giovedì 5 settembre 2013

QUOTA 96 SCUOLA non s'ha da fare!


L'accusa del Comitato Q96 e la risposta dell'onorevole Ghizzoni. Proposta di manifestazione.
Il 17 luglio, l'on Massimiliano Fedriga, membro della commissione lavoro, ci allertava: la vostra causa è stata strumentalizzata politicamente per motivi elettorali ma la vedo dura, meno del 10% di possibilità. Purtroppo aveva ragione.

Giuseppe Grasso
Ancora pavide menzogne per Quota 96…
Oggi sono stato al presidio comunicatoci dai Cobas per il tramite di Franco Spirito. Sono andato prima a Monte Citorio, come mi era stato riferito, ma poi, in seguito a una chiamata di Peppe Ceravolo, ho saputo il gruppo era confluito al Miur. Ho proseguito fino alla nuova destinazione con Silvia. Ci saranno state fra le 100 e le 200 persone. Erano presenti, oltre al Ceravolo, Carla Perfetti, Gabriella Nocchi, Maria Rosa Scalisi e tanti altri dei quali, però, non ricordo il nome. La garante del presidio era Anna Grazia Stammati, responsabile esecutivo nazionale Cobas scuola. Verso le 12 una delegazione di tre colleghi, formata da Franco Spirito (per Q96), Titti Mazzacane (per gli inidonei) e Rita La Sala (per gli Ata precari), è stata ricevuta da Chiappetta e Fiorentino ai quali si è aggiunta, qualche attimo prima dei saluti, la ministra Carrozza. Le notizie sono state del tutto negative soprattutto per noi di Quota 96, come hanno poi spiegato a voce i rappresentanti dopo l’incontro, mentre i colleghi inidonei e i precari hanno qualche chance in più di risolvere i loro problemi. È stato riferito che, dopo il decreto sull’Imu, non ci sono più fondi, in assoluto, nelle casse dello stato e hanno dunque chiuso ogni possibilità di ripensamento per il nostro problema.
 

 
 
Bene. Incassiamo l’ennesima, pavida menzogna. Ma lo abbiamo letto bene il testo dell’Imu? Non contiene forse dei paragrafi che concedono privilegi a categorie come i militari e i vigili del fuoco? Facciamo le dovute verifiche. La notizia è stata data da Sergio Rizzo stamattina alla radio nel programma «Primapagina». La verità è semplice. Si tratta dell’ennesima frottola consumata ai nostri danni dai politici e governanti attuali che non hanno nemmeno il coraggio di dirci che stiamo portando avanti una rivendicazione che loro non condividono, visto che sono impegnati a soddisfare gli interessi dei ceti privilegiati o di altre lobby. Certo è che sostenere i diritti e i privilegi insieme è impossibile;però, questo, non hanno avuto il coraggio di dircelo prima adducendo sempre, come scusa e come tormentone, che non ci sono le coperture finanziarie. Ormai, se ce ne fosse bisogno, il re è nudo. Ma lo era già l'anno scorso all'epoca della S. R. Non lo sapevano già? Quando ci hanno ammansito, a luglio, con l’approvazione della pdl C249 nelle commissioni Lavoro e Cultura? O forse volevamo far finta di non vedere? O ancora ci siamo lasciati abbindolare per non perdere ogni speranza? Il fatto è forse un altro e bisogna avere il coraggio di ammetterlo con estrema franchezza: ci hanno preso in giro di nuovo, ebbene sì, ragazzi, procrastinando l’affaire Quota 96 senza avere il coraggio di esprimere, molto più lealmente, un diniego diretto. Ci hanno infuso vane aspettative quando avrebbero potuto mettere la parola fine alla storia per sottrarsi a un contraddittorio più franco. Hanno fatto vedere che si occupavano della nostra vicenda in parlamento ma si trattava, a dirla tutta, di un puro escamotage politico per blandirci con le solite manfrine estive alle quali noi abbiamo creduto. Il nostra dramma non sfonda e non sfonderà mai perché non viene percepito come un’ingiustizia sociale da riparare. Ha una maggiore valenza sociale e soprattutto fa maggior presa sull’opinione pubblica mostrare che si risolvono i drammi dei precari e degli inidonei. Noi siamo percepiti piuttosto come dei capricciosi che è anzi bene ignorare o tenere a debita distanza temporeggiando per non dire di no esplicitamente. Hanno infatti aggiunto – da quanto ci è stato riferito dai rappresentanti che hanno ricevuto udienza – che per ottenere ogni tipo di fondi bisognerà fare tassazioni sui cittadini caricando noi di una responsabilità che è invece una colpa tutta loro. Incredibile. Colpevolizzandoci, dunque, di dover tassare gli altri cittadini per sanare il nostro diritto, non hanno fatto altro che incrementare la lotta fra poveri per occultare che loro sostengono dei privilegiati. Forse questa è ad oggi la verità più chiara ad una lettura attenta e distaccata del problema, problema che ci consuma da quasi due anni di lotte. Aspettiamo pure il 9 settembre, ragazzi, quando il pacchetto scuola sarà licenziato pubblicamente visto che, per il momento, ci «stanno ancora lavorando». Ma non aspettiamoci granché perché il messaggio di oggi è stato chiaro e inequivocabile. il Comitato Civico «Quota 96» Quota 96 può scordarsi le sue rivendicazioni. Ma non dovrà mai vergognarsi di aver lottato per qualcosa che era più grande di lui con la forza, la dignità e l’operosità di chi ha seminato qualcosa per il bene della comunità. Non è stato inutile lottare e provarci. Ora, infatti, abbiamo le idee più chiare e possiamo farcene una ragione sapendo come comportarci con chi, escludendo Manuela Ghizzoni, ci ha usato per tutto questo tempo per i suoi mezzi. Spero di essere sconfermato sonoramente nei prossimi giorni ma ho tanti dubbi, ragazzi, che ciò possa accadere realmente. La nostra vicenda assomiglia sempre più a quella della lotta per Utopia. Continuiamo pure a lottare duramente ma senza farci soverchie illusioni.

