giovedì 8 novembre 2012

Zuppa di Porro? No grazie.

di Fanco Labella - 26 ottobre 2012

Nicola Porro ha voluto dire la sua (1) sulla questione delle 6 ore in più da aggiungere, a parità di stipendio, all’orario frontale degli insegnanti.
Il suo blog si chiama “ Zuppa di Porro”.
La zuppa di porro è buona e saporita, la “Zuppa di Porro” è insipida ed indigesta.
E’ insipida perché manca il sale della conoscenza.
E’ indigesta perché solletica la pancia senza rispetto per la digestione.
Stavolta i lettori di “Profumo di scuola” portassero pazienza.
Per la lunghezza e per le citazioni.





“Sindacati e professori dicono che lavorano anche al di fuori dell’aula. Sacrosanto. Ma per quale motivo non hanno mai voluto quantificarlo nei loro contratti collettivi?”.
Porro fa il giornalista economico.
Per fare il giornalista bisogna documentarsi.
Per fare il giornalista economico bisogna conoscere l’oggetto di cui si parla.
Posso inviare a Porro quintali di documenti, nell’arco temporale di almeno 30 anni, in cui viene chiesto di quantificare il “sommerso” degli insegnanti.
Perché da bravo liberale non fa la stessa domanda a Profumo, Gelmini, Fioroni, Moratti e via via risalendo, se pratica le sedute spiritiche, fino non dico a Valitutti ma quasi?
“Per quale motivo la maggioranza dei nostri insegnanti gode di fatto di più ferie di quante essi avrebbero sulla carta?”.
Non conosco il privato di Porro.
Se abbia o meno figli che frequentano o abbiano frequentato le scuole secondarie di primo e secondo grado.
Immagino, però, che lui sia laureato e perciò diplomato.
Porro ha un calendario.
Veda di capire come si possono avere 54 giorni di ferie, in un periodo che va dalla fine degli esami di Stato (dal 10 al 15 luglio) fino al 31 agosto.
Se ci riesce lo proporrò per il Nobel.
Perché sarà riuscito a far diventare i mesi di luglio e agosto ben più lunghi di 31 e 30 giorni.
“È precisamente il motivo per cui Profumo ha pensato la norma: i dipendenti pubblici lavorino di più, così da contribuire alla riduzione dei costi dello Stato. Questa obiezione tradisce il senso ultimo delle palle ideologiche sulla formazione che si sentono in giro. La pubblica istruzione non è pensata per le generazioni future, ma come ammortizzatore sociale per il lavoro. Ciò che contano non sono gli studenti e la qualità dell’istruzione, ma la possibilità di impiegare più personale.”
Chissà se Porro conosce un noto comunista americano, quello del “ Se pensate che l’istruzione sia costosa, provate l’ignoranza. ”, a proposito il “comunista” è Derek Curtis Bok, giurista del noto covo di statalisti chiamato Harvard (USA).
Chissà se Porro ha visto mai “Tempi moderni”.
Chissà se Porro ha mai sentito parlare di burn out.
Chissà se i figli di Porro frequentano le scuole private.
Chissà se Porro ha qualche dimestichezza con le scuole tout court magari quelle del riordino Gelmini.
Quelle del “troppa scuola fa male, lo dicono le ricerche internazionali”
Quelle del “non conta la quantità ma conta la qualità”.
Quelle del “non servono il Diritto e l’Economia nella società di oggi”.
Ma andiamo avanti se il paziente lettore ci segue.
“L’ultima considerazione riguarda quei numerosi professori che ancora svolgono il loro dovere con coscienza e serietà. Che già oggi lavorano 24-30 ore alla settimana, senza alcun riconoscimento pubblico, che amano i loro studenti e la propria missione. E che vedono la professione schiacciata da un conformismo al ribasso in cui ai diritti sindacali non corrisponda alcun dovere educativo.”
E qui sono veramente in difficoltà caro Porro.
La sua Zuppa mi resta sullo stomaco.
Perché la logica zoppica veramente nelle sue ultime frasi.
Perché da che mondo e mondo (persino in quello milionario delle star del giornalismo “sottopagato” come quelle di Porro) se il merito vale e se uno lavora di più gli si aumenta lo stipendio e mica l’orario di lavoro.
Perchè, a seguirlo nel suo ragionamento del cavolo, pardon, del Porro vorrei proporgli di fare 100 puntate in più di “In onda” per lo stesso compenso “misero” che percepisce ora.
Così studia di più, si documenta e lascia in pace la nostra digestione….

Se poi volesse organizzare una puntata di “In onda” sul tema sono a sua disposizione e se vuole gli mando il mio numero di cellulare.

Pagato col mio stipendio e non dal MIUR.

http://profumodiscuola.comunita.unita.it/2012/10/26/zuppa-di-porro-no-grazie/