martedì 24 settembre 2013

CLAMOROSO: LE PILLOLE DEL SAPERE SONO DELLE FETECCHIE

di Lucio Ficara
Ricordate quando a fine 2011  il ministero dell'Istruzione, mentre era impegnato a fare tagli sul personale,  elargiva mezzo milione di  euro per acquistare le «Pillole del sapere» da una società capeggiata da una certa Ilaria Sbressa , moglie di un manager di mediaset? Si trattava dell'acquisto incauto, per usare un eufemismo, di 12 spot educativi di tre minuti ciascuno con messaggi elementari , tipo quello del semaforo, dove si scopriva che era un segnale stradale con  tre luci: rossa, gialla e verde. Ebbene quel genere di spot è stato acquistato alla modica cifra di 39mila euro. In buona sostanza visto la durata di tre minuti del fimato, il Miur, taglione e sprecone, ha pagato quel singolo spot 13 mila euro al minuto. Mentre il Miur pagava profumatamente queste perle di saggezza, la trasmissione Report di Milena Gabanelli,  appurava, attraverso interviste rivolte ai  dipendenti della società che li aveva realizzati, che quei filmati sarebbero costati al massimo ed esagerando mille euro l'uno. Che le pillole del sapere sono delle fetecchie è ormai cosa ben nota a tutti, ma c'è qualcosa di più clamoroso in questa assurda vicenda. Infatti sono scattati gli arresti di alcuni personaggi, coinvolti in questa vicenda.
 L’imprenditrice Ilaria Sbressa è stata posta agli arresti domiciliari, insieme a lei, lo stesso provvedimento è scattato per il marito, Andrea Ambrogetti, direttore relazioni istituzionali di Mediaset. Stessa sorte è toccata a  due commercialisti romani, un avvocato e la sorella della stessa Sbressa. Per quale reato sono scattati questi provvedimenti cautelari? Si tratta del reato di bancarotta della società Interattiva, di cui titolare era la Sbressa. Durate le indagini, portate avanti con scrupolo dalla magistratura e dalla Guardia di Finanza , Ilaria Sbressa era indagata come legale rappresentante della società fallita, la sorella Alessandra “quale agevolatrice delle condotte” e appunto Ambrogetti come amministratore di fatto e coadiutore della moglie nonché utilizzatore per scopi personali delle risorse finanziarie della società. Bisogna ricordare che il Miur è , per lo meno moralmente, colpevole di avere finanziato la società della Sbressa con un faraonico progetto da 5 milioni di euro per editare le famose “pillole del sapere”, prodotti audiovideo destinate alla didattica dei bambini. Il comportamento del Miur è veramente poco trasparente e lascia in molti di noi dubbi e sospetti. Poiché i prodotti audiovisivi della Sbressa erano delle vere e proprie fetecchie, una domanda nasce spontanea: " cosa dovevano finanziare quei 5 milioni di euro promessi alla società della Sbressa? ".  Un'altra domanda che meriterebbe una risposta, se fossimo in un Paese civile, è la seguente: "chi sono i responsabili del Miur che hanno stretto relazioni con la società Interattiva?". Attendiamo risposte, visto che l'ex ministro Profumo aveva avviato un'indagine interna , promettendo trasparenza e risposte certe in tempi rapidi. Adesso tocca al ministro Carrozza intervenire e dire come stanno le cose.