sabato 16 agosto 2014

Perché esistono DS pensionati d’ufficio pronti a ritornare in servizio ?


“ «Sono pronto, e con me anche diversi altri colleghi, a lavorare gratis, per non compromettere il diritto allo studio di migliaia di studenti salernitani». La proposta parte da Rosario Coccaro, dirigente scolastico dell’Istituto comprensivo “G. Romano” di Eboli, che dal prossimo primo settembre si godrà la meritata pensione. Però l’amore per la scuola non va mai a riposo e, così, per evitare il “papocchio” delle reggenze, ossia dell’affidamento di più istituti ad un unico dirigente, Coccaro ha deciso di offrire gratuitamente le sue prestazioni, fin quando non verrà nominato il nuovo responsabile. Un incarico ad interim, insomma, che durerebbe qualche mese, giusto il tempo di sbloccare le procedure concorsuali, che hanno avuto uno stop della giustizia amministrativa, e di immettere in ruolo i nuovi dirigenti, che andrebbero a ricoprire i posti rimasti vacanti “.  Così inizia un articolo pubblicato sul sito web La Città di Salerno (http://lacittadisalerno.gelocal.it/salerno/cronaca/2014/08/10/news/le-scuole-senza-presidi-a-settembre-sara-caos-1.9744566 ). A tal proposito per capire meglio il perché  esistono DS pensionati d’ufficio pronti a ritornare in servizio, e cosa vuol dire di preciso  lavorare gratis,  si ripropone di seguito il trattamento economico di questa figura professionale:
La retribuzione del Dirigente Scolastico ( http://it.wikipedia.org/wiki/Dirigente_scolastico ) è strutturata in:

TRATTAMENTO ECONOMICO FONDAMENTALE

Stipendio tabellare: 43.310,90 euro annui.
Assegno ad personam: conferito ai Dirigenti ex Presidi incaricati per importi che variano da circa 3.500 euro fino a circa euro 12.000 annui.
RIA (retribuzione individuale di anzianità): conferita ai Dirigenti ex Presidi di ruolo i cui importi sono simili a quelli dell'assegno ad personam.

TRATTAMENTO ECONOMICO ACCESSORIO (definito a livello regionale in sede di contrattazione integrativa annuale)
Retribuzione di posizione (parte fissa + parte variabile): da 3.556 euro che costituisce la parte fissa fino a euro 34.195,96 annui che costituisce la parte variabile. Viene stabilita una graduazione delle funzioni dirigenziali attribuendo un "punteggio" ad ogni istituzione scolastica (sulla base di dimensione/complessità/contesto territoriale) per poi raggrupparle in fasce a cui si attribuisce un valore economico differenziato.
Retribuzione di risultato: la parte base è proporzionata alla retribuzione di posizione percepita alla quale si aggiungono gli importi relativi allo svolgimento degli incarichi aggiuntivi.
Retribuzione incarichi aggiuntivi: oltre alla retribuzione ordinaria spettano al dirigente ulteriori indennità per gli incarichi aggiuntivi, obbligatori o non, svolti tra i quali la presidenza commissioni esami di stato nelle scuole secondarie di secondo grado (da euro 1817 fino a euro 3519), attività connesse all'educazione degli adulti e alla terza area degli istituti professionali (2% somme a tal fine stanziate), incarico di reggenza di ulteriori istituzioni scolastiche (attualmente 9.609,34 euro annui d'indennità di reggenza a cui si aggiunge una integrazione della retribuzione di risultato pari all'80% della retribuzione di posizione parte variabile della scuola affidata in reggenza, per un totale che varia da circa 15.000 a 20.000 euro), direzione di progetti (una percentuale variabile rispetto all'importo dello stanziamento, ad esempio il 5 % del costo totale del progetto nel caso dei PON), presidenza di commissioni di concorso, funzioni di "mentor" nell'attività di formazione per i dirigenti neoassunti, funzioni di commissario governativo, e ogni altro incarico non ricompreso nel regime di onnicomprensività del trattamento economico del personale dirigente.