sabato 11 ottobre 2014

Nelle manifestazioni studentesche il CLIL diventa Krill




L’ immagine di un cartello esposto durante una manifestazione studentesca pone il distinguo tra Krill ( cibo per balene ) e CLIL (Content and Language Integrated Learning). Il krill, che viene considerata  una delle più grandi risorse alimentari degli oceani, si genera e si riproduce nei mari più freddi del mondo come  l'Antartico   Si tratta di piccoli crostacei marini planctonici, cibo preferito ed essenziale per cetacei, pesci ed uccelli marini. Il krill vive principalmente in sciami, di densità molto variabile, che possono ricoprire una superficie di pochi metri quadri o di diversi chilometri. I crostacei, trasportati dalle correnti, compiono volontarie escursioni verticali che variano con le diverse fasi della crescita. La maturità sessuale di norma è intorno ai due anni, che è anche la lunghezza media della loro vita. Sono erbivori e si nutrono di microscopiche alghe che raschiano dal ghiaccio o filtrano dall'acqua. Di contro il termine CLIL (Content and Language Integrated Learning), creato nel 1994, è sinonimo di immersione linguistica. Il termine, prevalentemente usato in Italia e in alcuni Paesi europei, è spesso utilizzato anche in alcuni documenti dell'Unione europea per indicare le esperienze di immersione. Secondo gli ideatori il termine CLIL potrebbe anche rappresentare una piattaforma per un approccio metodologico innovativo ove la costruzione di competenze linguistiche e abilità comunicative si accompagnano contestualmente allo sviluppo ed acquisizione di conoscenze disciplinari. L'approccio CLIL o immersivo ha quindi il duplice obiettivo di prestare contemporaneamente attenzione sia alla disciplina che alla lingua target veicolare e non materna. Conseguire questo duplice obbiettivo richiede lo sviluppo di un approccio integrato di insegnamento e apprendimento con un'attenzione speciale al processo educativo più generale. Il CLIL si avvale dei principi metodologici stabiliti dalla ricerca sull'immersione linguistica e dell'insegnamento in lingua veicolare più in generale, potenziando nello studente:

  • La fiducia nell'approccio comunicativo, abilità e consapevolezza interculturale
  • La spendibilità delle competenze linguistiche acquisite durante le attività della vita quotidiana
  • La disponibilità alla mobilità nell'istruzione e nel lavoro
  • L'immersione in contesti d'apprendimento stimolanti ed innovativi
  • Competenze aggiuntive oltre a quelle comunicative nella lingua di immersione
  • Il confronto con le TIC, i curricoli e le pratiche integrate

 

Aldo Domenico Ficara