lunedì 30 gennaio 2012

Sono un docente AL SERVIZIO e non potrei mai diventare DI SERVIZIO

Credo che a chiunque sia chiaro come certi meccanismi diventano.... diciamo "vischiosi" per non dire paludosi. Provo sempre molto dolore, e lo dico con onestà morale e intellettuale, nel vedere che certa destra non potrebbe esistere se non esistesse certa sinistra. Quindi queste operazioni "concorsuali" e a maggior ragione nella Scuola, avvengono S-O-L-O ed E-S-C-L-U-S-I-V-A-M-E-N-T-E perchè la "sinistra" dà il suo BENEPLACITO. Poi naturalmente mette la onorevola di turno a tuonare contro il capo Formez che, ironia della sorte (accidenti quanto è beffardo il Destino!...davvero vale quel detto "se vuoi far ridere Dio, parlagli dei tuoi piani!) prima dell'abbraccio "brunettiano" era guarda caso un sindaco in quota PD. Ecco sono triste nel vedere come si appalesano queste situazioni, posso dire mi dispiace..forse tutti noi meritavamo qualcosa di più. Un giorno mentre mi dimettevo da una commissione docenti poco "trasparente", nel motivare le mie scelte al collegio ricordo che a braccio dissi: "... e poi in fondo io sono un docente AL SERVIZIO e non potrei mai diventare un DOCENTE DI SERVIZIO...", spero di non urtare la sensibilità di nessuno nell'augurarmi che questa distinzione possa valere in tutte le professioni. Grazie Lucio e grazie Aetnanet e grazie Aldo e grazie Polibio. ".

Giancarlo Memmo

Il link di "Regolarità e trasparenza nella scuola" nella home page di AetnaNet.Org

Si ringraziano il Direttore di AetnaNet Prof. Pasquale Almirante ed il webmaster dello stesso sito Prof Michelangelo Nicotra per aver inserito nella home page, precisamente nel settore "Blog di opinione ", il link del nostro blog, dandogli un risalto di indubbia visibilità nazionale. Da oggi il blog entra nel salotto buono dei siti che si occupano di news scolastiche cercando di veicolare tutte quelle riflessioni che sono state la spina dorsale della pagina Facebook " Regolarità e trasparenza nel concorso per Dirigenti Scolastici ". Questo importante riconoscimento arriva dopo sole tre settimane dalla nascita di "Regolarità e trasparenza nella scuola". La redazione del blog invita tutti i docenti che volessero postare notizie utili al buon funzionamento delle nostre scuole ad inviare i loro contributi, facendo riferimento alle istruzioni della pagina " collaborazioni ".

Concorso DS: botta e risposta tra "il Fatto Quotidiano" e AetnaNet.Org; le opinioni di Lucio Ficara e Marina Boscaino divergono

Concorso scuola, la ricetta di Cicirinella ( di Marina Boscaino sul il Fatto Quotidiano )

Ennesimo colpo di scena sul fronte di una delle consuete storie all’italiana. Condita, peraltro, da un nuovo ingrediente: l’incertezza del diritto che – anche a seguito della disattenzione ostentata dal precedente governo su sentenze del Tar e persino del Consiglio di Stato – rende particolarmente incerta la vita di chi si trova ad incappare con la contraddittorietà del nostro sistema. Parlo del concorso per dirigente scolastico.

È di lunedì la notizia che il Consiglio di Stato, con le ordinanze n. 64/2012 e 67/2012 dell’11 gennaio, ha confermato il provvedimento monocratico che ha consentito l’ammissione alla prova scritta – celebratasi il 14 e il 15 dicembre – di candidati che nella prova preselettiva di ottobre avevano totalizzato fino a 5 punti di meno di quello previsto per essere ammessi allo scritto. Perché? La prova preselettiva del 12 ottobre è stata contestatissima sin dai giorni precedenti alla sua somministrazione. I candidati dovevano rispondere a 100 quesiti a risposta multipla selezionati su 5563 pubblicati il primo settembre sul sito del Miur. Già dal 2 settembre si avvicendavano errata corrige per emendare errori nei quesiti. Il climax dell’approssimazione si è raggiunto ad una settimana circa dalla prova, quando il Miur ha dovuto espungere dalla numero totale più di 900 domande, sbagliate. La polemica raddoppiava anche in seguito alla (seppur tardiva) pubblicazione dei nomi degli “esperti” che hanno curato l’elaborazione dei quesiti, in alcuni casi anche passibili – oltre che di ignoranza – di conflitto di interesse – trattandosi di formatori nei corsi per la preparazione alla prova.

Dal 13 ottobre sono cominciati a piovere ricorsi, caratterizzati da un’attività particolarmente energica da parte dell’Anief – associazione professionale sindacale – da una parte (a favore degli esclusi) e dell’Anp – Associazione Nazionale Dirigenti e Alte Professionalità nella scuola – dall’altra, che si è costituito ad opponendum per la difesa delle procedure espletate. Le richieste di ammissione con riserva alle prove scritte avanzate dai ricorrenti, però, erano state respinte dal Tar Lazio e confermate in appello, quando già il 20 dicembre, i giudici della VI sezione del Consiglio di Stato, avevano avuto modo di rilevare che “i motivi dedotti (dai legali dell’Anief, n.d.) investono profili di legittimità dell’intera fase di selezione basata su quiz a risposta multipla, con la conseguenza che essi, qualora dovessero risultare fondati in sede di decisione nel merito, determinerebbero l’effetto demolitorio dell’intera procedura, con obbligo di rinnovazione della stessa e coinvolgimento di tutti i partecipanti al concorso, e dunque con pieno effetto satisfattivo delle pretese azionate dai concorrenti non ammessi al prosieguo delle prove”.

Con le ordinanze sopra citate si sciolgono le riserve sulla valutazione del test, evidentemente inadeguato allo scopo perché infarcito di errori (alcuni quesiti errati sono stati rilevati anche dopo la celebrazione della prova). La regolarità dell’intera procedura concorsuale è in forse: “Considerato che, ad un primo esame, l’appello cautelare in epigrafe appare meritevole di parziale accoglimento laddove ha rilevato – per un verso – il carattere obiettivamente erroneo di alcuni dei quiz somministrati e – per altro verso – l’alta probabilità che, in assenza degli errori in questione, gli appellanti avrebbero potuto accedere al prosieguo delle prove concorsuali.”
Ciascuno dei contendenti sostiene la legittimità delle proprie argomentazioni e convinzioni: l’Anief chiede l’interruzione in auto-tutela delle procedure di correzione delle prove scritte (che le singole commissioni regionali hanno iniziato ad effettuare) e di rinnovare le prove pre-selettive. L’Anp ribadisce la propria posizione, finalizzata “unicamente ad agire nell’interesse delle tantissime scuole che – in assenza di una regolare conclusione del concorso – rimarrebbero prive per chissà quanto tempo di dirigenti regolarmente selezionati, nonché a contribuire al rispetto delle regole ed a sostenere i diritti di chi ha diritti da tutelare”.

Che il concorso sia stato preparato in maniera pedestre dai dilettanti allo sbaraglio, ospitati a Viale Trastevere fino a 3 mesi fa, non c’è dubbio. Come non c’è dubbio che gli errori sono stati per tutti i partecipanti alla prova preselettiva, compreso per quelli che l’hanno superata, che peraltro hanno affrontato nelle settimane seguenti lo sforzo notevole della preparazione delle prove scritte. Sarebbe auspicabile che il Ministro intervenisse per fare finalmente chiarezza in una situazione determinata da chi l’ha preceduto – una delle pesanti eredità che ha trovato – ma di cui adesso (nel caos che si sta creando e nella jungla di notizie ed ipotesi che si stanno affastellando) deve dar conto lui e su cui solo lui può esprimere indicazioni fondate e convincenti.

I 33.531 candidati che il 12 ottobre hanno sostenuto le prove preselettive – di cui 9.111 (pari al 27,17%) ammessi allo scritto – hanno già visto sfumare, per effetto della recente legge 183/11 un terzo dei 2.386 posti previsti dal bando. Stiamo giocando un gioco le cui regole cambiano continuamente ed improvvisamente. Qualcuno si prenda la responsabilità di farci sapere una volta per tutte quali sono.


Cara Marina la strofa successiva a Cicirinella è molto più significativa! ( di Lucio Ficara su AetnaNet.Org )

Cara collega Marina Boscaino, Il mitico Fabrizio D’Andrè, autore sublime della canzone Don Raffaè dà uno spaccato illuminato e vero dell’Italia di oggi ed a pensarci bene ( l’ho dichiarato più volte e in tempi non sospetti), anche del concorso "luscum" a dirigente scolastico che tu stai svolgendo, avendo superato, nella tanto chiacchierata prova preselettiva, gli ottanta punti su cento. Dice D’ Andrè:

Ah, che bellu ccafè
pure 'n carcere 'o sanno fà
co' 'a recetta ch'a Cicirinella
compagno di cella ci ha dato mammà

Nella strofa successiva Fabrizio D’Andrè dice qualcosa di molto più significativo rispetto la ricetta di Cicirinella. Infatti dice:

Prima pagina venti notizie
ventuno ingiustizie e lo Stato che fa
si costerna, s'indigna, s'impegna
poi getta la spugna con gran dignità.

Vedi Marina, nel tuo articolo ,con una limpida onestà intellettuale, ammetti che il concorso è stato preparato in maniera pedestre dai dilettanti allo sbaraglio, ospitati a Viale Trastevere fino a 3 mesi fa, ma poi con uno spirito conservatore, tipico di chi ha superato la nefanda prova preselettiva, asserisci che tutti sono stati vittima degli errori in uguale misura .Il tuo è il punto di vista di una persona che si trova in un palese conflitto d’interesse , per cui il tuo giudizio non è scevro di convenienze personali. Tu che spesso hai criticato il presidente Berlusconi, proprio per il suo conflitto d’interessi, non avresti titolo per dire certe cose. Personalmente, insieme ad altri redattori di Aetnanet ( Aldo Domenico Ficara, Polibio, Pasquale Almirante), abbiamo contestato, prima della prova del 12 ottobre 2011( già dai primi di settembre 2011) i numerosissimi errori dei test. Inoltre abbiamo denunciato la fuga di notizie degli item, prima della data del uno settembre ( a tale proposito sta indagando la polizia postale). Se tu avessi la pazienza di documentarti, sull’azione civica, che noi redattori di Aetnanet abbiamo fatto contro i numerosi errori commessi prima, durante e dopo la prova preselettiva, comprenderesti bene il significato della strofa, che ti ho evidenziato. Ma poi, è tollerabile che, in un paese civile, un concorso così importante sia stato svolto con una prova preselettiva così scandalosa? Gli errori ed orrori fatti nell’organizzazione, non sono stati uguali per tutti, ma diversi per ciascuno! Tu da docente valuteresti i tuoi alunni , facendoli esercitare su appunti sbagliati e interrogandoli con test errati? Ma che valutazione sarebbe questa? Lascia perdere, Marina! Tu, che sei persona preparata e di buon senso, sei stata la prima a ricevere un danno di immagine nell’ aver superato questo concorso indecoroso. Comunque stai tranquilla che qualche onorevole Siragusa (PD) (anche lei nelle tue stesse condizioni) avrà modo di proporre una legge vergogna, che garantirà, in barba alla costernazione, all’indignazione, la validità di questo concorso. Come suona bene e come è significativa la strofa che ti ho evidenziato! Puoi stare tranquilla Marina, che lo Stato (il parlamento) dopo essersi indignato getterà la spugna con grande dignità ed uscirà un bel decreto, che annullerà tutte le sentenze del Consiglio di Stato.
Con stima Lucio Ficara.

