mercoledì 29 maggio 2013

M5S con un'interrogazione parlamentare vuole far chiarezza sul concorso a DS

Il portavoce alla Camera dei Deputati Cristian Iannuzzi, del Movimento 5 Stelle, ha presentato un'interrogazione parlamentare al neo-ministro dell'Istruzione Carrozza riguardante il concorso a Dirigente scolastico, sospeso o annullato in molte Regioni per gravi irregolarità. Di seguito si riporta il contenuto della Interrogazione a risposta scritta 4-00528:

Interrogazione a risposta scritta 4-00528
presentato da
IANNUZZI Cristian
Martedì 21 maggio 2013, seduta n. 20
CRISTIAN IANNUZZI, LUIGI GALLO, MARZANA, D'UVA, BATTELLI, PISANO, RUOCCO, SIMONE VALENTE, BRESCIA, ZACCAGNINI, DI BENEDETTO, MANNINO, VACCA, FURNARI, NICOLA BIANCHI, PAOLO NICOLÒ ROMANO, LIUZZI, DELL'ORCO, CATALANO e DI BATTISTA.
— Al Ministro dell'istruzione, dell'università e della ricerca. — Per sapere – premesso che:

nel corso del 2011 e del 2012 si è svolto in tutte le regioni d'Italia un concorso per titoli e per esami a dirigente scolastico;
in Molise il concorso è stato annullato con sentenza del locale TAR a seguito di ricorso condotto da alcuni candidati contro l'amministrazione per incompatibilità di alcuni membri della commissione giudicatrice e per altre anomalie procedurali;
in Toscana il concorso è stato annullato con sentenza del locale TAR a causa delle modalità di costituzione della commissione e a causa della lettura individuale e non collegiale degli elaborati. L'amministrazione ha intenzione di presentare appello al Consiglio di Stato;
in Campania il concorso è stato sospeso dal locale TAR a causa dell'incompatibilità di alcuni membri della commissione, e il 14 maggio 2013, ci sarà l'udienza del Consiglio di Stato che si pronuncerà sul contro-ricorso dell'amministrazione, mentre il 2 luglio 2013, il TAR si pronuncerà nel merito;
in Lombardia il concorso è stato annullato dal locale TAR per mancanza di anonimato dei candidati, poiché i cartoncini con i dati anagrafici erano inseriti in buste giudicate trasparenti da una perizia ordinata dal Consiglio di Stato a seguito di contro-ricorso dell'amministrazione. Si è in attesa dei risultati di una seconda perizia commissionata dal CdS per far finalmente luce sulla spinosa questione che contrappone da più di un anno vincitori e ricorsisti lombardi, impedendo di fatto al sistema scolastico della Lombardia di funzionare per mancanza di dirigenti;



in Abruzzo vi sono ricorsi pendenti presso il TAR, a causa di elementi nelle prove ritenuti incongruenti dai ricorrenti; prove di esame nelle quali si è rilevata una mancanza di pertinenza nelle tracce delle medesime. Inoltre si è assistito a ben cinque dimissioni, in serie, dalla commissione esaminatrice dei relativi presidenti;
in Sicilia un gruppo di ricorrenti di Catania si è rivolto ai giudici amministrativi contestando la composizione della commissione giudicatrice che ha visto susseguirsi una serie di dimissioni e sostituzioni. Inoltre, i ricorrenti contestano il fatto che un componente di una delle due sottocommissioni che ha corretto gli scritti avrebbe svolto attività di formazione per lo stesso concorso;
nel Lazio ci sono ricorsi pendenti, sia presso il TAR che presso il Consiglio di Stato, per incompatibilità di alcuni membri della commissione e per mancanza di anonimato;
il concorso svolto in altre regioni ha registrato ugualmente ricorsi e polemiche, anche se le sentenze dei tribunali amministrativi, spesso in contraddizione tra loro sulle medesime questioni, hanno dato ragione all'amministrazione;
ne deriva un quadro sconsolante che, a giudizio degli interroganti, evidenzia, al di là di quelle che saranno le risultanze finali dei processi in corso, un'inammissibile inefficienza e un notevole pressappochismo nella gestione di un importante, delicato concorso per la selezione della nuova dirigenza scolastica della nazione, condotto con modalità che appaiono in contrasto con le più elementari regole stabilite dalla legge e dalla Costituzione in relazione alle procedure dei concorsi pubblici, provocando fin dalla prova preselettiva, e ancora di più riguardo alle successive prove scritte e orali, malcontento tra i candidati e sospetti di gestione «clientelare» o, nella migliore delle ipotesi, incompetente della macchina concorsuale –:
se il Ministro abbia intenzione di prendere posizione nei confronti di una procedura concorsuale che ha svilito l'importante funzione della selezione della dirigenza scolastica, aprendo un'inchiesta interna per accertare, al di là dei risultati delle sentenze, le responsabilità complessive avute dal Ministero, e quindi dei vari USR che hanno gestito la procedura a livello regionale, nell'organizzazione inefficiente e farraginosa del concorso in questione;
se il Ministro abbia intenzione di studiare e valutare iniziative normative atte a sanare nell'immediato i contenziosi più spinosi, in modo da garantire a tutti i candidati al concorso, sia vincitori che ricorrenti, i propri diritti ristabilendo in questo modo la fiducia nell'imparzialità e nella trasparenza dei pubblici concorsi nella scuola, gravemente compromessa da quest'ultima tornata concorsuale per la dirigenza;
se il Ministro abbia intenzione di studiare, per il futuro, nuovi e più moderni metodi di selezione per la dirigenza scolastica, adeguati al livello europeo e maggiormente atti a premiare il merito e le conoscenze – competenze dei candidati, sostituendo definitivamente un obsoleto metodo concorsuale che ha rivelato proprio in quest'ultima occasione tutti i suoi limiti e le sue inadeguatezze, compromettendo gravemente l'immagine del MIUR e dell'intera istituzione scolastica italiana

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