martedì 9 luglio 2013

Il concorso a DS in Campania prenderà la via dell’annullamento ?


Da Mininterno:

 

Da: E'' inutile farsi delle illusioni..
08/07/2013 17.01.19
il concorso, nonostante il sentimento di fiduciosa attesa dei ricorrenti, non può in alcun modo essere annullato. A nessuna persona di buon senso verrebbe mai in mente di fare una cosa simile. Se anche per il TAR ci fossero  dei dubbi sulla bontà del lavoro svolto dalla commissione d'esame riguardo alla correzione degli elaborati prodotti dai ricorrenti, il problema si potrebbe risolvere facilmente ricorreggendo gli elaborati di costoro, ma mai giungere all'annullamento del concorso. Questa sarebbe un'enorme pazzia che innescherebbe una guerra giudiziaria senza precedenti e che finirebbe per danneggiare inevitabilmente la già scadente immagine della scuola campana.

 

Da: @ E'''' inutile farsi delle illusioni..
08/07/2013 17.27.20
La tua ipotesi non è percorribile. Esistono, ragioni fondate che condurranno ad annullare la procedura valutativa e gli atti impugnati. Non potrà che essere così.
Non potranno essere "ricorretti" gli scritti dei non ammessi, al contrario, sarà opportuno rivisitare i compiti degli ammessi.
i

 

 

Da: Grillo parlante/Sincerità
08/07/2013 17.56.47
Su Il Mattino di oggi 8 luglio

Le scuole sono senza presidi ma non si può ancora assumere. Il Miur ha inviato al Mef la richiesta di autorizzazione per la nomina, a partire dal primo settembre, a dirigenti scolastici di 564 persone su tutto il territorio nazionale per coprire i posti vacanti. Ma in Campania dove i posti disponibili sono 36 non si potrà fare nulla perché le procedure concorsuali sono di fatto congelate.


Il destino del concorso dei dirigenti scolastici, infatti, è appeso ad una decisione del Tar prevista per questa settimana che dovrà sciogliere la riserva in merito al ricorso proposto da un nutrito gruppo di candidati, esclusi dalle prove orali, contro la presunta incompatibilità di commissari e presidenti d'esame.
Tutto ruota intorno a quello che verrà deciso in questi giorni dunque, anche perché il Consiglio di Stato ha rimandato la querelle al tribunale amministrativo.
Uno stop che ha provocato una profonda divisione tra gli stessi candidati perché alla fine si parla sempre dei ricorrenti ma mai di chi ha superato le prove senza essere ammesso con riserva a colpi di ricorsi.
Sta di fatto che se nelle altre regioni la partita è già chiusa (con eccezioni solo in due regioni) in Campania si doveva concludere il maggio scorso (il calendario degli orali era bello che deciso) e invece tutto è stato rinviato. E comunque i 36 posti vacanti potranno essere coperti non con nuove assunzioni ma solo affidando le scuole a reggenza o facendo rientrare (solo per la quota del 30 per cento) in Campania chi ora lavora fuori.


Sul concorso dei presidi vale la pena ricordare qualche dato di uno dei concorsi più contestati. Posti disponibili: 224. Un esercito di candidati alla prova preselettiva, 5539, superata alla fine da 1900 persone. Poi gli scritti che hanno dimezzato la pattuglia ed ha ammesso agli orali 959 candidati.
Il concorso è stato bandito quasi due anni fa: il 13 luglio 2011. A gennaio 2013 sono iniziati gli orali, a febbraio si è bloccato tutto. In Campania regna in sostanza il caso burocratico e giudiziario. Il Consiglio di Stato si è chiamato fuori lasciando al Tar il potere decisionale sulla questione.