Marina Boscaino:mai dimostrato qualsiasi acquiescenza in merito alle procedure e ai contenuti relativi alla prova di preselezione per il concorso a ds


Ho letto con un po’ di meraviglia e anche un po’ di dispiacere il pezzo di Lucio Ficara – di cui ho pure in passato apprezzato alcuni interventi – apparso su AetnaNet qualche giorno fa http://www.aetnanet.org/modules.php?name=News&file=print&sid=247346 in seguito al mio post sul blog del Fatto Quotidiano http://www.ilfattoquotidiano.it/2012/01/24/concorso-dirigente-scolastico-servono-chiarezza-trasparenza/186039/.
Meraviglia e dispiacere non perché si debba essere sempre tutti d’accordo. Ma perché Ficara afferma alcuni concetti inaccettabili su me e sul mio operato. Premetto che con Ficara ho già avuto uno scambio di mail chiarificatore, ma mi sembra corretto che anche su un sito che apprezzo e che svolge un’azione importante per la scuola pubblica io possa avere diritto di replica. Insisterò su alcuni punti già discussi privatamente con il mio interlocutore.
1. L'espressione “conflitto di interessi” è quanto mai inopportuna, superficiale e, di conseguenza, diffamatoria. Il conflitto di interessi, infatti, si determina quando vi sia chi – essendo parte in causa in una questione - assume un ruolo o una posizione che gli consenta di prendere o influenza in forma diretta decisioni relative a tale questione tali da cui possa derivargli un vantaggio, diretto e indiretto. Esprimere un'opinione non ha ovviamente questa valenza, da nessun punto di vista. Sostenerlo è strumentale malafede.
2. È assolutamente falso che io abbia mai dimostrato qualsiasi acquiescenza in merito alle procedure e ai contenuti che hanno caratterizzato la prova di preselezione. Sono anzi – per quanto mi è noto – la sola candidata che si è espressa e pertanto esposta pubblicamente, firmando con nome e cognomi diversi contributi a stampa e digitali, in proposito con accenti fortemente critici, sul piano culturale come su quello politico;
3. Anche l'interpretazione della citazione di De André è assolutamente capziosa e riduttiva, dal momento che il senso del titolo dell'articolo è proprio che su questo concorso – come su mille altri di una triste tradizione – pendono mancanza di trasparenza, sciatteria e arroganza istituzionale (quella dove risiedono i veri conflitti di interesse, per esempio di chi ha fatto formazione partecipando alla formulazione dei quesiti) e estenuanti e velenose guerre tra poveri.
Di seguito, alcuni dei miei interventi sul concorso, da settembre ad oggi
http://lapoesiaelospirito.wordpress.com/2011/10/24/vivalascuola-92/

http://www.pavonerisorse.it/quaderno/interrz.htm

http://www.pavonerisorse.it/quaderno/quizzone.htm

http://www.ilfattoquotidiano.it/2011/09/24/il-tunnel-dellistruzione/159802/

http://www.manuelaghizzoni.it/?p=28735

Marina Boscaino

domenica 29 gennaio 2012

Concorso DS: Meglio rivolgersi alla Corte Europea

La Corte di giustizia interpreta il diritto dell'UE perchè esso venga applicato allo stesso modo in tutti i paesi dell'UE. Si occupa inoltre di giudicare le controversie tra i governi dei paesi membri e le istituzioni dell'UE. Anche i privati cittadini, le imprese o le organizzazioni possono portare un caso all'attenzione della Corte se ritengono che un'istituzione dell'UE abbia leso i loro diritti. Se uno degli Stati membri, il Consiglio, la Commissione o, a certe condizioni, il Parlamento reputa illegittima una data norma del diritto dell'UE, può chiederne l’annullamento alla Corte. Anche i privati possono proporre "ricorsi di annullamento", per annullare un atto giuridico che li riguardi direttamente e individualmente e arrechi loro pregiudizio. Se il ricorso è fondato, ossia l’atto è stato effettivamente adottato in violazione delle forme sostanziali o dei trattati, la Corte lo dichiara nullo e non avvenuto ( quindi il bando del concorso DS sarebbe dichiarato nullo ). Per ogni caso sottoposto al giudizio della Corte vengono designati un giudice e un avvocato generale. Il procedimento si divide poi in due fasi: fase scritta e fase orale. Nella prima fase, le parti coinvolte presentano documenti scritti al giudice incaricato. Il giudice redige quindi una relazione in cui riassume il contenuto di tali documenti e gli aspetti giuridici della controversia. La seconda fase è costituita dalla pubblica udienza. A seconda della complessità della causa, l'udienza può avere luogo dinanzi a una sezione di tre, cinque o 13 giudici o in presenza della Corte in seduta plenaria.

La Corte di giustizia dell'Unione europea

Palais de la Cour de Justice
Boulevard Konrad Adenauer Kirchberg
LU-2925 Luxembourg, Luxembourg
Tel: +35 2 4303 1
Fax: +35 2 4303 2600

venerdì 27 gennaio 2012

Concorso DS: ho sbagliato, chiedo scusa, gli errori potrebbero essere più di 5

Dopo la pubblicazione del mio ultimo articolo su AetnaNet dal titolo " Concorso DS: il pallino è solo la punta di un iceberg che si sta sciogliendo " mi sono piovute addosso una valanga di distinguo ed obiezioni, con toni a volte al limite della querela, per ciò che ho scritto. Per scrupolo ho voluto fare un analisi particolareggiata dell'articolo, per vedere se ci fossero inesattezze nella mia esposizione, e con dispiacere mi sono accorto di aver commesso un errore numerico. Ho scritto " La questione della presenza dell’errore nella prova preselettiva del concorso per Dirigenti Scolastici è ormai accertata dal Consiglio di Stato con le ordinanze n. 64/2012 e n. 67/2012 dell’11 gennaio 2012, rimane da verificare il numero delle domande aventi il carattere obiettivamente erroneo. Per il momento il numero ufficiale è 5, ma questo numero è destinato a crescere, come lo dimostrerà la perizia tecnica dell’ANIEF presentate al TAR del Lazio, di alcune decine." Ecco il numero ufficiale degli errori non è detto che sia 5. Infatti il Consiglio di Stato ha accolto l'istanza cautelare di 7 concorrenti che avevano totalizzato tra 75 e 80 punti alla prova preselettiva, ma non è dato sapere quali fossero le domande in questione, pertanto non si può dire che siano solo 5.
Potrebbero essere anche in numero maggiore dal momento che non sappiamo se per tutti i 7 candidati siano state "sanzionate" le stesse domande, infatti, è esatto dire che gli errori sono 5, solo nel caso in cui tutti i ricorrenti avessero fatto gli stessi errori.

giovedì 26 gennaio 2012

Concorso DS: sono passati cento giorni, nessuna risposta

Ripropongo un mio articolo postato su AetnaNet il 7 ottobre 2011, il giorno dopo la pubblicazione, da parte del MIUR, degli 89 esperti, che avevano elaborato gli oltre 5000 test della prova preselettiva al concorso DS 2011


Concorso DS: lettera aperta al Prof. Gaetano Amato

Gent.mo Prof. Gaetano Amato, le scrivo perché gli item formulati da Lei ed il suo gruppo, relativi all'area n.7 per la batteria di test del concorso DS, hanno fortemente condizionato la mia preparazione alla prova concorsuale. Spesso, infatti, incrociavo domande e relative risposte lontane dalla stringente logica multidisciplinare dell'informatica. In particolare, sempre dalle pagine di AetnaNet, ho dovuto dare , mio malgrado, spiegazioni tecniche ad evidenti lacune contenutistiche delle suddette domande a risposta multipla, compresa la definizione di directory in informatica. Riporto uno stralcio di quell'articolo "La domanda è: "In un dispositivo di memoria di massa cosa rappresenta una directory?". La risposta esatta data dal suo gruppo è: " la parte del disco fisso del computer, o di altro dispositivo di memoria di massa, in cui sono memorizzati i file". Prima di tutto diamo la definizione di disco fisso detto anche disco rigido: il disco rigido è costituito fondamentalmente da uno o più piatti in rapida rotazione, realizzati in alluminio o vetro, rivestiti di materiale ferromagnetico, e da due testine per ogni disco (una per lato). Queste testine durante il funzionamento "sorvolano" alla distanza di poche decine di nanometri la superficie del disco, leggendo e scrivendo i dati. La testina è tenuta sollevata dall'aria mossa dalla rotazione stessa dei dischi che può superare i 15.000 giri al minuto.

