domenica 10 febbraio 2013

Sicurezza edifici: discutibili inchieste contro dirigenti scolastici

Ne avevamo già dato notizia della comunicazione del pm Guariniello al MIUR. Adesso sono stati coinvolti due dirigenti e un funzionario della provincia di Torino.

Le associazioni dei Presidi esprimono dubbi sul decreto legislativo 81/08
Tecnicadellascuola.it - 07/02/2013  - di Aldo Domenico Ficara

L’Associazione delle scuole autonome, Asapi, evidenzia che “ il decreto legislativo 81 non ha mai avuto le necessarie norme attuative per l’istruzione e le scuole si debbono arrabattare continuamente per poter adempiere ad obblighi per i quali non ci sono né soldi, né risorse. Esempi sono le ultime incombenze: i controlli dell’alcol-dipendenza e la formazione obbligatoria di tutti i lavoratori” .
L’Anp della regione Piemonte afferma che “va restituita al più presto serenità alla scuola. I presidi garantiscono il servizio e ricevono avvisi di garanzia e multe, ma se chiudessero la scuola sarebbero denunciati per interruzione di servizio”.






La Disal sulla vicenda riporta nel suo sito un articolo de La Tecnica della Scuola dal titolo “ Ds sotto inchiesta per violazione delle norme sulla sicurezza” evidenziando la drammatica attualità del problema. Quindi la mancanza di risorse finanziarie adeguate e le possibili denuncie per interruzione di servizio sono le osservazioni che alcune tra le principali associazioni di Dirigenti scolastici evidenziano in difesa dei colleghi indagati sulla vicenda delle carenze edilizie riscontrate negli istituti Vittorini di Grugliasco e Pascal di Giaveno. «Un atto dovuto», si dice in questi casi, frutto dell’inchiesta scaturita in seguito agli accertamenti strutturali su alcuni istituti superiori del torinese. Infatti, il Vittorini, chiuso dal 18 gennaio, è finito al centro dell’indagine del pm per la presenza di lana di vetro «potenzialmente cancerogena» nei controsoffitti, mentre al Pascal di Giaveno sono state riscontrate carenze strutturali in relazione al rischio sismico della zona, in quanto «le parti prefabbricate potrebbero sganciarsi e crollare».
A proposito di obblighi del datore di lavoro è bene ricordare che un punto molto caldo nelle nostre scuole è costituito dal livello di responsabilità del Dirigente scolastico sugli immobili, la cui manutenzione la legge affida agli enti locali o ad altri soggetti. Va inoltre ricordato che in questi casi la responsabilità del dirigente scolastico si esaurisce se ha provveduto ad effettuare una segnalazione precisa e puntuale dei problemi riscontrati e che devono essere risolti dal soggetto che ha dato in uso i locali e che è tenuto a garantire l’idoneità degli stessi.
 

Ds sotto inchiesta per violazione delle norme sulla sicurezza
Tecnicadellascuola.it - 05/02/2013 -  di Lucio Ficara

Succede nel torinese e potrebbe essere l’apri fila di una successione di altre situazioni analoghe, che vedono due Ds sotto inchiesta per violazione del testo unico in materia di sicurezza sul lavoro
Si tratta dei dirigenti scolastici dell’istituto Vittorini di Grugliasco e del Pascal di Giaveno, che insieme ad un funzionario della provincia di Torino, devono rispondere di negligenza in materia di salute e sicurezza, riscontrata nelle scuole che dirigono. L’inchiesta risale a qualche mese fa, ed è diretta dal famoso pm Raffaele Guariniello, noto per le inchieste del doping nel mondo del calcio.
Al Ds della Vittorini si contesta la presenza di lana di vetro, materiale cancerogeno, nei controsoffitti, mentre al Ds della Pascal di Giaveno sono state contestate, dopo gli opportuni riscontri, carenze strutturali in relazione al rischio sismico della zona, in quanto le parti prefabbricate potrebbero sganciarsi e crollare, procurando notevoli danni agli studenti e al personale che lavora nella scuola.
L’inchiesta portata avanti dal pm Guariniello è soltanto la punta di un iceberg, in quanto la situazione riscontrata nelle scuole su citate, rappresenta in buona parte delle scuole italiane e non l’eccezione. La violazione del testo unico sulla sicurezza a volere essere pignoli è diffuso in almeno il 50% delle scuole pubbliche italiane.
Questo è un problema non più rinviabile e la politica deve prendere degli impegni seri e concreti. In campagna elettorale, piuttosto che spararle grosse su promesse che hanno il sapore della presa in giro, bisognerebbe trovare le risorse economiche, per una serio investimento di edilizia scolastica e di messa in sicurezza di tutte le scuole.

