martedì 14 gennaio 2014

Letta chi butterà giù dalla torre: Saccomanni o Carrozza?

di Lucio Ficara
Dalle agenzie di stampa di ieri sera, che vengono confermate anche questa mattina,  il premier Letta quando tornerà dal suo viaggio diplomatico in Messico, si troverà con il gravoso problema di un eventuale quanto probabile rimpasto di Governo. Nel frattempo che si parla di rimpasto di Governo e dei possibili ministri che potrebbero essere  sacrificati sull’altare di Renzi, continua la diatriba sugli scatti dei docenti e tra i ministri dell’Economia e Finanza Saccomanni e dell’Istruzione Carrozza. Infatti come già anticipato la questione scatti dei docenti non è stata ancora archiviata del tutto. Infatti a quanto sembra, un comunicato di Palazzo Chigi spiega che il DPR 122/2013 verrà applicato già da gennaio ma contestualmente verrà restituito l'eventuale recupero di 150 euro. Quindi per molti docenti e Ata lo stipendio dal prossimo 23 gennaio tornerà ad essere quello antecedente lo scatto da pochi mesi ricevuto. A chiarire tutta questa intricata vicenda sul pagamento degli scatti saranno le decisioni che verranno assunte nel prossimo Consiglio dei ministri. Da questa vicenda una cosa emerge  chiaramente: la scarsa comunicazione tra Mef e Miur. 
La questione scatti che ha ormai raggiunto contorni kafkiani , ha alimentato critiche politiche nei confronti dei due ministri responsabili Saccomanni e Carrozza. Tali critiche non sono arrivate soltanto dalle opposizioni, ma anche dall’interno dello stesso partito democratico. In tempi di rimpasto di Governo,  dove  si cercano capri espiatori per la sopravvivenza dell’esecutivo, nasce spontanea una domanda: “Letta chi butterà giù dalla torre: Saccomanni o Carrozza?”. Qualche giorno fa il maggior indiziato sembrava proprio il ministro dell’Economia a rischiare la defenestrazione, tanto che la stessa Carrozza, a seguito del pasticcio sugli scatti, affermò: “il ministro Fabrizio Saccomanni non deve dimettersi”. Adesso Saccomanni sembra blindato da forti correnti interne al Pd e spunta il nome della Carrozza tra i possibili ministri che subiranno il rimpasto. L’impressione è che se rimpasto ci sarà, qualcuno tra i responsabili del Miur e del Mef pagherà per il pasticcio degli scatti di anzianità.