasformati  in contratti  a tempo indeterminato. Infatti il decreto 134/2009 impose che i futuri contratti a tempo determinato non fossero in alcun caso trasformabili in rapporti di lavoro a tempo indeterminato né consentissero  la maturazione di anzianità utile ai fini retributivi prima della immissione in ruolo. Inoltre questo decreto salvaprecari prevedeva che l'amministrazione scolastica, in collaborazione con le regioni, potesse promuovere progetti della durata di tre mesi, prorogabili fino ad un massimo di otto, da realizzarsi prioritariamente mediante l'utilizzo dei lavoratori precari della scuola.

Quindi a tutto il personale che avesse ottenuto  incarichi rientranti in tali tipologie sarebbe stata riconosciuta mediante punteggio, la valutazione dell’intero anno di servizio. Ricordiamo che all’epoca di tale decreto, ci furono vibranti proteste da parte dei partiti di opposizione, nei confronti del ministro Gelmini. Viene in mente la critica fatta dalla senatrice Soliani del PD, che , in Commissione Cultura,  definisce il decreto legge , come un decreto che si caratterizza , a suo avviso, per l'assenza di una visione strategica, fornendo solo risposte minimaliste a problemi di grande complessità e sottovalutando drammaticamente la natura del precariato scolastico nel più generale contesto della crisi in atto. Il PD  ha sempre avuto una posizione molto critica, anche negli anni in cui il “salvaprecari” è stato replicato , quindi nel 2010-2011 e nel 2011-2012, rispetto ad una norma sempre ritenuta poco strategica e scarsamente efficace. Adesso che il PD è in maggioranza al parlamento ed appoggia il governo Monti, qualcosa è profondamente cambiato anche sul giudizio della slavaprecari. Così come il PD ha cambiato idea sulla legge n.953, che ha osteggiato quando si chiamava legge Aprea, anche sulla legge “salvaprecari” ha cambiato opinione. Possiamo dire , senza timori di sbagliare, che il PD è stato folgorato sulla via di Damasco e quindi si converte al salvaprecari. Ad alcuni sorge il sospetto, ma sicuramente sono delle malignità, che la folgorazione del PD, avvenuta sulla via di Damasco, come avvenne a San Paolo, è dovuta al fatto che adesso si trova in maggioranza e presiede la Commissione Cultura della Camera. In questi giorni il PD è fortemente impegnato a chiedere l’immediato ripristino della legge salvaprecari. È  una norma di emergenza che risponde a una questione di giustizia sociale, dicono i responsabili del PD. Per il futuro Puglisi e Siragusa propongono il superamento della salvaprecari impegnandosi, se saranno al governo del Paese a stabilizzare i precari. Il Pd ,spiega, che era inizialmente contrario al salvaprecari, perché figlio dei licenziamenti di massa voluti dal ministro Gelmini, ma è chiaro che nell'emergenza dobbiamo impegnarci per salvare i diritti minimi di quegli insegnanti che si trovano senza lavoro. Ad oggi, aggiunge la Siragusa, non c'è una misura di garanzia verso questi lavoratori della scuola. Il Pd chiede che sia immediatamente rinnovato il salvaprecari per la parte statale, quindi prevedendo una graduatoria unica per le chiamate dalle scuole e punteggio pieno per tutti come previsto dalla prima legge. Quello che emerge da queste conversioni politiche del PD, sia sulla legge Aprea che sulla salvaprecari, è tanto imbarazzo ,di chi per tre anni ha fortemente criticato questi provvedimenti ed oggi invece li utilizza comodamente come strumento politico-legislativo.