domenica 2 novembre 2014

La Scuola italiana è SENZA CULTURA, impoverita & depressa (da Larghe Intese); “Troikamente Grecizzata”: Piero Calamandrei (e la Grecia) sono “TRA NOI” !!!


… QUI DI CULTURA, UMANISTICA E NON, NON RESTA PIÙ NULLA.

MA NON C’È NEPPURE NULLA DI “COOL” E DI “FIGO”.

NON SI PUÒ IGNORARE LA DEPRESSIONE CHE INVADE L’INTERO SETTORE DELL’ISTRUZIONE,

INCLUSO QUELLO DELL’UNIVERSITÀ CHE, COME SE NON BASTASSE,
È ANCH’ESSO SOTTOPOSTO A ULTERIORI TAGLI A PIOGGIA.

LINK integrale :
http://www.ilmessaggero.it/articolo.php?id=988394&sez=PRIMOPIANO&ssez=SCUOLAEUNIVERSITA

SEGUE UNO STRALCIO
del Discorso pronunciato da Piero Calamandrei al III Congresso dell'Associazione a difesa della scuola nazionale (ADSN): Roma 11 febbraio 1950.
“Piero Calamandrei (Firenze, 21 aprile 1889 – Firenze, 27 settembre 1956) è stato il padre nobile della Costituzione italiana, giornalista, giurista, e docente universitario italiano”.

Cari colleghi,
noi siamo qui insegnanti di tutti gli ordini di scuole, dalle elementari alle università [...].

Siamo qui riuniti in questo convegno che si intitola alla Difesa della scuola.
Perché difendiamo la scuola?
Forse la scuola è in pericolo?
Qual è la scuola che noi difendiamo?
Qual è il pericolo che incombe sulla scuola che noi difendiamo? [...]

La scuola è organo centrale della democrazia, perché serve a risolvere quello che secondo noi è il problema centrale della democrazia: la formazione della classe dirigente [...].

Vedete, questa immagine è consacrata in un articolo della Costituzione, sia pure con una formula meno immaginosa. E’ l'art. 34, in cui è detto: "La scuola è aperta a tutti. I capaci ed i meritevoli, anche se privi di mezzi, hanno diritto di raggiungere i gradi più alti degli studi". Questo è l'articolo più importante della nostra Costituzione[...].

Facciamo l'ipotesi, così astrattamente, che ci sia un partito al potere, un partito dominante, il quale però formalmente vuole rispettare la Costituzione, non la vuole violare in sostanza. Non vuol fare la marcia su Roma e trasformare l'aula in alloggiamento per i manipoli; ma vuol istituire, senza parere, una larvata dittatura.

Allora, che cosa fare per impadronirsi delle scuole e per trasformare le scuole di Stato in scuole di partito?

Si accorge che le scuole di Stato hanno il difetto di essere imparziali.
C'è una certa resistenza; in quelle scuole c'è sempre, perfino sotto il fascismo c'è stata.

Allora, il partito dominante segue un'altra strada (è tutta un'ipotesi teorica, intendiamoci).

Comincia a trascurare le scuole pubbliche, a screditarle, ad impoverirle.

Lascia che si anemizzino e comincia a favorire le scuole private.

Non tutte le scuole private. Le scuole del suo partito, di quel partito.

Ed allora tutte le cure cominciano ad andare a queste scuole private.
Cure di denaro e di privilegi. E magari si danno dei premi, come ora vi dirò, o si propone di dare dei premi a quei cittadini che saranno disposti a mandare i loro figlioli invece che alle scuole pubbliche alle scuole private.

A "quelle" scuole private. Gli esami sono più facili, si studia meno e si riesce meglio.

Così la scuola privata diventa una scuola privilegiata.

Il partito dominante, non potendo trasformare apertamente le scuole di Stato in scuole di partito, manda in malora le scuole di Stato per dare la prevalenza alle sue scuole private[...].

Attenzione, amici, in questo convegno questo è il punto che bisogna discutere. Attenzione, questa è la ricetta. Bisogna tener d'occhio i cuochi di questa bassa cucina.
L'operazione si fa in tre modi:

(1) ve l'ho già detto: rovinare le scuole di Stato. Lasciare che vadano in malora. Impoverire i loro bilanci. Ignorare i loro bisogni.

(2) Attenuare la sorveglianza e il controllo sulle scuole private. Non controllarne la serietà. Lasciare che vi insegnino insegnanti che non hanno i titoli minimi per insegnare. Lasciare che gli esami siano burlette.

(3) E poi c'è un altro pericolo forse anche più grave. Il pericolo del disfacimento morale della scuola.

QUESTO SENSO DI SFIDUCIA, DI CINISMO, PIÙ CHE DI SCETTICISMO CHE SI VA DIFFONDENDO NELLA SCUOLA, SPECIALMENTE TRA I GIOVANI, È MOLTO SIGNIFICATIVO.
IL TRAMONTO DI QUELLE IDEE DELLA VECCHIA SCUOLA DI GAETANO SALVEMINI, DI AUGUSTO MONTI:
LA SERIETÀ, LA PRECISIONE, L'ONESTÀ[...].

QUESTE IDEE SEMPLICI. IL FARE IL PROPRIO DOVERE, IL FARE LEZIONE. E CHE LA SCUOLA SIA UNA SCUOLA DEL CARATTERE, FORMATRICE DI COSCIENZE, FORMATRICE DI PERSONE ONESTE E LEALI.

SI VA DIFFONDENDO L'IDEA CHE TUTTO QUESTO È SUPERATO, CHE NON VALE PIÙ.
OGGI VALGONO APPOGGI, RACCOMANDAZIONI, TESSERE DI UN PARTITO O DI UNA PARROCCHIA[...].


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