domenica 1 dicembre 2013

LICEO A 4 ANNI: MA DI QUALE CRITICHE CORPORATIVE PARLA MARCO CAMPIONE?

di Lucio Ficara
Leggevo incredulo questo articolo, su "Europa"quotidiano del PD , ed ho subito realizzato che l'incompetenza della politica su temi riguardanti l'istruzione, non ha limiti. Esiste evidentemente un analfabetismo di ritorno, che annebbia i cervelli dei nostri politici, che non capiscono di cosa parlano e sono anni luce distanti dalla realtà della nostra scuola. Ho usato la metafora dell'anno luce, per misurare la lontananza dei nostri "cari" ( nel senso che costano troppo) politici, dai problemi reali della scuola italiana. Ma sapranno i nostri politici a cosa corrisponde un anno luce? Dubito seriamente che lo sappiano, ma quello che più mi rattrista, è che certa politica vuole che le future generazioni crescano nell'ignoranza più assoluta. L'articolista, che scrive sul quotidiano Europa l'articolo dal titolo " Diplomarsi a 18 anni ; un'altra scuola è possibile", è Marco Campione, Responsabile scuola del PD Lombardia. Secondo il responsabile o irresponsabile , secondo i punti di vista, scuola del PD, la scelta di ridurre di un anno il percorso formativo liceale o comunque più in generale della scuola secondaria di II grado, va difesa dalle critiche corporative. Ma di cosa parla costui? 
Il Campione dice : "Tutto è migliorabile, ma il meglio è nemico del bene e dunque la scelta del ministro va sostenuta e difesa dalle critiche corporative, strumentali o dovute al pregiudizio". 
Rispondo a Marco Campione, dicendo che la politica faccia pure le sue scelte, basate probabilmente sul come riuscire a tagliare posti di lavoro e risorse finanziarie alla scuola e non tanto a consentire ai nostri giovani di ottenere il diploma a 18 anni, ma non venga a fare la predica a chi di scuola vive e che la scuola la conosce davvero. Se si fosse voluto, realmente, anticipare di un anno il diploma, si sarebbe potuto proporre l'avvio delle scuole primarie a 5 anni, piuttosto che 6, lasciando il liceo a 5 anni. Siccome l'idea è quella di recuperare almeno 1 miliardo di euro l'anno dal settore della scuola, hanno bisogno di una riforma strutturale che tagli i costi dell'istruzione. Questa è la verità e questa è la politica del partito democratico. Perché allora non tagliano il miliardo di costo che ha la religione cattolica nelle nostre scuole? O meglio, perché non chiedono al Vaticano di farsi carico degli stipendi dei prof di Religione cattolica? Siamo alle solite! Ci troviamo di fronte ad una politica nana, che fa la grande con i piccoli e la piccola con i grandi. Ma faccia attenzione il PD, che con Campione, Puglisi e Carrozza si sta rivelando per quel che è, la misura è colma e la corporazione degli uomini di cultura e delle intelligenze che vivono le scuole italiane, si potrebbe rivoltare contro l'idiozia di riforme senza un senso. Marco Campione, renziano dell'ultima ora, ci deve spiegare, come sarà possibile preparare alla competizione del mondo globale i nostri ragazzi, se gli togliamo tempo scuola, proprio nel momento in cui potrebbero meglio apprendere. Ma campione conosce i programmi di matematica e fisica di un liceo scientifico? Quelli di latino e greco di un liceo classico? Se li conoscesse, cosa di cui abbiamo molti dubbi, imparerebbe a tacere, evitando, per ragioni corporative di partito, di dire stupidaggini. Tuttavia ognuno può pensarla come vuole, questo è lecito. Anche i docenti dovrebbero pensare di disertare le primarie del PARTITO DEMOCRATICO, che pensa alla sua corporazione politica e nuoce profondamente alla scuola pubblica.