sabato 29 settembre 2012

A Roger Abravanel piace il concorsone di Profumo

di Vincenzo Pascuzzi - 29 settembre 2012

A Roger Abravanel piace il concorsone di Profumo, ne è entusiata. E' uno dei pochi, se non l'unico, ad apprezzarlo al di fuori dei vertici Miur. L'aveva anticipato qualche settimana fa sulla prima pagina del Corriere della Sera (1) e lo conferma adesso, appena pubblicato il relativo decreto (2).

La notorietà e una certa fama di Abravanel sono recenti (2008) e dovute alla pubblicazione del saggio "Meritocrazia. Quattro proposte ecc. ..." (3) (4). E' accaduto che parlare di Merito e Meritocrazia ai rapprentati politici di una realtà nazionale che ne è carente o priva (v. raccomandazioni, cooptazioni, scambio di favori, mazzette, casta, ...), ha provocato la loro adesione entusiasta, ipocrita, solo di facciata, ma non operativa, fattiva, concreta e reale. Non poteva essere altrimenti, infatti a nessuno conviene, né piace tagliare il ramo su cui sta seduto, appollaiato o solo aggrappato! Perciò applausi, adesioni, celebrazioni del merito e della meritocrazia sì, ma solo verbali, di facciata, non operative, quasi per far vedere di specchiarsi in esse.


venerdì 28 settembre 2012

Riflessioni sulla valutazione dei titoli nel concorso a cattedra

La votazione riportata alla laurea non fa poi tanta differenza: 2 punti da 101 a 110. Per il master solo 1 punto; il titolo di specializzazione sul sostegno agli alunni con disabilità 1.50; ben 3 al dottorato di ricerca; 0,20 punti per ogni articolo e 1 per pubblicazione ma per un massimo di 3 punti.

QUALCOSA NON  CONVINCE !?!

Secondo Abranavel sono chiari i sintomi di una società poco competitiva e meritocratica, e spiega a Oggi24: “I voti di laurea in Italia non sono dati in base al merito. Il concorso prevede la prova in aula a quel punto chi è bravo passerà il concorso indipendentemente dalle votazioni riportate durante il percorso di studi”..

giovedì 27 settembre 2012

Bertagna: il concorso? "Quizzomania" centralista


Il concorso indetto da Profumo è la peggiore operazione di politica scolastica che abbia segnato gli ultimi anni, basata su centralismo e disprezzo del merito


di Giuseppe Bertagna - 27 settembre 2012


CONCORSO SCUOLA. Caro direttore, una risata seppellirà  tutte queste procedure concorsuali di finta efficienza tecnico-scientifica, con tanto di «postazioni informatiche» per le prove definite con snobismo anglofilo «computer based»,  destinate ad un target di concorrenti costituito da 180mila iscritti alle graduatorie permanenti, 300mila non abilitati in terza fascia e qualche decina di migliaia di diplomati e laureati prima del fatidico anno 2001-2002. 
Una risata seppellirà  queste procedure tipiche di uno smodato costruttivismo ideologico, ma che una retorica ben orchestrata e ingannevole, degna di altri tempi, ha addirittura spacciato per «svolte epocali», «primato della selezione per merito», «attenzione ai giovani». In realtà , sono soltanto il tradizionale e meno commendevole frutto dell'infrangibile alleanza conservatrice stipulata da cinquant'anni a questa parte tra una burocrazia statale centralistica tanto più invasiva quanto sempre più incompetente e una burocrazia sindacale che ne ha copiato, quasi a ulteriore prova dell'esistenza dei neuroni specchio, le tristi caratteristiche.

mercoledì 26 settembre 2012

Soluzione della domanda 1-D del TFA A033 Unimore



Dalle pagine della rubrica “ I lettori ci scrivono “ de La Tecnica della Scuola, una docente che ha partecipato alla prova scritta del TFA A033 presso l’Unimore, mi ha invitato a risolvere il quesito  1-D del compito proposto.  Premesso che sono solidale con tutte le proteste fatte nei luoghi, nei tempi e nei modi opportuni, mi impegno in questa soluzione pubblica. La domanda dice testualmente: “dati i valori: 1000, 1050, 950, 1000, 1000, 1040, 960, 1020, 980. Determinare la media, la moda e la deviazione standard“.

lunedì 24 settembre 2012

da Totò Acquattati

Caro Aldo
Ti ricordi il film: Il viale del tramonto? La protagonista era talmente ossessionata dal successo ormai perduto, da perdere la ragione. Ma ti potrei portare altri mille esempi letterari sull’ossessione di cui la più nota è quella di Mastro don Gesualdo e l’altra di  Otello o Machbet.  
 Sull’ossessione E.A. Poe scrisse pagini sublimi. Tema letterario dunque  caro a molti artisti. E il tuo molesto molestatore è così ossessionato da non capire nemmeno il testo, benché su questo punto si può persino dubitare che abbia gli strumenti necessari per la comprensione del testo stesso. Tranne che appena si parla di corda si senta subito impiccato sul molesto filo che lo lega alla vertigine del potere molesto di dirigente che poi lo porterà a molestare altri da cui si sente ossessivamente molestato.
Brutta bestia l’ossessione dunque, ma noi, come disse qualcuno, tireremo dritto per raggiungere il fiume dove prima o dopo il molestatore deve passare.

Un abbraccio
Totò Acquattati

Quando un blog molesto ti segue, vuole intimidirti ?