Quindi, se la directory fosse una parte del disco rigido, dovrebbe essere un oggetto fisico costituito da alluminio o vetro. Detto del disco rigido, vediamo ora con attenzione quale è la definizione corretta di Directory in informatica: una directory è una specifica entità del file system che elenca altre entità, tipicamente file e altre directory, e che permette di organizzarle in una struttura ad albero. In parole povere consideriamo il PC come se fosse un palazzo, il citofono all'entrata è il desktop, da dove si può andare in tutti gli appartamenti che rappresentano le cartelle. Ogni appartamento ( cartella) contiene delle stanze, che sono le sottocartelle ( secondo livello di cartelle ), e ogni stanza contiene degli armadi ( terzo livello di cartelle), e ogni armadio contiene dei cassetti ( quarto livello di cartelle). La directory è la strada giusta per arrivare ad un documento ( per arrivare ad un cassetto di un qualunque armadio ). Consideriamo, ad esempio, la seguente sequenza: c:/documenti/immagini/vacanza/ferragosto. In questo caso ( c ) è il palazzo, ( documenti ) è l'appartamento, ( immagini ) è la stanza, ( vacanze ) è l'armadio, ( ferragosto ) è il nome del documento ( cassetto dell'armadio). Quindi la directory non è una parte del disco fisso, ma è una struttura (software) utilizzata dal sistema operativo per recuperare i file dalla memoria fisica, ovvero un modo di tener ordinato, o meglio di organizzare un insieme di file su un disco o in un'area reale o virtuale. Il ministero HA RICONOSCIUTO L'ERRORE, spero lo riconosca anche Lei. Da Linkedin ho recuperato un suo breve curriculum: "Gestisce il sito della scuola (http://www.scuolamediadonmilani.it) all'interno del quale ha sviluppato anche una sezione e-learning, utilizzando Moodle come LMS (http://www.scuolamediadonmilani.it/e-learning/), e un blog gestito dagli alunni "Bla, bla!" (http://www.scuolamediadonmilani.it/blog/). Responsabile ECDL ed Esaminatore nel Test center AUY___01 che ha sede presso la Scuola Secondaria di 1° Grado "Milani"-San Valentino Torio-SA. Docente nei corsi di informatica finalizzati al conseguimento dell'ECDL Core level tenuti presso la scuola per gli alunni, in orario extra-curricolare, e per gli adulti, in orario serale. Master Instructor e Administrator dell'iQCenter Microsoft Office Specialist che ha sede presso la Scuola Secondaria di 1° Grado "Milani"-San Valentino Torio-SA, dove è docente nei corsi finalizzati al conseguimento della certificazione M.O.S. Dal 2006, componente del Gruppo di progetto "Informatica ed ECDL nella Scuola Secondaria di 1° Grado-Progetto d'intesa MPI-AICA", si occupa, insieme ad un altro collega del gruppo, della manutenzione e dell'amministrazione del sito ECDLmedia.it (http://www.ecdlmedia.it). Docente di Matematica e Scienze nella Scuola Secondaria 1° Grado e componente dello Staff di ECDLmedia.it e del Gruppo di Progetto ECDL Med (http://www.ecdlmedia.it). Appassionato di nuove tecnologie, nella scuola dove presta servizio si occupa della manutenzione e dell'aggiornamento dell'infrastruttura tecnologica (Laboratorio di informatica e Intranet degli Uffici di Segreteria e Presidenza).", ed in virtù di quanto scritto, mi viene difficile pensare a tante distrazioni di informatica elementare, Ho notato sul suo sito la seguente frase ""Se pensi che la cultura costi troppo, prova con l'ignoranza" (H. Ford), spero che tale aforisma non abbia nulla da spartire con gli errori commessi nella stesura dei test menzionati. Augurandomi che la sua competenza informatica non intrecci più il mio studio, ed in attesa di una sua gradita risposta ( attesa anche dalle centinaia di docenti che mi leggono e scrivono ), Le invio i miei migliori saluti.

lunedì 23 gennaio 2012

Concorso DS: i giudici di Palazzo Spada sciolgono ogni riserva sulla valutazione del test

Con le ordinanze n. 64/2012 e n. 67/2012 dell’11 gennaio 2012, i giudici di Palazzo Spada sciolgono ogni riserva sulla valutazione del test - nel confermare il provvedimento monocratico che aveva consentito l’ammissione di alcuni ricorrenti che avevano maturato un punteggio tra i 75 e gli 80 punti - e attestano l’illegittimità dell’intera procedura concorsuale, anticipando così la decisione di merito: “Considerato che, ad un primo esame, l’appello cautelare in epigrafe appare meritevole di parziale accoglimento laddove ha rilevato - per un verso - il carattere obiettivamente erroneo di alcuni dei quiz somministrati e - per altro verso - l’alta probabilità che, in assenza degli errori in questione, gli appellanti avrebbero potuto accedere al prosieguo delle prove concorsuali.”

L’ordinanza del Consiglio di Stato

00064/2012 REG.PROV.CAU.
N. 09914/2011 REG.RIC.
Il Consiglio di Stato
in sede giurisdizionale (Sezione Sesta)
ha pronunciato la presente
ORDINANZA
sul ricorso numero di registro generale 9914 del 2011, proposto dai dottori Loana Giacalone, rappresentato e difeso dagli avv. Maria Grazia Cannata, Francesco Vannicelli, Luigina Palazzo, Anna Tilotta, Domenica Gaglio, Concetta Caruso, Maria Restivo, Giuseppina Maria Mistretta, Barbara Anna Rita Vivona, Giuseppina Amodeo, Stefanina Labruzzo, Giampiero Lo Piano Rametta, Santa Brancati, Francesca Frazzetta, Leila Leonte, Dorotea Falco, Benvenuta Quinci, Maria Bellitti, con domicilio eletto presso Francesco Vannicelli in Roma, via Varrone, 9

contro
Ministero dell'Istruzione dell'Universita' e della Ricerca, rappresentato e difeso dall'Avvocatura generale dello Stato, domiciliata per legge in Roma, via dei Portoghesi, 12;
nei confronti di
Amoroso Giammarco;
per la riforma
dell' ordinanza cautelare del T.A.R. Lazio, Roma III-bis, n. 4583/2011

Visto l'art. 62 cod. proc. amm;
Visti il ricorso in appello e i relativi allegati;
Visti tutti gli atti della causa;
Visto l'atto di costituzione in giudizio del Ministero dell'Istruzione dell'Universita' e della Ricerca; Vista la impugnata ordinanza cautelare del Tribunale amministrativo regionale di reiezione della domanda cautelare presentata dalla parte ricorrente in primo grado;
Viste le memorie difensive;
Relatore nella camera di consiglio del giorno 10 gennaio 2012 il Cons. Claudio Contessa e uditi per le parti gli avvocati Vannicelli;

Considerato che, ad un primo esame, l’appello cautelare in epigrafe appare meritevole di parziale accoglimento laddove ha rilevato - per un verso - il carattere obiettivamente erroneo di alcuni dei quiz somministrati e - per altro verso - l’alta probabilità che, in assenza degli errori in questione, gli appellanti dottori Giacalone, Tilotta, Caruso, Brancati, Falco e Bellitti avrebbero potuto accedere al prosieguo delle prove concorsuali. Considerato, tuttavia, che dall’esame degli atti di causa emerge che tale probabilità sussistesse solo per gli appellanti dinanzi richiamati (i quali avevano totalizzato da 75 a 79 punti, a fronte degli 80 necessari per essere ammessi alla prova scritta), e non anche per gli altri appellanti, i quali avevano riportato punteggi inferiori. Tenuto anche conto del fatto che gli interessati hanno già partecipato alle prove scritte, in base al decreto cautelare del Presidente di questa Sezione; Sussistono giusti motivi per disporre l’integrale compensazione delle spese di lite fra le parti
P.Q.M.
Il Consiglio di Stato in sede giurisdizionale (Sezione Sesta) accoglie l’istanza cautelare in epigrafe e, per l’effetto, in riforma dell’ordinanza impugnata, accoglie l’istanza cautelare formulata dinanzi al T.A.R. in relazione alla posizione degli appellanti dottori Giacalone, Tilotta, Caruso, Brancati, Falco e Bellitti. Respinge l’istanza in relazione alle posizioni degli altri appellanti.
Spese compensate.

La presente ordinanza sarà eseguita dall'Amministrazione ed è depositata presso la segreteria della Sezione che provvederà a darne comunicazione alle parti. Così deciso in Roma nella camera di consiglio del giorno 10 gennaio 2012 con l'intervento dei magistrati:
Luigi Maruotti, Presidente
Maurizio Meschino, Consigliere
Claudio Contessa, Consigliere, Estensore
Gabriella De Michele, Consigliere
Silvia La Guardia, Consigliere

DEPOSITATA IN SEGRETERIA
Il 11/01/2012
IL SEGRETARIO
(Art. 89, co. 3, cod. proc. amm.)

Concorso DS: questioni di trasvolate italiche

Riporto uno stralcio dell'articolo dell'amico Polibio, pubblicato oggi sulle pagine di AetnaNet, dal titolo " Rischia di essere annullata, per violazione di legge, la rinnovazione del concorso del 2004 disposta dalla legge 202/2010 e dal decreto ministeriale 2 ".
Polibio dice " La “legge Siragusa”, scaturita dall’accoppiata di proposte di legge Pd e Mpa, con la piena condivisione del Pdl e con la sceneggiata della Lega nord che presenta emendamenti contro tutti gli articolo della proposta di legge “Siragusa” (ma la legge viene definitivamente approvata), e poi l’accoppiata parlamentare Pd e Lega nord (Alessandra Siragusa e Paola Goisis) si ritrovano insieme in una proposta di legge (presentata il 2 dicembre 2010, dopo l’approvazione definitiva della legge e il giorno anteriore a quello della promulgazione della legge 202 del 3 dicembre 2010) per annullare le sentenze della Giustizia amministrativa. Ma sembra che su un nuovo impegno della parlamentare del Pd Alessandra Siragusa, volto a risuscitare annullamenti da parte della magistratura amministrativa, non si potrebbe contare.
Insegnante di scuola secondaria superiore presso il liceo scientifico “Galileo Galilei” di Palermo, deputato di Palermo, l’on. Alessandra Siragusa ha partecipato al concorso “fantasma” per il reclutamento dei dirigenti scolastici su posti “fantasma”, avendo presentato la domanda in Lombardia, a Milano, regione dove i posti messi a concorso sembra che non siano “fantasmi” come invece lo sono in Sicilia. Ha superato, non è noto con quale punteggio, la prova preselettiva e pertanto è stata ammessa alle prove scritte del concorso.
In sostanza, una trasvolata italica dal sud al nord, dalla Sicilia alla Lombardia, quella della professoressa Alessandra Siragusa, che fa il paio con la trasvolata, anch’essa italica, ma dal nord al sud, da Brescia a Reggio Calabria, dell’allora dottoressa Mariastella Gelmini per sostenere l’esame per l’abilitazione alla professione di avvocato
."

domenica 22 gennaio 2012

I numeri di "Regolarità e trasparenza nel concorso DS "

La pagina Facebook "Regolarità e trasparenza nel concorso DS " ha circa 430 iscritti, nel gruppo è possibile argomentare su tutto ciò che sta capitando e capiterà nell'attuale concorso a Dirigente scolastico, evidenziando aspetti sia positivi che negativi delle prove concorsuali. Oltre alle irregolarità nella procedura concorsuale per DS, saranno evidenziate tutte le storture amministrative e non, che ingabbiano la regolare vita didattica nelle scuole pubbliche italiane. Nell'ultimo mese ci sono stati ben 150 mila contatti, in Facebook parlano di noi, in media, ben 100 pagine esterne al gruppo. Inoltre, nell'ultimo mese, circa 1300 persone hanno condiviso nelle loro bacheche contenuti pubblicati nel gruppo. Il maggior numero di contatti proviene dalle seguenti città:
Napoli, Roma, Catania, Palermo, Bari, Gravina In Puglia, Bologna, Perugia, Milano, Cagliari, Mazara Del Vallo, Ostuni, Palagonia, Avellino, Firenze, Acireale, Salerno, Pisa, Giugliano, Cosenza.( Le città considerate sono elencate in ordine decrescente di contatti giornalieri, sono state considerate solo le città con oltre cento contatti al giorno ). Da qualche settimana a questa parte , oltre a Docenti di scuole di ogni ordine e grado, fanno parte degli iscritti Dirigenti Scolastici ed alti Dirigenti di sindacato.

