sabato 16 novembre 2013

Difendere la classe docente complica la vita ?




Oggi scrivere nel web articoli in difesa dei diritti del corpo docente complica la vita comunicativa, perché si è bersaglio di ben oleati sistemi, vere e proprie macchine da guerra della comunicazione,  che impediscono o rallentano la condivisione dell’informazione. Il riferimento è ai sindacati gialli, ad alcune associazioni del mondo scolastico dalle non ben chiare mission  e anche ad altri sindacati troppo spesso indaffarati in beghe di potere interno o intersindacale. Il corpo docente invece, abituato da tempo  a vessazioni di ogni tipo,  ha assimilato gli anticorpi della assuefazione a ogni azione  provocatoria e raramente reagisce in modo convincente. Tralasciando le provocazioni dirette che ogni giorno gli insegnanti devono subire dalle circolari o dai rimproveri ingiustificati del preside sceriffo di turno, evidenziamo le provocazioni dell’opinione pubblica, indottrinata da una stampa sottomessa al potere dirigenziale, fondate sullo stereotipo del docente fannullone, le provocazioni politiche tutte incentrate su tagli di posti e di diritti acquisiti, le provocazioni delle famiglie che talvolta mal sopportano giudizi valutativi non corrisposti. Il mix di provocazioni, condizionamenti e vessazioni che inducono alla prudenza, alla sottomissione incondizionata, alla demotivazione professionale, determina l’assenza di una sempre più necessaria solidarietà lavorativa tra insegnanti. In altre parole ogni docente, per non sprofondare negli abissi della mortificazione professionale,  cerca di percorrere strade personalizzate che indeboliscono l’intera categoria professionale. A conferma di quanto detto  qualche anno fa si parlava di istituire l’ordine dei docenti, oggi miseramente caduto nel dimenticatoio a tutto vantaggio di chi vuole disporre a suo piacimento di una categoria di lavoratori che non deve avere punti di riferimento, difese normative e veri appoggi politico sindacali. Alcuni docenti volenterosi da qualche anno si spendono nei social network organizzando interessanti  pagine tematiche, dove sono raccolte informazioni sul mondo della scuola. Un lavoro sicuramente meritorio che potrebbe meglio esprimere tutte le sue potenzialità.
 


 
 
 
Si dovrebbe fare con decisione un passo in avanti, condividere le forze di visibilità, unire gli intenti per interfacciarsi con il mondo politico ed economico dei decisori, creare piattaforme propositive riguardanti la scuola del futuro, promuovere in accordo con i sindacati di base manifestazioni di protesta e azioni di alta qualità comunicativa verso l’opinione pubblica. Oggi, infatti,  pensare a uno sciopero ad oltranza per la difesa dei propri diritti è un’utopia,  perché forse a molti docenti non importa nulla,  nemmeno essere difesi da una politica di tagli indiscriminati, che il più delle volte tocca il collega e non se stessi,  e che talvolta  permette, a chi rimane in piedi, di conquistare piccoli privilegi che  fanno dimenticare i torti collettivi subiti.

 

 

Aldo Domenico Ficara