Essere seguiti,  essere mediaticamente pedinati da un blog molesto fa venire strane paure, mette agitazione, quasi ti intimidisce e ti inibisce nel proseguo di un lavoro, anzi di un progetto,  riguardante la legalità amministrativa nel mondo scolastico. Vengono in mente mille idee, mille perchè, con il pensiero si va a ritroso per capire dove eventualmente si è sbagliato, o quali interessi leciti o meno leciti si sono sfiorati.

domenica 23 settembre 2012

La prova scritta TFA A033 dell’Unimore

PUNTO 1

quesito 1-A : Bisogna rivestire di 4micron di ceramica un dispositivo in acciaio tramite deposizione di vapore PVD a 500°C. Le condizioni di impiego raggiungono i 650°C. Discutere lo stato tensionale che si induce e se causa distacco del riporto sottile nel caso si usi TiN. seguivano i dati del coefficiente di espansione termica.
quesito 1-B : determinare la potenza minima del motore di un ascensore da 400kg, con velocità 1,1m/s.
quesito 1-C : lo stesso ascensore del punto precedente compie ogni giorno 200 corse da 36 secondi al 50% del carico,calcolare il cosumo di energia.
quesito 1-D : dati i valori: 1000, 1050, 950, 1000, 1000, 1040, 960, 1020, 980. Determinare la media, la moda e la deviazione standard.
quesito 1-E : Due fili hanno la stessa sollecitazione e sono in campo elastico. Uno è di acciaio l’altro di alluminio. Terminata la sollecitazione, quale dei due ha il ritorno elastico maggiore e perchè?

sabato 22 settembre 2012

ADIDA raccoglie le irregolarità dei test TFA

Se avete partecipato ai test TFA e avete riscontrato delle irregolarità, vi preghiamo di segnalarle ad ADIDA compilando il seguente form. A tale scopo si ricorda che al link https://sites.google.com/site/midanazionale/attivita-in-corso-1/ricorsi-adida-pagina-news/ricorso-adida-tfa/test-tfa-cosa-c-e-da-sapere-e-come-comportarsi è presente un video che spiega come si svolgono i test TFA e cosa fare in caso si rilevassero irregolarità. Si ricorda che la segnalazione delle irregolarità dei test sarà di utilità per tutti, aiutandoci da un lato a dimostrare l'inadeguatezza di tale sistema di selezione, in particolare, potranno trarne giovamento tutti coloro che hanno già aderito o che vorrebbero aderire al ricorso TFA. Le irregolarità in partocolar modo potrebbero portare all'invalidazione della prova e/o comunque all'accesso di tutti i candidati ricorrenti.

https://docs.google.com/spreadsheet/viewform?formkey=dHkyeE5YVVB4QjEtZHpLb1ZyT2hVbHc6MQ#gid=0

ALLA RICERCA DEL BRAVO INSEGNANTE

di Patrizia Cocchi 21.09.2012


Dopo tredici anni arriva finalmente un concorso ordinario per ricoprire quasi 12mila cattedre nelle scuole statali. È una buona notizia, perché dovrebbe mettere fine alla giungla delle graduatorie, composte da decine di migliaia di precari che di anno in anno hanno consentito il regolare svolgimento delle lezioni. Ma la scuola italiana ha bisogno di bravi insegnanti. E il concorso sarebbe un'occasione sprecata se non riuscisse a selezionarli. E allora bisogna avere ben chiaro che cosa permette a un laureato di diventare un docente capace di far crescere i suoi studenti.
Il ministro Profumo ha annunciato la ripresa dei concorsi per reclutare nuovi insegnanti da inserire all’interno del sistema scolastico e ha indicato una data certa entro la quale il bando sarà pubblicato. A distanza di tredici anni dall’ultimo concorso ordinario, si avvia quindi un percorso che dovrebbe segnare una discontinuità con il passato e permettere l’inserimento di energie e forze nuove all’interno di una scuola che ha i docenti più anziani d’Europa. In Italia, infatti, gli insegnanti con più di 50 anni sono il 53 per cento del totale, mentre in Francia, Regno Unito e Spagna non arrivano al 30 per cento.


venerdì 21 settembre 2012

Formigoni, Profumo e l'autonomia qui la dico e qui la nego

"Siamo una .... squola fortissimi" - 8

di Marina Boscaino – 21 settembre 2012

Tra i vari minuetti degli ultimi mesi, alla voce “autonomia” - la foglia di fico, insieme a “giovani”, “merito” e “modernità” del Profumo’s style – c’è n’è uno particolarmente inquietante. In seguito all’approvazione in giunta Lombardia, nella seduta del 10 febbraio, del Progetto di legge sullo sviluppo, che prevedeva che “a partire dall'anno scolastico 2012/2013, a titolo sperimentale, le istituzioni scolastiche statali possono organizzare concorsi differenziati a seconda del ciclo di studi, al fine di reclutare personale docente necessario a svolgere le attività didattiche annuali”, il 13 febbraio, dopo un incontro tra Profumo e Formigoni, si stabiliva che Regione Lombardia e Ministero dell'Istruzione, dell'Università e della Ricerca avrebbero lavorato insieme per arrivare alla sottoscrizione di un'intesa finalizzata all'attivazione sperimentale della selezione del personale da parte delle scuole attraverso procedure pubbliche e trasparenti. “La nostra idea - spiegava Formigoni - è quella di dare la possibilità agli istituti di selezionare il personale docente sulla base di propri bandi. La proposta della nostra Giunta è che il quadro di questi bandi sia stabilito da un'intesa tra la Regione e lo Stato”

Replica alle Lettere riguardo all’articolo su “Stare anche dalla parte degli studenti e non solo degli insegnanti”

di Roger Abravanel - 20 settembre 2012

Ho ricevuto molte lettere d’approvazione per l’articolo “Stare anche dalla parte degli studenti e non solo degli insegnanti” (*) e molte di critica, soprattutto da parte d’insegnanti.

