venerdì 28 febbraio 2014

Dove i prof. sono “camionisti”, i contenitori PRIVI di contenuto … chi DENUNCIA è BRACCATO !!!

Chiunque Denunci ILLEGITTIMITA'  (in Italia)  finisce dagli Psichiatri e ad usare Psico-Farmaci ...


Tempo 02 settimane di assenza dello scrivente per motivi medico-familiari…

e tale si presenta il quadro delle (perenni) Pseudo-Riforme da farsi in un eterno divenire GATTOPARDESCO
(che “gli addetti ai lavori” hanno MILLE-TRASVERSALI interessi a NON smacchiare
… MAI) :

un altro (Governo ?) NON votato né eletto dal Popolo, altri annunci Mediatici A PIOGGIA, NESSUNA (Legge ?) elettoralistica, ennesimo Ministro Scolastico (dalle scelte… civiche),
soliti proclami di Privatizzazione TOTALE dell’ (offerta ?) (formativa ?) scolastica,
soliti TAGLI che mettono (Quasi) Tutti contro Tutti …
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Roberto Saviano: "Vado avanti con psicofarmaci";
lo scrittore di Gomorra:
"A volte mi domando se finirò in un ospedale psichiatrico. Se anteponi la verità e la denuncia a qualunque altra cosa della vita, diventi un mostro";

LINK integrale:
http://www.ilgiornale.it/news/cronache/saviano-vado-avanti-psicofarmaci-993063.html

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… contenitore indifferente al contenuto, in primis quello umano …
Maledetto quel paese che, soldi alla mano, ha più bisogno di camionisti che di insegnanti: vale per l’Europa, e ancor più per l’Italia …

LINK integrale:
http://www.ilfattoquotidiano.it/2014/02/28/film-tir-il-paese-in-cui-i-prof-fanno-i-camionisti/897879/

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Nei giorni in cui l’Unione Europea denuncia l’eccesso di corruzione in Italia …
(SI LEGGANO gli ultimi … CASI NELLA SCUOLA) …

Manlio Cancogni (continua a sostenere che) … gli intellettuali italiani siano un BRANCO DI PECORE …

LINK integrale:
http://rassegnastampa.unipi.it/rassegna/archivio/2014/02/27SIJ4055.PDF

Crolli nelle scuole: prima solo i controsoffitti ora anche i termosifoni


Sono anni che si susseguono notizie su crolli riguardanti i controsoffitti nelle scuole, causati dalla scarsa manutenzione ordinaria riguardante gli edifici scolastici su tutto il territorio nazionale. Ultimo in ordine cronologico ( 3 febbraio 2014 )  è l’episodio avvenuto nel padovano, infatti,  a causa delle infiltrazioni, aggravate dalle piogge degli ultimi giorni, sono crollati pezzi di controsoffitto in un’aula del liceo classico e musicale Marchesi, nella sede staccata di via Bronzetti. Gli alunni del liceo sono stati spostati in un’altra aula per tutelare la loro incolumità. A tal proposito La rete degli studenti medi Padova in un suo comunicato evidenzia come l’episodio del liceo Marchesi sia solo uno tra i tanti casi di insicurezza all'interno degli edifici scolastici della loro città e provincia. Sempre nella sede Bronzetti  dello stesso liceo gli studenti ricordano che è presente una lamiera di amianto (http://mattinopadova.gelocal.it/cronaca/2014/02/03/news/infiltrazioni-per-la-pioggia-crollati-pezzi-di-controsoffitto-al-marchesi-1.8595508 )  sotto la quale sono custodite le loro biciclette per la giornata. Oggi ( 28 febbraio 2014 ) si verificano altri tipi di crolli, infatti,  dalle pagine de Il Messaggero.it (  http://www.ilmessaggero.it/PRIMOPIANO/CRONACA/bambino_travolto_termosifone_scuola_parma/notizie/546673.shtml ) si legge: “ Stava aspettando l'inizio delle lezioni nell'androne della scuola quando, per cause ora al vaglio dei carabinieri, è rimasto ferito da un termosifone che gli è precipitato addosso. Protagonista un bimbo di 7 anni. L'incidente nei locali della scuola elementare di Busseto (Parma) questa mattina attorno alle 8,00. Il piccolo stava giocando con alcuni compagni quando è stato travolto dal pesante radiatore in ghisa. Ha riportato una frattura ad un polso e a 3 dita di una mano. Il termosifone caduto non era in funzione, ma solamente appoggiato al muro in attesa di essere portato alla discarica. Ora ai carabinieri spetterà il compito di capire perché sia stato lasciato incustodito in un'area frequentata da bambini “. Vicende di ordinaria insicurezza nei luoghi di lavoro, che devono essere eliminate al più presto da una programmazione seria, attenta e particolareggiata.

