sabato 19 ottobre 2013

La carica dei riservisti

Scoppia il caso insegnanti riservisti. Ogni anno la pubblicazione delle graduatorie  mette in luce un gravissimo problema di trasparenza, ancora una volta fissato per legge e dunque legittimo, e tuttavia idoneo a fare storcere il naso a migliaia di docenti che non mandano giù la decisione di molti uffici scolastici provinciali di oscurare, nelle liste, la posizione di riserva detenuta da un numero sterminato di invalidi, malati veri e presunti tali, che hanno diritto di precedenza nell’assunzione, entro una quota importante, anche se sono indietro o addirittura in coda nelle varie graduatorie.

Le riserve di posti per le immissioni in ruolo o conferimento di supplenze sono previste per le seguenti categorie di lavoratori:







A
 Superstiti di vittime del dovere/invalidi o familiari degli invalidi o deceduti per azioni terroristiche
invalido di guerra
C Invalido civile di guerra
D Invalido per servizio
E Invalido del lavoro o equiparati
M Orfano o profugo o vedova di guerra, per servizio e per lavoro
N Invalido civile
P Non vedente o sordomuto

1 commento:

  1. ESISTONO PURE quei "casi" in cui NON si è fatta valere in illo tempore la "riserva" da invalidi civili;
    pur essendo in AUMENTO le Diagnosi Certificate RIFERIBILI a
    "danni invalidanti e permanenti da MOBBING scolastico".
    (Esemplificativamente si consulti il dott. Harald EGE o i Dottori Leocata e Costa del Reparto SSN Medicina de Lavoro 2 Policlinico di Milano).

    PER NON DIRE dei molti colleghi che vanno da psicologi del Lavoro e/o psichiatri (assumendo psico-farmaci da ANNI) I QUALI NON DENUNCIANO PER TIMOTE DI RITORSIONI...

    IVI incluse le malattie professionali invalidanti e permanenti tabellate con le menomazioni dell’integrità alla salute denunciate (e NON)
    all’ INAIL ai sensi dell’art. 139 del T.U. 1124/65 così come modificato dall’art. 10 del D.Lgs. 38/2000, ai sensi dell’ art. 365 c.p. , ai sensi degli artt. 3 - 52 - 53 del T.U. 1124/65 per cui vige il principio della cosiddetta
    “presunzione Legale del nesso tra patologia e attività lavorativa”.

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