Le critiche alle quali vale la pena rispondere sono di due tipi:

1 non è giusto mandare avanti i vincitori del concorso che intende fare il governo Monti, perché moltissimi precari hanno vinto un concorso o seguito un corso di specializzazione (come la SSIS) che rilasciava un titolo di abilitazione ma non una cattedra;

2 è inaccettabile il metodo di valutazione di studenti e insegnanti basato su test standard nazionali che sono nozionistici, (“quiz”) non “riconoscono il valore della cultura classica”, e sono “motivati dal desiderio di una società classista in cui chi parte svantaggiato non può recuperare” infatti, ci sono dei bravi insegnanti che s’impegnano con alunni provenienti d’ambienti difficili senza purtroppo riuscire a farli raggiungere standard di eccellenza.

giovedì 20 settembre 2012

Autonomia irresponsabile

"Siamo una .... squola fortissimi" - 7
di Marina Boscaino - 20 settembre 2012
“Io sto ragionando insieme alle persone del Ministero, come dare una maggiore "autonomia responsabile" trasferendo direttamente alle scuole le risorse senza vincolo di utilizzo in modo tale che ci sia una maggiore autonomia reale, un'autonomia nelle scelte e credo che questo sia la strada": Profumo, da gennaio in poi. Autonomia uguale budget: non una parola per la ricerca, sviluppo e sperimentazione.

mercoledì 19 settembre 2012

La scuola di Profumo tra belle favole e realtà

"Siamo una .... squola fortissimi" - 6


di Cosimo De Nitto – 19 settembre 2012

I governi e i governanti fanno tante cose. Spesso hanno mille incarichi e quanto rendano su tanti fronti solo il padreterno lo può sapere. Quanto all'attività di governo la loro azione si può schematicamente dividere su due piani: quello più propriamente politico che investe le decisioni, gli atti legislativi e quelli di governo più tecnicamente intesi; e quello della presentazione e della comunicazione, diciamo pure della "giustificazione" degli orientamenti e degli obiettivi che guidano l'azione di governo.
Relativamente al governo attuale della scuola ciò che lo connota in modo marcato è la discrasia al limite della contraddizione tra ciò che ministro e il suo entourage dichiarano a livello di principi e ciò che fanno in realtà con gli atti di governo concreti.

martedì 18 settembre 2012

Concorso DS in Lombardia: storie di appelli e petizioni



Dopo la sentenza del Consiglio di Stato sulle buste trasparenti nel concorso per Dirigenti scolastici in Lombardia, è iniziato un crescendo rossiniano di interventi mediatici su riviste, siti web e televisioni per perorare l’una o l’altra posizione di un contendere molto sentito. L’ultima fase comunicativa sulla questione concorso DS in Lombardia è quella degli appelli e delle petizioni on line con tanto di firme  e sostenitori. Dalla parte degli aspiranti dirigenti inseriti nella graduatoria di merito finale è stato pubblicato l’appello pubblico a sostegno della scuola lombarda, del merito e della civiltà del nostro Paese (http://www.appelloscuola.it/comment-page-430/#comment-4939 ). In quest’appello si  richiede  che l’amministrazione scolastica si adoperi per sostenere avanti al Consiglio di Stato la necessità giuridica e l’opportunità pratica di consentire la revisione della decisione del TAR e che i vincitori del concorso vengano immessi in ruolo il prima possibile, così che studenti, famiglie e insegnanti di ogni scuola possano avere il dirigente scolastico.

Trasparenza? Quella delle buste.

di Marina Boscaino - 18 settembre 2012

Il 15 luglio 2011 esce il bando di concorso per esami e titoli per 2386 posti da dirigente scolastico, distribuiti nelle Regioni: due scritti e un orale, preceduti da un test preselettivo di 100 domande in 5 ambiti disciplinari, tecnologia e inglese, con un’ora di tempo. L’1 settembre il Miur pubblica circa 7000 quesiti su cui esercitarsi e su cui sorteggiare la prova, identica per tutti. A una settimana dall’esame – svolto il 12.10 – il Miur pubblica una lista di quasi 1000 domande risultate sbagliate. Polemiche su nomi e responsabilità degli autori e costi di un’operazione clamorosamente fallimentare. Cominciano a piovere i ricorsi degli esclusi. Ricorsi che si moltiplicano dopo gli scritti: la percentuale di promossi è assai disomogenea tra regione e regione, così come le tracce delle prove. Le commissioni sono troppo spesso formate da membri di vertici di associazioni sindacali o di enti erogatori di formazione ai candidati: si configurano clamorose incompatibilità e conflitti di interesse.

Tra il dire e il registrare

di Marina Boscaino - 18 settembre 2012

Le tecnologie digitali dell’informazione e della comunicazione sono da quasi vent’anni lo strumento con cui l’immaginario ministeriale maggiormente illude i media e l’opinione pubblica della propria modernità ed efficienza. Profumo ha esasperato, con l’occorrenza ossessiva dell’aggettivo “moderno” nelle sue generose quanto inconcludenti dichiarazioni, un vero e proprio vezzo che imperversa nella determinazione (almeno teorica) delle politiche scolastiche: che la modernità, taumaturgicamente intesa, abbia ricadute non solo positive, ma addirittura risolutive per le sorti della scuola.

lunedì 17 settembre 2012

La scuola e gli ammutinati del Bounty

"Siamo una .... squola fortissimi" - 1

La scuola e gli ammutinati del Bounty

di Vincenzo Pascuzzi - 17 settembre 2012

Nel complesso la nostra scuola non sta bene, la nostra scuola è malata (1). E c'è chi propone, o ipotizza, gli insegnanti come solo soggetto rimasto in grado di riformarla - la scuola - ora dopo che anche gli ultimi ministri hanno palesemente fallito, si sono dimostrati non all'altezza (2) (3). A parte la stranezza di un soggetto collettivo non strutturato che dovrebbe prendere - in prima persona – una sua iniziativa su indicazione e suggerimento di altri, il Miur di viale Trastevere non è certo il Bounty in ritorno da Tahiti. E il ministro Profumo non è certo nella situazione del comandante William Bligh. Perciò non è immaginabile qualcosa di simile a un ammutinamento dei prof che destituisca il ministro, lo abbandoni su una scialuppa e gestisca poi la scuola.

sabato 15 settembre 2012

Confermati i rumors sulla riduzione di un anno dell’istruzione secondaria di secondo grado

di Lucio Ficara 15 settembre 2012  Non è una novità  di questi giorni, il fatto che esiste la volontà politica di ridurre il percorso di istruzione secondaria di secondo grado di un anno. Si tratta di riflessioni che l’attuale governo sta esternando dal suo insediamento  a Palazzo Chigi. Ricordiamo che a gennaio 2012, quindi con il governo insediato da qualche mese, nel Blog del sottosegretario Marco Rossi Doria compariva la seguente dichiarazione: “ è necessario riformare i percorsi scolastici in modo che,  dalla prima elementare al diploma,  durino in tutto non oltre 12 anni. In modo da far coincidere la maggiore età e la fine della scuola, come nei grandi paesi europei, in USA, in India, Cina e Brasile” .