Aldo Domenico Ficara
aldodomenicoficara@alice.it

sabato 21 gennaio 2012

Concorso DS: perché tante interrogazioni parlamentari ?

- 10/01/2012, interrogazione a risposta scritta al Senato da Mariangela BASTICO (PD)
S.4/06536 [Concorso per il reclutamento di dirigenti scolastici]

- 13/12/2011, interrogazione a risposta scritta al Senato da Maria Teresa BERTUZZI (PD)
S.4/06426 [Informazioni sul concorso per il reclutamento dei dirigenti scolastici ]

- 30/11/2011, interrogazione a risposta scritta alla Camera da Giovanni DIMA (PdL)
C.4/14053 [Informazioni sul concorso per il reclutamento di n. 2368 dirigenti scolastici ]

- 27/10/2011, interrogazione in commissione alla Camera da Manuela GHIZZONI (PD)
C.5/05642 [Concorso per dirigenti scolastici]

- 24/10/2011, interrogazione a risposta scritta alla Camera da Alessandro PAGANO (PdL)
C.4/13676 [Annullare la prova preselettiva del concorso per dirigenti scolastici]

- 12/10/2011, interrogazione a risposta scritta al Senato da Fabio GIAMBRONE (IdV)
S.4/06076 [Irregolarità nel concorso per dirigenti scolastici]

- 11/10/2011, interrogazione a risposta scritta alla Camera da Federico PALOMBA (IdV)
C.4/13549 [Informazioni sui quesiti del concorso per dirigente scolastico]

- 13/09/2011, interrogazione a risposta orale al Senato da Albertina SOLIANI (PD)
S.3/02380 [Fuga di notizie relativamente al concorso per dirigenti scolastici dei ruoli regionali]

- 13/09/2011, interrogazione in commissione alla Camera da Manuela GHIZZONI (PD)
C.5/05301 [Considerare valido come titolo di accesso al concorso per dirigenti scolastici il diploma ISEF]

- 13/09/2011, interrogazione in commissione alla Camera da Manuela GHIZZONI (PD)
C.5/05304 [Errori e fughe di notizie in occasione del concorso per dirigenti scolastici]

- 02/08/2011, interrogazione in commissione alla Camera da Mauro PILI (PdL)
C.5/05236 [Disparità di trattamento nei confronti dei diplomati al conservatorio di musica in merito ai titoli di accesso richiesti per il concorso di dirigente scolastico]

- 02/08/2011, interrogazione in commissione alla Camera da Manuela GHIZZONI (PD)
C.5/05239 [Concorso per dirigenti scolastici]

- 28/07/2011, interrogazione a risposta orale al Senato da Simona VICARI (PdL)
S.3/02346 [Concorso per dirigenti scolastici]

- 27/07/2011, interpellanza alla Camera da Giuseppe BERRETTA (PD)
C.2/01171 chiedono di interpellare il Ministro dell'istruzione, dell'università e della ricerca, per sapere - premesso che:nella Gazzetta Ufficiale del 15 luglio scorso, è stato pubblicato il...

- 27/07/2011, interrogazione a risposta scritta al Senato da Alessio BUTTI (PdL)
S.4/05707 [Equiparazione tra il diploma in educazione fisica e la laurea in scienze delle attività motorie e sportive]

- 13/04/2011, risoluzione in commissione alla Camera da Rosa DE PASQUALE (PD)
C.7/00561 [Bando di concorso per dirigenti scolastici]

Aldo Domenico Ficara
aldodomenicoficara@alice.it

giovedì 19 gennaio 2012

Visite fiscali: decretato il flop dell'ex Ministro Brunetta

La visita fiscale è un accertamento predisposto dal datore di lavoro o dall'INPS sull'effettivo stato di malattia del dipendente assente dal lavoro. Per i dipendenti pubblici la visita fiscale è obbligatoria (anche per un solo giorno di malattia) e viene richiesta dall'ente di appartenenza del dipendente ai medici dell'ASL (Azienda Sanitaria Locale). Per i lavoratori privati, l'INPS fa eseguire a campione le visite fiscali dai propri medici tra tutti i certificati pervenuti. Anche il datore di lavoro del dipendente privato può richiedere una visita fiscale attraverso l'ASL (Azienda Sanitaria Locale) (come nel pubblico impiego), ma in questo caso la visita ha un costo per la ditta richiedente.

Il lavoratore è tenuto alla reperibilità nelle fasce orarie stabilite dalla legge nel luogo indicato al datore e per tutto il periodo di malattia assegnato dal medico di medicina generale nel certificato. Se il lavoratore/medico di medicina generale ritengono che la malattia sia terminata e che si possa riprendere l'attività lavorativa, il medico deve rilasciare un nuovo certificato, che annulla quello precedente di malattia (a partire dalla data di emissione), da inviare all'INPS, e da presentare al datore di lavoro al rientro.

Con il Collegato Lavoro alla Finanziaria per il 2010 (legge 1167 del Marzo 2010), il certificato di malattia cartaceo è sostituito anche nel settore privato dal certificato elettronico. Il medico di medicina generale compila il certificato di malattia in una sezione nel sito dell'INPS, che invia in automatico una copia alla casella di posta elettronica certificata (PEC) del datore di lavoro presso il sito Italia.gov (ogni persona giuridica è obbligata ad averne una). Quindi, non appena è rilasciato il certificato di malattia (entro al massimo un giorno), l'informazione è visibile a tutti i soggetti che possono richiedere o effettuare la visita fiscale (INPS, INAIL, ASL (Azienda Sanitaria Locale), datore di lavoro).

I contratti nazionali obbligano il lavoratore in malattia ad avvisare tempestivamente il datore e a fornire un indirizzo dove è reperibile, che può differire da quello di residenza. Il medico dell'ASL (Azienda Sanitaria Locale) deve recarsi al domicilio indicato dal lavoratore, negli orari di reperibilità imposti dalla legge.

Il lavoratore può rifiutare l'ingresso ai medici che si presentano fuori dell'orario di reperibilità. Tale rifiuto non costituisce per il datore titolo per valutare un'assenza ingiustificata dal luogo di lavoro, né per l'INPS di non pagare al lavoratore l'indennità di malattia: è del tutto equivalente all'assenza di visite fiscali.


L'ultimo provvedimento sull'attuazione delle visite fiscali nella scuola si trova nel decreto-legge del 6 luglio 2011, convertito nella Legge 111 giorno 16 luglio, all'articolo 16.

Si riporta il testo dell'articolo

Articolo 16

9. Il comma 5 dell'articolo 5-septies del decreto legislativo 30 marzo 2001, n. 165, e' sostituito dai seguenti:

"5. Le pubbliche amministrazioni dispongono per il controllo sulle assenze per malattia dei dipendenti valutando la condotta complessiva del dipendente e gli oneri
connessi all'effettuazione della visita, tenendo conto dell'esigenza di contrastare e prevenire l'assenteismo. Il controllo e' in ogni caso richiesto sin dal primo giorno quando l'assenza si verifica nelle giornate precedenti o successive a quelle non lavorative.

5-bis. Le fasce orarie di reperibilita' entro le quali devono essere effettuate le visite di controllo e il regime delle esenzioni dalla reperibilita' sono stabiliti con decreto del Ministro per la pubblica amministrazione e l'innovazione. Qualora il dipendente debba allontanarsi dall'indirizzo comunicato durante le fasce di reperibilita' per effettuare visite mediche, prestazioni o accertamenti specialistici o per altri giustificati motivi, che devono essere, a richiesta, documentati, e' tenuto a darne preventiva comunicazione all'amministrazione.

5-ter. Nel caso in cui l'assenza per malattia abbia luogo per l'espletamento di visite, terapie, prestazioni specialistiche od esami diagnostici l'assenza e' giustificata mediante la presentazione di attestazione rilasciata dal medico o dalla struttura, anche privati, che hanno svolto la visita o la prestazione."

lunedì 16 gennaio 2012

IlSussidiario.net - TgMeeting



Il quotidiano online Ilsussidiario.net della Fondazione sussidiarietà offre ogni giorno una selezione di notizie di attualità, contributi originali, interviste ad esperti, giornalisti, ricercatori, intellettuali, politici, uomini di Chiesa o, semplicemente, testimoni di fatti avvenuti.

Ad appena tre anni dalla nascita, ilsussidiario.net è letto da oltre due milioni di visitatori unici ogni mese. Visitatori che provengono da più di 100 Paesi, anche grazie a English Spoken Here, dove sono raccolti i contributi in lingua inglese.

Registrandoti al sito potrai promuovere dibattiti, commentare e segnalare articoli, immergerti in un'ampia e accurata rassegna stampa, attivare le opzioni di personalizzazione della tua homepage.

domenica 15 gennaio 2012

La scuola secondo Riina

Che anche la figlia di Riina abbia tutti i diritti di qualsiasi altro cittadino è ovvio. E quindi è ovvio che, come ogni cittadino, anche la figlia di Riina ha il diritto di candidarsi in qualsiasi competizione elettorale. Lei si è candidata come rappresentante dei genitori nel consiglio di circolo della scuola elementare di Corleone. Ed è un suo diritto. Nulla da dire. Il problema non è questo. Il tema su cui interrogarsi è un altro. Non è disconoscere il diritto della Riina a candidarsi, ma le ragioni per le quali gli altri genitori l’hanno eletta. Qual è il “programma elettorale”, diciamo così, che la signora Riina vorrà attuare dentro quella scuola di Corleone.

