giovedì 12 dicembre 2013

Bacio lesbo a scuola, sabato un flash mob in classe al Duca


Treviso, flash mob Duca degli Abruzzi bacio lesbo

Sabato flash mob in classe al 'Duca degli Abruzzi' ( Treviso ), durante la ricreazione e con la presenza dei professori: a deciderlo le rappresentanze degli studenti, dopo un incontro con la preside, presenti anche le due studentesse protagoniste di un ipotetico 'bacio saffico' in corridoio. Un'incontro tra le diverse parti che, a quanto pare, ha permesso di fare chiarezza e spazzare via anche le voci su un presunto caso di discriminazione sessuale all'interno del liceo trevigiano ai danni delle due ragazze.
Lorenzo Boz, membro della Consulta provinciale degli studenti, ha spiegato che quella di sabato sarà una manifestazione "contro tutte le discriminazioni sessuali" attraverso un nastro viola che sarà indossato dai partecipanti. E il "bacio saffico" nei corridoi tra due studentesse, che tanto clangore ha suscitato in questi giorni anche sul piano mediatico? Secondo l'esponente studentesco, altro non sarebbe stato che "un semplice abbraccio", ripreso "in modo corretto" dall'insegnante che lo ha notato e del tutto indipendente dalla differenza o meno di sesso dei protagonisti. "Escludiamo perciò qualsiasi riferimento all'omofobia - ha concluso Boz - e chi ha strumentalizzato la vicenda, forse per ingenuità, dovrebbe adesso fare mea culpa ed ammettere l'errore".
 


 
 
"Non c'è stato alcun rimprovero - ha ricordato la preside, Antonia Piva - ma appena un amichevole richiamo ad un comportamento più consono negli spazi scolastici del tutto slegato da qualsiasi ipotesi censoria connessa agli orientamenti sessuali. La nostra è una scuola molto evoluta sotto il profilo educativo e ha il massimo rispetto dei diritti di ogni persona". La dirigente ha anche precisato che non sarebbe giunta alla sua attenzione alcuna lettera anonima con riferimento al comportamento delle ragazze. "Sono un pubblico ufficiale con il dovere di protocollare la corrispondenza - ha detto - e dunque eventuali comunicazioni anonime sono dirette immediatamente nel cestino". "In ogni caso - ha sostenuto - escludo anche l'esistenza di un qualsiasi anche minimo provvedimento disciplinare. Vorrei fosse ripristinata la realtà nei suoi perimetri minimi e discreti". Sulle cause che hanno provocato il rilievo mediatico dell'episodio, infine, la preside ha interpretato l'accaduto come "una fuga in avanti" dei mezzi di stampa stimolati da espressioni di adolescenti "fatte attraverso un linguaggio iperbolico anziché in termini pertinenti".
 
 



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