venerdì 31 gennaio 2014

Video porno proiettato alla scuola Farina di Vicenza è di una mamma?

Vicenza - I bimbi, tutti sui 10 anni di età, che hanno visionato quelle immagini, seppur per meno di un minuto, sarebbero rimasti scioccati. Al punto che mentre alcuni di loro, sconvolti, avrebbero raccontato subito l'accaduto ai genitori, altri ne sarebbero rimasti tanto turbati da non riuscire a parlarne.
La scuola paritaria "Farina", gestita dalle Suore Dorotee nel centro di Vicenza, circa una settimana fa sarebbe stata infatti teatro di un incidente a dir poco imbarazzante.
La maestra aveva inserito la chiavetta nella lavagna digitale per far ascoltare della canzoni agli alunni di quinta elementare, ma sullo schermo, improvvisamente, erano apparse le immagini esplicite ed inequivocabili di un film pornornografico.
Appena pochi secondi prima del pronto intervento dell'insegnante, ma sufficienti a far scoppiare un putiferio a Vicenza dopo il racconto di quanto avevano visto in classe fatto ai genitori dai ragazzini scioccati.
"E' stato un incidente" ha detto il preside dell'istituto, gestito da religiose, ricostruendo con la stampa locale quanto accaduto lunedì scorso.
Secondo il racconto del preside, la maestra ha detto di aver ricevuto la chiavetta dalla mamma di uno studente di un'altra classe. Convinta che contenesse delle canzoni degli anni '80 l'ha collegata alla lavagna digitale, ma nella chiavetta che le ha dato la madre di un bimbo che frequenta l'istituto c'erano invece, appunto, le immagini di un film a luci rosse.
Adesso nella scuola, anche grazie alla psicologa che collabora con l'istituto, si svolgeranno incontri per far capire quanto successo e fatte delle lezioni sull'affettività. Alcuni genitori, però, starebbero valutando se rivolgersi agli avvocati per stabilire se sono possibili o meno azioni legali.


http://www.ogginotizie.it/289775-video-porno-proiettato-alla-scuola-farina-di-vicenza-e-di-una-mamma/#.Uuv9Z8uA3IU

Buono Scuola LOMBARDO: “buono” per pochi, per tanti o per…TESSERA-NDI !?!

Che Liberazione: una Comunione Celeste con Scuole in salsa Verde Padano; Forza Italia  !!! 


… Anche se è sicuramente apprezzabile almeno il cambio del “metodo”, ovvero, la convocazione delle parti sociali per una riunione d’informativa, del tutto negativo è invece il giudizio sul “merito”.

Il buono scuola sostiene un sistema di diritto scolastico lombardo per nulla equo.

Si privilegiano, sia in termini di risorse complessive destinate che di criteri che identificano il reddito, le famiglie che optano per il sistema delle scuole private a scapito del sistema pubblico: 10 Milioni assegnati al diritto allo studio e 30 Milioni assegnati al buono scuola. Ciò è reso ancor più evidente dalla comparazione del sostegno individuale, che risulta minimo per le famiglie povere fino a 15.000 euro di Isee e molto più consistente per le famiglie più abbienti fino a 35.000 euro di Isee. Evidente l’ingiustizia!

Non è cambiato nulla e continua la discriminazione nei confronti dell’utenza della scuola pubblica. Continuano a perpetuarsi le divisioni di censo per non dire di peggio.

IN MATERIA D’ ISTRUZIONE MARONI E APREA STANNO DIMOSTRANDO DI AGIRE
IN PERFETTA CONTINUITÀ CON LE POLITICHE VENTENNALI DI FORMIGONI…


LINK integrale dell’ edito (IERI) dalla FLC CGIL Lombardia:

http://www.flccgil.lombardia.it/cms/view.php?cms_pk=4322&dir_pk=10

Materie maturità 2014: grande giorno o caso storico?

Oggi sarà il grande giorno. Secondo il decreto Fioroni, infatti, le materie di seconda prova di maturità vengono pubblicate entro il 31 gennaio. Ma se la data slittasse ancora?

di skuola.net
 
31 Gennaio: come scriviamo su Skuola.net, è il termine ultimo, secondo il decreto ministeriale del 2007, firmato dall'allora Ministro dell'Istruzione Fioroni, perché il Ministero renda pubbliche le proprie scelte in merito alle materie di maturità per la seconda prova. Dal primo anno in cui si è deciso di introdurre la commissione per metà esterna è mai accaduto che si slittasse fino alla prima settimana di febbraio?

IL CASO ESTREMO - Dal 2007 ad oggi la pubblicazione delle materie è sempre avvenuta durante l'ultima settimana di gennaio. Solo nel 2011, tuttavia, si è arrivati fino al 31 gennaio: le cause del ritardo, forse, furono dovute alle turbolenze politiche avvenute durante quell'anno, quando era ministro Maria Stella Gelmini.

CASO STORICO? - Se, dunque, neanche oggi i maturandi potranno conoscere la propria sorte, si tratterebbe di un vero e proprio caso storico. Neanche lo scorso anno, infatti, nonostante la novità delle iscrizioni on line alle scuole superiori, si era arrivati all'ultimo giorno disponibile: il giorno X, in quel caso, era stato il 28 Gennaio.

IL MINISTRO RASSICURA
- Su Twitter, l'attuale Ministro dell'Istruzione Maria Chiara Carrozza non ha perso occasione per rassicurare tutti i maturandi sull'imminente uscita delle materie:
 
 
. @ziomike2009 fra poco escono le per la non abbiate paura anche quest'anno andrà tutto bene....

http://www.lastampa.it/2014/01/31/blogs/skuola/materie-maturit-grande-giorno-o-caso-storico-RD73NqoorVfRv080XlPEAL/pagina.html

Decimo anniversario di Facebook

Riportiamo uno stralcio di un articolo di Alessio Lana  pubblicato sulle pagine del Corriere.it:


Siamo a metà del 2004, Mark Zuckerberg lascia l’università e si trasferisce a Palo Alto, nella Silicon Valley. Qui contatta venture capitalist alla ricerca di fondi. Accanto a Zuckerberg ci sono gli amici della prima ora come il grafico Dustin Moskovitz, oggi uno dei più giovani miliardari statunitensi, Chris Hughes che aveva preso in mano la parte promozionale ed Eduardo Saverin, una delle menti creative insieme a Mark. Ai quattro, di cui il più vecchio, Severin, ha solo 22 anni, si aggiungono due pezzi da novanta: il cofondatore di Napster, Sean Parker, e il papà di Paypal, Peter Thiel. Quest’ultimo finanzia l’impresa con 500 mila dollari e si dice che sia lui la vera mente dietro tutto. Aggressivo e neoconservatore, è un ottimo giocatore di scacchi ma è noto soprattutto perché ribalta il tavolo da gioco quando perde. Ma a parte la macchietta, è un imprenditore che ha fatto una valanga di denaro investendo in fondi speculativi ad alto rischio e scommettendo sul prezzo del petrolio e, a quanto pare, indovinando sempre. Thiel capisce prima di tutti il vero valore di quel sito: i dati. Avere un esercito di persone che spontaneamente semina sul web i propri dati personali, l’età, l’orientamento sessuale, i gusti, abbatte di netto le ricerche di mercato. Non sono più le aziende che devono conoscere i propri utenti, sono loro a presentarsi. Thiel sa cosa significa il commercio al tempo del digitale e quanto vale non a caso ha fondato il sistema di pagamenti online più usato al mondo. Facebook diventa quindi una vera e propria azienda con l’ufficio sopra a un ristorante cinese. 

giovedì 30 gennaio 2014

Rivalutazioni Bancarie, NON ALLE SCUOLE: scelte “civiche”, democratiche e… TAGLIOLE !!!


Perchè "rivedono" l' assetto societario della Banca centrale ?
 

Io faccio… Scelte Civiche; difendo i deboli: lascia IN PACE le Banche !!!












La Camera ha approvato in via definitiva la conversione in legge del decreto su Imu e quote Bankitalia nell'ultimo giorno disponibile prima della decadenza, tra le proteste dei grillini.
I SÌ SONO STATI 236,
I NO 209.


