giovedì 10 luglio 2014

Credenze, i e puntini sulle i

Voglio riprendere il botta e risposta tra mio fratello Lucio, dirigente FLC CGIL per la Calabria e Mila Spicola, Responsabile Scuola PD per la Sicilia, che riporto ( in rosso ) di seguito:

DOVE SONO FINITI I "PUNTINI SULLE I" DI MILA SPICOLA?
di Lucio Ficara - Domenica, 06 Luglio 2014
Sulla questione dell'orario di lavoro dei docenti, all'epoca del Ministro Profumo Mila Spicola, insegnante e membro della direzione nazionale del PD, si era espressa in modo diverso. Vediamo. In fondo all'articolo, la risposta della diretta interessata: la mia posizione sul tema non è mutata.
Quando il Miur era governato dall’ex ministro Francesco Profumo, e precisamente quando lo stesso ministro tentò con un colpo di coda e in barba al contratto collettivo nazionale della scuola, di introdurre nella legge di stabilità 2012 l’aumento dell’orario di servizio settimanale dei docenti delle scuole secondarie, da 18 a 24 ore settimanali a parità di stipendio, i giornali si riempirono di moltissimi articoli fortemente critici e contrari a questa proposta.
Ricordiamo pochi esperti di scuola e del mondo del lavoro che espressero giudizi favorevoli rispetto l’operazione di aumento di un terzo delle ore di servizio a parità di salario, sostenendo questo provvedimento in ragione del fatto che gli insegnanti lavorano poco, soltanto 18 ore settimanali per 5 giorni la settimana e soltanto per 200 giorni l’anno, e godono di tre mesi di vacanza l’anno.
In buona sostanza nell’ autunno del 2012, in coincidenza della proposta Profumo di aumentare da 18 a 24 ore l’orario di servizio degli insegnanti, tra tanti articoli critici e a difesa della categoria dei docenti, c’era anche chi sosteneva che gli insegnanti italiani sono una casta privilegiata che lavora poco e guadagna anche troppo.
Contro il provvedimento di Francesco Profumo ricordiamo le parole scritte da Mila Spicola, rivolte ad Ichino e Porro favorevoli all’aumento orario: "la 'narrazione collettiva' mistificata sul lavoro docente ha ragioni concrete e individuabili. Il più immediato è la semplicità con cui viaggia nelle menti un numero '18 ore' ”.
La Spicola paragonava Ichino e Porro al comune cittadino che frequenta il bar dello sport e non sapendo niente di calcio vorrebbe sostituirsi al CT della nazionale, infatti li considera entrambi commentatori di scuola, anche se di scuola non ne sanno nulla. E poi afferma: "Dobbiamo smontare una “credenza”. E tutti sappiamo quanto è difficile smontare le credenze. Possiamo farlo non con la difesa o l’attacco, ma coi mezzi adulti della contrattazione collettiva del lavoro e delle condizioni contrattuali".
Infine la Spicola essendo insegnante e sapendo bene che dietro un’ora di lezione c’è un’altra ora di preparazione alla lezione, afferma che"nell’organizzazione e nel riconoscimento quantitativo orario dobbiamo mettere dei puntini sulle “i”, perché poi ci fregano su quell’indistinto di cui sopra. Su questo terreno possiamo ragionare, contrattare e recriminare. Non sulla nostra essenza. Sul valore e sulla funzione educativa non c’è nulla su cui ragionare se non la verità che si è insegnanti 24 ore su 24, quella funzione è nostra, è incommensurabile, è libera, è insindacabile e va oltre la morte, perché vive nei nostri alunni, nel bene e nel male".
Oggi, a distanza di 2 anni dal tentativo di Profumo di aumentare per via legislativa l’orario di servizio degli insegnanti a parità di stipendio, molte cose sono cambiate. La proposta di Reggi e della Giannini, rispettivamente sottosegretario e ministro dell’Istruzione, è di aumentare l’orario di servizio fino a 36 ore sempre per via legislativa, di affidare ai dirigenti scolastici il potere esclusivo dell’attribuzione degli incentivi da destinare a ruoli di responsabilità e di specifiche competenze professionali, ma registriamo anche, da quando Mila Spicola è diventata responsabile della scuola siciliana per il partito democratico, la perdita di quei puntini sulle “i”, che sapeva collocare al momento giusto e al posto giusto. Ma dove sono finiti quei puntini sulle “i”, che richiamavano l’attenzione dell’opinione pubblica sulle fatiche non riconosciute, 24 ore su 24, degli insegnanti? Dove sono finiti i richiami ai valori ineludibili del contratto collettivo nazionale e delle contrattazioni decentrate? Forse da oggi in poi il partito democratico e Mila Spicola scriveranno la “i” senza puntino? Noi speriamo proprio di no e crediamo sia possibile riportare i puntini nella loro posizione originale.
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Riceviamo e pubblichiamo da Mila Spicola il seguente commento all’articolo di Lucio Ficara:
"la mia posizione sul tema non è mutata da quando ho scritto l'articolo che segue, che porta una data precisa e scritto in tempi non sospetti. La penso identicamente a quando l'ho scritto. Adesso come allora. Consiglio all'autore dell'articolo di leggerlo, prima di parlare di i e di puntini: http://laricreazionenonaspetta.comunita.unita.it/2013/03/19/le-nebbie-del-lavoro-docente-una-proposta/ "
Mila Spicola

http://www.tecnicadellascuola.it/item/4738-dove-sono-finiti-i-puntini-sulle-i-di-mila-spicola.html


Quando si dice: "E poi afferma: "Dobbiamo smontare una “credenza”. E tutti sappiamo quanto è difficile smontare le credenze " e ancora "nell’organizzazione e nel riconoscimento quantitativo orario dobbiamo mettere dei puntini sulle “i” ",  le riflessioni si accavalcano nell'ipotizzare che se il trend governativo sulle problematiche della scuola continua ad essere quello visto in quest'inizio d'estate 2014, si perderanno le i, tutti i puntini sulle i, e persino le credenze ( sia quelle basate nell'essere persuasi di una propria opinione  basata su fatti o su fede, sia quelle che abitualmente troviamo nelle nostre cucine ).