sabato 22 marzo 2014

Quota 96 e pensioni scuola: un altro no dal Governo Renzi

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La quota 96 e le pensioni scuola restano un tasto decisamente dolente tra gli argomenti al tavolo del Governo Renzi. Sono in molti gli italiani che si preparavano a salutare allievi e colleghi per godersi la tanto sperata pensione, ma che a causa della legge Fornero hanno subito questa specie di "sequestro" all'interno degli istituti in cui prestano servizio.

Quota 96 e pensioni scuola: lo stop

Immediatamente dopo il patatrac della Fornero, numerosi sono stati i tentativi discussi in Parlamento per rimediare alla spinosa questione, ma nulla è stato finora realizzato di concreto. Adesso col nuovo esecutivo, il quorum d'italiani coinvolti è rimasto col fiato sospeso nell'attesa di notizie positive che potessero liberarli dalle "sbarre" della scuola, solo per restare nuovamente delusi di fronte all'ennesimo no del Governo Renzi. Ebbene, la Ragioneria Generale dello Stato ha stoppato i 4000 docenti che stavano già per abbandonare il lavoro ai tempi della Fornero. La motivazione è molto semplice: non ci sono i soldi che mettono il governo in condizioni di mandarli a casa.
 

Quota 96 e pensioni scuola: i numeri

E' stato calcolato che occorrono € 35 milioni solo nel 2014, € 105 milioni nel 2015, € 101 milioni nel 2016, € 94 milioni nel 2017 ed € 82 milioni nel 2018. Sono complessivamente più di 400 milioni di euro, denaro che verrebbe tirato fuori dalle casse Inps. La Ragioneria si esprime in modo chiaro: non c'è "copertura finanziaria" che possa ovviare a questo vuoto. E allora che si fa? Quanto devono aspettare ancora tutti coloro che in base alla quota 96 potevano concedersi il meritato riposo dopo decenni di lavoro e contributi? Il problema delle pensioni scuola vedrà prima o poi la luce? Non ci è dato saperlo.
Nel frattempo migliaia di giovani insegnanti sperano in un impiego, impiego che arriverebbe con molta probabilità se chi è pronto per la pensione potesse permettersi di andarci…