CONCORSO DS: ACCETTARE LE SENTENZE AMMINISTRATIVE, NON AGGREDIRLE

Questa petizione cerca il consenso e le firme di tutti coloro ( cittadini e docenti ) che rispettano le sentenze e le ordinanze dei Tribunali Amministrativi Regionali e del Consiglio di Stato, senza invocare facili alternative politiche. L'intromissione della politica finalizzata ad aggirare le sentenze della giustizia amministrativa, potrebbe screditare la credibilità dell'amministrazione pubblica ogni volta che decida di organizzare un concorso nella scuola o in altri settori del pubblico impiego. Le sentenze del Consiglio di Stato, sia nel bene che nel male, vanno accettate e rispettate.

venerdì 14 settembre 2012

Roger Abravanel: l’uomo del private equity che progetta qualità e merito nella scuola



Roger Abravanel  è nato a Tripoli, Libia nel 1946, ed  emigra in Italia nel 1963. Nel 1968 si laurea in ingegneria chimica a pieni voti al Politecnico di Milano, vincendo il premio di "più giovane ingegnere d'Italia". Presso la stessa università, fino al 1970, svolge l'attività di ricercatore presso l'Istituto di Fisica Tecnica. In seguito ha conseguito un Master in Business Administration presso la business school INSEAD, dove ha ricevuto la "High Distinction". Ha lavorato per 35 anni per la società di consulenza McKinsey & Company, raggiungendo le cariche di Principal nel 1979 e Director nel 1984, terminando la sua esperienza nel 2006. Attualmente opera nel settore del private equity, svolgendo l'attività di advisor per i fondi di buyout Clessidra e per il fondo di venture capital Wanaka in Israele.

MOZIONE DEL C.D.D. DEL LICEO CLASSICO STATALE “Tito Livio” di Milano

Il collegio docenti del liceo classico “Tito Livio” esprime, anche alla luce degli artt. 1, 2, 3, 4, 9, 21, 33, 34, 35, della Costituzione della Repubblica Italiana, la propria solidarietà e il proprio sostegno ai docenti e ai lavoratori ATA precari impegnati, in questi giorni, nelle manifestazioni per i pesanti tagli agli organici e per gli imminenti bandi di concorsi-truffa determinati dai recenti provvedimenti legislativi di contenimento della spesa pubblica e di riforma dell’ordinamento scolastico. I docenti di questo Liceo riconoscono il legittimo diritto del personale precario alla continuità lavorativa e alla stabilizzazione del proprio rapporto di lavoro, considerato anche che la maggior parte dei docenti e dei lavoratori precari ha accumulato numerosi anni di incarichi a tempo determinato, assolvendo una funzione indispensabile per la scuola pubblica italiana e maturando una notevole esperienza, che non va dispersa.

PD e PDL, quali le proposte per precari, concorso e futuro reclutamento?




Una intervista doppia realizzata da Fulvia Subania che mette a confronto le posizioni del PD e del PDL. Da un lato Francesca Puglisi (responsabile scuola del Partito Democratico) e dall'altro Elena Centemero (responsabile scuola del Partito delle Libertà)

http://www.youtube.com/watch?v=wq0AiBpLLIQ&feature=player_embedded#!

Continuando di questo passo si rischia la dematerializzazione, ma della scuola

di Lucio Ficara 14 settembre 2012     L’anno scolastico 2012 - 2013 parte con la convinzione di raggiungere alcuni obiettivi. Tra questi obiettivi c’è quello, previsto dall’art.7 del Dl. 95 del 6 luglio 2012, sulla dematerializzazione delle procedure amministrative  in materia di istruzione, università e ricerca e dei rapporti con le comunità  dei docenti , del personale, studenti e famiglie. Ci sarebbe da esclamare: “era ora che qualcuno imponesse la digitalizzazione all’interno delle scuole!”. È dai tempi del ministro per l’ innovazione e le tecnologie Lucio Stanca , che si parla di dematerializzazione delle procedure amministrative. Sono passati due lustri ed ecco arrivare una legge che ci impone di fatto la digitalizzazione nella scuola.

giovedì 13 settembre 2012

Concorso presidi in Lombardia: risponde il ministro Profumo

Davide contro Golia

QUESTI I PRIMI FIRMATARI DELL’APPELLO pubblico a sostegno della scuola lombarda, del merito e della civiltà del nostro paese


La bolla formativa è esplosa

Presentato ieri a Parigi il rapporto «Education at a glance»: il paese è in caduta libera


di Roberto Ciccarelli - il manifesto - 12 settembre 2012


Penultimi nella classifica Ocse per la spesa pubblica nell'istruzione (il 4,7 per cento del Pil, contro una media del 5,8). I docenti della scuola (età media 50 anni) che percepiscono un reddito decisamente più basso rispetto ad altri lavoratori con un'istruzione universitaria. Nel dodicesimo rapporto Ocse Education at a glance presentato ieri a Parigi l'Italia si piazza al 24° posto (su 27 paesi) per gli insegnanti della primaria, al 23° per le superiori. La percentuale dei suoi laureati resta tra le più basse dell'area che riunisce i paesi più industrializzati: tra i 25 e i 64 anni sono il 15 per cento, contro una media Ocse del 31 per cento. Tutto questo mentre la disoccupazione aumenta significativamente tra i laureati (5,6 per cento), ma non tra i diplomati.

mercoledì 12 settembre 2012

Dati OCSE sulle spese dell’istruzione italiana : “out of range”

di Lucio Ficara 12 settembre 2012       La moda di  usare terminologie anglofone per parlare di spesa pubblica, come per esempio la famosa “spending  review”, ci porta a coniare altri termini del genere.  Appresi i dati dell’OCSE, riferiti alla spesa pubblica italiana per l’istruzione , ci si accorge che essi sono “out of range”. Cosa significa questo termine anglofono? Significa che in Italia la spesa prevista per il capitolo istruzione è fuori dall’intervallo del valor medio dei Paesi  europei OCSE. Infatti  da questi dati si rileva che l’Italia è penultima fra 32 Paesi OCSE per investimenti in istruzione sia in relazione all’ammontare complessivo della spesa pubblica sia in relazione al PIL.

martedì 11 settembre 2012

Ed oraaa …. unbeeellapplausooo …. ai “migliori insegnanti”

Note sull’articolo di Roger Abravanel (1), clonato acriticamente da Pietro Ichino (2).


di Vincenzo Pascuzzi – 11 settembre 2012

Il riferimento è al contenuto dell’articolo e non al suo autore, che pure è stato indicato come stregone o guru del precedente ministro (3), e nemmeno al giuslavorista che lo apprezza (4).