Corleone è luogo tristemente evocativo. Al nome di Corleone si sono prevalentemente associati i nomi dei capi-mafia più noti, da Riina Salvatore, appunto, a Bernardo Provenzano, a Leoluca Bagarella, e a Luciano Liggio, a voler tornare più indietro. Negli ultimi anni, però, i boss storici sono stati tutti arrestati, è venuto meno il ruolo predominante in Cosa Nostra dei “corleonesi”, e Corleone si è fatta apprezzare anche per iniziative antimafia che hanno coinvolto gli istituti scolastici di quel centro. La scuola è un luogo dove la “cultura”, sarebbe meglio dire l’”incultura”, mafiosa viene contrastata, dove si deve vincere la partita più importante. Il luogo dove costruire la cultura delle regole, della legalità e dell’antimafia, per formare cittadini liberi, attivi e consapevoli.

Quindi, la scuola deve essere in prima linea, a suo modo e con il suo ruolo, nel contrastare la mafia. Ebbene, la figlia di Riina è consapevole di questo? Condivide questa idea della scuola e della mafia? Che ne pensa della mafia? La figlia di Riina in passato ha rilasciato anche dichiarazioni a qualche giornalista, ma non si è mai pronunciata chiaramente su questo tema. Sarebbe stato meglio forse che chi l’ha eletta “rappresentante dei genitori” l’avesse interpellata su queste cose. Se non lo ha fatto, come immagino, la vicenda non può che lasciare perplessi. Resta legittimo, allora, il dubbio che neppure quei genitori abbiano ben chiaro che la scuola ha un ruolo fondamentale nella formazione di cittadini antimafia, e che abbiano eletto la Riina proprio per il “rispetto” che circonda ancora a Corleone quel cognome. Mi auguro che non sia così, ma temo che lo sia. Allora, sarebbe bene che un po’ di lezioni di cultura di legalità siano fatte non tanto agli studenti ma soprattutto ai loro genitori. Perché è proprio vero che, come diceva il grande scrittore Gesualdo Bufalino, per sconfiggere la mafia avremmo bisogno non di un “esercito di militari” ma di un “esercito di maestri”. Che insegnino a tutti la cultura della legalità, delle regole, dell’antimafia. E che lo facciano agli adulti, oltre che ai ragazzini…

Antonio Ingroia
LiveSicilia
http://www.livesicilia.it/2012/01/15/la-scuola-secondo-riina/

Ciclo seminari ANIEF sulla legislazione scolastica

Taranto 20/01/2012
Ragusa 16/01/2012
Treviso 17/01/2012
L'Aquila 17/01/2012
Bergamo 17/01/2012
Vicenza 18/01/2012
Pescara 18/01/2012
Siracusa 18/01/2012
Palermo 19/01/2012
Brescia 19/01/2012
Napoli 20/01/2012
Agrigento 21/01/2012
Enna 23/01/2012
Trapani 24/01/2012

sabato 14 gennaio 2012

Massimo Zennaro lascia il MIUR

Si riporta una notizie dal sito ANSA.IT riguardante le dimissioni di Massimo Zennaro. La notizia dice testualmente: " Il direttore generale del ministero dell'Istruzione Massimo Zennaro ha deciso, in data 10 gennaio 2012, di rassegnare le "proprie dimissioni dall'incarico". Lo ha fatto sapere il ministero. Zennaro si era gia' dimesso il 29 settembre da portavoce dell'allora ministro Mariastella Gelmini per la vicenda del comunicato sul famoso, quanto inesistente, ''tunnel'' Cern-Gran Sasso. Zennaro, pur non essendo l'autore materiale di quel comunicato, se ne era assunto la responsabilità".

venerdì 13 gennaio 2012

Videochat con il Ministro dell' istruzione Francesco Profumo.

Tempistica delle procedure elettorali RSU

Le elezioni si svolgono contestualmente in tutte le amministrazioni in indirizzo. Non si deve, pertanto, procedere ad alcun accordo a livello locale in quanto le elezioni sono già state indette e le relative tempistiche, la votazione e lo scrutinio sono state fissate nei Protocolli di cui alla lettera A).

Le elezioni non possono essere rinviate per motivi organizzativi locali.

Il primo giorno delle votazioni (5 marzo 2012) è utilizzato per l'insediamento del seggio elettorale (o dei seggi definiti dalle Commissioni elettorali in ragione della dislocazione delle eventuali sedi distaccate, che fanno capo al collegio unico di elezione della RSU) ed è anche già utilizzabile per le operazioni di voto. Pertanto, i giorni 5, 6 e 7 marzo 2012 sono destinati alle votazioni.

E' compito delle Commissioni elettorali, al fine di assicurare le migliori condizioni per l’esercizio del voto, definire l'orario di apertura e chiusura giornaliera dei seggi ed, in particolare, quello dell'ultimo giorno di votazione (7 marzo), dandone la necessaria preventiva pubblicità a tutti gli elettori attraverso l'affissione all’albo dell’amministrazione.

Il giorno 8 marzo 2012 è dedicato esclusivamente allo scrutinio. Poiché le elezioni avvengono contestualmente in tutte le amministrazioni in indirizzo anche lo scrutinio deve avvenire contemporaneamente il giorno 8 marzo 2012. Conseguentemente, nella singola amministrazione non può essere prevista alcuna anticipazione dello scrutinio.


A prescindere dalla data di costituzione, tutte le RSU attualmente in carica sono ricondotte alla scadenza generale di marzo 2012. Ciò significa che devono essere tutte rielette.

Il Tribunale Amministrativo Regionale della Campania dichiara la propria incompetenza territoriale

Tribunale Amministrativo Regionale della Campania

(Sezione Quarta)

ha pronunciato la presente
ORDINANZA

sul ricorso numero di registro generale 6374 del 2011, proposto da:

Affinito Giuseppa, rappresentato e difeso dagli avv. Rosa Veccia, Giovanni Maiorisi, con domicilio eletto presso Stefano Russo in Napoli, viale Gramsci N.16; Anatriello Anna; Antonio Antonio, Arena Mariarosaria, Biscotti Dario, Borrata Cristofaro, Canciello Elisa, Bruno Giovanna Nunzia, Cerrato Anna Dolores, Cognetta Saverio, Coppola Anna, D'Angelo Costantino, De Angelis Raffaella, Diana Maria Giuseppa, Diana Tiziana Giuseppina, Diana Elvira, Diana Maria Raffaella, Del Villano Ida, Di Caterino Giuseppina, Di Cerbo Nicola, Di Iorio Loredana, Falconetti Tiziana, Felicità Anna, Feroce Marino, Fontana Annamaria, Forgetta Vincenzo, Gatto Vittoria, Giaquinto Daniela, Golia Armando, Griffo Giuseppina, Grillo Angela, Grimaldi Anna, Iovine Alfonsina, Iovino Antonia, Maccauro Angela, Magliulo Immacolata Maria, Maietta Carmine, Manna Gaetana, Mariniello Adelaide, Marino Rosalba, Marsigliante Patrizia, Martucelli Carmine, Martino Raffaela, Materazzo Gilberta, Monaco Mario, Nacchia Raffaella, Pagliuca Maria, Passarelli Carmela, Passarelli Raffaela, Pella Amedeo, Petrella Marta, Petrillo Maria Grazia, Pezzella Umberto, Pezone Anna Maria, Riccio Biancamaria, Riccio Maria, Rovito Annunziata, Russo Anna, Scaravilli Giovanni, Schiavone Giuseppe, Schiavone Rosanna, Speranza Gigliola, Stabile Rosa, Verringia Claudia, Vessella Anna, Vicario Gennaro, Ucciero Sandra, Zacchia Delia, Zagaria Luisa, Antico Giovanna Nunzia, rappresentati e difesi dall'avv. Rosa Veccia, con domicilio eletto presso Stefano Russo in Napoli, viale Gramsci N.16;

contro
Ministero dell'Istruzione dell'Universita' e della Ricerca in persona del Ministro pro tempore, Ufficio Scolastico Regionale per il Lazio, Usr - Ufficio Scolastico Regionale per la Campania, Usr - Ufficio Scolastico Regionale per il Molise, Usr - Ufficio Scolastico Regionale per l'Emilia Romagna, rappresentato e difeso dall'Avvocatura Distrettuale dello Stato di Napoli, domiciliati per legge in Napoli, via Diaz, 11;
nei confronti di
Vanacore Angelo, Merola Patrizia, non costituiti in giudizio;
per l'annullamento
dei provvedimenti tutti assunti nell'ambito del concorso pubblicato in Gazzetta Ufficiale IV serie speciale n. 56 del 15 luglio 2011 con D.D.G. del 13 luglio 2011 per mancata ammissione alle prove scritte del concorso per il reclutamento di Dirigenti Scolastici e di ogni altro atto connesso e consequenziale;

Visti il ricorso e i relativi allegati;
Viste le memorie difensive;
Visti tutti gli atti della causa;
Visto l'atto di costituzione in giudizio di Ministero dell'Istruzione dell'Universita' e della Ricerca;
Relatore nella camera di consiglio del giorno 11 gennaio 2012 il dott. Achille Sinatra e uditi per le parti i difensori come specificato nel verbale;

Ritenuto che, ai sensi dell'art. 13 del c.p.a. la competenza territoriale per il presente giudizio non appartiene al TAR Campania, bensì al TAR del Lazio, sede di Roma;
- che, infatti, nella presente controversia sono impugnate (oltre all'atto di non ammissione dei 70 ricorrenti alle prove scritte, anche) alcune disposizioni di carattere generale emesse dal MIUR, successivamente al bando di concorso, per la disciplina dello svolgimento della prova di preselezione;
- che, sebbene la procedura stessa debba svolgersi "in tutte le sue fasi a livello regionale", ed i candidati potessero presentare domanda di partecipazione per una sola Regione, non è dubitabile che l'efficacia territoriale di tali disposizioni sia estesa all'intero territorio nazionale;
- che, in effetti, nella stessa prospettazione di fatto contenuta in ricorso si precisa che i 70 ricorrenti hanno sostenuto la prova preselettiva in diverse Regioni italiane, oltre alla Campania (Lazio, Molise, Emilia Romagna);
- che a ciò deve aggiungersi quanto statuito dall'Adunanza Plenaria del Consiglio di Stato n. 2 del 9 marzo 2011, che sulla riapertura di una precedente procedura selettiva per l'accesso alla qualifica di Dirigente scolastico aveva dichiarato la competenza del TAR Lazio con sede in Roma, sebbene il rinnovo della procedura riguardasse una sola Regione italiana;
- che i peculiari profili della controversia inducono alla compensazione delle spese della presente fase;
P.Q.M.
Il Tribunale Amministrativo Regionale della Campania (Sezione Quarta) dichiara la propria incompetenza territoriale per essere territorialmente competente il TAR Lazio con sede in Roma.Compensa le spese della presente fase.