 

Aldo Domenico Ficara

I presidi con l’acquolina in bocca

commento di Vincenzo Pascuzzi
 
Sembra che ad alcuni presidi non interessi avere scuole che funzionino meglio, ma che la loro aspirazione massima sia diventare …. ceo del loro istituto! Cioè sostanzialmente padroni di una scuola, aumentare il potere, poi adeguare la retribuzione. Ottenere questo gratis, per grazia ricevuta, senza dover investire e rischiare nulla di proprio, nemmeno una lira o un euro. Poi ricevere riconoscimenti e gratificazioni se la loro scuola va bene (cioè promuove tutti o quasi, si colloca nella parte alta delle classifiche Invalsi) e incolpare i docenti in caso contrario. Nuovo governo e nuovo ministro potrebbero riaprire i giochi, disvelare prospettive interessanti. Ben disponibili i presidi detti – ribadiamo solo alcuni, non la totalità – ad assecondare la parte politica che sembra ispirare il ministro Giannini. Ben disponibili appaiono, in particolare, verso gli orientamenti ministeriali già anticipati, a mo’ di ballon d'essai o di antipasto: liceo quadriennale, abolizione degli scatti, finanziamenti alle private, conferma di una valutazione inidonea, contestata, imposta. Presidi e Miur si accingono a scambiarsi prerogative che non sono loro; un po’ come Francia e Usa che si scambiarono (1803) la Louisiana ignorando i diritti dei pellerossa. n tale prospettiva si verifica l’esclusione e l’emarginzaione dell’interazione didattica e dei suoi protagonisti esclusivi cioè docenti e discenti. Così rappresentazione, forma e gerarchia prevalgono su realtà, sostanza e didattica.

giovedì 27 febbraio 2014

Una cattedra di presidenza costa 100mila euro



Dalle intercettazioni della Guardia di Finanza si apprende che per far vincere il concorso a DS certi loschi figuri avrebbero chiesto ben 100mila euro. A tal proposito si riporta l'articolo di Leandro Del Gaudio pubblicato su Il Mattino.it ( http://www.ilmattino.it/napoli/cronaca/concorsi_truccati_napoli_le_intercettazioni/notizie/544017.shtml )
" Inchiesta della Guardia di finanza sull’ultimo concorsone in Campania per diventare dirigente scolastico, spuntano le intercettazioni telefoniche raccolte in questi mesi. È il 17 settembre del 2011, quando l’ex dirigente P. E. (uno dei target dell’indagine) parla al telefono con un non meglio identificato Tonino: e si lamenta del fatto che c’è chi ha «percepito la somma di 100mila euro per assicurare, ad alcuni suoi discenti, il passaggio alle prove selettive e finali del concorso per dirigente scolastico ". Ogni commento è superfluo, ma testimonia come è caduto in basso il reclutamento della governance delle nostre scuole.

I rischi e i nuovi scenari della “chiamata diretta” voluta dal Ministro Stefania Giannini

L’attuale Ministro Stefania Giannini vuole riformare il sistema di reclutamento del personale scolastico statale (Un’idea di Valentina Aprea assessore all’Istruzione della Regione Lombardia quando era Presidente della VII Commissione Cultura ed Istruzione della Camera dei Deputati sotto il governo Berlusconi, successivamente portata avanti con Formigoni in accordo con Francesco Profumo sotto il governo Monti… ma non ci sono mai riusciti).  Ai non addetti ai lavori potrebbe sembrare una soluzione ottimale, le lamentele di molti genitori verrebbero pericolosamente ascoltate (immaginate se un genitore dovesse dire ad un chirurgo come operare… nella scuola avremmo genitori “tuttologi” con il potere di decidere le sorti di un insegnante grazie al nuovo Consiglio d’Istituto in mano ai privati).  Il rischio di una nuova “inquisizione” culturale è dietro l’angolo. Gli insegnanti statali, per alcuni politici e per Comunione e Liberazione, dovrebbero fare la fine dei templari, questo “Ordine” dei professionisti della didattica… e non lavoratori della conoscenza deve essere eliminato, perché sono un ostacolo alla privatizzazione del sistema d’istruzione italiana, insomma avanti con le idee liberal-reazionarie di questa politica gestita da venditori di fumo e banchieri!  Dietro questo scenario post medievale-stalinista esiste purtroppo la verità puramente economica… tagliare 100 miliardi di euro… alla scuola statale grazie a: “La chiamata diretta dei prof e degli ata”. Ribaltando il sistema scolastico, portando quello paritario pubblico e privato come sistema primario rispetto all’istruzione statale che verrebbe per gradi unito a quello della formazione professionale regionale.  Privatizzare tutti i licei scientifici e classici e trasformarli in light (quattro anni) dove per accedere bisognerà pagare rette altissime ad uso e consumo dei figli di papà... con la banconota di 500 euro sempre in tasca... mentre l’area tecnica e professionale passerebbe alle singole regioni, trasformando l’istruzione nazionale in istruzione regionale a chiamata.
Proviamo ad immaginare cosa potrebbe succedere se il governo del Premier Renzi (in accordo con i soliti sindacati consenzienti) dovesse riformare il sistema di reclutamento del personale abolendo le graduatorie nazionali per l’insegnamento mantenendo solo quelle locali(provinciali-regionali) d‘istituto.
Ecco i rischi che i docenti e il personale ata del comparto della scuola pubblica statale andrebbero incontro:


Anief,il Ministro Giannini scambia la scuola pubblica per quella privata, i prof non si scelgono per chiamata diretta

Il reclutamento degli insegnanti della scuola pubblica non può essere quello della chiamata diretta adottata negli istituti privati: per rimodulare il sistema d’istruzione italiano non servono colpi di mano, ma basterebbe solo rispettare l’imparzialità derivante dall’esito dei pubblici concorsi, che devono rimanere l’unico ‘filtro’ meritocratico per l’accesso nell’istruzione come già avviene per legge in tutti i comparti dell’amministrazione statale”. È quanto sostiene Marcello Pacifico, presidente Anief e segretario organizzativo Confedir, dopo che il neo-Ministro dell’Istruzione, Stefania Giannini, ha oggi dichiarato alla carta stampata che “le scuole, come strutture pubbliche devono dare conto delle scelte che fanno, possono operare delle scelte e sulla base di esse valutate e premiate”. “Forse il Ministro – continua Pacifico – non ha ben chiaro che creare un modello di scelta del personale docente gestito a livello di singola scuola andrebbe a determinare una parcellizzazione dei criteri e delle modalità selettive. Con la risultante sicura di incrementare il già alto numero di contenziosi. Viene poi da chiedersi chi avrebbe l’onere di gestire la selezione dei docenti e la valutazione dei loro curricula di studio e professionali: non è bastata – conclude il sindacalista Anief-Confedir – l’esperienza dei commissari dell’ultimo concorsone, malpagati e costretti a rinunciare alle ferie per portare a termine le graduatorie dei vincitori?”. Il sindacato ritiene che sarebbe decisamente più opportuno adottare un modello selettivo e meritocratico nazionale. Anche se da rivedere in alcune parti, concettualmente si potrebbe utilizzare come rifermento quanto stabilito di recente dal Miur per l’accesso alle Facoltà universitarie di Medicina: in questo caso, l’individuazione dei vincitori avviene, infatti, per scorrimento dei vincitori, al termine di una prova unica gestita attraverso un bando nazionale. Anief non comprende, infine, come si possa pensare di introdurre un modello organizzativo di reclutamento che superi le già avvenute selezioni pubbliche di tante decine di migliaia di docenti, tra concorsi, Tfa ordinario e Pas. Invece di trovare una collocazione a questi insegnanti, come meritano, all’interno delle GaE, si continua a mettere in discussione le loro capacità di futuri docenti. Come se non fossero già in possesso di adeguati titoli di studio, abilitazioni, specializzazioni e idoneità all’insegnamento.


http://www.online-news.it/2014/02/26/istruzioneaniefil-ministro-giannini-scambia-la-scuola-pubblica-per-quella-privata-i-prof-non-si-scelgono-per-chiamata-diretta/#.Uw-DZKOYbIV

Riduzione del ciclo della scuola secondaria superiore a quattro anni anziché cinque

A favore e contro, la parola agli esperti

Il parere di Tullio De Mauro e Luca Serianni
 
Flavio Alivernini
“Accorciare gli anni ma rinnovare i programmi”   
Tullio De Mauro, linguista, già Ministro dell’Istruzione

