venerdì 4 aprile 2014

Più che "uovo di Colombo", piede di porco!

commento di Vincenzo Pascuzzi

1) Il “costo standard”, più che "uovo di Colombo", dovrebbe costituire il piede di porco per forzare la saracinesca dell’art. 33, c. 3 della Costituzione. I volenterosi promotori della nuova denominazione non convincono, non forniscono esempi concreti, rimangono nel vago. A tuttoscuola.com, A. M. Alfieri risponde sibillina: “il costo standard viene definito [da chi?] in base a predefiniti livelli di efficienza e di prezzo in relazione a determinate condizioni operative in uno specifico lasso temporale”
2) Ci dicono che “ce-lo-chiede-l’Europa”, citano statistiche, ricorrono a esperti. Ma  basta dubitare e approfondire e si scopre che non è vero. Non ci sono richieste dall’Europa, le statistiche sono state interpretate o violentate, pure gli esperti non concordano o sono stati scelti come testimoni quelli giusti, o sono esperti ma in altro settore. Gli esimi proff.  M. Falanga e G. M. Salerno hanno svolto, forse inconsapevolmente, questo ruolo.
3) Omissione completa sulla circostanza che “In Italia la scuola pubblica prepara meglio della privata. E gratis. I dati Ocse ribaltano lo stereotipo della scuola privata come luogo dell’eccellenza a pagamento “ (valigiablu.it). Conferma viene dalla Fondazione Giovanni Agnelli che, nella ricerca “valutare le scuole secondarie di ii grado ….” esplicitamente afferma “nonostante la presenza di alcune realtà di chiara eccellenza, la performance della maggior parte delle scuole non statali è deludente rispetto a quelle statali” (fga.it).


http://www.ilsussidiario.net/News/Educazione/2014/4/3/SCUOLA-Centemero-FI-costo-standard-l-uovo-di-Colombo-che-puo-voltare-pagina/488266/

1 commento:

  1. “ IL costo Standard … della Politica/Partitica… Scolastica ”;
    (Centemero/Forza Italia… ed incarichi a Preside… ILLEGITTIMI… CHE COSTANO… TANTO…):

    IN CONNESSIONE -alla fattispecie di qui sopra-, è LAPIDARIAMENTE intervenuto il legislatore che ha inserito PROPRIO il comma 1-bis nell’art. 53 del D.lgvo 165/01.
    Tale comma prevede che siano PRECLUSI GLI INCARICHI
    “ di direzione di strutture deputate alla gestione del personale a soggetti che rivestano o abbiano rivestito negli ultimi due anni cariche in partiti politici o in organizzazioni
    sindacali o che abbiano avuto negli ultimi due anni rapporti continuativi di
    collaborazione o di consulenza con le predette organizzazioni ”…

    … Tanto riportano (persino !!!) alcuni Giudicanti in Sentenze… del Lavoro !!!

    Lo stesso INEQUIVOCABILE PRECETTO NORMATIVO è riferibile
    (senza ombra di dubbio) a Dirigenti Scolastici …
    Appare CRISTALLINO che la previsione non individua una incompatibilità in
    senso stretto, MA PREVEDE UN ESPLICITO DIVIETO in merito all’individuazione di
    soggetti cui attribuire specifici incarichi direttivi.

    Si comprende come la norma costituisca una significativa innovazione nel
    nostro ordinamento, in quanto prevede la limitazione dell’accesso a specifiche
    posizioni nel pubblico impiego in relazione a soggetti che hanno legami forti
    con soggetti politici o sindacali.
    In controtendenza rispetto a quanto nella PRECEDENTE VIGENZA NORMATIVA,
    il comma 1-bis nell’art. 53 del D.lgvo 165/01 non PONE UN DIVIETO
    IN RELAZIONE AD UN ESCLUSIVO CONTENUTO ECONOMICO.
    Infatti, oltre che a rapporti di “collaborazione” o “consulenza”, si fa esplicito riferimento a “cariche”:
    queste ultime indicano uno stretto legame tra il soggetto e l’organizzazione Sindacale e/o Partitica-Politica SENZA CHE tale legame implichi una remunerazione e anzi ben può essere ricondotto a una connessione di tipo ideale e/o culturale.

    La novella di cui al comma 1-bis nell’art. 53 del D.lgvo 165/01, cioè,
    rompe lo schema della assoluta liceità delle attività gratuite
    INDIVIDUANDO COME NEGATIVA PER L’AMMINISTRAZIONE L’ESISTENZA DI UN LEGAME TRA IL DIPENDENTE E ORGANIZZAZIONI SINDACALI O PARTITICHE.

    La ratio della previsione è espressione della preoccupazione del Legislatore
    che soggetti che assumono un ruolo di rilievo (quali i DS e/o i Provveditori agli Studi !!!),
    in quanto svolgono funzioni direttive, e in un ambito di particolare delicatezza per l’efficienza
    dell’Amministrazione (quale è la gestione del personale)
    possano essere influenzati nella loro azione da condizionamenti derivanti dalle proprie
    relazioni Partitiche e/o Sindacali che trovano radici nella vita personale extralavorativa.

    Per mezzo del comma 1-bis nell’art. 53 del D.lgvo 165/01 il Legislatore,
    lungi dal prevedere un divieto generico,
    individua con NETTA CHIAREZZA i “limiti” del pericolo dal quale intende difendersi:
    è NEGATIVO per l’ Amministrazione Pubblica che svolgano specifici incarichi dirigenziali nell’ambito della gestione del personale quelle persone che hanno avuto ruoli
    fondamentali in quelle stesse organizzazioni (sindacali e/o politiche) fino agli ultimi DUE ANNI
    poiché sono, al contempo, frequentemente interlocutori dell’ Amministrazione e i cui interessi possono non coincidere con quelli dell’ente pubblico.
    E’ NEGATIVO per la Res Pubblica che soggetti fortemente politicizzati/sindacalizzati
    assumano incarichi che implichino la diretta imputazione all’ente datore di lavoro
    di decisioni sulla gestione del personale;
    il comma 1-bis nell’art. 53 del D.lgvo 165/01
    È UN SISTEMA DI DIVIETI effettivamente funzionale e coerente alla tutela dell’imparzialità
    dell’azione amministrativa !!!

    RispondiElimina

Nota. Solo i membri di questo blog possono postare un commento.