Il presidente di Montecitorio Laura Boldrini ha aperto la votazione, dopo avere troncato,
CON UNA DECISIONE … SENZA PRECEDENTI
applicando la cosiddetta procedura parlamentare della 'GHIGLIOTTINA' ;

LINK integrale dell’ articolo dall’ Avvenire:
http://www.avvenire.it/Politica/Pagine/ostruzionismo-grillino-sul-decreto-imu.aspx



… E CI RIFERIAMO OVVIAMENTE A QUANTO PREVISTO DAL DECRETO PER BANKITALIA E NON CERTO ALL’ANNULLAMENTO DELLA SECONDA RATA DELL’IMU,
MISURA CHE I DEPUTATI GRILLINI CONDIVIDEVANO E CHE AVEVANO CHIESTO PERCIÒ DI STRALCIARE PER POTERLA APPROVARE IN SEDE SEPARATA.
IL VERO NODO DUNQUE RISIEDEVA NELLA COSIDDETTA

[ RIVALUTAZIONE DELLE QUOTE DI BANKITALIA ] …

VEDIAMO ALLORA NEL MERITO QUALI SONO I PERICOLI CHE IL M5S HA DENUNCIATO, LOTTANDO COME DETTO FINO ALLA FINE PER EVITARE L’APPROVAZIONE DEL PROVVEDIMENTO… ;

LINK integrale dell’ articolo da Panorama:
http://economia.panorama.it/soldi/decreto-Imu-Bankitalia-grillini-proteste


Stipendi giù, presidi all'attacco: "Il ministro Carrozza si dimetta"

Tocca a Lei difendere il Suo Ministero e i Suoi Dirigenti. Non può lavarsi le mani dando la colpa solo al MEF o scrollandosi le spalle dicendo che non ha soldi. Alzi la voce, tiri fuori i muscoli o gli attributi e, se non sarà ascoltata faccia la cosa più corretta e nobile che un Ministro deve fare si dimetta". Non si placa la protesta dei presidi italiani dopo il blocco dei contratti integrativi regionali. E dopo le proteste, l’associazione nazionale Dirigentiscuola-Confedir, unica associazione di categoria rappresentante solo i dirigenti scolastici, alza il tiro e scrive una lettera di fuoco al ministro dell'Istruzione, Maria Chiara Carrozza.
L'aut aut posto dai presidi è chiaro: il ministro tuteli la categoria e la difenda dalla “buttata” del collega Saccomani "che, unilateralmente, ha deciso di bloccare i CC.II.RR. già sottoscritti e scaduti, con l’intento di scippare dalle tasche dei dirigenti scolastici circa 2.000 euro l’anno" oppure si dimetta.
"Quando un Ministro dichiara pubblicamente che Lei non c’entra niente con la decisone del collega Saccomani - attacca il Segretario Generale della Di.S.Conf. e aggiunto Confedir Attilio Fratta -, che non condivide la sua decisione, che i dirigenti scolastici sono già molto sottopagati, che la colpa è del MEF, vuol semplicemente dire che non ha voce in capitolo, che non ha alcun potere decisionale".
"Delle due l’una - continua Fratta -: o il ministro Carrozza, magari con l’aiuto del Presidente Letta, costringe Saccomani a ritirare il suo unilaterale, illegittimo e vergognoso provvedimento, peraltro mai reso pubblico, oppure difenda almeno la Sua dignità dimettendosi. La scuola non ha bisogno di un ministro fantoccio. Tocca a lei difendere e tutelare i suoi dirigenti che non possono essere costretti a ricorrere continuamente, con tutto quello che comporta, ai Giudici per vedersi riconosciuti i loro diritti. Ricorrere al Giudice deve essere un’eccezione, una patologia, non la norma. Può dirsi “normale”un Paese nel quale il cittadino è costretto a ricorrere continuamente dal Giudice per far rispettare le leggi violate da chi le ha emanate? O da chi prende provvedimenti calpestando i più elementari valori e principi sanciti dalla Costituzione? Se non si inverte questa tendenza prima o poi ci vorrà la ghigliottina perché, e non solo i dirigenti scolastici, ma il Popolo è stanco; ma evidentemente il Potere, le Istituzioni non si rendono conto che il Popolo 'ha fame Maestà!'. 'Dattegli le brioches' risposte Maria Antonietta… e le conseguenze le conosciamo. Peraltro come può un dirigente inculcare principi continuamente calpestati e nei quali non crede più? Un educatore insegna ciò che è non ciò che sa!”

http://www.affaritaliani.it/economia/scuola-dirigenti-ministro200114.html

mercoledì 29 gennaio 2014

Iscrizioni on line - Come registrarsi ?

INCONTRO SINDACATI CARROZZA POCA CONCRETEZZA

L'AMICO PAOLO LATELLA APRE UN GRUPPO FACEBOOK


di Lucio Ficara
Dopo le stupide e ignobili minacce subite dal nostro amico Paolo Latella sindacalista in prima linea per la difesa della scuola pubblica e dei diritti dei lavoratori, nasce, come risposta a coloro che vogliono trasformare la scuola pubblica statale in scuola privata finanziata dallo stato nonché dai cittadini, un doppio introito che ridurrebbe l'Italia in una nazione dove la cultura e l'istruzione sarebbero di "proprietà" solo dei ricchi, un gruppo Facebook in difesa della Scuola Pubblica.
Le intimidazioni giunte al nostro conterraneo Paolo, non rappresentano un problema personale, ma un'azione vile rivolta contro un principio costituzionale, che ci rappresenta tutti allo stesso modo. Per questo motivo vi chiedo di aderire in tanti al gruppo Facebook aperto dal bravo Paolo.

LINK DEL GRUPPO

martedì 28 gennaio 2014

Il caso Latella


L'articolo sul Il Giorno (sezione di Lodi e sud Milano) di domenica 26 gennaio 2014
 

L’Intra moenia entra al liceo

Claudio Dionesalvi, Silvio Messinetti

Scuola. Corsi di recupero tenuti dagli insegnanti dell’istituto dietro compenso privato e «volontario»; prestiti "agevolatissimi" alle famiglie grazie all'accordo con Banca Carime. Il contestato esperimento dello scientifico «Fermi» di Cosenza

C'è un lati­ni­smo dal suono dolce e lieve che meglio d’altro com­pen­dia quel lento pro­cesso di pri­va­tiz­za­zione sociale che pare irre­ver­si­bile. Quella «moder­niz­za­zione senza svi­luppo» su cui dis­ser­tava Paso­lini. L’intra moe­nia (let­te­ral­mente, tra le mura) è stato in que­sti anni il gri­mal­dello con cui la sanità pri­vata ha scar­di­nato quella pub­blica, quella con­ge­rie di pre­sta­zioni ero­gate al di fuori del nor­male ora­rio di lavoro dai medici di un ospe­dale, mediante l’utilizzo di strut­ture ambu­la­to­riali e dia­gno­sti­che dell’ospedale stesso, a fronte del paga­mento da parte del paziente di una tariffa. Il diritto alla salute pie­gato così alle logi­che del mer­cato, alla cul­tura d’azienda, alla discri­mi­na­zione di classe. Con la for­bice che si è allar­gata sem­pre più tra ceti abbienti e meno abbienti, tra nord e sud. E pro­prio un lembo del Mez­zo­giorno, fal­ci­diato da decenni di poli­ti­che neo­li­be­ri­ste, è diven­tato in que­sti mesi labo­ra­to­rio di un qual­cosa che pareva indi­ci­bile sinora: il regime intra moe­nia nella scuola pubblica.

Pub­blica distruzione

Forse è un caso, ma que­sto espe­ri­mento della scuola che verrà mette radici in un liceo scien­ti­fico dedi­cato a Enrico Fermi, in via Isnardi, a Cosenza. È qui che in autunno la pre­side, Michela Bilotta, durante il con­si­glio d’istituto ha pro­po­sto di effet­tuare corsi di recu­pero per gli alunni in dif­fi­coltà, uti­liz­zando gli stessi docenti che al mat­tino pre­stano ser­vi­zio die­tro com­penso pri­vato e «volon­ta­rio» delle fami­glie. È la rot­tura di un tabù. Dopo aver tagliato le disci­pline, alleg­ge­rito i pro­grammi, immi­se­rito la didat­tica, si teo­rizza adesso la fles­si­bi­lità della conoscenza.
Tutto si può com­prare. Anche la lezione in un liceo sta­tale, anche un’attività extra­cur­ri­co­lare. La scuola pub­blica ridotta così a nego­zio pri­vato. Con l’acquiescenza dei par­titi del cen­tro­si­ni­stra locale (Pd in testa), e il silen­zio della mini­stra Car­rozza. Unica orga­niz­za­zione a destarsi dal tor­pore è la Cgil, con la com­bat­tiva cate­go­ria della Flc. «La vicenda dell’intra moe­nia è solo la punta dell’iceberg di quello che avviene al “Fermi” e abbiamo con chia­rezza affer­mato all’ispettore mini­ste­riale che la diri­gente potrebbe non essere ade­guata a una scuola così com­plessa. Sta pro­vando a com­piere una spe­ri­co­lata ope­ra­zione dal sapore clas­si­sta ed esclu­dente — afferma Pino Assa­lone, segre­ta­rio pro­vin­ciale della Flc — che si accom­pa­gna a una con­ven­zione sti­pu­lata con la Banca Carime per finan­ziare un pre­stito a ‘con­di­zioni age­vo­la­tis­sime’ per far fronte alle spese per i corsi di soste­gno stu­dio. È un invito alle fami­glie a inde­bi­tarsi per pagare le atti­vità pro­messe dalla scuola». In spre­gio alla Costi­tu­zione, alla legge ordi­na­ria e ai con­tratti col­let­tivi. Da parte di quella stessa diri­gente che un anno fa voleva tra­sfe­rire le ore di edu­ca­zione fisica in una pale­stra pri­vata. Ovvia­mente a paga­mento. Per fre­nare que­sta deriva pri­va­ti­stica e quest’attacco all’istruzione, la Cgil ha sol­le­ci­tato e otte­nuto (a fatica) l’arrivo degli ispet­tori del Miur. «L’organizzazione pri­va­ti­stica nel corpo di una strut­tura pub­bli­ci­stica, è una vio­lenza — tuona Sil­vio Gam­bino, che inse­gna Diritto Costi­tu­zio­nale all’università della Cala­bria — che mina la solenne regola della gra­tuità e dell’obbligatorietà. L’istruzione è un diritto sociale e se le risorse non bastano si cer­chi la col­la­bo­ra­zione con comuni e Regione». Gli fa eco il col­lega Raf­faele Per­relli, che dirige il dipar­ti­mento di Studi Uma­ni­stici: «Que­sto è nient’altro che dar­wi­ni­smo sociale che com­prime l’uguaglianza. Nella scuola è in atto lo stesso pro­cesso che nella sanità è già in fase avan­zata. Si far­fu­glia il solito man­tra della crisi, dei prezzi cal­mie­rati. E, intanto, si comin­cia a limi­tare un diritto fon­da­men­tale. Un altro bene comune è così messo in discus­sione. E il “Fermi” fa da apri­pi­sta a que­sta invo­lu­zione». Nel men­tre, a via Isnardi, l’aria è sem­pre più pesante. Tra prov­ve­di­menti disci­pli­nari con­tro i docenti non alli­neati, e un’attività didat­tica poco serena.

lunedì 27 gennaio 2014

In Vaticano come al MIUR, Corvi e Gabbiani AGGREDISCONO (e divorano) … le colombe !!!