Che ne pensa delle aperture del Ministro della Pubblica Istruzione Stefania Giannini sulla riduzione del ciclo della scuola secondaria superiore a quattro anni anziché cinque?
«L’ipotesi di un accorciamento è ragionevole e mi trova d’accordo. Ci sono sistemi scolastici, come in Finlandia, che hanno meno anni di scuola e che sono più funzionali del nostro. La riduzione del periodo di studio va accompagnata, in ogni caso, a un ripensamento della qualità dell’insegnamento perché non si può discutere solamente di architettura delle annualità».
Quali sarebbero i vantaggi per gli studenti?
«Poter uscire dal ciclo triennale universitario un anno prima e quindi immettersi sul mercato del lavoro con un anno di anticipo, in linea con quello che succede negli altri Paesi del mondo. È vero che i nostri giovani fanno fatica a trovare un impiego ma, in ogni caso, prima entrano nel mondo del lavoro meglio è».
Accorciando il ciclo di studi di un anno lo Stato risparmierebbe soldi?
«Questo è un argomento che interessa il Ministro del Tesoro; ma in linea di principio quello che si risparmia si potrebbe investire nell’aggiornamento degli insegnanti di scuola superiore ristrutturando così anche i contenuti dell’insegnamento. Mi auguro che il Ministro dell’Istruzione possa avviare un rinnovamento radicale di tutti i programmi della secondaria superiore perché così com’è non funziona. In conclusione direi che la durata della scuola in anni, a cui noi siamo affezionati e da cui non riusciamo a schiodarci, incide molto meno dell’insegnamento e, quindi, l’ipotesi di un accorciamento è ragionevole ma dev’essere accompagnata da un miglioramento della qualità della formazione».

mercoledì 26 febbraio 2014

Preselettiva irregolare nel Concorso a DS 2011? Come volevasi dimostrare

Così scrivevo nei primi giorni del settembre 2011( 4 settembre 2011 ) dalle pagine di AetnaNet ( http://www.aetnanet.org/catania-scuola-notizie-244188.html ):

Se quanto scritto da Gennaro Capodanno,  nel suo articolo “Concorso per dirigenti scolastici: brividi notturni! Meglio l'elezione diretta del preside”, pubblicato su Aetnanet,  corrisponde al vero,  ci sono tutti gli ingredienti perché chi ha il dovere di controllare l’integrità concorsuale, controlli. Se è vero, che parte della la batteria dei test per la prova preselettiva al concorso per Dirigenti scolastici circolava on line nei forum dedicati alla scuola, prima della sua ufficiale pubblicazione, allora si configura, oltre la violazione al bando concorsuale, anche l’ipotesi che non tutti i candidati abbiano le stesse possibilità e probabilità di successo. Sarebbe auspicabile fare chiarezza al più presto sulle possibili gravi responsabilità dell’accaduto descritto da Capodanno, per non ingannare ancora una volta i soliti idealisti, che nel nome del sacrificio allo studio si stanno sobbarcando l’onere di analizzare o imparare a memoria  le oltre cinquemila domande a risposta multipla proposte il primo settembre scorso dal Miur. Se il buon giorno si vede dal mattino ……………

A distanza di due anni e mezzo da quel mio articolo,  su Il Mattino.it (http://www.ilmattino.it/NAPOLI/CRONACA/scuola-concorsi-truccati-presidi-verbali/notizie/541871.shtml ) si pubblicano le prime intercettazioni in merito:


Ecco il testo dell’intercettazione:

P. E.:
«E la gara la fa M P.. Ti sto dicendo queste notizie così tu le puoi anche utilizzare come ritieni opportuno. Hai presente le cinquemila prove che adesso il popolo le acchiappa il 29 agosto o il primo settembre addirittura...».
Interlocutore:
«Esatto».
P. E.
«E lui, P. , le sa già da un mese... e quella lei (G. S.) sta già faticando sopra da un mese, no?
Interlocutore:
«No! Io ti posso dire che quella non sta facendo proprio niente! Quella non fa niente! Non capisce niente... e se deve vincere il concorso glielo fanno vincere con reggenti e prove. Chissà quale cazzo di inciucio che faranno...
P. E.
«Quindi? Se me mettono a me (in commissione, ndr) devo far vincere pure a questa, sicuramente».
Interlocutore:
«Va bene, ma ci mettiamo pure gente nostra dentro, però».
P. E.
«E che, siamo fessi? Non ho capito...».



Aldo Domenico Ficara


martedì 25 febbraio 2014

Scuola, le intercettazioni del concorso per presidi truccato: "Se deve vincere,vincerà..."


