domenica 24 novembre 2013

IN QUALE SCUOLA AVVENGONO CERTE COSE?

Collegio dei Docenti 

http://marialetiziablog.wordpress.com/2013/11/24/collegio-dei-docenti/
Non passa giorno senza che in chat il mio amico Paolo mi racconti una disavventura capitata nella sua scuola. La settimana scorsa era più arrabbiato del solito: il che è tutto dire, visto che da un paio di anni il suo “sentire” è di color del piombo.
“Vuoi sapere l’ultima?” – mi ha scritto.
“Dimmi tutto!”
“Il mio dirigente ha convocato un corso d’aggiornamento obbligatorio, mascherandolo da Collegio dei Docenti”!
“Ma non si può fare!” – gli ho replicato.

“Invece l’ha fatto! Il sindacalista ha detto che avremmo anche potuto non andare e non sarebbe successo niente, perché si trattava di una convocazione fuori dalla norma del contratto. Ma chi ha avuto il coraggio di opporsi? Quello poi si vendica in modo tremendo, lo sai!”
Insomma: nella scuola di Paolo è stato convocato un collegio docenti, ma non c’era nulla da discutere. Lui e i suoi colleghi si sono trovati di fronte un preside dell’Associazione dei Presidi che pontificava sull’inevitabilità del sistema di valutazione e sulla necessità delle prove Invalsi.
“A parte il fatto che dava come conclusioni quelle che, secondo me, sarebbero dovute essere solo delle premesse, ma quello che non mi è piaciuto per niente è stato il metodo quasi fascista.” – ha scritto – “Una lezione frontale. Fossimo stati nell’Unione Sovietica, l’avrei chiamato indottrinamento. Parlava della scuola come si parlerebbe di una merce, ma la scuola non è merce e le aziende sono un’altra cosa, non possono essere paragonate alla realtà dell’insegnamento!”
E nessuno che si è alzato a gridare: “Ma il re è nudo!”
Nessuno che abbia fatto sentire la sua ferma opposizione a questa destrutturazione della natura della scuola pubblica, nemmeno Paolo. Per quieto vivere, per non essere additato come il solito, prevedibile, rompiscatole. (“E mettiti seduto, forza, ché così finiamo prima!”)
“E vuoi sapere il meglio? Il “Collegio” finiva alle cinque, ma il nostro relatore continuava imperterrito a parlare e solo pochi si sono alzati e se ne sono andati. Vuoi sapere perché?”
“Dimmelo.”
“Hanno detto che “alzarsi in quel modo sarebbe stato scortese”! Ma che altro debbono ancor farci per poter ottenere una reazione da persone con una dignità?”
Già. E’ così che ci hanno fregato: noi rispettiamo le regole e loro picchiano duro.