Ora ti sistemo io... FANNULLONA...

... lasciala PUNIRE a me,  che son più grosso di te !!! 

















L'Angelus del Papa (IERI) in Piazza San Pietro, diventa un' arena in cui un corvo e un gabbiano interpretano il ruolo di 2 carnefici aggredendo (il primo) e divorando (il secondo) l’innocente colomba papale.

Una scena inquietante.
Se poi si vuole cercare anche un simbolismo dietro la brutta fine toccata alle colombe della pace liberate domenica da Papa Francesco e attaccate subito dopo da un corvo e da un gabbiano, allora è pure peggio.
Di certo nè il Pontefice nè i bambini che erano affacciati con lui a San Pietro potevano sapere che lasciando volare via le due bianche colombe le avrebbero consegnate a una morte tanto rapida quanto cruenta, che si è consumata davanti agli occhi attoniti della folla in Vaticano.
E se c'è chi ne ha notato il lato appunto più simbolico, con gli uccelli della pace che vengono annientati da quelli del male
( E I "CORVI" CHE CONTINUANO A ESSERE UN PROBLEMA PER IL VATICANO ),
altri, etologi in primis, hanno invece avuto conferma di quello che sta avvenendo nella fauna della capitale, i cui cieli sono sempre più abitati da rapaci di grandi dimensioni.

LINK dell’ articolo:
http://www.pupia.tv/notizie/0015391.html

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Un centro di potere del MIUR è la direzione generale della ricerca che eroga ben 6.2 miliardi di euro di contributi comunitari a fondo perduto, 3 miliardi di budget statale e un miliardo l’anno di fondi ordinari per la ricerca.
Una settimana fa, come è noto, un esposto anonimo inviato ad un quotidiano nazionale ha denunciata una pesante situazione si parla di una vera cricca) presente nella direzione generale della ricerca.
Si fa interprete di questa vicenda che ha generato una tempesta nel MIUR e che ha indotto la Guardia di Finanza ad indagare un ( atto ispettivo ) che preoccupato del fatto che quanto esposto nel dossier sarebbe soltanto una punta di iceberg di un sistema messo in piedi da una vera e propria cricca, che, ai piani alti del ministero avrebbe offerto una sponda sistematica alle truffe.
L’ANONIMO PERALTRO FA NOMI E COGNOMI DI FUNZIONARI E COLLABORATORI INFEDELI,

DI CONSULENTI RAPACI,

DI TANGENTI, DI SCAMBI DI FAVORE, DI APPALTI PILOTATI, DI ASSUNZIONI E CONSULENZE, ANCORCHÈ TUTTE DA DIMOSTRARE,
di una decina di aziende che avrebbero beneficiato di finanziamenti pur non avendo i requisiti
per tale ragione si richiedono risposte tempestive da parte delle istituzioni competenti in termini di trasparenza e chiarezza;

LINK dell’articolo:
http://www.cesarealbanesi.com/wp/?p=3472

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Il “Corvo” del Miur con il suo dossier ha fatto centro ?

Il “Corvo” del Miur con il suo dossier ha fatto centro ? Questa è la domanda che in queste ore molti cittadini italiani si stanno ponendo. Leggi tutto Fonte: Tecnica della scuola

Questa vicenda di presunti funzionari del MIUR corrotti merita necessariamente una riflessione. Le accuse sono basate su un "dossier" anonimo ma molto dettagliato che descrive, con tanto di nomi e cognomi il sistema tangentizio attivato per favorire aziende amiche nelle pubbliche gare di aggiudicazione di prodotti e servizi. Non siamo, ovviamente, in grado di fare alcun nome, ci penserà la Procura della Repubblica ad emanare i relativi avvisi di garanzia, ma non possiamo nascondere la nostra indignazione. Anche la trasmissione "Report" si era occupata di questi casi. E' lecito pensare che qualcosa di vero si annidi tra i corridoi di Viale Trastevere. La cosa è ancora più grave perchè mentre si continuano ad operare tagli lineari alla scuola e alla ricerca, ci sarebbero dei funzionari super pagati (stipendio minimo 90.000 euro l'anno) che potrebbero essersi intascati delle tangenti alla faccia delle migliaia e migliaia di precari che mandano avanti la scuola a forza di volontariato e abbiamo una edilizia scolastica che grida vendetta al cielo. La sanità e l'istruzione sono i settori che, negli ultimi trent'anni hanno subito i tagli maggiori.

E' scandaloso, vegognoso, ripugnante, che funzionari infedeli abbiano potuto lucrare in un settore così tanto penalizzato.
Volesse il cielo che siano innocenti, perchè se si rivelasse la loro colpevolezza non c'è pena sufficiente per castigarli;

LINK dell’articolo di Roberto Tacchino:
http://istruzionegenova.blogspot.it/2013/06/il-corvo-del-miur-con-il-suo-dossier-ha.html

Svegliatevi trentenni! Oriana Fallaci


«Io mi diverto ad avere trent'anni, io me li bevo come un liquore i trent'anni: non li appassisco in una precoce vecchiaia ciclostilata su carta carbone. Ascoltami, Cernam, White, Bean, Armstrong, Gordon, Chaffee: sono stupendi i trent'anni, ed anche i trentuno, i trentadue, i trentatré, i trentaquattro, i trentacinque! Sono stupendi perché sono liberi, ribelli, fuorilegge, perchè è finita l'angoscia dell'attesa, non è incominciata la malinconia del declino, perché siamo lucidi, finalmente, a trent'anni! Se siamo religiosi, siamo religiosi convinti. Se siamo atei, siamo atei convinti. Se siamo dubbiosi, siamo dubbiosi senza vergogna. E non temiamo le beffe dei ragazzi perché anche noi siamo giovani, non temiamo i rimproveri degli adulti perchè anche noi siamo adulti. Non temiamo il peccato perché abbiamo capito che il peccato è un punto di vista, non temiamo la disubbidienza perché abbiamo scoperto che la disubbidienza è nobile. Non temiamo la punizione perché abbiamo concluso che non c'è nulla di male ad amarci se ci incontriamo, ad abbandonarci se ci perdiamo: i conti non dobbiamo più farli con la maestra di scuola e non dobbiamo ancora farli col prete dell'olio santo. Li facciamo con noi stessi e basta, col nostro dolore da grandi. Siamo un campo di grano maturo, a trent'anni, non più acerbi e non ancora secchi: la linfa scorre in noi con la pressione giusta, gonfia di vita. È viva ogni nostra gioia, è viva ogni nostra pena, si ride e si piange come non ci riuscirà mai più, si pensa e si capisce come non ci riuscirà mai più. Abbiamo raggiunto la cima della montagna e tutto è chiaro là in cima: la strada per cui siamo saliti, la strada per cui scenderemo. Un po' ansimanti e tuttavia freschi, non succederà più di sederci nel mezzo a guardare indietro e in avanti, a meditare sulla nostra fortuna: e allora com'è che in voi non è così? Com'è che sembrate i miei padri schiacciati di paure, di tedio, di calvizie? Ma cosa v'hanno fatto, cosa vi siete fatti? A quale prezzo pagate la Luna? La Luna costa cara, lo so. Costa cara a ciascuno di noi: ma nessun prezzo vale quel campo di grano, nessun prezzo vale quella cima di monte. Se lo valesse, sarebbe inutile andar sulla Luna: tanto varrebbe restarcene qui. Svegliatevi dunque, smettetela d'essere così razionali, ubbidienti, rugosi! Smettetela di perder capelli, di intristire nella vostra uguaglianza! Stracciatela la carta carbone. Ridete, piangete, sbagliate. Prendetelo a pugni quel Burocrate che guarda il cronometro. Ve lo dico con umilità, con affetto, perché vi stimo, perché vi vedo migliori di me e vorrei che foste molto migliori di me. Molto: non così poco. O è ormai troppo tardi? O il Sistema vi ha già piegato, inghiottito? Sì, dev'esser così».


