giovedì 16 maggio 2013

INVALSI, Elena Ugolini, le patate bollenti e i lavori forzati

di Vincenzo Pascuzzi – 16 maggio 2013


“Si può migliorare la scuola senza conoscerla? “ si chiede oggi Elena Ugolini, preside ed ex sottosegretario al Miur. “Claro que no!” Certo che non si può! Ma non basta conoscerla per migliorarla, occorrono poi scelte e azioni. E magari anche risorse economiche, partecipazione e consenso diffusi e durevoli.

E poi non è vero che non si conosce la scuola: la conoscono molto bene e a fondo 800.000 docenti e 10.000 presidi! Basta o basterebbe chiedere a loro. Anzi non serve nemmeno chiedere, qualcuno scrive regolarmente in rete, e c’è chi ha già scritto anche dei libri disperati e validissimi e – potenzialmente – utilissimi se solo il Miur li leggesse e ne tenesse conto!

Ne cito solo uno: “Malascuola” di Claudio Cremaschi, Ed. Piemme, 2009. Ieri. Chissà se Ugolini l’ha letto? L’autore è stato docente, sindacalista e preside ed è in pensione solo da qualche anno. Tra i presidi in servizio, segnalo gli scritti di Eugenio Tipaldi, fra cui la sua denuncia recente su ”L'accanimento sulla valutazione delle scuole”, la segnalazione di “Una priorità del paese. Investire nella scuola!” e da ultimo, il suo appello al neo-ministro Maria Chiara Carrozza del 2 maggio scorso.




Sembra anche che Ugolini intervenga e scriva quasi in veste di avvocato d’ufficio dell’Invalsi e a concreto sostegno del suo Commissario straordinario Paolo Sestito, che ha dato risposta elusiva - cioè non ha risposto - alle puntuali osservazioni di Giorgio Israel e anche di altri. Il tono della Ugolini potrebbe apparire un po’ come quello di una maestrina saputella che riprende e bacchetta coloro che non hanno saputo resistere all’”arruolamento” dei Cobas.

Nel suo lungo articolo (di ben 6 pagine), scrive ancora Ugolini: “Con le rilevazioni degli apprendimenti effettuate dall’Invalsi a partire dall’anno scolastico 2008-2009, queste differenze cominciarono ad evidenziarsi già nel primo ciclo di istruzione, in un livello di scuola in cui è presente lo stesso curriculum, la medesima modalità di reclutamento dei docenti, le stesse risorse e dove non c’è canalizzazione di studenti come nelle superiori.”

Sorgono spontanee alcune domande volutamente provocatorie. La prima: e di conseguenza, cosa ha fatto, in questi anni, il Miur in proposito e c’è stato un conseguente ritorno positivo e riscontrabile? La seconda: i famigerati tagli (8 mld e 140mila tra docenti e ata) del quinquennio Gelmini (e Profumo) sono stati fatti per migliorare la scuola in base a queste rilevazioni Invalsi? La terza e ultima: Invalsi si è posto, o si porrà, l’obbiettivo di “misurare” gli effetti dei tagli appena richiamati?

Ancora alcune ulteriori osservazioni e domande.

È forse sufficiente etichettare una struttura, un organismo come “Sistema Nazionale di Valutazione” per stabilirne e determinarne, per ciò stesso, il contenuto corrispondente? Infatti, c’è chi da tempo, a torto o a ragione, indica l’Invalsi come “carrozzone”.

E poi, occorrono rilevazioni Invalsi, per scoprire la carenza cronica nelle scuole di carta formato A4 e toner per fotocopie, di carta igienica e di sapone nei bagni delle stesse? E i 21 tir di carta che nel 2011 hanno trasportato 45mila pacchi di domande imbustate non potevano essere affiancati da altri tir con il materiale indicato?

Non occorrono rilevazioni Invalsi per testimoniare gli edifici non a norma, le c.d. classi-pollaio, la dispersione al 18-20%, il precariato “storico” e il sorteggio (!) delle retribuzioni, i tempi lunghissimi e le inefficienze dei concorsi sia a preside che per i docenti, le retribuzioni umilianti (del 50% circa inferiori alle medie Ue) dei docenti. Perché Miur e governi non provvedono? Forse l’Invalsi serve solo a sollevare un polverone giustificativo, a prendere e perdere tempo in attesa che le patate bollenti passino da un ministro all’altro e da un governo all’altro?

E che dire dei lavori forzati, massacranti e impropri, imposti dalla coppia Miur e Invalsi a docenti e presidi? Nessuno ha ancora considerato il messaggio che la Prof. Teresa Davide, preside scuola secondaria di I grado "Andrea Belvedere" di Napoli, ha postato appena ieri sulla pagina facebook del nuovo ministro?

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