Già numerosi, e quasi tutti critici, i commenti all’articolo in questione (5) ÷ (10) indicano che in esso si fa riferimento non alla realtà “reale”, concreta, vissuta e sofferta della scuola ma a una sua rappresentazione indiretta, mediata, ipotetica, filtrata, edulcorata, strumentale, di comodo, oppure “ideologica”: sembra un articolo scritto da chi sta sopra le nuvole.

Forse alcune riflessioni si possono ancora aggiungere. Vediamo.

“Giù le mani dagli organi collegiali”

di Cristina Lacava


Settembre: aprono le scuole, partono le manifestazioni. La prima è quella di martedì 11 alle 15, in piazza Montecitorio, dove si svolgerà un sit in contro il disegno di legge 953  sull’autonomia delle scuole organizzato dal Coordinamento delle scuole secondarie di Roma (che raccoglie studenti, genitori, insegnanti). Ne ho parlato con l’esponente Anna Angelucci, per cercare di capire come mai già si scende in piazza.  ”Protestiamo contro un disegno di legge che stravolge gli organi collegiali, permette ai privati di  mettere mano ai progetti formativi delle singole scuole, e mette a rischio la libertà d’insegnamento”. Si tratta di un disegno di legge in discussione alla Commissione Cultura, firmato da Pdl-Pd-Udc, “figlio” della precedente proposta di legge di Valentina Aprea, ex responsabile della stessa Commissione, oggi assessore all’Istruzione della regione Lombardia.

lunedì 10 settembre 2012

Ti sei rivolto al giudice del lavoro? Allora vieni escluso dalle convocazioni

di Lucio Ficara 10 settembre 2012   Questa è l’incredibile storia di 150 docenti e non docenti precari della provincia di Mantova, che si sono rivolti al giudice del lavoro della città di Virgilio e dei Gonzaga. Si sono rivolti al tribunale del lavoro chiedendo, con un ricorso in carta bollata, un contratto a tempo indeterminato dopo che negli anni passati sono stati assunti a tempo determinato per più di tre anni consecutivi dalla stessa amministrazione. La sentenza del giudice del lavoro è stata a loro favorevole ed ha visto l’amministrazione condannata a risarcire ogni singolo ricorrente con una cifra che si aggira intorno ai diecimila euro.

A volte si fanno domande di non facile risposta



Leggendo l’articolo “ Scuola: che cosa significa stare dalla parte degli studenti “ scritto nel suo sito da Pietro Ichino, mi rimangono impresse queste parole “  Chi sta dalla parte dei precari (i sindacati, alcuni politici, alcuni giornalisti) ha però difficoltà a rispondere alla domanda: «Quale insegnante preferireste per vostro figlio, una signora 45enne oggi al numero 152 della graduatoria di merito di un concorso di 10 anni fa, o una giovane trentenne che è risultata tra i primi a un concorso fatto in questi giorni?» “. La difficoltà nel rispondere alla domanda è più che giustificata,  perché sono numerose le variabili e le varianti nell’identificare la risposta maggiormente attendibile. Negli ultimi anni i concorsi pubblici non hanno dato un’ immagine di trasparenza e solidità procedurale, troppi i  ricorsi amministrativi e troppi  gli scandali valutativi.

"Prima l'amaro, poi il dolce". Alcune considerazioni sulla posizione del Pd sul concorsone del ministro Profumo

di Vincenzo Pascuzzi – 9 settembre 2012

Ho riletto i due articoli di Giovanni Bachelet e Francesca Puglisi pubblicati di recente sull’Unità e che riporto di seguito.

Mi sembra che la posizione Pd sia ambigua e incerta: vogliono (il Pd e i due autori citati) salvare la forma ma sanno già che la sostanza non accoglierà le loro richieste.

Bachelet si schiera per "l'articolo 97 della Costituzione (nella pubblica amministrazione si entra per concorso), delle giovani generazioni, del merito e della qualità della scuola"; e chi non è favore? Non è questo il problema. Si tratta di passare da una situazione di 13 anni di deroga (decisa dai ministri e dai governi per motivi ....) a una di "normalità" che è illusorio ripristinare d'autorità, in modo unilaterale, senza accordi né confronti e in tempi brevi. In particolare, chi indennizza gli interessati del fatto che sono stati omessi 5 o 6 concorsi biennali o triennali? E i precari, che la gestione non-normale ha prodotto e utilizzato a buon mercato, ora li affoghiamo?

domenica 9 settembre 2012

UNA CANDIDATA: LE DUE SOTTOCOMMISSIONI HANNO CORRETTO IN CONTEMPORANEA

«Gravi irregolarità sulle buste e nella valutazione delle prove»
da Il Giorno ( cronaca Milano )  del 7 settembre 2012

A COMINCIARE furono in tremila. Candidati da tutta Italia arrivati a Milano per diventare presidi. A svolgere le prove scritte, dopo la preselezione, 969. Quelle orali, 476. I candidati giudicati idonei dalle commissioni oggi nell’occhio del ciclone, 406, in lizza per 355 dirigenze scolastiche. La sospensione del concorso è stata motivata dalla trasparenza delle  buste contenenti i nominativi dei candidati, ritenuta troppo esigua per garantire l’anonimato delle prove scritte, e dalle modalità di correzione. Una sentenza invocata da 101 candidati che hanno presentato ricorso.