"Quella non fa niente, non capisce niente, e se deve vincere il concorso glielo fanno vincere con reggenti e prove. Chissà quale c... di inciucio che faranno". Così Pietro Esposito, ex direttore generale dell'Ufficio regionale scolastico, parlava al telefono, con un capo di istituto, di Giovanna Sommella, compagna di Maurizio Piscitelli, ex dirigente del Miur, e candidata a dirigente scolastico (tutti e tre sono indagati). La conversazione è riportata nel decreto di sequestro notificato dalla Guardia di Finanza a sei partecipanti al concorso - tra cui appunto Sommella - nell'ambito dell'inchiesta sulle presunte irregolarità nello svolgimento delle prove. "Se me mettono a me (in commissione, ndr) devo far vincere pure a questa, sicuramente", dice Esposito. L'interlocutore replica: "Va bene, ma ci mettiamo pure gente nostra dentro, però". Ed Esposito: "E che, siamo fessi? Non ho capito...". Tra le persone intercettate, ma non indagate, figura Valentina Aprea, ex parlamentare del Pdl e successivamente assessore all'Istruzione della Regione Lombardia. Il concorso sul quale stanno indagando i militari della Guardia di Finanza, coordinati dal colonnello Carmine Virno, è quello per esami e titoli per il reclutamento di 2386 dirigenti regionali in tutta Italia, di cui 224 in Campania, per la scuola primaria, per la scuola secondaria di primo e secondo grado e per le istituzioni scolastiche educative.

Protesta contro il dirigente scolastico: a Serrenti genitori e insegnanti in rivolta

Un coro di proteste contro Alberto Faret, dirigente alla guida delle scuole di Serrenti-Sanluri: i genitori di bimbi e ragazzi che frequentano le scuole dell’infanzia, elementari e medie del comprensivo del Medio Campidano da mesi si lamentano dei metodi di Faret tanto che il 15 novembre scorso hanno chiesto l’intervento dell’ Ufficio Scolastico Regionale e del vice direttore Francesco Feliziani perché diano inizio a un’ispezione nei confronti del dirigente. Secondo i documenti firmati dai genitori degli studenti, Faret gestirebbe gli istituti in totale autonomia senza ascoltare le reali esigenze di scuola e studenti, e avrebbe tolto anche voce in capitolo ai rappresentanti dei genitori e al consiglio di istituto. Alberto Faret, ex maestro di scuola elementare, si trova a guidare l’istituto comprensivo di Sanluri dal 2009; a questo tre anni dopo è accorpato quello di Serrenti. L’insofferenza verso Faret e i suoi metodi gestionali si fa sentire subito con una richiesta di intervento inviata due anni fa al Ministero e all’Ufficio Scolastico Regionale da parte di un gruppo di docenti di Sanluri. Ma i problemi del dirigente risalgono a molti anni fa: verso la fine degli anni Novanta è stato rimosso dall’incarico di reggente da Assemini per conflitti con il consiglio di istituto; contemporaneamente si trovava a capo della direzione didattica della scuola di via Podgora, a Cagliari, e qui è stato condannato per comportamenti antisindacali. Il suo nome è arrivato anche in televisione: il programma Le Iene ha denunciato il caso di un ragazzo disabile lasciato solo durante l’ora di pranzo. Dopo la messa in onda della trasmissione Armando Pietrella, allora direttore dell’Ufficio Scolastico Regionale, ha fatto trasferire Faret nella scuola di Villaputzu e da qui, nel 2009, è approdato a Sanluri-Serrenti.

Scuola, concorso per dirigente truccato: 25 avvisi di garanzia a Napoli

di Leandro Del Gaudio

Concorso per presidi: blitz nell'ufficio regionale scolastico. La procura di Napoli indaga sull'ultimo concorso per preside in Campania. Associazione per delinquere, abuso d'ufficio e falso, la Procura punta a fare chiarezza sulla gestione del concorso per dirigenti scolastici, notificando in queste ore decreti di perquisizione, ordini di esibizione e alcuni avvisi di garanzia. Indagine delegata alla Guardia di finanza di Torre Annunziata, sono in corso accertamenti e acquisizioni di documenti, sotto i riflettori l'ufficio regionale scolastico. Sono venticinque gli indagati, otto dei quali sono docenti vincitori di concorso dopo l'ultima prova scritta (all'inizio di febbraio) per l'accesso a un posto di dirigente scolastico. Gli altri indagati sono commissari di esame, un ex dirigente dell'ufficio regionale scolastico e sindacalisti. La guardia di finanza di torre annunziata ha anche trovato compiti scritto già fatti in una sede del sindacato.   Dalle indagini, coordinate dal procuratore aggiunto Alfonso D'Avino e dal sostituto Ida Frongillo, è emerso che gli indagati avevano creato un meccanismo per favorire alcuni candidati al concorso. In particolare, sarebbe stata 'pilotata' la nomina di alcuni membri della commissione esaminatrice, grazie ai quali i candidati erano riusciti a conoscere con largo anticipo i quesiti della prova preselettiva. Inoltre - secondo l'accusa - si era riusciti a eludere l'anonimato delle prove scritte facendo pervenire ai componenti collusi della commissione giudicatrice gli incipit e le frasi finali dei candidati da favorire. Il materiale concorsuale di sei candidati è stato sequestrato.

