mercoledì 21 novembre 2012

"Pillole di sapere"? Molto meglio un bel timballo fatto in casa!

di Vincenzo Pascuzzi - 21 novembre 2012

Pillole? Fanno pensare a medici, malattie, farmacie, medicinali. Ma ora si ipotizzano anche reati penali e magari future condanne. Indagini sono in corso, vedremo.

Però, in questa vicenda, si può individuare anche un altro aspetto, una trama dei burocrati a proprio vantaggio e a scapito dei titolari e veri protagonisti dell'attività didattica, che sono i docenti e i discenti.

Infatti le c.d. pillole in questione non sono altro che frammenti di lezione per così dire industrializzati, pre-cotti, magari surgelati, pre-confezionati, poi proposti o imposti ai docenti per essere somministrati - scongelati e scaldati al microonde - ai discenti. E' chiaro che i docenti e la loro libertà di insegnamento ne risultano potenzialmente condizionati, menomati, sminuiti. Da chef creativi, o almeno buoni cuochi, del sapere diventano in prevalenza semplici camerieri, porgitori.





Una cosa analoga è avvenuta, e avviene ancora, con i ministri che promuovono e cercano di imporre - facendosi belli e invadendo i media - lim, tablet, registri elettronici, altro magari trascurandone gli aspetti tecnici, economici e la compatibilità con gli ambienti scolastici.

Anche i test Invalsi, sponsorizzati allo spasimo dal Miur, si collocano e partecipano alla stessa trama. I docenti vengono espropriati della prerogativa della valutazione che è parte essenziale dell'attività didattica. La valutazione con i test non può che essere minimale, avulsa, aleatoria, ma viene spacciata gratis come standardizzata, scientifica, oggettiva, non plus ultra. I test, che sono inappellabili, irripetibili, insindacabili sconvolgono la didattica, alterano il rapporto docenti-discenti e quelli docente-presidi e scuola-famiglie. Miur li sostiene per confondere e occultare le proprie responsabilità e cercare di scaricarle sui docenti e sulle scuole.

Particolarmente odioso, subdolo e furbastro è il meccanismo innescato già da anni per infiltrare gli invalsi (ormai l'acronimo dell'istituto individua anche i test!) gradualmente a tutti i livelli. Quest'anno scolastico dovrebbero approdare alla maturità (o esame di Stato), in "via sperimentale" (v. Direttiva n. 85 del 12/10/2012).

Questo il meccanismo del Miur, che è solito procedere per gradi in questo modo: 1) dapprima emana la norma per il futuro (nessuno protesta perché non è per l'oggi); 2) successivamente dà attuazione alla norma emanata in precedenza (nessuno protesta perché bisognava farlo prima); 3) dichiara che si tratta di sperimentazione (nessuno protesta perché ci crede); ma è falso che sia sperimentazione: si tratta di gradualità irrevocabile, solo scaglionata nel tempo; 4) quando si ha la consapevolezza del fatto, ormai è tardi; 5) in più c'è il trucco dell'Invalsi presentato come arbitro, esterno o terzo, ma sappiamo che è invece interno al Miur stesso.

Riassumendo, la burocrazia sta espropriando la didattica di contenuti, mezzi, valutazione.

Ma torniamo alle pillole. E' sicuramente molto meglio una pietanza genuina, per esempio, un timballo fatto in casa, confezionato in giornata, con gli ingredienti graditi, freschi, genuini, non precotto, né surgelato-scongelato ma cotto al momento!

Roma, 21 novembre 2012

Vincenzo Pascuzzi

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