mercoledì 9 luglio 2014

Lettera aperta al Presidente del Consiglio





Presidente Renzi,
mi permetto di farle una domanda, una sola, certa che NON troverà risposta. Le anticipo che, essendo stata "innamorata" di Bersani e Veltroni, lei non mi piaceva. Però la ascoltavo senza pregiudizi; piano piano le ho creduto e dato fiducia. La domanda è questa e le garantisco, senza polemica (sic!) : cosa vuole da noi precari della scuola? Scrivo per cercare di esorcizzare paura e nervosismo che le dichiarazioni del suo sottosegretario hanno scatenato. Molti di noi, me compresa, non hanno ancora percepito il s a l a r i o di Maggio; ci siamo preparati nelle Università, abbiamo investito molti soldi e tempo per questa professione; in classe per decenni (dal 1991 chi le scrive) abbiamo dato il nostro contributo alla Scuola che non è crollata anche grazie a noi: ogni mattina alle 7 pronte ad aspettare una convocazione, sbattute in classi e situazioni differenti, senza diritti (malattie, ferie ecc). Qualora non bastasse l'ansia che ad ogni fine a's' ci attanaglia, senza sapere se e dove si lavorerà, la novità di questa estate 2014 è "CANCELLARE tutti i precari". Ne prendo atto, Presidente, ma questa volta con lucidità e soprattutto in previsione del fatto che ad Ottobre compiro' 51 anni. Basta, Presidente:sono insegnante, voglio fare l'insegnante. Troppo ho dato alla Scuola per non meritare neppure una norma chiara, una risposta certa cui appellarmi. Dovessi anche arrivare alla Corte Europea, lo farò. Chiedendo i danni, le assicuro. Leggo ogni giorno dichiarazioni, smentite, mezze scuse da parte di privilegiati che invece, quanto ad impreparazione e gaffes se la cavano benissimo. Presidente, ma è normale un trattamento del genere? Conosce cosa significhi a metà Luglio, non essere stati retribuiti? Lo so, avevo promesso una sola domanda (ne avrei un milone ma mi attengo a quella): COSA INTENDETE FARE DI NOI PRECARI. Personalmente sono esasperata e disposta a gesti eclatanti (non è nel mio stile ma si fa di necessità virtù). Sa perché? Perché chi ama questo lavoro non può rinunciarvi, nemmeno se esistessero milioni di alternative. O almeno non io. Presidente, ce l'ha una risposta? Esiste un piano, un progetto chiaro? O si spara nel mucchio? Non ha nulla da aggiungere/smentire/rettificare circa le affermazioni di Reggi? O ha mandato avanti la testa di cuoio? Se non si intende giocare col fuoco, credo sarebbe utile (non solo a noi precari) spendere due parole da parte sua. Saluti.


Preziosa Salvi