lunedì 24 febbraio 2014

Per i test Invalsi 80 contratti a tempo determinato


L'Invalsi, Istituto nazionale per la valutazione del sistema educativo di istruzione e di formazione, ha indetto una selezione per l'attribuzione di 80 incarichi di prestazione di lavoro autonomo a esperti di comprovata ed elevata specializzazione per le attività di somministrazione, raccolta e controllo di prove standardizzate del progetto “Misurazione dei progressi negli apprendimenti”. Per partecipare, bisogna compilare il modulo online che si trova sul sito dell'Invalsi, utilizzando per registrarsi un proprio account di Pec (posta elettronica certificata), entro il 28 febbraio. In caso di problemi o difficoltà, si può chiedere aiuto mandando una mail all'indirizzo info@csselezioni.it. L'incarico prevede circa dieci giorni di lavoro al mese, per tre mesi, con un contributo previsto di 3.600 euro lordi complessivi, che si concluderanno entro il 30 giugno 2014.


http://www.cittanuova.it/c/435918/Per_i_test_Invalsi_80_contratti_a_tempo_determinato.html

FIDUCIA AL SENATO – Renzi punta sulla scuola: “L’educazione è il vero motore per la crescita”

Matteo Renzi ha chiesto oggi la fiducia al suo nuovo governo, prestandosi nell’Aula del Senato della Repubblica. Un discorso al braccio quello del nuovo premier, che ha puntato in primis su tematiche quali la scuola, e la nuova dignità da ridare alla politica.
“Metto a verbale che la scuola è il nostro punto di partenza. Ogni mercoledì sarò in una scuola del paese: partirò da Trieste. Voglio che il nostro sia un governo itinerante” – ha detto Renzi di fronte all’Aula. Di fronte alla crisi economica noi ripartiamo dalle scuole. Proponiamo un intervento straordinario sull’edilizia scolastica. La scuola e l’istruzione sono il vero motore dell’economia, da lì riparte il Paese” – ha commentato Renzi. “Dobbiamo coinvolgere dal basso in ogni processo gli operatori della scuola. Dobbiamo restituire dignità agli insegnanti, collaboratori della creazione di una libertà. La politica parte dalla centralità della scuola”.
Il neo premier ha puntato anche sul tema del lavoro. “Entro fine marzo piano con regole innovative per creare nuove assunzioni, che rappresentano una priorità per personaggi istituzionali come noi.  Mi rivolgo alla generazione Erasmus, quella che ha viaggiato e ha vissuto il sogno degli Stati Uniti d’Europa – ha continuato Renzi. Non si può vivere di rimpianti, ma dobbiamo indicare il percorso del futuro. Il rispetto che portiamo ai nostri figli ci impone di guardare ai nostri conti in maniera seria e rigorosa. Esiste un’Italia viva, brillante, che si sta stancando di aspettarci – ha concluso il premier.
Matteo Renzi ha puntato anche sugli investimenti privati nel mondo della cultura: “Dobbiamo dire sì agli investimenti dei privati, per salvare il settore e dare la capacità di investire nelle nuove generazioni. Su questo tema dobbiamo essere concretamente operativi. E’ una risposta alla crisi modificare le regole del gioco in questo settore”.


http://www.corriereuniv.it/cms/2014/02/fiducia-al-senato-renzi-punta-sulla-scuola-leducazione-e-il-vero-motore-per-la-ricrescita/