Oriana Fallaci
[Da Se il sole muore, Rizzoli 1965]


http://it.paperblog.com/svegliatevi-trentenni-oriana-fallaci-202040/             

Olocausto e Shoah


Da Wikipedia riportiamo l’etimologia di due termini, Olocausto e Shoah, che oggi 27 gennaio sono particolarmente sentiti da tutti, perché  in seguito all'istituzione del "Giorno della Memoria", ricordare è un dovere morale prima ancora che istituzionale, affinché gli errori del passato siano un monito per il presente ed il futuro. A tal proposito in Wikipedia si scrive: “ Con il termine Olocausto (con l'adozione della maiuscola), a partire dalla seconda metà del XX secolo, si indica il genocidio perpetrato dalla Germania nazista e dai suoi alleati nei confronti degli ebrei d'Europa e, per estensione, lo sterminio nazista verso tutte le categorie ritenute "indesiderabili", che causò circa 15 milioni di morti in pochi anni. L'Olocausto, in quanto genocidio degli ebrei, è identificato più correttamente con il termine Shoah (in lingua ebraica: השואה, HaShoah, "catastrofe", "distruzione"). Esso consistette nello sterminio di un numero compreso tra i 5 e i 6 milioni di ebrei, di ogni sesso ed età. La distruzione di circa i due terzi degli ebrei d'Europa venne organizzata e portata a termine dalla Germania nazista mediante un complesso apparato amministrativo, economico e militare che coinvolse gran parte delle strutture di potere burocratiche del regime, con uno sviluppo progressivo che ebbe inizio nel 1933 con la segregazione degli ebrei tedeschi, proseguì, estendendosi a tutta l'Europa occupata dal Terzo Reich durante la seconda guerra mondiale, con il concentramento e la deportazione e quindi culminò dal 1941 con lo sterminio fisico per mezzo di eccidi di massa sul territorio da parte di reparti speciali e soprattutto in strutture di annientamento appositamente predisposte (campi di sterminio), in cui attuare quella che i nazisti denominarono soluzione finale della questione ebraica. Questo evento non trova nella storia altri esempi a cui possa essere paragonato per le sue dimensioni e per le caratteristiche organizzative e tecniche dispiegate dalla macchina di distruzione nazista.

domenica 26 gennaio 2014

Quale futuro per il sistema di valutazione.

Intervista a Giancarlo Cerini a cura di Reginaldo Palermo 


In queste ultime settimane si è parlato molto della questione “presidenza Invalsi”
Forse adesso bisognerebbe iniziare ad entrare nel merito e discutere di cosa dovrà davvero fare l’Invalsi. O no ?
La scelta del presidente Invalsi è sottoposta ad una procedura pubblica assai particolare, in cui un gruppo di “saggi” di chiara fama accademica è chiamato a definire una “rosa” di possibili candidati, sulla base di autocandidature degli interessati. Su questa base, si eserciterà poi la scelta di carattere politico, rimessa al Consiglio dei Ministri, con un evidente input del Ministro dell’Istruzione. Già avviene così per molti enti pubblici. E’ un segnale di trasparenza; sta di fatto che manca un dibattito pubblico sul ruolo dell’Invalsi, sulle linee di sviluppo, sui suoi rapporti con le scuole. Anche in questo caso, è evidente che la responsabilità di indirizzo spetta al Ministro competente (è lui che detta le priorità all’Invalsi in una apposita Direttiva), ma è di tutta utilità per il potere politico costruire le politiche nella massima condivisione con la società civile e con il mondo della scuola. Soprattutto in una situazione di evoluzione dell’intero sistema di valutazione, alla luce del recente Regolamento (Dpr 80/2013), è necessaria una vera e propria fase “costituente”, perché non è tutto “pacifico” nel rapporto tra scuole e Invalsi.
 

Perché la redazione di O. S. non ha pubblicato la petizione sul ripristino monetizzazione ferie non godute nella sua home page ?

Perché la redazione di O. S. non ha pubblicato la petizione sul ripristino monetizzazione ferie non godute nella home page  ? Questa è la domanda che si fa la Prof.sa Loredana Menale ( https://www.facebook.com/groups/367366913318615/ )  figura di spicco del gruppo Facebook " Difendiamo il piano triennale di immissioni in ruolo ". La domanda, che pone seri interrogativi sui possibili condizionamenti dell'informazione scolastica nel web, introduce argomentate riflessioni di alcuni docenti come  Libero Tassella e Marcella Raiola, conosciuti in rete per i loro articoli sul mondo scolastico. Noi di RTS abbiamo pubblicato la notizia della petizione nella nostra home page,  condividendola con ben 10 gruppi Facebook dedicati alla scuola ( per la precisione anche O.S. ha pubblicato la notizia in Home page, ma nella colonna di destra dedicata alle altre news ). Di seguito la sequenza dei commenti tratti dal gruppo Facebook " Difendiamo il piano triennale di immissioni in ruolo ":
 
 
Loredana Menale
La redazione di O. S. Ha pubblicato la nostra petizione , ma non è in home page per cui non la può vedere nessuno, questo è solo un contentino. la domanda nasce spontanea perché ? Restiamo in attesa di una risposta.

Petizione: Ripristino monetizzazione ferie non godute

Ripristino monetizzazione ferie non godute. Regolarizzazione degli stipendi supplenti temporanei.Adeguamento scatti stipendiali personale precario.

Ripristino monetizzazione ferie non godute. Regolarizzazione degli stipendi supplenti temporanei. Adeguamento scatti stipendiali personale precario.
 
Lanciata dal gruppo Facebook

L'istruzione e la ricerca sono il motore propulsivo di un Paese, la base da cui ripartire, invece, in questi ultimi anni i tagli alla spesa pubblica hanno fortemente penalizzato questo settore .

Per aderire alla petizione cliccare al seguente link:

 http://www.change.org/it/petizioni/ministero-della-pubblica-istruzione-ripristino-monetizzazione-ferie-non-godute-regolarizzazione-degli-stipendi-supplenti-temporanei-adeguamento-scatti-stipendiali-personale-precario?share_id=DrRKshMJtQ&utm_campaign=friend_inviter_chat&utm_medium=facebook&utm_source=share_petition&utm_term=permissions_dialog_true

Le superiori di quattro anni: quello che non ci dicono

Roberto Tacchino


Diciamo subito che la sperimentazione sulla riduzione di un anno della scuola secondaria di secondo grado non ci convince. Le motivazioni addotte dal ministero appaiono vaghe e superficiali, non sono il risultato di uno studio approfondito e articolato. Il quinto anno della scuola superiore ha sempre avuto un valore didattico e formativo incontestabile. La scuola superiore suddivisa in biennio e triennio ha un senso compiuto e ampiamente avvalorato dai fatti. Il quinto anno non rappresenta solo un percorso di studio e di arricchimento del proprio bagaglio culturale: l'esame di maturità, affrontato dagli allievi tra il diciottesimo e il diciannovesimo anno di età, non è unicamente un evento procedurale. Rappresenta un salto generazionale, è un passaggio obbligato alla maggiore età, l'anticamera dell'impegno e dell'assunzione di responsabilità tipiche dell'età adulta. Con l'esame di maturità, superato in questa particolare età, si stabilisce il passaggio dall'adolescenza all'età adulta. Ma non si tratta comunque solo di un processo umano e , diremmo, antropologico: l'iter degli studi da compiere prima di affrontare l'impegno universitario o lavorativo si può considerare concluso solo in presenza di una scuola superiore che contempli tutti e cinque gli anni. La scuola italiana è stata per decenni considerata un modello da imitare anche per questo motivo, perchè così era strutturata.

Dietro alle prove “Invalsi” un disegno preciso delle lobby imprenditoriali: competenza contro conoscenza

di Roberto Calogiuri


Trieste - Come ogni anno da qualche anno, nelle scuole di ogni ordine e grado, a metà maggio rifiorisce la prova Invalsi. E si rianimano le polemiche e le proteste di studenti, genitori e insegnanti verso l’”Istituto nazionale per la valutazione del sistema educativo di istruzione e di formazione”, i suoi metodi e i suoi intenti. In molti hanno boicottato le operazioni di somministrazione della prova e alcuni sondaggi di parte indicano che uno studente su tre ha messo i bastoni tra gli ingranaggi della verifica. Ma quest’anno la rete è stata invasa dalle fotografie fatte dagli studenti alle risposte date al proprio test. Risposte doppiamente ironiche, beffarde e sarcastiche, perché l’uso dei cellulari era severamente proibito. Di più: quest’anno anche la disposizione dei banchi è stata studiata a quinconce, in modo che ogni alunno non avesse vicino a sé nessuno con le stesse domande, nessuno da cui, al caso, potersi far suggerire la risposta giusta. Stratagemma eluso. Oltre ad aver cancellato il codice a barre per non essere identificati (il test “dovrebbe” essere anonimo) - dato che il questionario dello studente chiede informazioni personali e familiari -, i ragazzi scherzano sul tenore delle domande. Dicono che sono troppo semplici, dicono che è un insulto alla loro intelligenza. E lo è. È sufficiente dare un’occhiata al sito Invalsi per rendersene conto. Eppure c’è poco da ridere. Perché dietro a domande spesso banali e prevedibili, c’è un disegno preciso e per nulla rassicurante per il futuro della scuola e della cultura. Dice Chris Hedges: “Il superamento di test a scelta multipla celebra e premia una forma peculiare di intelligenza (…) apprezzata dai gestori e dalle imprese finanziarie (…) Questi test creano uomini e donne che sanno leggere e far di conto quanto basta per occupare posti di lavoro relativi a servizi e funzioni elementari (…) premiano chi rispetta le regole, memorizza le formule e mostra deferenza verso l’autorità.” C’è da preoccuparsi a pensare che dai risultati Invalsi si voglia far dipendere la carriera degli insegnanti e i finanziamenti alle scuole.
C’è da preoccuparsi a pensare che dai test Invalsi dipenderà l’articolazione dei programmi scolastici e i mezzi per attuarli. C’è da preoccuparsi a pensare che dalla scuola riformata e ricalibrata attorno all’Invalsi, e quindi al passaggio dalla prevalenza dei contenuti al dominio dei metodi, usciranno “buoni consumatori in questa società tecnologica” (sostiene Roberto Renzetti).


sabato 25 gennaio 2014

Quelle volte che … “il gigante” toglie i piedi “dall’ argilla” … NON si snatura !!!