Così deciso in Napoli nella camera di consiglio del giorno 11 gennaio 2012 con l'intervento dei magistrati:
Luigi Domenico Nappi, Presidente
Leonardo Pasanisi, Consigliere
Achille Sinatra, Primo Referendario, Estensore


L'ESTENSORE IL PRESIDENTE





DEPOSITATA IN SEGRETERIA
Il 12/01/2012
IL SEGRETARIO
(Art. 89, co. 3, cod. proc. amm.)

giovedì 12 gennaio 2012

Rusconi: da Profumo parole nuove sulla scuola

Quando si denuncia l’errore docimologico e l’amministrazione rimane in silenzio

In data 17 settembre 2011 l’ispettore scolastico Maurizio Tiriticco dalle pagine del sito ScuolaOggi.Org scriveva: “Anche l’amico Vito Piazza prende una posizione molto netta riguardo al test predisposto dal Miur per la preselezione dei candidati alla dirigenza scolastica. Ho già avuto occasione di dire che non sono contrario all’uso della prova test al fine di discriminare su una popolazione ampia quel campione che dimostra di avere i prerequisiti culturali ed intellettuali necessari per accedere a una determinata professione, qualunque ne sia lo spessore e la natura. Le modalità concorsuali del buon tempo antico, quelle che io e Vito abbiamo affrontate e superate, oggi sarebbero improponibili a fronte di platee di concorrenti sempre più numerose. Però, c’è test e test! Produrre un test in tutti i suoi item non è affatto cosa semplice, richiede una specifica professionalità: Non è sufficiente essere padroni di un contenuto disciplinare per costruire su quel contenuto una prova test. A monte c’è una teoria delle proposizioni di cui non tutti siamo padroni. Ciò che è avvenuto in sede Miur è semplice: si è convocato un congruo numero di esperti disciplinari e si è detto loro di produrre un certo numero di item senza minimamente accertarsi se ciascuno di loro avesse la competenza in materia di test! E ciascuno ha proceduto come meglio ha potuto… o non ha potuto! I tempi per la produzione sono stati strettissimi e anche quelli per la redazione finale, ma non si tratta di circostanze che possano giustificare il pasticcio che si è creato!
Ciò che mi preoccupa non è soltanto l’incompetenza della nostra amministrazione nell’affrontare un compito che avrebbe richiesto ben altre modalità operative, ma anche il suo silenzio a fronte delle osservazioni critiche che non solo esperti in materia (si veda, ad esempio, il pezzo di Aldo Domenico Ficara in educationduepuntozero) ma anche semplici lettori (penso al defunto che muore perché, com’è noto, ci sono anche defunti vivi e vegeti!) hanno manifestato.
In un altro Paese il ministro avrebbe per lo meno chiesto scusa, sarebbe corso ai ripari, in un altro si sarebbe addirittura dimesso, ma qui in Italia non succede nulla di nulla! Sul sito del Miur figura un solo errata corrige. Siamo proprio alla frutta! Del resto, che cosa possiamo aspettarci da un ministro incompetente quando il suo presidente del consiglio resta come torre ferma che non crolla nonostante le vicende che tutti conosciamo e che infangano ogni giorno di più la dignità e la credibilità del nostro Paese? Mala tempora currunt e… purtroppo, correranno ancora e chissà fino a quando!
Ci sentiamo tutti… umiliati e offesi! Soprattutto i nostri concorrenti che dovranno apporre la crocetta giusta… sulla risposta sbagliata! Così va il mondo nell’Italia di oggi! E pure nella Padania!

Un mese dopo queste profonde riflessioni si svolsero, come se nulla fosse, le prove preselettive per il concorso DS, con tutto ciò che ne derivò in fatto di polemiche e ricorsi. Riporto questo articolo come testimonianza del fatto che la denuncia dell’errore docimologico è stata evidenziata molto prima dell’inizio delle prove e da autorevoli esperti nazionali del mondo scolastico.

Aldo Domenico Ficara
aldodomenicoficara@alice.it

mercoledì 11 gennaio 2012

Confronto tra docenti che vogliono vederci chiaro

Lettera aperta a Marcello Pacifico ( Presidente ANIEF )

Gent.mo Dott. Marcello Pacifico, le scrivo per evidenziare lo stato di insofferenza e disorientamento di numerosi insegnanti a tempo indeterminato, che hanno dato la delega difensiva agli avvocati del suo sindacato. In poco tempo, dal 24 novembre al 9 dicembre, si sono susseguiti, presso il TAR del Lazio e il Consiglio di Stato, una sequenza di rigetti alle istanze proposte, che senza mai entrare nel merito delle questioni, ma con argomentazioni tautologiche, hanno talvolta indispettito tutti quei docenti che cercavano, invano, giustizia di equità. Sono sicuro che un concorso pubblico formulato e progettato per far andare avanti le migliori competenze, sia un concorso pubblico che fa andare avanti tutti, in primis la scuola. Da questa sicurezza voglio comunicarle l’insoddisfazione e la demotivazione, diretta ed indiretta, che le imperfette procedure concorsuali, come lo sono state quelle attuate da Formez Italia spa, producono in chi la scuola la vive e la esercita ogni giorno con abnegazione, sacrificio e competenza. La demotivazione espressa in precedenza, assume toni più forti da quando i ricorrenti con il suo sindacato, hanno constatato sulla propria pelle la confusione di orientamento dei vari TAR, in particolare tra il TAR Lazio e i TAR periferici, che ha permesso ad oltre 2000 ricorrenti (fonte studio avv. Marotta ), su un totale di circa 8000, di ottenere la sospensiva ed accedere alle prove scritte. Le segnalo, per completezza, alcuni provvedimenti amministrativi, che Lei ed i suoi legali conosceranno sicuramente in ogni minimo dettaglio, quali il Decreto n 489/2011, TAR Sardegna; il Decreto n 919/2011, TAR Puglia; il Decreto n 608/2011, TAR Calabria; il Decreto n.1830/2011, TAR Lombardia, ed inoltre il Decreto di revoca del precedente Decreto monocratico, da parte del TAR Puglia (decreto n 984/2011) il quale ha chiarito che la competenza per questa tipologia di ricorsi spetta al TAR Lazio e non ai TAR periferici. Da ultimo, ma non ultimi per importanza ai fini concorsuali, ulteriori decreti presidenziali emessi dal TAR Campania-NA, con i quali sono stati ammessi ben 440 ricorrenti alle prove scritte ( sarebbe importante conoscere tutte le sigle sindacali che hanno promosso tali istanze in Campania ) e dal Consiglio di Stato ordinanza N. 09912/2011 con la quale il 13 dicembre ( vigilia degli scritti ) sono stati ammessi 6 docenti che avevano ottenuto nella prova preselettiva punteggi tra i 75 e gli 80 punti ( notare che il CdS prende in considerazione 5 domande opinabili e docimologicamente scorrette ). Questa assurda disparità di trattamento tra i candidati ricorrenti non ammessi, dal TAR Lazio, a sostenere le prove e gli altri candidati ricorrenti ammessi, invece, alle prove, da altri TAR periferici, delegittima di fatto tutta l’impalcatura concorsuale ed è pertanto necessaria una forte azione sindacale per ridare serietà e certezza all'azione amministrativa. La stessa forte azione sindacale che molti docenti si augurano possa iniziare già dal prossimo 20 dicembre dalle aule di Palazzo Spada, in cui finalmente emerga l’errore docimologico di decine di domande opinabili o errate ( tre errori sono stati trovati, pubblicati e spiegati su AetnaNet da chi scrive ), proposte nella sciagurata prova preselettiva. In coerenza con quanto scritto, il gruppo Facebook “ Regolarità e trasparenza nel concorso DS “ Le chiede, nel limite del possibile, una maggiore incisività nella battaglia per l’annullamento del concorso, facendo seguito ai suoi importanti successi sindacali, come quelli già raggiunti, in questo stesso concorso, nel nome della direttiva europea 1999 / 70 / Ce. Certo di un comune intento, atto al miglioramento di tutto il sistema scolastico, rimango in attesa di una sua risposta, anche attraverso le pagine di AetnaNet, per dare maggiori certezze di giustizia amministrativa a tutti coloro che si sono sentiti offesi e mortificati da eventi che di regolare e trasparente hanno ben poco.

Aldo Domenico Ficara
aldodomenicoficara@alice.it

Annullamento concorso DS: AetnaNet chiede ANIEF risponde.

