lunedì 2 dicembre 2013

Si sollevano sospetti su una discutibile revisione dello statuto dell’Invalsi

di Lucio Ficara
Dopo le improvvise dimissioni del presidente dell’Invalsi dottor Paolo Sestito, si sollevano ombre, dubbi e sospetti su una discutibile revisione dello statuto dell’ente , con sede nella bella villa Falconieri, preposto a gestire il Sistema Nazionale di Valutazione della scuola italiana. Infatti il presidente dimissionario, ma che sembrerebbe rimasto in carica per il disbrigo degli affari correnti , ha avviato, con puntuale stupore sindacale, il processo di revisione dello statuto dell’ente. Tale revisione è strutturata  in termini tipicamente verticistici, volta a ridurre i normali ambiti di discussione e partecipazione, introduce una nuova figura di direttore scientifico e ridimensiona, nel contempo, il ruolo del direttore generale e dell’intero consiglio scientifico. Inoltre si tenta di indirizzare, con un colpo di mano, fra i poteri conferiti all’Invalsi, quello della valutazione dei lavoratori della scuola, cosa che dovrebbe restare di pertinenza contrattuale e non dello statuto Invalsi.

In questo quadro desolante, di una politica che  sulla valutazione del sistema scuola, non vuole aprirsi al confronto con le rappresentanze sindacali, la Flc Cgil ritiene che la revisione dello Statuto, che sta per essere attuata,  non possa essere affidata ad un presidente dimissionario, ma andrebbe  lasciato questo compito al nuovo presidente che il Ministro Carrozza individuerà. Siamo comunque alle solite, ogni volta che c’è qualcuno che lascia la poltrona, finita la sua carica di responsabilità, tenta di uscire di scena prendendo dei provvedimenti da lasciare in eredità ai nuovi arrivati. In modo tale che chi avrà l’incarico, potrà avere l’alibi di avere ricevuto tale provvedimento suo malgrado. Sestito o non Sestito , il modello verticistico ed autoritario, che si vuole dare all’Invalsi è una promessa che l’Italia ha fatto all’Europa e che non potrà essere revocata. La nostra scuola è destinata ad essere valutata sotto una lente d’ingrandimento macroscopica, capace di mettere a nudo tutti i punti di criticità del nostro sistema scolastico e dei suoi  insegnanti. L’asse delle competenze del sistema di valutazione si sta spostando celermente, superando ogni dovere e diritto  contrattuale, per diventare un sistema di valutazione selvaggio privo di regole chiare e trasparenti. Questa revisione dello statuto è la prova del fatto che si sta tentando di forzare la mano, verso un sistema di valutazione del personale scolastico, in modo da creare i profili giuridici ed economici per il futuro contratto della scuola. In buona sostanza prima si crea il sistema di valutazione e quindi da questo i profili giuridici e poi su queste basi si sottoscriverà il contratto. Domanda legittima e spontanea: “ma non dovrebbe accadere esattamente il contrario?”.