IL  MIUR "finisce" Troppo Spesso innanzi ai Giudici: l' Avvocatura di Stato chi la PAGA ? 


24 Gennaio 2014:
la FLC ricorre al TAR contro la sperimentazione della riduzione di un anno della scuola secondaria superiore.

Impugnati i decreti del MIUR che autorizzano una sperimentazione illegittima e carente sul piano organizzativo e didattico.


La FLC CGIL ha notificato al TAR Lazio il ricorso contro i decreti del MIUR che autorizzano un gruppo di scuole secondarie statali a sperimentare a partire dall'a.s. 2014/15 la riduzione del percorso di studi da cinque a quattro annualità.

La FLC ritiene queste sperimentazioni non fondate sul piano metodologico-didattico e illegittime sul piano procedurale. Tutta questa operazione si configura come una mera abbreviazione del corso di studi realizzata al di fuori di un valido progetto formativo e di istruzione in grado di compensare il taglio di un anno.

Inoltre i decreti impugnati risultano in contrasto con le indicazioni previste dal DPR 275/99 in materia di sperimentazione:
manca il parere obbligatorio del Consiglio Nazionale della Pubblica Istruzione e non ci sono, né negli atti impugnati né altrove, i “criteri di corrispondenza” tra quanto sperimentato e l’ordinario corso di studi necessari ad attestare la “piena validità degli studi compiuti dagli alunni.

La FLC, considerate le evidenti ricadute che ne possono derivare oltre che sul piano ordinamentale anche su quello occupazionale, ha chiesto al MIUR di interrompere le sperimentazioni e di aprire una fase di ascolto in grado di coinvolgere il mondo della scuola e le sue rappresentanze sindacali, professionali e studentesche.


LINK INTEGRALE dalla FLC CGIL [Lombardia]:
http://www.flccgil.lombardia.it/cms/view.php?cms_pk=4310&dir_pk=10

A difendere la Stato (quello di DIRITTO) [e la Scuola]; più del politico o del sindacato… FECE il Giudice e l’ Avvocato !!!


Tutti possono accedere alla Giustizia...
Avvocati e Giudici italiani dicono di  NO  !!!













Protestano (tra IERI e OGGI) i Magistrati e gli Avvocati… in tutta Italia.

Indossando una fascia tricolore con la scritta "A difesa della democrazia"
gli avvocati romani hanno protestato durante la cerimonia di inaugurazione dell'anno giudiziario presso la Corte d'Appello di Roma. Portavoce Mauro Vaglio, presidente del consiglio dell'ordine degli avvocati di Roma, nel corso del suo intervento programmato ha espresso il senso della protesta
"CONTRO LE DIFFICOLTÀ DI ACCESSO A UNA GIUSTIZIA SEMPRE PIÙ ONEROSA E AD APPANNAGGIO SOLO DEI PIÙ RICCHI CHE VA COSI IN CONTRASTO CON IL DIRITTO COSTITUZIONALE DI UNA DIFESA CHE DEVE ESSERE APPANNAGGIO DI TUTTI I CITTADINI".

La protesta, secondo quanto riferito da Antonino Galletti, tesoriere dell'ordine degli avvocati di Roma,
"è condivisa con tutti gli ordini d'Italia".
Al termine dell'intervento di Vaglio, gli avvocati, sempre indossando la fascia tricolore, hanno lasciato la sala del cerimonia.

LINK dell’ articolo integrale:
http://roma.repubblica.it/cronaca/2014/01/25/news/inaugurazione_dell_anno_giudiziario_pandolfi_le_mafie_attratte_dalla_capitale-76890612/
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Anno giudiziario, i magistrati si difendono dalla "gogna infamante" e assicurano: "non molleremo".

Si apre in un clima teso l’anno giudiziario in tutti i distretti di Corte d’Appello.
UN CLIMA CONDIZIONATO DAGLI ATTACCHI CHE CONTINUANO A PIOVERE SUI MAGISTRATI E DALLE DIFFICOLTÀ ECONOMICHE CHE PESANO SULL’ATTIVITÀ GIUDIZIARIA.
A MILANO IL PRESIDENTE DI CORTE D’APPELLO GIOVANNI CANZIO AFFERMA CHE “AGLI ATTACCHI PERSONALI, AL DILEGGIO STRUMENTALE, TALORA ALLA INFAMANTE GOGNA MEDIATICA E ALLE MINACCE CUI SONO STATI SOTTOPOSTI", I GIUDICI "HANNO SAPUTO RISPONDERE" USANDO "LE ARMI" DELLA "IMPARZIALITÀ".
INEVITABILE IL RIFERIMENTO ALLE ACCUSE DI SILVIO BERLUSCONI, CONSIDERANDO LE ACCUSE ANCHE RECENTI E VISTO CHE L'ANNO SCORSO A MILANO TRA I VARI PROCESSI CHE SONO STATI CELEBRATI SI RICORDANO QUELLO SUL CASO RUBY E QUELLO PER LA VICENDA MEDIASET.
Nella sua relazione Canzio ha voluto dedicare alcuni passaggi ai giudici milanesi che sono "stati oggetto di sommarie e ingiuste accuse di parzialità e di mancata serenità di giudizio, solo perché funzionalmente investiti della definizione di taluni procedimenti a forte sovraesposizione mediatica, per lo spiccato rilievo politico e sociale che li caratterizzava". A questi giudici il presidente ha rivolto parole "di apprezzamento e di gratitudine per il profondo senso del dovere e di appartenenza all'istituzione dimostrato" e perché agli attacchi “hanno saputo rispondere con sobrietà, umiltà e riservatezza, adoperando le armi della giurisdizione e continuando a giudicare con imparzialità al solo servizio della giustizia e dello Stato".

LINK integrale dell’ articolo:
http://www.huffingtonpost.it/2014/01/25/anno-giudiziario-corte-appello_n_4663837.html?utm_hp_ref=italy

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Anno giudiziario, avvocati con mani legate e maschera di Anonymous.
Protesta del ceto forense che sventola le maschere di Anonymous quando parla il rappresentante del ministro. Di DARIO DEL PORTO e CONCHITA SANNINO.

Protesta degli avvocati del consiglio dell'Ordine di Napoli alla cerimonia di inaugurazione dell'Anno giudiziario in corso a Castel Capuano. Mani legate e con una fascia tricolore con la scritta
" IN DIFESA DEI DIRITTI ":
così i legali partenopei manifestano contro le mancate riforme della giustizia.
Gli avvocati hanno iniziato la loro protesta prima della relazione del presidente della corte d'Appello, Antonio Buonajuto.

UN ALTRO GRUPPO DI OPERATORI SI TROVA ALL'ESTERNO DEL VECCHIO TRIBUNALE E ESPONE UNO STRISCIONE CON LA SCRITTA "GIUSTIZIA UMILIATA".

LE TOGHE PROTESTANO CONTRO I RECENTI PROVVEDIMENTI DEL GOVERNO IN TEMA DI GIUSTIZIA E CONTESTANO IL MINISTRO ANNA MARIA CANCELLIERI.
IL DISCORSO DI CAIA E'STATO RIPETUTAMENTE INTERROTTO DAGLI APPLAUSI.

ALL'INDIRIZZO DEL MINISTRO CANCELLIERI E' PARTITO DALLA PLATEA ANCHE IL CORO «DIMISSIONI, DIMISSIONI».

LINK dell’ articolo integrale:
http://napoli.repubblica.it/cronaca/2014/01/25/news/apertura_dell_anno_giudiziario_avvocati_con_mani_legate-76888460/

Precari scuola, l’incubo del taglio alla greca

Adriana Comaschi


Sos scuola pubblica. I 150 euro «tornati» nella busta paga degli insegnanti di ruolo, dopo la mezza sollevazione provocata dall’annuncio del governo di volerli tagliare, non esauriscono il lungo elenco dei nodi da sciogliere per garantire un minimo di qualità alla vita in classe. Prima fra questi, la scelta che toglierà a circa 130mila precari da 1000 a 1200 euro l’anno, cancellando il diritto a vedere monetizzate le ferie non godute. Senza contare il mancato pagamento degli stipendi di dicembre e spesso novembre per le supplenze brevi, su cui solo ora sta intervenendo il ministero. E come ben racconta Valentina Mascaretti, bolognese, 34 anni, precaria da sette, supplente in un liceo di Imola: «Vivere con questa incertezza sui pagamenti diventa difficile. La mia salvezza? Non avere figli, e lo stipendio di mio marito. Ma già così si tira la cinghia».
Tanti aspetti del lavoro da precaria del resto «lo rendono molto più stressante di quello dei colleghi di ruolo». Tra i diritti degli uni e degli altri «c’è un abisso», non si contano le disparità che il ministero non pensa affatto a colmare. Una su tutte, appunto quella del mancato pagamento delle ferie non godute. I precari non possono prenderle, visto che vengono licenziati ogni estate: se in precedenza queste ferie perse venivano compensate, la spending review 2012 ha stabilito che non possono essere monetizzate. Sarà così dal 2014, anche quelle per il 2012-13 sono in forse. La giustificazione? Ai precari vengono conteggiate come ferie Natale e Pasqua, cosa che non accade con i colleghi di ruolo. «Di fatto, si tratta di una decurtazione dello stipendio attuale accusa Raffaella Morsia della Flc-Cgil Emilia-Romagna -, i precari subiscono un taglio alla greca. Un’ingiustizia contro cui ora la Flc nazionale avvierà una serie di cause pilota». C’è poi l’abuso dei contratti a termine, contro cui ha puntato il dito a dicembre la Corte Europea di Giustizia. Anche questo Valentina lo ha subìto sulla propria pelle, «ho lavorato nella stessa scuola per un anno, ma con un contratto rinnovato 5 volte». Riassumendo: «Lavoriamo proprio come chi è di ruolo, anzi forse per farci accettare pure di più. Molti di noi hanno master o dottorati, abbiamo investito molto sulla nostra formazione. Ma non godiamo degli stessi diritti degli altri docenti».

