giovedì 2 maggio 2013

Perchè è plausibile il nome di Marco Meloni quale Sottosegretario di Stato al MIUR



Il nome di Marco Meloni nel Governo Letta può essere utile in riferimento all'Agenda digitale, la cui governance il Governo Monti aveva spacchettato tra Miur, Mise ( Ministero dello Sviluppo Economico ) e Funzione pubblica. Infatti,  l'attuale Presidente del Consiglio avrebbe intenzione di rafforzare i poteri del Ministero dell’Istruzione, forte di un nome come quello di Maria Chiara Carrozza, ex rettore della Scuola Sant’Anna di Pisa, da affiancare al responsabile Ricerca e Innovazione del Pd ( Marco Meloni ) che potrebbe diventare sottosegretario proprio per “gestire” le questioni digitali sul tavolo del Miur (smart city, scuola digitale, Horizon 2020).







Smart city:
L'espressione città intelligente (dall'inglese smart city) indica, in senso lato, un ambiente urbano in grado di agire attivamente per migliorare la qualità della vita dei propri cittadini. La città intelligente riesce a conciliare e soddisfare le esigenze dei cittadini, delle imprese e delle istituzioni, grazie anche all'impiego diffuso e innovativo delle TIC, in particolare nei campi della comunicazione, della mobilità, dell'ambiente e dell'efficienza energetica

Scuola digitale:
Un'organizzazione didattica che aiuti a superare la frammentazione della conoscenza e ad integrare le discipline in nuovi quadri d'insieme. Per fare questo occorre trasformare gli ambienti di apprendimento, i linguaggi della scuola, gli strumenti di lavoro ed i contenuti.
L'innovazione digitale rappresenta per la scuola l'opportunità di superare il concetto tradizionale di classe, per creare uno spazio di apprendimento aperto sul mondo nel quale costruire il senso di cittadinanza e realizzare “una crescita intelligente, sostenibile e inclusiva”, le tre priorità di Europa 2020

Horizon 2020:
Una nuova strategia generale per il sistema della ricerca finalizzata ad  accedere con maggiore efficacia alle risorse finanziarie che la Commissione Europea mette a disposizione,  e per aprire il nostro sistema agli stimoli ed agli incentivi della competizione internazionale. La composizione di tale quadro passa attraverso un equilibrio virtuoso tra competenze dei diversi livelli di governo delle politiche di ricerca e innovazione, tra Commissione Europea, Governo nazionale e amministrazioni regionali.

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