domenica 24 novembre 2013

Ancora problemi per la scuola lombarda

di Fabio Pizzul


Sul sito dell’Ufficio Scalastico Regionale è comparso un bando intitolato “Procedura di conferimento di incarichi dirigenziali di II fascia”.
Il bando inizia così:
In considerazione delle osservazioni ed indicazioni fornite dalla Corte dei Conti – Sezione controllo per la Lombardia, all’esito dell’adunanza del 15.11 u.s., nelle more dell’adozione del nuovo regolamento di organizzazione del MIUR, si rende necessario provvedere alla copertura di n. 5 posizioni dirigenziali di II fascia presso l’U.S.R. per la Lombardia.
Scommetto che non ci avete capito nulla o quasi.
Provo a spiegare.

La Corte dei Conti lo scorso 15 novembre ha annullato 5 nomine che il direttore scolastico regionale De Sanctis aveva fatto lo scorso mese di agosto su cinque posizioni dirigenziali dell’ufficio scolastico. La Corte ha giudicato non corretto il fatto che il bando della scorsa estate fosse rimasto aperto per poco più di 24 ore, da qui l’annullamento con il rischio che i provvedimenti (soprattutto nomine) fatti dai dirigenti in questione possano essere impugnati o invalidati.
Ora il bando rimarrà aperto per quasi dieci giorni (scadrà il 27 novembre).
E’ probabile che possano essere ri-nominati gli stessi dirigenti, ma quanto accaduto è un ulteriore inutile pasticcio. Non metto in discussione la buona fede di chi aveva voluto accelerare i tempi di nomina, ma il non rispetto delle regole formali corre il rischio di creare grandi problemi.
La memoria va al concorso per dirigenti scolastici della Lombardia e alla questione delle buste trasparenti.
Da circa un mese la nuova commissione sta procedendo (lavorando quattro giorni a settimana) alla ricorrezione degli elaborati. Il direttore scolastico regionale De Sanctis ha indicato in gennaio la possibile fine della nuova correzione e ha assicurato che per settembre ci saranno i nuovi dirigenti in Lombardia.
Speriamo che sia così e speriamo, soprattutto, che non bengano commesse altre leggerezze per evitare che a problemi si sommino altri problemi e che i tempi si dilatino ulteriormente.
Le istituzioni non possono chiedere ai cittadini il rispetto rigoroso delle regole se per prime non sono in grado di garantire procedure snelle, corrette e impeccabili.
La scuola lombarda non può attendere oltre.


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