Ringrazio il collega Marcello Pacifico, presidente dell’ANIEF, per la sua puntuale, precisa e cortese risposta, dove emergono tutti i futuri step processuali che caratterizzeranno la camera di consiglio di Palazzo Spada, prevista per il prossimo 20 dicembre. Si punta decisamente sull’errore docimologico e di contenuto, che potrebbe individuare impietosamente, una volta ufficializzato dentro un’aula di giustizia, gravi responsabilità di incompetenza disciplinare. Per quanto riguarda le mie competenze professionali, in ambito Hi-tech, con grande piacere mi confronterò con gli esperti ANIEF, per dimostrare, con il rigore della logica tecnico-scientifica, i gravi errori commessi nelle 5 domande del modulo 7, quello dell’area informatica. Stilerò una circostanziata relazione tecnica di parte, che spero possa contribuire, nel convincere i giudici del Consiglio di Stato della presenza invadente e condizionante dell’errore docimologico.
Per dovere di cronaca scolastico-concorsuale riporto quanto scrittomi da Marcello Pacifico:

“Gentilissimo collega,
posso soltanto condividere le tue parole che mi spingono, se fosse possibile, a non demordere ancora di più in questa battaglia di civiltà, perché è evidente che se anche una sola delle risposte di questo "maledetto" concorso fosse errata come il Consiglio di Stato sembra voler ammettere almeno in questo fase cautelare soltanto per 6 ricorrenti su 30.000 e per cinque sole domande, allora non vi sarebbe più certezza di diritto per tutti i ricorrenti che hanno ottenuto l'idoneità sotto gli 85 punti. I nostri esperti ne hanno trovato 22 di risposte sbagliate che sono state allegate alla memoria del ricorso rispetto alle 38 precedentemente segnalate; chiederemo una perizia tecnica, ma qui il problema non è nella quantità delle risposte errate quanto nella violazione del bando di concorso che ne prevedeva l'esattezza in tutta la loro interezza. E tralascio la mancanza di verbali per le riunioni delle commissioni deputate alla scrittura dei test o dello stesso operato delle commissioni di vigilanza. Sembra che una scure di atti impropri o illegali si sia abbattuta su questa prova, quando in altri concorsi per molto meno si è concesso a tutti i candidati di misurare con serenità la propria preparazione. Pertanto, confermo che fino all'ultimo grado di giudizio di merito di questo ricorso, l'attenzione dei nostri legali, del nostro sindacato non verrà meno come abbiamo avuto modo di far comprendere dalle pagine della stampa nazionale e locale a tutti i cittadini, perché non possiamo permetterci da cittadini di avere dei dirigenti selezionati su quesiti non congrui al profilo professionale ricoperto. Già il prossimo 20 dicembre chiederemo al Consiglio di Stato una sessione riservata delle prove scritte aperta ai ricorrenti e, in sub ordine, il rinnovamento delle prove già avvenute. In caso di mancato accoglimento chiederemo nel merito l'annullamento di tutta la procedura concorsuale e la sua rinnovazione. Non ci fermeremo perché deve essere garantita a tutti gli attori di questo processo la parità di trattamento davanti alla legge, al di là delle convinzioni politiche, delle tessere sindacali, degli interessi particolari; perché la Scuola è il futuro di domani.
La giustizia prima o poi rende merito alla causa in cui credi, e posso confermarti che l'Anief è assetata di giustizia.
Il Presidente nazionale Anief Marcello Pacifico”

Aldo Domenico Ficara
aldodomenicoficara@alice.it

martedì 10 gennaio 2012

Botta e risposta per il bene della scuola

Un nuovo concorso? Il sistema migliore per moltiplicare i mali della scuola



di Gianni Zen - martedì 27 dicembre 2011



Caro direttore,

devo essere sincero: non credo più ai maxi-concorsi. Per qualsiasi professione. Ma preferisco tutte quelle iniziative che garantiscono la stretta vicinanza tra ruoli professionali e servizio agli utenti. Come non credo più, per questi ed altri “ruoli pubblici”, al valore taumaturgico dello Stato e delle sue propaggini amministrative, centrali-ministeriali o periferiche-regionali.

Credo, invece, che dovremmo davvero prendere sul serio il nuovo Titolo V della Costituzione (legge n. 3 del 2001), e consentire per legge dello Stato, una volta stabiliti gli standard nazionali ed un ruolo “terzo” del corpo ispettivo, alle singole regioni, come già avviene nelle province autonome di Trento e Bolzano, di indire concorsi pubblici, aperti a tutti, ma vincolati alla copertura dei posti della sola regione prescelta, senza quelle furbate già troppe volte denunciate: perché il rigore del Veneto deve essere aggirato dal lassismo di altre regioni? Sussidiarietà significa rimettere al centro anche nel mondo della scuola gli enti locali, e non più lo Stato-Tutto.

Proviamo a pensare, anche per i concorsi pubblici, a cosa significa democrazia reale: se, in una scuola, dei docenti o presidi o bidelli non funzionano, perché non dare il potere ai rappresentanti dei cittadini in loco, a seguito degli esiti di un sistema di valutazione, anche di chiudere una scuola, di licenziare chi non funziona, di mettere in mobilità chi non è in grado di assumere questa responsabilità pubblica?

Questo significa realizzare in concreto il valore pubblico del servizio scolastico, togliendolo da una sorta di aureola mistico-statalista, quella che ancora oggi produce situazioni imbarazzanti nelle scuole, con i poveri presidi costretti a vere giravolte ogni anno pur di sistemare quei docenti che nessuno vuole. Questa è la scuola reale, sconosciuta al Miur.

Un concorso indistinto aperto a tutti, cioè un concorso ordinario, senza questo nuovo scenario, non farebbe altro che riprodurre all’infinito i soliti mali, anche se darebbe una chance ai giovani in gamba, immolati alla speranza di agguantare un posto (in totale 12.500) su 300.000 aspiranti.

Non ha più senso un maxi-apparato come il nostro Miur, che al mondo è secondo, come agenzia di lavoro, solo dopo il Pentagono. Noi dobbiamo uscire dai vecchi vizi assistenzialistici, quelli che hanno sino ad ora impedito di pensare alle riforme della scuola non a partire dal meglio per i nostri studenti, ma solo sui compromessi sugli organici.

E’ ad esempio serio che il Miur continui a ignorare che il cambio di supplenti delle ultime settimane (“fino agli aventi diritto”), in barba alla continuità didattica e al bene dei nostri studenti, è un vulnus che va sradicato? Ci vuole molto a scandire in modo tempestivo i tempi, nel rispetto della scuola reale? Il peccato originale, anche della scuola, è presto detto: è la realtà che si deve conformare alle norme, o non sono piuttosto le norme che devono registrare e poi incanalare il dinamico principio di realtà verso nuove prospettive?

L’autonomia scolastica deve diventare, in questo contesto, la vera cerniera tra cittadini e istituzioni: perché non pensare a reti locali di scuole che mettono a bando posti di docenti, presidi, ata, con una commissione mista scuola-territorio?

Le scuole, in poche parole, devono diventare “scuole delle comunità locali”, cioè scuole dello Stato inteso, però, come incarnazione in loco delle istituzioni, non più staccate, lontane, autoreferenti, come è oggi. In più: noi dobbiamo fare in modo che i giovani bravi scelgano la scuola come professione, come prima opzione, e con stipendi adeguati, se giudicati bravi.

Se qualcuno ha qualche dubbio, vada a vedere la situazione nelle province di Trento e Bolzano.

C’è il rischio reale di scuole ed enti locali che, in stile mafioso, imbroglino le carte? Qui deve essere chiaro il ruolo del corpo “terzo” degli ispettori, ed i cittadini vanno poi aiutati perché possano pretendere qualità e trasparenza anche del servizio scolastico.

Ha ancora senso regalare tanti cento e lode a maturità, se poi queste votazioni non sono accompagnate da una reale preparazione, da competenze accertabili? Ha ancora senso vedere tanti giovani con titoli di studio senza mercato del lavoro? Perché non intervenire più concretamente nel reale orientamento scolastico, cosa che solo le reti di scuole possono realizzare, con un POF condiviso e multi-facce?

Una cosa che ritroviamo poi in tutte le scuole d’Italia è questa: nelle scuole tutti sanno chi sono i bravi docenti e quali non funzionano, e tutti sanno se alcune scuole hanno buona o cattiva reputazione. La trasparenza e il principio di responsabilità anche in questi casi sono il cuore della democrazia reale, non quella decantata a parole, ma negata nei fatti dei tanti statalisti di turno.

Questa è la “buona politica” che manca all'Italia. Non hanno più senso le obiezioni del tipo: “ma le scuole garantiranno un cattivo servizio, se lasciate agli enti locali...”. Allora verrà fuori la differenza tra buona scuola e cattiva scuola, e prima o poi saranno gli stessi cittadini che si rifiuteranno di mandare i propri figli in queste scuole. Ognuno, come e' giusto, sia un po' artefice del proprio destino. Cioè la sana etica della responsabilità personale. Che vale per tutti, per il Nord come per il Sud.

I docenti quindi andranno assunti a livello regionale e locale, con un sistema di valutazione. Lo stesso per i presidi e per il personale non docente. Mentre ricordo bene la statalizzazione dei bidelli più di dieci anni fa. Una vera follia. E non dovrà più esserci separazione tra direzione regionale dipendente dal ministero e la stessa Regione...



http://www.ilsussidiario.net/News/Educazione/2011/12/27/SCUOLA-Un-nuovo-concorso-Il-sistema-migliore-per-moltiplicare-i-mali-della-scuola/231343/



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Gent.mo Preside Gianni Zen, per raggiungere obiettivi didattici strategici ci vuole “testa” non sussidiarietà



Il preside Gianni Zen nel suo ultimo articolo, del 27 dicembre 2011, pubblicato sulle pagine di ilsussidiario.net, dal titolo “Un nuovo concorso? Il sistema migliore per moltiplicare i mali della scuola”, evidenzia il fatto che non crede più ai maxi-concorsi, al valore taumaturgico dello Stato e delle sue propaggini amministrative, centrali-ministeriali o periferiche-regionali. La taumaturgia (parola formata a partire dal greco θαῦμα thaûma, tema thaumat-, "miracolo" e ἔργον érgon "lavoro") è un ramo della religione che si occupa dei prodigi e dei miracoli, appunto gli stessi miracoli che non fanno, e non hanno mai fatto, parte del complesso mondo della scuola, con o senza i tanti sventolati elementi di sussidiarietà. Il principio di sussidiarietà, infatti, tanto nella sua dimensione orizzontale o sociale, quanto in quella verticale o istituzionale dovrebbe sancire il passaggio dallo "Stato per i cittadini" allo "Stato dei cittadini", in altre parole si dovrebbe assistere alla trasformazione di uno Stato da soggetto astratto e formale a soggetto pubblico responsabile di un patto con i cittadini ( tempo fa ho fatto da telespettatore, in una trasmissione di Bruno Vespa, ad un patto con i cittadini italiani, ed oggi assisto alle macerie economico-finanziarie provocate da quel patto ) essenzialmente finalizzato a garantire agli stessi pienezza di diritti individuali e sociali, efficaci risposte ai bisogni e quindi pienezza di cittadinanza. Tutte promesse dall’elevato fascino istituzionale, ma di differente attuazione nelle diverse regioni del nostro Bel Paese, con tutto vantaggio verso quelle aree industrializzate del nord, che oggi sono sede dei più importanti centri di ricerca e sviluppo dell’innovazione tecnologica italiana. Gent.mo Zen, condivido le Sue perplessità sui modelli attuativi di tale trasformazione epocale del mondo dell’istruzione, soprattutto quella tecnica e professionale, e al suo dubbio sul rischio reale di scuole ed enti locali che, in stile mafioso, imbroglino le carte, aggiungo il mio sulla possibilità che le stesse scuole ed enti locali, in stile leghista, possano fare di peggio. Nel meridione, nonostante i dati delle indagini OCSE-PISA, si raggiungono livelli di assoluta qualità didattica, anche in un sistema centralista del sapere nazionale, grazie all’abnegazione e alla passione di Professori e Dirigenti Scolastici, che con le loro competenze riescono a supplire qualche inefficienza, sempre presente in qualsiasi attività umana. Le parlo per esperienza diretta, viste le mie attività didattiche e divulgative sull’ innovazione tecnologica, ideate dalla stupenda terra di Sicilia, e che coinvolgono centri di eccellenza tecnologica anche della sua regione, come Veneto Nanotech con sede a Padova, la cui collaborazione con il mio blog “Dieci alla meno nove” dura ormai da diversi anni (http://www.venetonanotech.it/it/news-eventi/nanotecnologie-news/ ), o come INCA (consorzio Interuniversitario Nazionale Chimica per l’Ambiente ) con sede a Venezia, di cui mi onoro essere autore della rivista ufficiale GREEN (http://www.incaweb.org/green/news/text/news0049.htm ). A volte le dinamiche di ricerca didattica ci portano ad interfacciarsi con centri di ricerca che non sono residenti nella provincia o regione di operatività, a volte, in un contesto di globalizzazione, anche l’intero territorio nazionale ci può andare stretto. Di conseguenza una parcellizzazione del sapere, da nazionale a comunale, potrebbe avere riscontri di non facile previsione, nonostante l’organizzazione della migliore delle reti scolastiche possibile. Concludo con un semplice ragionamento, il Veneto e altre regioni limitrofe, come il Trentino, che Lei riporta sempre come esempio di sussidiarietà efficiente, qualche decennio fa, si sono lasciati scappare una delle migliori competenze italiane nel settore della microelettronica, quella di Federico Faggin ( progettista del primo microprocessore INTEL 4004 ), che ha fatto le fortune della INTEL e di tutta l’informatica statunitense, forse una maggiore sinergia nazionale, nel riconoscimento delle professionalità tecnico scientifiche, ci avrebbe fatto guadagnare diverse decine di punti di PIL, con buona pace del titolo V.