Festa PD: spinte e offese al Movimento 5 stelle

“ Buste trasparenti “ una questione etica che potrebbe danneggiare l’immagine della Lombardia



Il problema delle "buste trasparenti " esce fuori dai confini del concorso per Dirigenti scolastici, e diventa un problema etico che contraddistingue la deontologia lavorativa di una regione, la regione Lombardia. La corsa e l’unione di intenti tra enti locali, associazioni di professionisti, sindacati, istituzioni scolastiche, nel tentativo di sminuire un fatto, un’azione, una procedura definita dal Consiglio di Stato irregolare, tradisce concetti di trasparenza e legalità. Sono molte le riunioni a porte chiuse, i comunicati stampa di solidarietà agli immessi nelle graduatorie di merito finali, gli ammiccamenti tra potenti della casta scolastica. Sfugge, però,  un dato, al momento considerato superfluo, viste le imminenti manovre salva presidi, quello della reazione composta ma energica dell’opinione pubblica non residente in Lombardia, che guarda con sospetto queste iniziative di chiara matrice politico elettiva.

sabato 8 settembre 2012

Rischio stress lavoro correlato nella scuola

Concorso tra 18 giorni? I sindacati neppure consultati

La Gilda degli Insegnanti punta il dito contro il comportamento tenuto dal Miur nell´annunciare il concorsone della scuola

venerdì 7 settembre 2012

"E´ offensivo apprendere da un comunicato stampa che il ministro Profumo ha intenzione di emanare il bando di concorso tra 18 giorni".

La Gilda degli Insegnanti punta il dito contro il comportamento tenuto dal Miur nell´annunciare il concorsone della scuola.

Nuovi traguardi per RTS



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La redazione ringrazia tutti gli autori e  i lettori del blog, perchè solo grazie al loro contributo è riuscita a far passare il messaggio di trasparenza e regolarità che si proponeva. Si ringraziano allo stesso modo tutti i fan di Facebook, i gruppi Facebook Informascuola e Dirigere domani, e i comitati di docenti  con cui il blog è in stretto contatto,  ed in particolar modo i siti web Rete Scuole,  Gilda Venezia e Gilda Cuneo per la proficua collaborazione.

venerdì 7 settembre 2012

Concorso dirigenti scolastici: Anief invita il Governo e il Parlamento a mostrare saggezza

Dopo gli appelli rivolti dall’Anp e dalla Disal, e dopo la lettera del direttore dell’Usr della Lombardia, tutte in strenua difesa di un concorso palesemente irregolare, oggi l’Anief, il sindacato che ha patrocinato il maggior numero di ricorsi avversi a questa procedura selettiva, chiede rispetto per le sentenze emesse dalla magistratura nelle decisioni che verranno assunte.

Concorso per dirigente scolastico: no alla “soluzione politica”

I presidi dovrebbero essere i custodi della legalità e non il frutto di manovre deprecabili sotto il profilo etico-giuridico

di Giuseppe Iaconis 

L’arrivo del ministro Profumo al dicastero dell’istruzione ha “liberato” il mondo della scuola da una sorta di maledizione divina che, dopo i vari Moro, Scalfaro, Spadolini, Berlinguer,  De Mauro, ecc.., sembrava essersi abbattuta su viale Trastevere. Oltre alla marginale competenza in fatto di formazione, chi ha preceduto l’attuale ministro si è dimostrato refrattario verso qualsiasi offerta di collaborazione o suggerimento, limitandosi a trasformare in “politiche scolastiche” le esigenze di bilancio del ministero dell’economia. Tutto questo, ahimè, ha contribuito non poco al decadimento dell’istruzione italiana.

Inizio anno scolastico

Inizio anno scolastico


5 settembre: Trentino
10 settembre: Valle D'Aosta
11 settembre: Molise
12 settembre: Friuli Venezia Giulia, Lombardia, Marche, Piemonte, Toscana, Trentino, Umbria e Veneto.
13 settembre: Campania, Lazio
14 settembre: Sicilia
17 settembre: Abruzzo, Basilicata, Calabria, Emilia Romagna, Liguria, Puglia, Sardegna

Classi di concorso per cui è maggiore la probabilità di bandire il concorso a cattedra



Sui concorsi, il MIUR ha confermato l'intenzione di mandare in GU alla data del 24 settembre il bando. Gli  insegnamenti per i quali si prevede la disponibilità di posti e quindi la maggiore possibilità di bandire il concorso, sono:

giovedì 6 settembre 2012

Concorso DS in Lombardia, potere esecutivo e potere giudiziario



Il potere esecutivo, generalmente posseduto da un'istituzione denominata "governo", è in prima istanza il potere di applicare le leggi, distinto dal potere legislativo, che è il potere di fare le leggi, mentre il potere giudiziario è il potere di giudicare, ed eventualmente punire, chi non rispetta le leggi. Il potere esecutivo è esercitato da organi che eseguono le prescrizioni delle leggi e attuano in concreto le pubbliche finalità. La separazione tra i tre poteri è volta a garantire l'imparzialità delle leggi e della loro applicazione. Il potere giudiziario è quel potere che in quanto organo costituzionale permette in via definitiva e autonoma di risolvere una controversia di natura civile, penale e amministrativa (secondo le diverse giurisdizioni) applicando la legge; nel rispetto del contraddittorio delle parti, trasparenza del procedimento e motivazione della decisione, da parte di un giudice terzo. Questo procedimento si svolge in diversi uffici a seconda il grado di giudizio, dove il cittadino viene giudicato dai relativi giudici con la possibilità di impugnare le eventuali sentenze. Il concorso DS in Lombardia che sta passando al vaglio del potere giudiziario, vuole prendere una scorciatoia,  alleandosi con  il potere esecutivo,  tramite la seguente interrogazione parlamentare:

UN PENSIERO CON CUI INIZIARE IL NUOVO ANNO SCOLASTICO

di Giancarlo Memmo

Immaginiamo solo per un attimo di essere in una democrazia, di essere in una repubblica e soprattutto in uno stato di diritto. Cosa avverrebbe?

