martedì 22 luglio 2014

Nominata dalla Madia, doveva addirittura guidare l'Agenzia digitale e invece non ha neanche la laurea

di Mauro Romano  


Poker. Dopo Oscar Giannino, fermato nella corsa al Parlamento nelle ultime elezioni come leader di Fare, di Antonio Mastrapasqua disarcionato dalla presidenza dell'Inps e del politico Guido Crosetto, anche il governo Renzi scivola sulla buccia di banana della laurea farlocca o non buona. Il fattaccio riguarda la nomina al vertice dell'Agenzia digitale che è diventata oggetto di investigazione da parte dei competenti uffici per la registrazione della nomina perche' la laurea, nei fatti, non c'è.
O meglio: perché l'equipollenza del titolo non è considerata comprovata e quindi la prescelta dal governo, Alessandra Poggiani, sarebbe senza i titoli di studio minimi richiesti dalla legge per una nomina dirigenziale apicale.
La designazione, nei fatti imposta dalla ministra Marianna Madia, si sta trasformando per Renzi in una vera Caporetto mediatica e di credibilità personale su una materia così delicata come l'innovazione nella PA. La Poggiani ha dichiarato, Cv riportato sul sito della società Venis Spa, di aver conseguito una laurea in Honours Communications and Cultural Studies a Londra. Un corso solo triennale quindi mai equiparabile ad una laurea piena italiana. Londra, poi, è un termine vaghissimo se non viene specificato presso quale Università o College della capitale inglese sia stato effettivamente preso il titolo, vista la numerosità e la pluralità di istituzioni presenti. La stessa Poggiani nel suo Cv ha autocertificato che il suo titolo inglese è equivalente al Diploma di Laurea in Scienze della Informazione o Comunicazione vecchio ordinamento, secondo una non meglio precisata delibera Consiglio Universitario Nazionale del 1997. Le cose si complicano, poi, perché, come è noto, nel Regno Unito non esiste il valore legale della laurea ed ogni università decide autonomamente i propri corsi di studio.L'equipollenza è quindi un concetto molto aleatorio perché dipende, caso per caso, dalla singola università interessata e dal tipo di programma svolto. Fatto reso ancora più vago, nel caso di specie, dal fatto che la Poggiani non precisa, come già detto, neppure in quale università inglese ha conseguito la sua autocertificata laurea. E a Londra vale solo Ucl, University College London, che non pare essere quello interessato per questo titolo. Una laurea conseguita nel 1995 (in un solo anno?) presa in qualche istituto della megalopoli londinese al massimo, forse, equipollente a un diploma universitario. Troppi pochi dettagli e troppa indeterminatezza. Così, la Poggiani senza una laurea italiana rischia di restare alla Venis spa, sempre che non le venga contestata anche questa nomina.


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