Ma che Magnifica spendacciona. I guai della neoministra Giannini

Precari, insegnanti sempre più vecchi, scatti di anzianità congelati, stipendi ancora troppo bassi. E ancora: in sei anni 8.500 professori in meno nelle università italiane, 40 mila immatricolati in meno (non c’è crescita ma decrescita). Atenei alla canna del gas per quanto riguarda i fondi che ricevono a causa dei continui tagli (il 90% vengono spesi per pagare gli stipendi, il restante 10% per affrontare le numerose urgenze). Potrebbe essere, purtroppo, ancora più lunga la lista dei problemi che da tempo hanno messo in ginocchio il mondo della scuola nel Belpaese. Difficiltà che non sono state affrontate con decisione dai Ministri che negli anni si sono susseguiti. E da ieri ecco un altro capo del dicastero dell’Istruzione, Universita e Ricerca, Stefania Giannini, ex Rettore dell’Università per gli stranieri di Perugia. Classe 1960, ha una lunga carriera nel mondo della scuola: professore ordinario di Glottologia e Linguistica dal 1999, oltre a diversi incarichi sempre nel pianeta istruzione. Ma adesso potrebbe fare i conti anche con un altra questione: una denuncia che è stata presentata ai magistati della Corte dei conti dell’Umbria per progetti che sono stati decisi quando era al vertice dell’Università umbra e che invece non sarebbero stati mai partiti. E a mettere nero su bianco l’esposto che dallo scorso novembre è all’esame dei giudici contabili, proprio il presidente del collegio dei revisori dei conti dell’Università degli stranieri di Perugia, Antonio Buccarelli, anche lui magistrato della Corte dei conti. In 15 pagine, infatti, viene ripercorso tutto l’iter di progetti che sono stati deliberati nel 2008 dal Consiglio di amministrazione dell’università, autorizzato dal ministro Giannini quando era, appunto, Rettore. E che, invece, non avrebbero mai preso il via. Ma perché indaga la Corte dei conti? Qual è stato presumibilmente il danno erariale? Per capire bisogna fare un passo indietro e ricostruire l’iter dei progetti.

domenica 23 febbraio 2014

Il neo ministro Stefania Giannini: «L’istruzione è una priorità»

«C’è qualcosa di di meraviglioso in quello che inizia» ha detto al suo arrivo al Quirinale per il giuramento del nuovo governo il ministro dell'Istruzione, dell'Università e della Ricerca, Stefania Giannini. L’ex rettore dell’Università per gli stranieri di Perugia, lucchese nata a Ponte a Moriano (adesso ha casa a San Concordio) è stata festeggiata dal marito Luca Rossello, ingegnere e socio della Tagetik, e dal figlio minore Edoardo (20 anni), futuro ingegnere come il fratello più grande Enrico (22 anni) in questi giorni in Germania. Abito nero e collana di perle, elegante come sempre, Giannini ha spiegato che «bisogna tornare ad investire nella ricerca, settore abbandonato negli ultimi anni per mancanza di sensibilità strategica. Ci sono 80 miliardi di finanziamenti Ue in arrivo nei prossimi 7 anni, non possiamo perdere quest'occasione». Sul fronte dei professori, «bisognerà agire sulla valutazione perché' si possa finalmente valorizzare e riconoscere il merito degli insegnanti finora penalizzati. La strada segnata - osserva Giannini - e' stata introdotta di recente ed è molto discussa, di sicuro i test Invalsi andranno perfezionati ma non rifiutati». Per il neo ministro «non dovremo parametrarci al governo Monti da cui pure il nostro partito (Scelta Civica, ndr) ha origine. Credo che il nostro obiettivo - spiega - sia la possibilità di dare un segno riformista all'interno di questo governo facendo capire che l'istruzione è una priorità indiscutibile».
La professoressa Giannini ha sposato Luca all’età di 26 anni. «Ci siamo conosciuti a 18 anni - racconta il marito - ed è stato subito amore a prima vista. Eravamo studenti, lei al Classico (tra le più bravi della sua classe insieme a Ugo Giurlani, ndr), io appena diplomato al liceo scientifico Vallisneri. Sono molto orgoglioso della nomina di Stefania, sono convinto che riuscirà a lavorare per il bene del Paese perché è una persona, colta, preparata, sensibile».


http://iltirreno.gelocal.it/lucca/cronaca/2014/02/22/news/il-neo-ministro-stefania-giannini-l-istruzione-e-una-priorita-1.8718376

sabato 22 febbraio 2014

La Madia ministro? Vergogna!