Dunque, quando si sono insediati i tecnici, sobri, seri e preparati oltre che super partes:

1) si sarebbero scusati per gli errori docimologici contenuti nella preselettiva ds, dicendo chiaramente che questo non doveva accadere e che era intollerabile questa debacle soprattutto dopo la medesima situazione che si era manifestata con il passaggio di area del personale ATA e DSGA;
2) avrebbero annullato il concorso ds dall'origine e avrebbero chiesto tempo per riflettere su una procedura seria e decente, riattivando nel frattempo gli incarichi di presidenza;
3)avrebbero preso i capi dipartimento e dirigenti vari del MIUR, compreso "pensi a studiare" e li avrebbero "pensionati" (licenziati sarebbe scioccante) oppure li avrebbero parcheggiati a tempo indeterminato in una "commissione studi" come fece la Moratti;
4)avrebbero preso i vari sindacati e para-sindacati “ad opponendum” e li avrebbero convocati dicendo che il governo era contrario anche nella scuola al "conflitto di interessi" e quindi, vista la situazione, avrebbe studiato procedure che ne avrebbero impedito il ripresentarsi;
5) avrebbero preso gli "esperti" e gli avrebbero chiesto i danni per l'immagine, impedendogli di perpetuare le opinioni del tipo "dilettanti allo sbaraglio", magari, kafkianamente, mandandoli nella stessa commissione studio dei mega dirigenti di cui sopra.

mercoledì 5 settembre 2012

Gelmini vuole estendere la valutazione agli insegnati. Gli insegnanti vorrebbero estenderla a Lei.



In fisica, oltrepassando ipotetici tunnel neutrinici, esiste il principio di azione e reazione. Il principio di azione e reazione costituisce il terzo principio della dinamica, espresso da Newton nella sua famosa opera in latino "De principia philosophiae naturalis". Possiamo enunciarlo in questo semplice modo: "Se un corpo agisce su di un altro con una forza, quest'altro reagisce sul primo con una forza uguale e contraria".

Prove di ignoranza

di   Adriano Prosperi 


Regole vecchie, inventate da burocrati. Come quelle per l’assunzione di nuovi insegnanti. Ma la scuola non ha ancora assorbito i vincitori dei concorsi di 15 anni fa


Questa rubrica parla in genere di un libro o di un saggio per ricavarne qualche riflessione. Ma oggi, dietro l’albero è alla foresta che siamo obbligati a guardare. L’immagine dell’albero e della foresta piaceva a Carlo Dionisotti, un grande storico della cultura italiana, un caso di emigrazione intellettuale di cui furono colpevoli i meccanismi dei concorsi universitari italiani del secondo dopoguerra. Dionisotti se ne andò a Londra, all’Italia restarono i meccanismi concorsuali. Cambiati da allora, ma in peggio. Se un Dionisotti redivivo tornasse a presentarsi a un concorso, avrebbe dei problemi: nelle regole di ammissione dei candidati l’opera che assorbì anni di lavoro prezioso e grandissime energie del giovane Dionisotti, l’indice analitico del “Giornale storico della letteratura italiana” non sarebbe probabilmente nemmeno ammessa. Nessuna delle categorie inventate in vista del concorso futuro annunciato da questo governo la prevede.

martedì 4 settembre 2012

COMUNICATO dei PRECARI UNITI CONTRO I TAGLI - MOBILITAZIONE DEL 4/09

I Precari Uniti contro i tagli, costituitisi come gruppo trasversale e autonomo di lotta a partire dal varo della L.133/2008, hanno indetto e organizzato il presidio odierno per respingere in modo categorico ogni ipotesi di nuovo concorso, che essi considerano e giuridicamente, politicamente e moralmente irricevibile per i seguenti motivi:

Gli effetti delle riforme si sentono a inizio anno

A forza di tagliare si finisce con trenta alunni per classe. Le scuole italiane sono in subbuglio per gli effetti delle riforme di questi anni, che cominciano a farsi sentire. Ne parla il Corriere:
Per decreto ministeriale, nelle scuole dell’infanzia possono esserci non più di 26 bambini per classe e non meno di 18, con la possibilità di ripartire eventuali eccedenze fino a 29 alunni per classe. Nella scuola primaria (ex elementare) devono esserci non meno di 15 e non più di 26 bambini, che possono diventare 27 in caso di resti. Nella scuola secondaria di primo grado (exmedia) le classi devono essere costituite da non più di 27 alunni e da non meno di 18. Anche le prime classi delle scuole secondarie di secondo grado (le superiori) non possono contenere più di 27 alunni, ma anche qui, in caso di eccedenze, si può arrivare fino a 30 alunni. Sono proprio i limiti «al ribasso », voluti dall’ex ministro Maria Stella Gelmini, a creare problemi: perché un dirigente scolastico, non potendo dividere una classe di 34 studenti, mettendo 17 studenti in ogni classe, è costretto a comprimere tutti gli alunni nella stessa porzione di istituto.

