martedì 28 maggio 2013

La Svizzera alla ricerca disperata di 36mila informatici, li vuole italiani!

La Svizzera è alla ricerca di 36mila informatici e vuole persino ben pagarli. La buona notizia giunge dall'Università della Svizzera italiana, che ha sede a Mendrisio e Lugano. L'invito è rivolto a tutti, anche gli italiani. Anzi, se sono stranieri è meglio perché di solito accettano stipendi più bassi.
"O mettiamo un freno alla manodopera straniera o la crisi italiana ci contagerà", ha spiegato Lorenzo Quadri, giovane deputato della Lega Ticinese, a La Repubblica. Insomma, italiani sì, italiani no. D'altronde il 25% della manodopera locale proviene dall'Italia e ogni mattina e sera passa e ripassa il confine. Gli stanziali sono aumentati negli ultimi anni e questo ai locali non è piaciuto. In ogni caso chi di discriminazione ferisce, di discriminazione perisce. Gli italiani sono considerati i "meridionali" del Ticino e i ticinesi i "meridionali" di Svizzera. Una baggianata.
 
 
 
 
 
La valigia di cartone Resta il fatto che in Svizzera la disoccupazione giovanile è al 3%, mentre dalle nostri parti è al 38%. Un informatico per di più può guadagnare circa 7 mila franchi svizzeri al mese, praticamente 5.600 euro. In Italia una cifra così non la prende neanche un direttore d'albergo 5 stelle. Va bene che poi nella terrà dei cucù le spese aumentano a dismisura, ma comunque nel protafogli rimane abbastanza per una vita più che dignitosa. "Per un futuro assicurato, studia informatica", si legge sulle campagne pubblicitarie dell'Università svizzera. Ovviamente non si parla dell'Italia; bisogna emigrare. Ma non è come un tempo, oggi è più facile. "Qui per gli informatici è facile trovare lavoro", sostiene Mauro Pezzè, preside della facoltà di Scienze informatiche. "Il settore informatico è il quinto più importante dell'economia svizzera. E informatica non vuol dire solo Google o Microsoft. Ci sono tante altre aziende" "Trovare lavoro? Ci ho messo 3-4 mesi. Sono appena stato assunto da una banca di Zurigo. Guadagnerò sopra gli 80 mila franchi (al cambio circa 64mila euro)", racconta il neolaureato Remo Lemma. Ci vuole più coraggio a preparare le valigie o a lavorare in un call center?

Fonte: La Repubblica
 

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