Informazione scolastica sulle ferie non godute dei precari: precisazioni dal basso

Segnaliamo un interessante articolo dal sito web Professionisti Scuola Network, che puntualizza un argomento (ferie non godute dei precari  ) trattato in modo poco appropriato da portali di informazione scolastica di primaria visibilità, costretti a eliminare i post da loro precedentemente pubblicati.
 
di Ciro Agizza
 
 
Viste le varie segnalazioni giunte in redazione, ci teniamo a precisare che nulla è cambiato in merito alla questione delle ferie non godute dei precari. Chi vanta di aver ricevuto dei pagamenti sono sempre nella misura data dai giorni maturati detratti quelli di sospensione delle lezioni comprese nel contratto.
 
Da parte del Miur e Mef non si è avuto nessun dietro front o concessione, anzi ribadiamo che il sistema applicato doveva essere utilizzato dal 1 settembre 2013 ovvero per l'anno scolastico 2013/14 e non già dal 1 gennaio 2013 come sostenuto dal MEF nella nota n.72696 del 4 settembre 2013 che ha reso retroattiva la norma anche in caso di contratti scaduti o terminati
Il mancato pagamento delle ferie non godute per l'a.s. 2012-2013 (periodo precedente alla data del 1/9/2013) si configura, quindi come un’ulteriore beffa, che si sta perpetrando sulla pelle dei lavoratori precari della scuola, l’ennesimo schiaffo per una categoria che negli ultimi anni ha subito, più di molte altre, restrizioni e tagli e che sempre con maggiore evidenza è considerata dal proprio “datore di lavoro”, lo Stato, priva di dignità e indegna di considerazione.
Quindi per l'ennesima volta dovranno essere i Tribunali a riconoscere un diritto dei precari, che ultimamente sono bistrattati in tutti i modi, basti vedere l'alone di mistero che circonda anche la ripartizione per le  immissioni in ruolo sul sostegno.
 

Il "Piano Omega" forse esiste davvero

IPOTIZZO che esista e sia in attuazione, ormai da una ventina d'anni, un "Piano Omega" (il nome è di fantasia), cioè un preciso progetto trasversale tra partiti sia di dx che di sx e che comprende anche i "sindacatoni" (quelli che fanno riferimento ai partiti), piano volto a ridimensionare la scuola tutta.
Perciò in vent'anni il pil destinato alla scuola è stato ridotto dal 5,5% a circa il 4,2% attuale cioè di un quarto! In vent'anni si è creato il c.d. precariato storico: circa 200.000 insegnanti assunti a settembre o dopo e licenziati a giugno, su ognuno dei quali lo "Stato" RISPARMIA 9.000 euro all'anno!
Intanto l'edilizia scolastica è lasciata andare in malora: edifici non a norma e pericolosi, tanto che qualcuno muore. Poi è venuta Gelmini al guinzaglio di Tremonti a tagliare col machete anche quello che funzionava. Così abbiamo avuto: classi-pollaio, accorpamenti assurdi di scuola, Invalsi a go-go per mettere in cattiva luce gli insegnanti, ....Ha proseguito Profumo con concorsone dei 300.000, avance audaci sulle 24 ore, licei amputati di un anno, ....Ha fatto la sua parte Fornero che ha ritardato l'andata in pensione anche a chi l'aveva a portata di mano. Scatti bloccati e CCNL congelato.
Ora Carrozza con lo slogan VUOTO E MENDACE "l'istruzione riparte" (cioè solo parole) mentre nei fatti prosegue l'azione di Gelmini e Profumo puntando palesemente:

1) all'autofagia contrattuale cioè togliere l'anzianità a tutti e prospettare lo zuccherino della carriera meritocratica a pochi, con - al solito - una 1ª fase certa e subito e una 2ª fase futura. incerta e magari da ricontrattare;

2) ai c.d. licei brevi di 4 anni ("risparmio" 3 mld di euro) sperimentati frettolosamente e graziosamente nel privato (con successo della sperimentazione sicuro al 100%) presentati come ineluttabile allineamento all'Europa e diploma a 18 anni, mentre i problemi veri (precari, edilizia, dispersione, ....) si incancreniscono.

Intanto i "sindacatoni" guardano altrove....


Vincenzo Pascuzzi

https://www.blogger.com/comment.g?blogID=2437060168770673181&postID=6185583041249053375&page=1&token=1390630423033

venerdì 24 gennaio 2014

IMBROGLI E SCUOLE PRIVATE: MINACCE CONTRO IL PROF. PAOLO LATELLA

 Comunicato Stampa 25.01.2014 -


Il Prof. Paolo Latella, membro dell’Esecutivo Nazionale dell’Unicobas Scuola e segretario regionale lombardo, autore di un articolato dossier sui diplomifici italiani indirizzato al Ministro Carrozza, ha ricevuto ieri pesanti telefonate minatorie. Latella ha raccolto, fra le altre, migliaia di segnalazioni sullo stato dell’istruzione privata, provenienti direttamente dai docenti di istituti che costringono il personale assunto a rinunciare allo stipendio per ottenere il punteggio maturato con l’incarico annuale. Punteggio che consente l’accesso alle graduatorie del personale precario pubblico, reclutato poi dalle scuole di stato sia per le supplenze che per l’assunzione in ruolo. Un do ut des degno del paese delle banane, reso possibile da una vergognosa legge di parità scolastica approvata alla metà degli anni ’90, che parifica i crediti maturati con il servizio prestato nelle scuole pubbliche grazie ad assunzioni temporanee trasparenti, a quello effettuato grazie alla chiamata discrezionale (senza graduatorie) delle scuole private parificate.
Il fenomeno del lavoro gratuito dei docenti risulta presente in modo massiccio nel Sud Italia. Ci chiediamo se il Ministro Carrozza, al quale il dossier di Latella è stato inviato da tempo, intenda continuare a tollerare una vergogna del genere o se, magari, non creda di avere il dovere di assumere un provvedimento urgente, disponendo il controllo dello stato di servizio, ovvero imponendo, al momento della domanda d’ingresso in graduatoria, almeno la consegna dei cedolini stipendiali e dei versamenti dei contributi all’Inps. Ma sarebbe il tempo di rivedere la legge sulla parità scolastica, ché altrimenti condanna ad una battaglia impari con sedicenti insegnanti ‘amici degli amici’ i nostri migliori docenti precari, sempre in regola con i requisiti richiesti e che prima dei tagli da 8,5 miliardi disposti dalla Gelmini, hanno occupato centinaia di migliaia di posti vacanti sui quali, violando la Costituzione, non s’è per anni provveduto a bandire concorsi. Gli incarichi attuali sono meno numerosi. In più, a seguito della restrizione delle spese (che  nega ai precari persino la retribuzione di quei miseri due giorni e mezzo ogni 30 di lavoro), non comprendono più ormai il pagamento dell’estate, mentre, lavorando nel settore privato, pur senza percepire nulla per tutto l’anno, si può ottenere uno statino che millanta incarichi sino ad agosto, con punteggi maggiori.

Diplomarsi a 18 anni: i politici sui banchi

di Sara De Carli

 

Oggi pomeriggio alla Camera un seminario di studi per riflettere sull'idea di portare da 5 a 4 gli anni di scuola superiore


Da quando il ministro Maria Chiara Carrozza ha autorizzato la sperimentazione di scuole superiori da quattro anni anziché cinque, il dibattito impazza. Otto scuole stanno già sperimentando i 4 anni, fra cui l'Istituto tecnico economico Enrico Tosi di Busto Arsizio (Varese), il Majorana di Brindisi, il San Carlo di Milano. Oggi pomeriggio presso la Camera dei Deputati, i politici si metteranno dietro i banchi per ascoltare cosa ne pensano, di questo taglio di un anno, quelli che la scuola la conoscono meglio, perché la fanno ogni giorno. Convocati dal gruppo Per l’Italia, con l’onorevole Milena Santerini a fare da padrona di casa, diversi esperti presenteranno le loro considerazioni attorno a due macro-temi: “la scuola secondaria ponte per il futuro” e “uscire da scuola a 18 anni”. Interverranno Mario G. Dutto (CeRiForm Università Cattolica), Andrea Gavosto (Fondazione Agnelli), Luisa Ribolzi (Università di Genova), Claudio Gentili (Direttore Educational Confindustria), Orazio Niceforo (Tuttoscuola), Paolo Mazzoli (dirigente scolastico, Roma), Paolo Ferrantini (dirigente scolastico, Bologhna), Pietro Bosello (dirigente scolastico, Varese).
«Il seminario di studi “Diplomarsi con successo a 18 anni” nasce dal desiderio di far dialogare la politica e la ricerca pedagogica, per innovare la scuola», dice l’onorevole Santerini. «Le grandi riforme di sistema sono complicate, ma dobbiamo trovare dei modi per produrre cambiamento e innovazione». La riflessione si articola attorno ad alcuni nodi centrali: «avvicinare scuola superiore e mondo del lavoro, qualificare la scuola, contrastare la dispersione scolastica». All’interno dello spazio disegnato da questi paletti si può pensare, perché no anche al taglio di un anno di superiori: «non è qualcosa di negativo perché effettivamente siamo uno dei Paesi in cui i giovani entrano più tardi sul  mercato del lavoro, l’esigenza è giusta. Agire sui primi anni, anticipando la scuola, non è corretto per ragioni pedagogiche, infatti le scuole dei paesi migliori cominciano a 7 anni», riflette Santerini. Che però precisa: «Non bisogna guardare a quell’anno in meno come un taglio, come un meno né si possono fare riforme della scuola partendo dal principio del risparmio e della riduzione di un anno. Il tema è come qualificare i quattro anni di scuola superiore, come migliorare gli apprendimenti dei nostri giovani».