domenica 2 settembre 2012

Riflessioni su una docimologia offesa

Preselettive: esperti, ma in errori


di Aldo Domenico Ficara - Lun, 20/08/2012 - 00:01


Nelle prove preselettive del concorso per Dirigenti scolastici sono quasi mille le domande docimologicamente errate su 5750 test a risposta multipla pubblicati, nelle prove preselettive di alcune classi di concorso nei TFA (vedi elettrotecnica ed applicazioni) sono 25 le domande ritenute dallo stesso MIUR come errate su 60 proposte. I numeri e le percentuali degli errori sono impietosi, ed evidenziano gravi storture organizzative, forse figlie di una sciagurata politica del consenso e non di una  politica fondata sul  merito professionale. Comincia a sollevarsi un rumore di fondo, che chiede con toni sempre più accesi, i nominativi dei componenti della commissione nominata con il Decreto Direttoriale n. 52 del 5 agosto 2011. La curiosità è più che giustificabile, perché è difficile, praticamente impossibile, anche per dilettanti allo sbaraglio, commettere una quantità di errori così elevata, senza nemmeno accorgersene in una successiva fase di  rilettura del lavoro svolto. Un altro ingombrante interrogativo è quello del perché sono stati scelti proprio questi  “esperti “, quali sono stati i criteri di selezione, quali le competenze che li rendevano idonei per un compito così complesso e allo stesso tempo delicato. Per meglio capire il paradosso della situazione, che sprizza imbarazzo da tutti i pori, si propone un parallelismo con il lavoro quotidiano svolto in classe da un qualsiasi insegnante, di una qualunque scuola di ogni ordine e grado. Spesso un insegnante prepara compiti in classe, come verifica del corretto apprendimento disciplinare dei suoi studenti. Consideriamo un problema di matematica, il compito va preparato nel testo, va controllato nella soluzione numerica, più di una volta, per evidenziare tutte le possibili alternative di soluzione. In questo caso l’errore, proprio nella fase di controllo, se esiste deve obbligatoriamente venir fuori e deve essere corretto prima di consegnare il testo alla classe. Nel caso delle prove preselettive questo controllo di rilettura evidentemente non c’è stato, con tutte le conseguenze del caso. Tornando al crescendo rossiniano delle proteste, si parte da quelle più indignate dei concorrenti, che hanno subito l’inganno di una prova erronea, per continuare con quelle dei 27 professori universitari appartenenti a varie associazioni di ambito umanistico che hanno scritto una lettera al Presidente Napolitano contro la valutazione dei futuri docenti svolta attraverso i test, sottolineando la necessità "di prevedere modalità di valutazione davvero consone alla professione di insegnante". Concludendo  con le dichiarazioni dell’ex Ministro Fioroni, che dice in un’intervista nel sito Il Sussidiario “Penso che la vicenda dei quiz sia scandalosa, e che prima ancora del nozionismo ci sia da domandarsi come si fa una commissione di esperti“. Per il momento i nominativi degli esperti che hanno formulato i test dei TFA sono secretati, ma è proprio questa volontà di nascondere i responsabili di tanto sconquasso che fa aumentare il livello dell’indignazione e della vergogna.

Aldo Domenico Ficara

http://www.scuolaoggi.org/dirigenti_scolastici/preselettive_esperti_ma_errori

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Caro Aldo!


di Maurizio Tiriticco - Lun, 20/08/2012 - 23:45


Mi sono più volte già espresso sulla questione dei test (attenzione: un test è la prova e le singole proposizioni ne costituiscono i singoli item) e non replico! Intendo solo sottolineare che sono anni che io e tanti come me e come te scriviamo e sottolineiamo che produrre un test non è affatto una cosa semplice e che non è sufficiente essere esperto disciplinare per essere anche “competente” nella produzione di un test. Confezionare test con i singoli item (e la varietà, come sai, è molteplice) richiede uno studio e una preparazione particolari che afferiscono a un’altra disciplina! Ma i nostri esperti hanno da sempre sottovalutato questa circostanza! E questo è gravissimo! E’ l’ostentazione di una sicumera inaccettabile! Il ragionamento che gli esperti fanno è semplice: “Io so tutto della mia disciplina! Quindi, che ci vuole a fare un test? Qualche frasetta buttata giù…” E poi giù il diluvio! Io e te ne sappiamo le ragioni: nel nostro Paese la cultura della valutazione non solo è carente, ma manca del tutto! Non penso alle scuole! Anzi! E’ proprio in molte scuole che ci si cimenta con prove di verifica avanzate, e anche con una certa fatica! Valutare non è affatto un’operazione agevole, tanto meno scontata! E ciò sarebbe anche comprensibile! E’ grave, invece, che una cultura della valutazione manchi proprio in quelle stanze dei saperi e dei bottoni in cui poi si decidono le sorti della nostra scuola, dei nostri studenti e dei nostri candidati ai concorsi. Ciò che mi preoccupa e che mi indigna è che al Miur questa semplice costatazione non è nota! A meno che non facciano orecchie da mercante!
Ciò che mi indigna ulteriormente è che gli esperti di valutazione non mancano – e non voglio fare nomi – i quali però non vengono mai sentiti! Mai coinvolti! Ma come può un ministro dichiarare che la sua amministrazione ha commesso il gravissimo errore di proporre prove con tonnellate di strafalcioni (mi sfugge il dato statistico!) senza avvertire l’opportunità, se non la necessità, almeno di chiedere scusa! Professionisti presi per i fondelli, soldi buttati al vento, tempo perduto! Insomma nel nostro Paese si può sbagliare quanto si vuole – non è la prima volta che la nostra amministrazione scivola sui test – e… tutto va ben madama la marchesa! Ma perché dobbiamo sopportare un’amministrazione che sbaglia, sa di sbagliare e persevera in un’arroganza che in un altro Paese “civile” avrebbe fatto cadere un intero governo?!?!
Gridare nel deserto non serve! Gridiamo da anni, ma, caro Aldo Domenico, caro Francesco e cari tutti gli insegnanti beffati e umiliati, sembra che si debba andare avanti lo stesso! Anche con una macchina scassata! Mah!!! Settembre è vicino! E che accadrà dopo i vènti dell’estate? Ci sarà una tempesta? Non credooo…

Roma, 20 agosto 2012

Maurizio Tiriticco

http://www.scuolaoggi.org/archivio/caro_aldo

Il concorso di Profumo? Nasce morto

di Gianni Zen - domenica 2 settembre 2012


Il governo tecnico presieduto da Mario Monti ha di fronte a sé pochi mesi di vita, prima di entrare nel vivo della campagna elettorale. Deve decidere, allora, come utilizzare al meglio questi pochi mesi. O seguendo la strada dei soliti governi di fine legislatura, oppure, proprio perché “tecnico”, vincolato solo al “principio di verità”, cioè al “principio di realtà”, prendere delle decisioni simili al “decreto salva Italia” sugli aspetti centrali della vita del Paese. Un governo, in poche parole, che non essendo interessato agli effetti-annuncio di una campagna elettorale quasi permanente com’è la politica italiana, abbia il coraggio di lasciare un segno significativo nella storia del paese.

sabato 1 settembre 2012

Vito Piazza - Lettera a una professoressa 2

Provaci ancora prof

di


I precari nelle graduatorie contestano il concorso voluto dal ministro Profumo: «Noi l’abbiamo già superato nel 1999. Prima bisogna stabilizzare quelli che lavorano nella scuola da anni, assunti a settembre e licenziati a luglio»