Aldo Domenico Ficara
aldodomenicoficara@alice.itQuesto indirizzo e-mail è protetto dallo spam bot. Abilita Javascript per vederlo.
Postato il Domenica, 01 gennaio 2012 ore 10:30:06

http://www.aetnanet.org/catania-scuola-notizie-246865.html



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Gianni Zen risponde a Aldo Domenico Ficara



Riporto con piacere la cortese risposta, inviatami per e-mail, dal Preside Gianni Zen. Convinto che la condivisione di idee e riflessioni sia il giusto carburante per costruire processi innovativi sulla trasmissione del sapere nella scuola del prossimo futuro, auspico strette collaborazioni di intenti, prive di sterili polemiche da entrambe le parti, tra Docenti e Dirigenti Scolastici di buona volontà, come tra nord e sud della nostra amata Italia. Di seguito ho trascritto la mail del Preside Gianni Zen:

“ Caro professore, grazie della sua riflessione. Che mi ha fatto riflettere. Io mi sono convinto che la nostra scuola deve uscire dal cono d’ombra statale, nel senso di una democrazia sostanziale, centrata sul rapporto diretto tra cittadini e istituzioni. Qui, per citare alcuni esempi, il modello tedesco della regionalizzazione o quello svedese degli enti locali direttamente responsabili ci dovrebbero dire cose importanti. Finché si invoca lo Stato lontano si giustificano anche le contraddizioni da lei evidenziate e che condivido. Non sono leghista, tanto per capirci e conosco eccellenze anche in Sicilia. Però non possiamo più lasciarle alla buona volontà ma estendere, con verifica incrociata, il diritto e dovere della responsabilità personale. A proposito della Sicilia, io sono un appassionato studioso di don Sturzo, ed ancora oggi, anche sulla scuola, potrebbe dirci cose interessanti….. Il problema, per ritornare a noi, è che siamo nel bel mezzo di una rivoluzione che cambierà radicalmente stili di vita ecc. Per cui anche la scuola dovrà adeguarsi, per essere sempre più “ servizio pubblico “. Appunto “ servizio pubblico “, cioè scuola di Stato, e lo Stato siamo noi, cioè la scuola delle comunità locali. Le quali devono anche dire le cose che vanno e non vanno. E tutti sappiamo che i docenti a scuola non sono tutti uguali, e che le scuole non sono tutte buone. Ho visto le critiche che mi sono piovute addosso: è possibile che i docenti parlino solo dei docenti, mentre la scuola è per gli studenti, e noi siamo al loro servizio, come gli ospedali non sono dei medici e le procure e i tribunali non sono dei magistrati…? Sono finiti certi tempi, ed altre stagioni si stanno aprendo …. Con cordialità. Gianni Zen”

lunedì 9 gennaio 2012

Svenare la scuola pubblica e prendersene un merito

Voglio ricordare come il TAR del Lazio con sentenza 3251 depositata il 14 aprile 2011 ha ritenuto che il ministero dell’Istruzione, prima di disporre la determinazione degli organici, avrebbe dovuto seguire la procedura indicata dall’art. 22 della legge 448/2001 che prevede la previa consultazione delle Commissioni parlamentari, anziché avvalersi, come avvenuto, delle successive indicazioni contenute nell’art. 64 della legge 133/2008 sulla razionalizzazione del sistema di istruzione. Con questa sentenza il Tar del Lazio ha dichiarato di fatto illegittimi i tagli degli organici delle scuole attuati dal 2009 ad oggi, e contemporaneamente ha evidenziato le dimenticanze delle più elementari regole da seguire. In questo caso la regola, che secondo il Tar è stata violata, prevede il fatto che si deve consultare le commissioni parlamentari prima di prendere decisioni così radicali che tanto incidono sul sistema scolastico nazionale. Infatti tali decisioni politiche hanno piegato le gambe della scuola pubblica, creando elevati disagi didattici e organizzativi. La maggior parte degli insegnanti urla nelle riviste specializzate, nel web, nei convegni e nelle televisioni che la loro formazione culturale e didattica rende inaccettabili i presupposti esclusivamente finanziari della "riforma" gelminiana, che appare, ai loro occhi, un pretesto per contrabbandare la riduzione della spesa. Tutto ciò riduce la scuola a mera azienda, privandola della sua funzione essenziale, che deve essere quella della formazione di cittadini liberi, critici, creativi e responsabili. Oggi leggo dalle pagine di AetnaNet le affermazioni di parte dell’On Francesco Maria Giro, eletto alla Camera dei Deputati nelle liste del Popolo della Libertà nella circoscrizione Lazio 1, dove si elogia l’operato dell’ex Ministro Gelmini, capace con i suoi tagli di dare credibilità al sistema scuola. Alle affermazioni dell’On Giro aggiungo le mie, rivolgendomi a tutti gli insegnanti e presidi che con sacrifici, tenacia e professionalità hanno dato più del possibile, per arginare le carenze organizzative, dovute ai pantagruelici tagli che hanno svenato, prosciugato e a volte umiliato intere comunità territoriali.

Aldo Domenico Ficara
aldodomenicoficara@alice.it

Concorso DS: il tradimento della coerenza

Dopo le feste natalizie a base di panettoni, pandori, spumanti e champagne, il problema etico del concorso DS 2011 sembrerebbe essersi eclissato dentro il cassetto del dimenticatoio, e invece no, anno nuovo, articoli nuovi, per non dimenticare l’ingiustizia, la mortificazione e l’umiliazione provata da decine di migliaia di docenti. Da dove ricominciare la narrazione di questo iter amministrativo disgraziato ? Dall’ incoerenza. Infatti, nel dicembre 2011 il Tar Puglia, che in precedenza aveva concesso la sospensiva e ammesso con riserva alle prove scritte circa 200 ricorrenti, accolse l’ istanza di riesame, revocando il proprio decreto n. 919 del 24/11/2011, con le seguenti motivazioni: “l’impugnativa investe anche atti – quali il bando di concorso, le istruzioni relative alle modalità di svolgimento della prova preselettiva ed i criteri della sua valutazione, insieme ad ogni atto con cui sono stati adottati e selezionati i quesiti sottoposti ai candidati nella suddetta prova – che sono stati emanati da organo centrale dello Stato ed hanno efficacia non territorialmente limitata; inoltre, anche in conformità a quanto statuito dall’Adunanza plenaria del Consiglio di Stato con sentenza n. 19 del 14 novembre 2011, nella specie, non sussiste la competenza del tribunale amministrativo regionale della Puglia, dovendosi ritenere competente a decidere il tribunale amministrativo regionale del Lazio, sede di Roma”. In contemporanea sono state accolte le istanze cautelari monocratiche dal TAR Campania, concedendo la sospensiva con la seguente motivazione “considerato che ricorrono nella fattispecie i requisiti dell’estrema gravità e urgenza a cui nella previsione normativa è subordinata la concessione delle misure cautelari monocratiche, anche in relazione alle date di svolgimento delle prove scritte del concorso de quo già fissate per il 14 e 15 dicembre 2011“, ammettendo circa 440 non idonei alle prove scritte. Sintetizzando il tutto con una metafora automobilistica, è stato dato semaforo rosso a circa 200 docenti pugliesi che erano già passati con il verde, mentre alcuni docenti campani dopo il semaforo rosso del CdS , hanno trovato un insperato semaforo verde, dal TAR Campania, per gli scritti. Oggi, nel mese di gennaio 2012, i nodi verranno al pettine, ed il TAR della Campania in camera di consiglio dovrà confermare o meno il giudizio di sospensiva espresso in precedenza. Intanto il termine del 3 gennaio 2012 è trascorso, e l’ANIEF avrà sicuramente messo in moto l’azione dei motivi aggiunti presso il TAR del Lazio, chiedendo una rapida sentenza di merito del Tar e dello stesso Consiglio di Stato che con obiettività decida, a questo punto, sull'annullamento delle prove concorsuali (prove pre-selettive, esami scritti ed eventuali esami orali), e sulla rinnovazione delle stesse prove concorsuali sia per i candidati risultati 'idonei' sia per i ricorrenti, come già avvenuto per l'ultimo concorso per la selezione dei presidi siciliani. La domanda viene spontanea, chissà nel prossimo futuro quale colore semaforico verrà dato all’intero concorso ? La gran parte dei docenti esclusi pretende il rosso.

Aldo Domenico Ficara
aldodomenicoficara@alice.it