"L'IMMORALITÀ È COME IL LETAME VA TRATTATA CON LA PALA"

Ieri durante la trasmissione condotta da Michele Santoro "Servizio Pubblico", il cittadino Di Battista del M5S ha strappato applausi e cori da stadio pronunciando semplici parole, ma cariche di significato:
"l'immoralità è come il letame va trattata con la pala".
Io aggiungerei una citazione di un certo "Fran G.da Paola"  "Questi sono come il letame, più lo misciti più ti sporchi le mani".
Frasi del popolo che fotografano la condizione in cui versa l'Italia di oggi.
                      

giovedì 23 gennaio 2014

“Dirigenti delle scuole invisibili per il Governo, indispensabili per il paese”

Roma, 23 gennaio – Hanno partecipato quasi 800 Dirigenti Scolastici dell’ Associazione Nazionale Dirigenti e Alte Professionalità della Scuola (ANP) al sit-in di protesta che si è tenuto questa mattina davanti al Ministero dell’Istruzione (MIUR).
Per la prima volta i Dirigenti della scuola sono scesi in piazza per manifestare contro il Governo: "Bisogna prendere atto – denuncia Giorgio Rembado, Presidente di ANP – che il funzionamento delle scuole non costituisce più una priorità per il decisore politico".
Al centro della protesta anche le continue riduzioni di finanziamenti che hanno colpito duramente l’intero settore dell’Istruzione "Il lavoratore ha diritto ad una retribuzione proporzionata alla quantità e qualità del suo lavoro. Così recita l’articolo 36 della Costituzione, ma da troppo tempo nella scuola il principio costituzionale è dimenticato e l’unica politica messa in campo dal Governo sembra essere quella dei "tagli". Tagli alle risorse delle scuole, tagli al loro numero, tagli agli organici dei dirigenti (il 25% in meno in soli due anni), tagli all’organico dei docenti e del personale amministrativo". E conclude il Presidente di ANP: "Non si può ridurre di un quarto il numero delle scuole, cioè delle presidenze, lasciando invariato il numero delle sedi, degli alunni e pensare che questo non abbia nessuna ripercussione sulla qualità dell’istruzione."

Antonio Albanese - Il professore

(Stimati !?) prof. d’ Italia: 85 PERSONE HANNO LA METÀ DELLA RICCHEZZA DEL PIANETA… (a VOI) lasciano... LE TRE CARTE !!!



Cosa vuole questa Massa di... FANNULLONI  ?!?
 
Chi dice che "ci stiamo snaturando" !?!





















Un rapporto dell'ong Oxfam evidenzia che l’1% delle famiglie del mondo possiede il 46% della ricchezza globale (110.000 miliardi dollari). In 29 paesi su 30, dal 1970 ad oggi, i ricchi pagano sempre meno tasse: di Roberta Rizzo. Roma 23 gennaio 2014.

LA FORBICE TRA RICCHI E POVERI NEL MONDO SI ALLARGA SEMPRE DI PIÙ.
POCHI FORSE SANNO, PERÒ, CHE GLI 85 UOMINI PIÙ RICCHI DEL PIANETA DETENGONO UNA RICCHEZZA PARI A QUELLA DI METÀ DELLA POPOLAZIONE MONDIALE.
A dirlo è il rapporto di ricerca Working for The Few, diffuso dall'ong Oxfam alla vigilia del World Economic Forum di Davos. Lo studio intreccia la lista dei milionari stilata da Forbes nel 2013 con un rapporto Credit Swisse (la banca sivzzera), il Global Wealth Report 2013, che analizza i trend della ricchezza globale.

LEGGI SCRITTE PER FAVORIRE I PIÙ RICCHI
L'estrema disuguaglianza tra ricchi e poveri implica anche un progressivo indebolimento dei processi democratici a opera dei ceti più abbienti, che piegano la politica ai loro interessi a spese della stragrande maggioranza. In pratica, secondo Oxfam, le elite economiche mondiali agiscono sulle classi dirigenti politiche per truccare le regole del gioco economico, erodendo il funzionamento delle istituzioni democratiche e generando un mondo in cui 85 super ricchi possiedono l'equivalente di quanto detenuto da metà della popolazione mondiale.

ITALIA
UNA SITUAZIONE CHE NON RIGUARDA SOLO I PAESI IN VIA DI SVILUPPO MA ANCHE QUELLI DELL'OCCIDENTE E CHE VEDE IN PRIMO PIANO IL NOSTRO PAESE. UNO STUDIO CONDOTTO DELLA PARIS SCHOOL OF ECHONIMCS EVIDENZIA COME IN ITALIA LE DISEGUAGLIANZE TRA LA FASCIA RICCA E QUELLA PIÙ POVERA DELLA POPOLAZIONE DAL 1976 AL 1985 FOSSE IN DIMINUZIONE PER POI INVERTIRE LA ROTTA E AUMENTARE IN MANIERA COSTANTE DAL 1986 FINO AL 2009 …
… IL RESTO DEI CITTADINI DEL MONDO SI SPARTISCE LE BRICIOLE
"Un sistema che si perpetua, perchè gli individui più ricchi hanno accesso a migliori opportunità educative, sanitarie e lavorative, regole fiscali pìù vantaggiose e possono influenzare le decisioni politiche in modo che questi vantaggi siano trasmessi ai loro figli" afferma Winnie Byanyima, direttrice di Oxfam International.

I RICCHI GUADAGNANO DI PIÙ E PAGANO MENO TASSE
Il rapporto di Oxfam evidenzia, ad esempio, come sin dalla fine del 1970 la tassazione per i più ricchi sia diminuita in 29 paesi sui 30 per i quali erano disponibili dati. Ovvero: in molti paesi, i ricchi non solo guadagnano di più, ma pagano anche meno tasse. Il tutto a spese delle classi povere e medie che ci conducea dove siamo oggi: nel mondo 7 persone su 10 vivono in paesi dove la disuguaglianza è aumentata negli ultimi trent'anni, e dove l'1% delle famiglie possiede il 46% della ricchezza globale (110.000 miliardi dollari).

LA DISPARITÀ DI REDDITO MINA LA STABILITÀ SOCIALE
"SE NON COMBATTIAMO LA DISUGUAGLIANZA, NON SOLO NON POTREMO SPERARE DI VINCERE LA LOTTA CONTRO LA POVERTÀ ESTREMA, MA NEANCHE DI COSTRUIRE SOCIETÀ BASATE SUL CONCETTO DI PARI OPPORTUNITÀ, IN FAVORE DI UN MONDO DOVE VIGE LA REGOLA DELL' 'ASSO PIGLIATUTTO'", CONCLUDE WINNIE BYANIMA. NEGLI ULTIMI ANNI IL TEMA DELLA DISUGUAGLIANZA È ENTRATO CON FORZA NELL'AGENDA GLOBALE: OBAMA LO HA IDENTIFICATO COME UNA PRIORITÀ DEL 2014, E PROPRIO IL WORLD ECONOMIC FORUM HA POSTO LE DISPARITÀ DI REDDITO DIFFUSE COME IL SECONDO MAGGIORE PERICOLO NEI PROSSIMI 12-18 MESI, METTENDO IN GUARDIA SU COME STIA MINANDO LA STABILITÀ SOCIALE E ''MINACCIANDO LA SICUREZZA SU SCALA GLOBALE''.

LINK dell’ articolo integrale da RAI news:
http://www.rainews.it/dl/rainews/articoli/85-persone-ricchezza-pianeta-9f0fa9da-8296-49f8-95ed-340e9d2624fb.html

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LANDINI: “LA CGIL È SNATURATA. ORA UN REFERENDUM” (di Salvatore Cannavò)
23 gennaio 2014.

