venerdì 2 novembre 2012

Nel giorno della commemorazione dei morti ricordiamo anche le scuole defunte

Per ricordare le scuole defunte, ovvero quelle scuole chiuse da una politica ostile di tagli lineari, prendiamo un esempio tra i tanti:

Certificato-di-morte-della-scuola
La scuola elementare a Castelpoggio non c'è più
,  è morta, defunta, assassinata, kaputt. Un duro colpo per la tradizione ed il modo di vivere comunitario di un paese montano, uno colpo ci renderemo conto di aver accusato con un po di ritardo, come i pugili il giorno dopo l'incontro, ma poi farà male, brucerà.
Ci sono riusciti dopo vari tentativi negli anni, c'è riuscito il governo Berlusconi, il menefreghismo delle amministrazioni a tutti i livelli (regione, provincia, comune) e l'edonismo e la rassegnazione dei genitori e del paese tutto. 


L'istituzione, cuore pulsante del paese, è morta dopo 141 anni dalla apertura della scuola pubblica a Castelpoggio.  Una vera vergogna dei nostri giorni, segno inconfutabile dei tempi bui che stiamo passando in cui i livelli dei servizi al cittadino diminuiscono invece che progredire.


Un po di storia 
Nel 1821 si ha la prima notizia documentata di un insegnamento privato a pagamento, nella relazione della Visita Pastorale del 1821 il parroco don Nicolai scrive che non vi sono scuole (pubbliche) ma che il parroco (lui stesso) "tiene scuola privata a 9 ragazzi, da cui trae un giulio (75 soldi) al mese".  La scuola elementare pubblica, con sede disloccata sotto l'attuale sagrestia,  viene per la prima volta citata nei documenti nel 1870, ma limitata solamente alla prima classe, più tardi fu aggiunta anche la seconda classe. Verso il 1910 fu costruito l'edificio comunale alla Torre (via Vasco Venturelli), dove nacque anche la classe terza, con la quale a quei tempi terminava l'obbligo della frequenza scolastica.
Non va dimenticato che la "defunta" scuola elementare Don Primo Corsini, non era intitolata a caso al benemerito parroco. Durante il suo mandato in paese, dal 1922 al 1959,  si distinse, fra l'altro, per la diffusione della cultura popolare, istituendo e dirigendo corsi serali di istruzione, facendo il doposcuola per i ragazzi del paese alunni a Carrara delle scuole postelementari, istituendo in paese l'Asilo San Sisto per i bambini della Preelementare.

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