mercoledì 1 maggio 2013

PARLIAMO DI SCUOLA

La prima condizione per poter operare un reale e profondo cambiamento nella scuola è quella di intervenire in modo netto e radicale con un’azione politica che qualifichi e motivi la risorsa principale della scuola: il corpo docente.
Si tratta di un’azione forse impopolare, e per questo mai seriamente affrontata. Impopolare perché i docenti sono afflitti dal luogo comune di lavorare poco, di godere di lunghe vacanze e altri privilegi del genere. Si tratta di un luogo comune che non sto qui a discutere; solo chi lavora o  ha lavorato nella scuola può sapere che 18 ore in classe (che diventano 22 se si considera la scuola primaria) non possono essere paragonate a 18 ore di ufficio; e non c’è poi tanta esagerazione se si pone la corretta equivalenza in questi termini: ovvero, le 18 ore di classe sono paragonabili al doppio di un lavoro svolto in ufficio, escludendo magari i lavori di ufficio a contatto con il pubblico.



 



Se questa equazione può essere sostenuta, e chi va in classe non dovrebbe avere dubbi al riguardo, ne deriva che tutta la parte restante di lavoro che il docente  svolge al di fuori del proprio tempo classe viene concessa in modo pressoché gratuito. Provo ad elencare la parte restante di lavoro che il docente  svolge al di fuori del proprio tempo classe: preparazione delle lezioni, correzione degli elaborati, dalle 30 alle 40  ore annue per consigli di classe, scrutini 2 o anche 3 volte l’anno, collegi docenti, riunioni di materia e qualche altro incontro pomeridiano per aggiornamenti obbligatori (esempio sulla sicurezza), ricevimento parenti. Senza contare la responsabilità per la vigilanza dei minori, per la quale i docenti rischiano quotidianamente.
Se questo quadro apparisse chiaro alla classe politica italiana e se questo quadro venisse correttamente esternato all’opinione pubblica in modo da far cogliere la reale portata del compito, forse si potrebbero cominciare ad avere meno remore circa la presunta impopolarità di un’azione politica tesa a qualificare e motivare il corpo docente, ovvero la risorsa principale della scuola.


Felice Cimmino