giovedì 17 luglio 2014

REGGI E GIANNINI: DI SOPPIATTO UN’ALTRA GRANDE RIFORMA EPOCALE

di Vincenzo Pascuzzi – 17 luglio 2014 

“Di sicuro in un qualsiasi altro paese un sottosegretario (Roberto Reggi) che avesse detto "sciocchezze" in merito a quanto stava progettando sarebbe saltato, anche se avesse chiesto scusa. Peraltro in un qualsiasi altro paese difficilmente sarebbe stato nominato un sottosegretario all’istruzione del tutto inesperto di questioni scolastiche (parole sue)”. Così scrive il preside fiorentino Valerio Vagnoli.
Si può aggiungere che in un qualsiasi altro paese il ministro dell’istruzione avrebbe preteso lui stesso le dimissioni del sottosegretario, cioè lo avrebbe cacciato. E la stessa cosa avrebbe fatto il capo del governo.   Il fatto di stare in questo particolare paese non è una giustificazione, né una consolazione. Anzi si possono avanzare altre ipotesi su questa vicenda pasticciata e sottaciuta se non secretata. 
Un’ipotesi è che la fuga di notizie sia stata orchestrata e promossa proprio del ministero e-o dal governo stesso. Giannini e-o Renzi avrebbero affidato a Reggi questa particolare missione esplorativa per sondare il terreno e vedere le reazioni. Il blitz è fallito, almeno per il momento. 
Altra ipotesi è che sia stata una mossa azzardata e infelice dello stesso sottosegretario. Mossa fallita anche a causa della sua confessata inesperienza di questioni scolastiche. 
Di sicuro c’è che al ministero sono in corso manovre, stanno confezionando un’altra ulteriore riforma epocale della scuola! Non c’è nuovo ministro o nuovo governo che non si senta attratto (e anche competente e determinato) dal settore scuola e che non intenda lasciare ai posteri la sua impronta, il suo ricordo! Con i risultati che sappiamo.    In qualsiasi altro paese ministro e governo avrebbero ben ascoltato e colloquiato - alla luce del sole - con il mondo della scuola (docenti, famiglie, studenti, ata, presidi, ….). Da noi, no, stanno procedendo di soppiatto. A giorni forse avremo la loro proposta, magari da discutere, prendere o lasciare in 24 o 48 ore: questo governo va di fretta, diamine! 
Molto probabilmente la proposta ministeriale-governativa sarà articolata in due tempi e conterrà due aspetti: 1°) subito ulteriori tagli e rinunce: 2°) poi qualcosina  del recuperato e solo ad alcuni, i migliori, i più servizievoli. Prima l’amaro, poi il dolce. Il primo è sicurissimo, il secondo verrà in seguito, con calma, magari potrà essere ricontrattato, ecc. 
Interessante la testimonianza diretta dell'incontro con LuigI Berlinguer, allora candidato (era il 1996). Da tener presente (per ritornarci)  la denuncia della consistenza e degli effetti della burocrazia, che però non impedì Gelmini.  Da condividere i sei punti di osservazioni di Valerio Vagnoli sulle anticipazioni di Reggi. Opportuno sarebbe completare con alcune questioni omesse quali soprattutto dispersione, bocciature  e precariato.   Pure in sordina il discorso sulle risorse (i soldi), Reggi crede di cavarsela rassegnandosi alla situazione attuale (55 mld di euro) ma non convince. Al riguardo, non si fa più riferimento alle medie europee che indicano una percentuale di Pil destinato alla scuola pari al 6% circa, come del resto riportava il programma elettorale del Pd (2013) e come pare abbia riscoperto la Cgil di Pantaleo che chiede + 17 mld per la scuola.  Nessuna indicazione sui tempi e su possibili frazionamenti degli obiettivi in tappe temporali significative. Non è infatti scontato che il governo arrivi fino al 2018.  Altra questione dimenticata è quella dei consensi sia politici che da parte del mondo della scuola. 

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