RISPOSTA DELL'ONOREVOLE


Manuela Ghizzoni

settembre 3rd, 2013 at 4:52 pm


ho letto il resoconto di Giuseppe Grasso sul presidio odierno. Più tardi incontrerò Franceschini alla Festa PD di Modena. Nel frattempo è in corso una riunione a Palazzo Chigi. Se avrà esito negativo (anche se ne avverranno altre da qui al 9 settembre), significa che per Quota96 il PD si assumerà la responsabilità di non ottemperare ad un impegno assunto. Vedremo sulle altre questioni che, parimenti, sono state indicate nel programma elettorale (inidonei, sostegno, organico funzionale…).
Affermare, come pare sia accaduto nell’incontro informale al MIUR, che dopo l’abolizione dell’IMU per tutti (anche per coloro i quali hanno un reddito che permetterebbe di affrontare il peso di una tassa sulla prima casa) non ci sono risorse per la scuola è la vittoria di quanti vedono nella conoscenza non un investimento ma una spesa onerosa, di quanti non attribuiscono alla scuola la funzione costituzionale di rimuovere gli ostacoli economici sociali e culturali per la piena affermazione della persona. Come potremo agganciare la “ripresa” (che non può essere solo economica, ma deve essere anche e soprattuto sociale) se nel nostro Paese le esigenze della scuola saranno sempre seconde, terze, quarte, quinte… ad altre?

Domani ci sarà un vertice dei ministri per definire i contenuti del decreto scuola. Quindi domani dovremmo sapere. Ve ne darò notizia. Non sarò invece in grado di autorizzare i commenti in tempi celeri perché sarò in missione per l’itera giornata e con mezzi, a mia disposizione, limitati.
L’incontro con Franceschini è stato, come è nostra consuetudine, molto franco rispetto agli impegni presi dal Pd nei confronti dei lavoratori della scuola e di Quota96 in particolare. Ora vado di servizio.

PROPOSTA
Proposta di manifestazione di protesta davanti alla sede del PD a Roma. Si prega di aderire numerosi!
Il pomeriggio del 9 o del 10 settembre? Vi sarà comunicata data definitiva e ora.
 

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