giovedì 15 novembre 2012

Scuola, tagli per tutti e pillole dorate per pochi

Mentre il governo prepara tagli alla Scuola per centinaia di milioni, grazie agli esperti scientifici nominati dalla Gelmini arrivano soldi a palate all'azienda di Ilaria Sbressa, moglie di Andrea Ambrogetti, direttore delle relazioni istituzionali di Mediaset e presidente dell’associazione del digitale terrestre.
Massimo Zennaro, ex portavoce della Gelmini, finito nella bufera per il comunicato sul Tunnel dei neutrini, il 22 dicembre del 2011, prima di lasciare il Ministero per andare a fare l'addetto stampa di Barbara Berlusconi, stanzia 1,3 milioni da destinare a prodotti multimediali per la scuola.
Una commissione mista Miur-Ansas decide di investirne 730 mila per comprare 19 “Pillole del sapere” realizzate proprio dall'azienda della Sbressa: un format di filmati della lunghezza di 3 minuti ciascuno, che aveva depositato in Consip, la società del ministero dell'Economia che serve per ottimizzare e rendere più trasparenti gli acquisti della Pubblica Amministrazione.




Ma dalle intercettazioni sulla Bpm emerge che Antonio Cannalire, braccio destro di Massimo Ponzellini, avrebbe cercato di favorire l'entrata della Sbressa proprio in Consip, grazie ai suoi contatti con i dirigenti. Cannalire aveva anche aiutato la Sbressa ad ottenere un finanziamento di 300 mila euro dalla Bpm, minacciando addirittura di morte un funzionario della Popolare.
Un estratto dell'inchiesta di Sigfrido Ranucci che andrà in onda domenica prossima a Report.
Precisazione dell'Onorevole Mariastella Gelmini:
"La notizia del corriere.it - che anticipa un servizio della trasmissione Rai Report - sembra suggerire una mia responsabilità anche indiretta nell'assegnazione di fondi per una produzione multimediale. Desidero osservare che alla data dell'assegnazione non ero più ministro e che non ricoprendo più tale incarico non ero e non potevo o dovevo essere quindi a conoscenza della attività di dirigente del dr. Zennaro con il quale, peraltro, da tempo avevo interrotto ogni comunicazione. Tutto ciò senza voler entrare nel merito della legittimità o qualità dell'atto amministrativo, ma solo per ribadire la mia totale estraneità alla vicenda in oggetto
.
La risposta di Sigfrido Ranucci
Prendiamo atto di quello che dice l'ex Ministro Mariastella Gelmini.
Ci chiediamo di chi è allora la responsabilità di aver nominato le commissioni che hanno giudicato questo tipo di prodotto.