venerdì 21 giugno 2013

Invalsi - Commento semiserio al prof. Mauro Olivieri (*)

di Stefano De Stefano – 20 giugno 2013


CHI DENUNCIA QUESTIONARI RIDICOLI E SOMMINISTRATI CON APPROSSIMAZIONE, SEMPLICEMENTE NON SA DI COSA PARLA.
Bene, adesso sappiamo che Luciano Canfora e Giorgio Israel non sanno di cosa parlano. Mi sembra una significativa prova di umiltà da parte del prof. Olivieri.
E’ ANCHE INESATTO CHE LE PROVE SIANO SULLE SPALLE DEGLI INSEGNANTI
E già, le ore passate a digitare le registrazioni non stanno sulle spalle degli insegnanti, in effetti stanno …. sulle dita. Chiedo scusa per la stupida ironia, ma come si fa a rispondere ad un’affermazione simile?

CHIEDERE A UN BAMBINO DELLE ELEMENTARI QUANTO PESA SECONDO LUI UN FOGLIO DI CARTA NON È AFFATTO RIDICOLO, È UNA DOMANDA CHE VALUTA LA CAPACITÀ ACQUISITA DI APPLICARE CONCETTI ASTRATTI APPRESI IN CLASSE COME LE UNITÀ DI MISURA.
In effetti i colleghi della primaria questo lavoro, con gli alunni, non lo fanno. Chissà che faranno per 200 giorni all’anno; glieli faranno solo incollare i fogli di carta o cercheranno di farli ragionare anche sulle dimensioni? Effettivamente ci vuole l’Invalsi per scoprirlo!




IN MERITO ALL’UTILITÀ DEI TEST, È OVVIA. LA VALUTAZIONE SU MIGLIAIA DI SCUOLE CONSENTE DI METTERE IN RELAZIONE PREPARAZIONE DEGLI STUDENTI E CONTESTO GEOGRAFICO, FAMILIARE, ECONOMICO.
Davvero straordinario!Non era venuto in mente a nessuno che potesse esserci una relazione tra la preparazione degli studenti e il contesto, il famoso contesto. In effetti, anch’io, ora che ci penso, credo di aver sentito una cosa simile da un certo …. Milani, o Don Milani, forse; ma ci voleva l’Invalsi per dargli seguito.

E’ INEVITABILE AVERE L’IMPRESSIONE CHE IN ITALIA IL CONCETTO DI ESSERE VALUTATI INFASTIDISCE: PERSINO I GENITORI, TANTO C’È CHI NON MANDA I FIGLI AL SCUOLA IL GIORNO DELLE PROVE.
Questo è verissimo, infatti il “Porcellum” l’hanno inventato per questo, per non essere valutati dagli elettori, ed è per questo che se lo tengono stretto. Tutti gli altri, però…. Dubbio: ma se le prove Invalsi hanno lo scopo di individuare carenze e su queste intervenire per colmarle, chissà se il professore si è chiesto che interesse abbiano i genitori a non mandare i loro figli a scuola, i giorni delle prove. E’ come quel malato che non va dal medico per non sentirsi dire di essere malato. Saremo diventati tutti matti? Tranne il prof. Olivieri, naturalmente.

CERTAMENTE ESISTE UN RISCHIO GRAVE: CHE LE PROVE DIVENTINO LO SCOPO DELLA DIDATTICA DI TUTTO L’ANNO. QUESTO VA EVITATO FACENDO PROVE AD AMPIO SPETTRO E SEMPRE MIGLIORI.
E’ un rischio? Basterebbe frequentare le aule delle scuole italiane, dalla primaria alla secondaria di secondo grado per rendersi conto che è una certezza, già realizzata! Ma forse per il prof. Olivieri questi sono dettagli.

INFINE, UN DATO CHE NON DICE MAI NESSUNO: DALLE PROVE INVALSI RISULTA
CHE LA SCUOLA ITALIANA È FRA LE MIGLIORI D’EUROPA.
Finalmente! Tutto è bene ciò che finisce bene! E allora fatela finita col prendervela con gli insegnanti lavativi e dateci i soldi!!!!!!!!

http://www.retescuole.net/contenuto?id=20120122164412

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(*) Prove INVALSI: utili, e siamo tra i migliori


<i>di Mauro Olivieri – 20 giugno 2013</i>

Cari Italians, come docente universitario, non sono coinvolto in alcun modo nelle prove INVALSI, né come soggetto valutato né come soggetto valutante. Ma ho conosciuto persone che ci hanno lavorato e vorrei dire alcune cose. Anzitutto, le prove non sono una bizzarria del MIUR (Ministero italiano Università e Ricerca) nei paesi anglosassoni sono in vigore da decenni. Posso dire senza dubbio che mi ha colpito la serietà con cui sono organizzate e realizzate.

Chi denuncia questionari ridicoli e somministrati con approssimazione, semplicemente non sa di cosa parla. Per la cronaca, il termine “somministrare un questionario” è usuale in statistica da sempre.

E’ anche inesatto che le prove siano sulle spalle degli insegnanti: somministratori e osservatori sono esterni reclutati a contratto, e hanno tutti competenze nel settore educativo.

Tutte le domande dei test sono serie. Chiedere a un bambino delle elementari quanto pesa secondo lui un foglio di carta non è affatto ridicolo, è una domanda che valuta la capacità acquisita di applicare concetti astratti appresi in classe come le unità di misura. Ed è solo una delle decine di domande, volte a capire il livello di apprendimento, di capacità verbale, di comprensione del testo, etc.

In merito all’utilità dei test, è ovvia. La valutazione su migliaia di scuole consente di mettere in relazione preparazione degli studenti e contesto geografico, familiare, economico. Consente di evidenziare se in Puglia bisogna intervenire diversamente che in Umbria, e in quale modo. Certo, poi occorrono gli interventi.

E’ inevitabile avere l’impressione che in Italia il concetto di essere valutati infastidisce: persino i genitori, tanto c’è chi non manda i figli al scuola il giorno delle prove.

Certamente esiste un rischio grave: che le prove diventino lo scopo della didattica di tutto l’anno. Questo va evitato facendo prove ad ampio spettro e sempre migliori.

Infine, un dato che non dice mai nessuno: dalle prove INVALSI risulta che la scuola italiana è fra le migliori d’Europa.

Mauro Olivieri
olivieri.uniroma1@gmail.com

http://italians.corriere.it/2013/06/20/prove-invalsi-utili-e-siamo-tra-i-migliori/

http://www.retescuole.net/contenuto?id=20130620140810