Maurizio Landini riprende il suo ruolo di spirito critico dentro la Cgil.
Dopo il riavvicinamento con la segreteria di Susanna Camusso verso un congresso nazionale unitario, il segretario della Fiom ha attaccato molto duramente l’accordo siglato recentemente da Cgil, Cisl, Uil e Confindustria sulla rappresentanza sindacale. “Rischia di snaturare la storia della Cgil”, dice Landini che ripete una richiesta fondamentale: la consultazione di tutti i lavoratori.
Perché è grave quello che è successo in Cgil ?
La cosa grave è che si impedisce ai lavoratori di poter valutare e decidere. Si viene a verificare una mancanza di democrazia.
Quali sono i punti che considera davvero gravi ?
Innanzitutto il fatto che vengano stabilite sanzioni per i sindacati che non rispettano quell’accordo. Inoltre, si inserisce un “collegio arbitrale” a livello confederale che, di fatto, riduce il ruolo delle categorie. C’è poi un ridimensionamento del ruolo delle Rsu. Ricordo che la Cgil, nel 2009, non firmò un accordo che andava nella stessa direzione;

LINK del PD di Valdengo (da cui è tratta la … NOTIZIA):
https://pdvaldengo.wordpress.com/2014/01/23/landini-la-cgil-e-snaturata-ora-un-referendum-salvatore-cannavo/

150 euro: il mistero della ritenuta fiscale



Su Facebook giranno inquietanti domande sulle famose trattenute di 150 euro dallo stipendio di gennaio degli insegnanti che hanno avuto lo scatto di anzianità . Le domande che fanno riflettere sono del tipo: "A qualcuno di voi è successo di vedersi detrarre dallo stipendio di gennaio €150 e poi il giorno successivo un riaccredito di € 109,5 con la ritenuta fiscale di €40,5 ?" Il problema è quello che alla domanda seguono risposte del tipo: " è successo anche a me " o  " si sta succedendo ". Queste indiscrezioni meriterebbero un approfondimento ( visione dei cedolini per confermare con dati di fatto le affermazioni fatte su Facebook ), utile per meglio capire la strana storia di queste 150 euro da trattenere prima e da ridare poi.

mercoledì 22 gennaio 2014

Letta in vista all'Iit di Genova, Cingolani: "Soddisfatti di questa visita"

"Soddisfatto di questa visita, abbiamo mostrato i laboratori e i nostri giovani". Felice il direttore scientifico dell'Iit Roberto Cingolani dopo la visita del premier Enrico Letta all'Istituto Italiano di Tecnologia di Morego: "Sono arrivate parole incoraggianti sulla ricerca da parte del presidente del consiglio, sono molto felice che abbia visto tutti i giovani che lavorano qui da noi, per l'istituto è un ottimo risultato". A tal proposito riproponiamo su RTS un articolo pubblicato sulle pagine de La Tecnica della Scuola, riguardante alcune riflessioni del Prof Cingolani, estrapolate dai contenuti di  un colloquio telefonico tra l'illustre scienziato con Aldo Domenico Ficara,  sulla fuga dei cervelli dal nostro Paese:

http://www.tecnicadellascuola.it/index.php?id=51694&action=view

Usa, bimba rifiuta di togliersi il cappotto: la maestra la uccide rompendole la testa

Una bambina di tre anni rifiuta di togliersi il cappottino, la maestra la uccide fracassandole il cranio.
E’ una storia di una violenza inaudita quella appena arrivata dagli Stati Uniti: Autumn Elgersma, bambina di tre anni, è stata scaraventata con violenza a terra dalla sua maestra di asilo, per essersi rifiutata di obbedire. La caduta le ha procurato delle fratture al cranio che le hanno causato ferite al cervello risultate fatali. La responsabile del folle gesto, Rochelle Sapp, responsabile dell’asilo di Orange City, nell’Iowa è stata arrestata dalla polizia.

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NOVANTACINQUE TESI SULLA SCUOLA

di Annamaria Testa - 21 gennaio 2014


1. I ragazzi non devono annoiarsi a scuola: chi si annoia non impara.
2. Il contrario di “annoiarsi a scuola” non è “divertirsi”. È “essere interessati”.
3. L’interesse nasce di fronte a qualcosa di nuovo e complesso ma comprensibile: una sfida difficile ma non tanto da non poter essere affrontata.
4. Qualsiasi argomento può essere reso interessante. Però bisogna lavorarci.
5. Dammi un motivo convincente per interessarmi a un argomento e proverò interesse.
6. Il motivo non può essere “altrimenti prendo un brutto voto”. I brutti voti non sono la versione incruenta delle frustate.
7. I voti (forse) misurano, ma non motivano a imparare.
8. Cioè: i voti sono una discutibile motivazione esterna. La motivazione interna è più potente.
9. I finlandesi fanno a meno dei voti fino ai 13 anni e sono bravissimi a scuola.
10. Andare a scuola per prendere bei voti è come andare a un concerto per avere un biglietto da incorniciare.
11. I test Invalsi non c’entrano coi voti individuali ma misurano l’apprendimento complessivo: sono il maxitermometro della scuola.
12. Il maxitermometro non è perfetto? Non è una ragione per buttarlo via e far finta di niente.
13. L’apprendimento è un processo complicato, fatto di percezioni, ragione, emozioni, memoria, strategie, esperienza, ambiente, autostima…
14. …per questo insegnare è molto più che “dire” o “spiegare”.
15. Il come si insegna è importante quanto il cosa si insegna. Il come fa la differenza.
16. “Insegnare” è anche insegnare a imparare: metacognizione è la parola magica.
17. “State attenti” è un’ingiunzione paradossale. Proprio come “sii spontaneo”.
18. Se ascolto dimentico, se vedo ricordo, se faccio capisco.
19. Una materia è come una città. Dammi buone mappe e aiutami a esplorarla.
20. In aula sarebbe bello sentire di più le voci dei ragazzi.
21. Esistono modi per far parlare i ragazzi senza che l’aula si trasformi nel mercato del pesce.
22. I ragazzi capiscono prima e meglio se possono fare domande o discutere un tema.
23. Leggere a voce alta non è una roba da bambinetti. Serve a percepire bene gli andamenti del testo.
24. Leggere a voce alta i propri scritti è anche il modo migliore per imparare a rileggerli cercando il senso, e a correggerli. E non è roba da bambinetti.
25. Mandare a memoria un testo che piace non è roba da bambinetti.


martedì 21 gennaio 2014

Il vestito buono della festa, ecco cosa sono gli Open Day

C’era un tempo in cui i “porte aperte” erano davvero qualcosa di figo. Era un tempo in cui tutto quello che incuriosiva, tutti quei luoghi da sempre preclusi alla vista delle masse, venivano improvvisamente aperti, dischiudendo ogni segreto, e donati alla mercé dei curiosi. Era un tempo in cui tutto questo veniva fatto solo per il gusto improvviso di offrire alle masse quella bellezza invisibile nascosta all’interno di quei luoghi, relegati il più delle volte ad essere visibili solo agli addetti ai lavori.
C’era un tempo in cui ci si iscriveva in una scuola piuttosto che in un’altra solo per il gusto e la voglia di frequentare questo o quell’istituto. Era il tempo in cui la scelta di una scuola, piuttosto che dell’altra, derivava - o forse deriva ancora per qualcuno - da una serie di fattori. Innanzitutto dalle proprie attitudini, dalla predisposizione personale a preferire le materie umanistiche alle scientifiche, o piuttosto dalla selezione di un istituto tecnico rispetto ad una scuola professionale. Fondamentali, poi, erano principalmente due fattori. Il primo - e in questo caso a propendere per una scuola o per un’altra erano principalmente i genitori - era la posizione dell'istituto, che doveva essere rigorosamente strategica per gli spostamenti giornalieri da fare per quasi duecento giorni all’anno, ed il secondo - molto spesso dovuto al condizionamento delle scelte degli altri compagni di classe - per restare con gli amici attraverso una sorta di scelta di continuità. La preferenza per questa o quella scuola avveniva quindi “a scatola chiusa”, e l’unico giudizio passava solo tramite un passaggio di opinioni, tra amici e parenti, tra ragazzi più grandi e bambini più piccoli.
All’improvviso, però, questi giudizi di selezione sono improvvisamente decaduti. In questo tempo lo spartiacque nella scelta dell’affidamento dell’istruzione scolastica dei ragazzi viene improvvisamente affidato agli ormai celebri open day scolastici.


I DIRIGENTI SCOLASTICI CHE AFFOSSANO L'AUTONOMIA SCOLASTICA

Ascoltate questa storia di "mobbing" attuato da un certo dirigente scolastico ad una professoressa. Se questi sono i dirigenti scolastici allora la politica dovrebbe intervenire e correggere certe storture che purtroppo sono sempre più diffuse. I presidi sceriffo sono lo sconcio della scuola di oggi.
Si stava meglio quando il preside rappresentava, per la sua cultura, un leader per tutto il Collegio dei docenti. Oggi troppo speso capita di incontrare dirigenti scolastici di cultura modesta, che non governano la scuola, ma cercano di sottomettere i docenti con l'utilizzo dei poteri che hanno ricevuto da decreti leggi come quello del grande Brunetta.
                      

LA TERRA TREMA SULLO STRETTO

Dopo la scossa tellurica del 18 gennaio con epicentro in prossimità di Brancaleone, la terra torna a tremare a Reggio Calabria.  Questa volta la zona epicentrica è più vicina al capoluogo. Un terremoto di magnitudo 3.2 è avvenuto intorno alle ore 23:45 a sud dalla costa reggina ad una profondità di circa 56 km, in corrispondenza del territorio di Motta San Giovanni. Il terremoto è stato localizzato dalla Rete Sismica Nazionale dell'INGV precisamente nel distretto sismico: Stretto di Messina. La scossa non ha provocato danni a cose o persone anche se è stata avvertita nitidamente nella zona sud della costa reggina.