martedì 8 ottobre 2013

Selezione cortigiana della classe dirigente

Si riportano alcune riflessioni tratte da un documento di Cirino Pomicino
 
 
 
La personalizzazione della politica, inoltre, ha trascinato con sé una gestione personale anche delle risorse pubbliche e private dei partiti con degenerazioni gigantesche accompagnate infine da una selezione cortigiana della classe dirigente mettendo definitivamente da parte ogni aspetto democratico che ne ravviva, in ogni paese, il dibattito interno alimentando quel permanente rinnovamento di idee e di energie. Un siffatto sistema politico non poteva che generare un analogo declino del Parlamento sempre più privo di legittimazione e di protagonismo. In questo lungo e progressivo declino, la politica ha perso il suo primato nella guida del paese e gli interessi e i poteri sono esplosi in una sorta di continua autoreferenzialità diffondendo incertezza, rafforzando corporativismi nuovi ed antichi e alimentando presenze e comportamenti che mal si conciliano con la sobrietà, la competenza e il senso dello Stato che devono avere i parlamentari della repubblica e i membri del governo. Contemporaneamente a questo processo di sfarinamento politico ed istituzionale, il mondo si globalizzava abbattendo ogni barriera alla libera circolazione di persone, di merci e di capitali.
 
 

 
 
Una globalizzazione positiva per la crescita del benessere nei continenti lontani (Asia ed Africa) e inizialmente negli stessi paesi occidentali che conobbero innovazioni tecnologiche e conquiste scientifiche di grande portata. La globalizzazione, però, si accompagnò, a cominciare dai paesi di cultura anglosassone, ad una forte deregolamentazione dei mercati finanziari alimentando in misura progressiva quel devastante fenomeno di finanziarizzazione dell’economia. Sorse e si consolidò così quel capitalismo finanziario, figlio degenere dell’economia di mercato, che toglieva valore economico alla produzione, al lavoro e al commercio dirottandolo verso una finanza diventata sempre più un’industria a se stante allontanandosi progressivamente da quel ruolo di infrastruttura al servizio della produzione di beni e servizi, fonte unica della diffusione del benessere nel mondo. Fu così che lentamente la finanziarizzazione dell’economia cominciò a produrre, a metà del primo decennio del 2000, una lenta regressione economica del ceto medio nelle democrazie occidentali accompagnate anche da un impoverimento progressivo di masse popolari rurali e più ancora urbane.
 
 


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