venerdì 25 ottobre 2013

CARO MINISTRO: LA SCUOLA SI REGGE IN PIEDI PER IL GRANDE LAVORO DEI DOCENTI

di Lucio Ficara
Lettera aperta al ministro Maria Chiara Carrozza:
Caro ministro non si rivolga alla politica locale e nemmeno ai dirigenti scolastici, ma si rivolga principalmente ai docenti, che rappresentano il cuore pulsante della scuola italiana. Sono i docenti che, ogni giorno e con il sacrificio particolare della loro mission, reggono in piedi una scuola al collasso. Chi ha portato al collasso il sistema scolastico italiano? Proprio la politica a cui lei si rivolge! Quando dico politica, intendo dire la politica a tutti i livelli, sia quella che opera, spesso in malo modo, a Roma nei palazzi del potere, ma anche quella territoriale a cui lei si rivolge Ministra, che grazie alla modifica del Titolo V della Costituzione, gode di forti poteri e di grandi privilegi della "Casta".
Leggo da agenzie Ansa che, Lei Signora Ministra, so che così ama farsi chiamare,  si rivolge alla politica locale dicendo: "Serve una vera alleanza tra gli Enti locali e il ministero dell'Istruzione per rimettere al centro del dibattito il tema della scuola. I sindaci, i comuni, i dirigenti scolastici - come ho detto oggi a Firenze all'Assemblea dell'Anci - devono essere le nostre antenne sul territorio, per dare ai ragazzi non solo e non tanto un certificato, ma vere competenze per riuscire a trovare una strada e un futuro in una società sempre più difficile e competitiva. Oggi l'istruzione rischia di diventare per alcuni un bene di lusso e non possiamo permettercelo. Il Paese non può permettersi di avere ancora aree in cui il tasso di dispersione scolastica è drammatico, non possiamo e non dobbiamo lasciare indietro interi territori. Penso che come Ministro il mio ruolo sia di sostenere chi è in grado di andare avanti più velocemente ma fare di tutto perché chi fa più fatica non venga abbandonato. La scuola e l'istruzione devono tornare ad essere il vero ascensore sociale di questo Paese."
Mi spiace molto, ma in questo appello ci si rivolge a quei destinatari, che in questi anni di decentramento di alcuni poteri decisionali, come quello di gestire le scuole in autonomia, hanno guidato la scuola italiana proprio al punto in cui è. La informo, caso mai non lo sapesse, che non sono i sindaci, nemmeno i presidenti di Regione o Provincia, e neanche i dirigenti scolastici, coloro che possono, forse anche perché non ne sarebbero in grado, dare ai ragazzi le competenze necessarie per riuscire ad affermarsi nella vita e nel mondo del lavoro. Gli unici a cui dovrebbe rivolgersi, sono i docenti. Quei docenti stessi a cui il governo, a cui Ella appartiene, ha bloccato il contratto fino al 2015 ed ha bloccato gli scatti anche per tutto il 2013. Ma cosa pensa Ministro che la scuola è retta dal sindaco di una città? Se fosse così , io che sono di Reggio Calabria, città commissariata perché al Comune esistevano infiltrazioni e connivenze mafiose, la scuola non dovrebbe funzionare proprio. Invece Ministro la scuola nella mia città funziona lo stesso, anche se manca il sindaco e il gota politico della mia Regione è profondamente ignorante per quanto riguarda la conoscenza del mondo della scuola.Sa perché funziona? Perché esistono tanti docenti, che dalla politica stanno lontani, per evitare contaminazioni contagiose, e pensano a svolgere una buona didattica e sopratutto a trasmettere il sapere e le competenze per potere imparare. Lasci perdere ministro i politici e i politicanti, compresi coloro che all'interno della scuola si sono lasciati contaminare, e mi riferisco ai direttori generali degli USR, ai coordinatori degli USP e ai dirigenti scolastici, e si rivolga al cervello vivo della scuola che sono i docenti. Se non fa questo ministro, Lei sarà ricordata come un politico di questa epoca, e non come chi ha saputo parlare alle persone giuste per cambiare questo Paese.