sabato 6 luglio 2013

Messina: quando la valutazione didattica diventa malaffare




Cominciamo con il riportare due intercettazioni telefoniche, la prima:  “ 'Se tu ti vuoi prendere gli esami senza fare un ca@@o.. e..senza problemi, allora bisogna andare praticamente a minacciare...non c'e' niente da fare è così .è questo il sistema... quello si caca di sotto,  è tutto la il discorso...bisogna andare a minacciare...bisogna andare a minacciare e saperlo fare...perche  altrimenti, sei fottuto''; la seconda: 'questo è un amico..un..cosa..vediamo che possiamo fare '''.
 

 
 
Questi sono due dialoghi intercettati della Dia,  riguardanti  alcuni esponenti della   'ndrangheta che  condizionavano  gli esami all'Università di Messina, corrompendo o in altri casi intimidendo i professori.  Un filone d'indagine riguarda l'ipotesi di voto di scambio per un politico locale che avrebbe avuto appoggi elettorali della 'ndrangheta in occasione di una sua candidatura alle regionali siciliane. Le accuse contestate a vario titolo sono associazione per delinquere aggravata dal metodo mafioso finalizzata alla corruzione, al traffico illecito di influenze, al millantato credito, al voto di scambio e ad altre gravi  irregolarità  con la pubblica amministrazione. L'indagine era stata avviata nel luglio dell'anno scorso, alla vigilia degli esami di ammissione alle varie facoltà dell'Università di Messina

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