venerdì 29 novembre 2013

Furbetti d'ateneo




Gli studenti evasori, quelli che dichiarano redditi irrisori per beneficiare delle sovvenzioni pubbliche, sono finiti  sotto l’occhio vigile della Guardia di finanza. Le sovvenzioni pubbliche sono rappresentate dagli  alloggi universitari, delle borse di studio dagli sconti sui trasporti e mense.   Nelle tre università romane ( stessa situazione in altre zone d’Italia )  sono migliaia le posizioni sospette, infatti,  è irregolare il 62% d i quelle già esaminate , cioè 340 su 546. Anche nell’anno accademico precedente su 848 verifiche 521 sono risultate false.  A titolo di esempio in diversi articoli di stampa viene indicata una studentessa di Roma Tre, figlia di un  proprietario di una Ferrari e di una villa di lusso, che dichiara solo 19 mila euro di reddito annuo. Questa stessa studentessa , grazie alle sue autocertificazioni non veritiere,  non solo ha risparmiato 1.700 euro di retta universitaria, ma risultava anche  in corsa per una borsa di studio da 26 mila euro. A tal proposito il generale Ivano Maccani, comandante provinciale della Guardia di Finanza di Roma, nel corso della presentazione in Regione Lazio dei dati delle indagini nelle università romane, ha dichiarato: “In questo periodo di crisi si moltiplicano i tentativi di godere illecitamente di sovvenzioni. Da qui questo Patto "antifurbetti" che ha come obiettivi quello di snidare i falsi poveri che cercano di scavalcare i veri poveri, che sono parecchi e sono famiglie che fanno fatica ad arrivare a fine mese ed hanno difficoltà far studiare i loro figli. È giusto che i soldi pubblici finiscano a loro e non ai più ricchi “.

 

Aldo Domenico Ficara