Proteste per l’inchiesta sulla sicurezza nelle scuole
Lastampa.it 06.02.2013 - Maria Teresa Martinengo

Il «Vittorini» di Grugliasco è chiuso e il preside è stato indagato dalla magistratura per le carenze strutturali dell’edificio
Il giorno dopo la notizia dei due colleghi indagati per le carenze riscontrate negli istituti Vittorini di Grugliasco e Pascal di Giaveno, i presidi reagiscono. Tutte le più importanti sigle sindacali e associazioni di categoria fanno fronte comune contro quella che viene ritenuta una contestazione ingiusta.  
L’appello  
«Alla responsabilità di cui sono stati investiti i colleghi indagati non corrisponde una reale possibilità di verifica né di intervento», hanno scritto alla Direzione Scolastica generale regionale Emanuela Zoia (Flc-Cgil), Gian Battista Cattaneo (Cisl), Lorenza Patriarca (Uil), Mario Perrini (Anp), Sabatino D’Alessandro (Snals), Tommaso De Luca (Asapi), Nicola Puttilli (Andis). In pratica, un appello al ministero dell’Istruzione perché non lasci soli, con problemi irrisolvibili, i responsabili del funzionamento delle scuole. 
Azione repressiva  
Al direttore reggente, Silvana Di Costanzo, i presidi chiedono di promuovere un incontro urgente con gli enti locali, proprietari degli edifici, e con i responsabili dei controlli, Asl e vigili del fuoco, «per definire modalità di gestione uniformi sul territorio riguardo alle crescenti problematiche in tema di sicurezza che affliggono le nostre scuole». Ancora: «Chiediamo che la Direzione, con il supporto dell’Osservatorio regionale sicurezza, si faccia parte attiva nel coordinamento per provare a far prevalere l’azione collaborativa su quella repressiva che oggi sembra l’unica risposta degli organi di controllo all’inadeguatezza degli edifici scolastici».  
Gli adempimenti  
L’Associazione delle scuole autonome, Asapi, sottolinea che «il decreto legislativo 81 non ha mai avuto le necessarie norme attuative per l’istruzione e le scuole si debbono arrabattare continuamente per poter adempiere ad obblighi per i quali non ci sono né soldi, né risorse. Esempi sono le ultime incombenze: i controlli dell’alcol-dipendenza e la formazione obbligatoria di tutti i lavoratori». Ancora: «L’Asapi si augura che si risolvano al meglio le indagini nell’interesse della sicurezza degli studenti, ma che sia anche riconosciuto il limite di intervento dei dirigenti scolastici, superando al più presto la loro insostenibile condizione di indagati». Per il presidente regionale dell’Anp Mario Perrini «va restituita al più presto serenità alla scuola. I presidi garantiscono il servizio e ricevono avvisi di garanzia e multe, ma se chiudessero la scuola sarebbero denunciati per interruzione di servizio». Gianni Oliva, preside dei licei Cavour e D’Azeglio: «Dobbiamo riunirci in assemblea per spiegare ai cittadini che non possiamo avere le responsabilità di un dirigente del settore privato senza averne i mezzi». Aggiunge, Oliva, che «un preside a fine carriera guadagna meno di tremila euro. Forse dovremmo incrociare le braccia...».  


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