di Piergiorgio Odifreddi


Alle elezioni del 2008, Walter Veltroni usa le prerogative del porcellum per candidare capolista alla Camera per il Pd nella XV circoscrizione del Lazio la sconosciuta ventisettenne Marianna Madia. Alla conferenza stampa di presentazione, agli attoniti giornalisti la signorina dichiara gigionescamente di “portare in dote la propria inesperienza”.
In realtà è una raccomandata di ferro, con un pedigree lungo come il catalogo del Don Giovanni. E’ pronipote di Titta Madia, deputato del Regno con Mussolini, e della Repubblica con Almirante. E’ figlia di un amico di Veltroni, giornalista Rai e attore. E’ fidanzata del figlio di Giorgio Napolitano. E’ stagista al centro studi Ariel di Enrico Letta. La sua candidatura è dunque espressione del più antico e squallido nepotismo, mascherato da novità giovanilista e femminista. E fa scandalo per il favoristismo, come dovrebbe.
In parlamento la Madia brilla come una delle 22 stelle del Pd che non partecipano, con assenze ingiustificate, al voto sullo scudo fiscale proposto da Berlusconi, che passa per 20 voti: dunque, è direttamente responsabile per la mancata caduta del governo, che aveva posto la fiducia sul decreto legge. Di nuovo fa scandalo, questa volta per l’assenteismo. La sua scusa: stava andando in Brasile per una visita medica, come una qualunque figlia di papà.
Invece di essere cacciata a pedate, viene ripresentata col porcellum anche alle elezioni del 2013. Ma poi arriva il grande Rottamatore, e la sua sorte dovrebbe essere segnata. Invece, entra nella segreteria del partito dopo l’elezione a segretario di Renzi, e ora viene addirittura catapultata da lui nel suo governo: ministra della Semplificazione, ovviamente, visto che più semplice la vita per lei non avrebbe potuto essere. Altro che rottamazione: l’era Renzi inizia all’insegna del riciclo dei rottami, nella miglior tradizione democristiana.
La riciclata ora rispolvererà l’argomento che aveva già usato fin dalla sua prima discesa paracadutata in campo: “Non preoccupatevi di come sono arrivata qui, giudicatemi per cosa farò”. Ottimo argomento, lo stesso usato dal riciclatore che dice: “Non preoccupatevi di come ho ottenuto i miei capitali, giudicatemi per come li investo”. Se qualcuno ancora sperava di liberarsi dai rottami e dai riciclatori, è servito. L’Italia, nel frattempo, continui ad arrangiarsi.

http://odifreddi.blogautore.repubblica.it/2014/02/22/la-madia-ministro-vergogna/comment-page-1/#comment-141251



Ps. Il seguente commento fornisce un’integrazione essenziale al post:
http://odifreddi.blogautore.repubblica.it/2014/02/22/la-madia-ministro-vergogna/comment-page-1/#comment-141251

Lettera ai ragazzi di quinta

 “Cari ragazzi di quinta,

Abbiamo camminato insieme per cinque anni. Per cinque anni abbiamo cercato, insieme, di godere la vita; e per goderla abbiamo cercato di conoscerla, di scoprirne alcuni segreti. Abbiamo cercato di capire questo nostro magnifico e stranissimo mondo non solo vedendone i lati migliori, ma infilando le dita nelle sue piaghe, infilandole fino in fondo perché volevamo capire se era possibile fare qualcosa, insieme, per sanare le piaghe e rendere il mondo migliore. Abbiamo cercato di vivere insieme nel modo più felice possibile. E’ vero che non sempre è stato così, ma ci abbiamo messo tutta la nostra buona volontà. e in fondo in fondo siamo stati felici. Abbiamo vissuto insieme cinque anni sereni (anche quando borbottavamo) e per cinque anni ci siamo sentiti “sangue dello stesso sangue”.
Ora dobbiamo salutarci. Io devo salutarvi.
Spero che abbiate capito quel che ho cercato sempre di farvi comprendere: non rinunciate mai, per nessun motivo, sotto qualsiasi pressione, ad essere voi stessi. Siate sempre padroni del vostro senso critico, e niente potrà farvi sottomettere. Vi auguro che nessuno mai possa plagiarvi o “addomesticare” come vorrebbe. Ora le nostre strade si dividono. Io riprendo il mio consueto viottolo pieno di gioie e di tante mortificazioni, di parole e di fatti, un viottolo che sembra identico e non lo è mai. Voi proseguite e la vostra strada è ampia, immensa, luminosa. E’ vero che mi dispiace non essere con voi, brontolando, bestemmiando, imprecando; ma solo perché vorrei essere al vostro fianco per darvi una mano al momento necessario. D’altra parte voi non ne avete bisogno. Siete capaci di camminare da soli a testa alta, perché nessuno di voi è incapace di farlo.

RIFLESSIONI POST PAGELLE. COSA FA L'ALUNNO PERFETTO??

ripreso da un commento in Facebook

1. Non fa arrabbiare gli insegnanti(ma sopratutto non produce rumore alcuno durante le lezioni);
2. Studia e lavora bene a scuola: sta attento e buono e fa tutto giusto ogni volta;
3. Ascolta, legge e scrive bene;
4. Studia a casa il pomeriggio anche le nozioni che l'insegnante non ha spiegato;
5. Rispetta le regole. (PRATICAMENTE NON ESISTE!!!!!!!!!!)
Tempo di pagelle per moltissimi studenti(piu' o meno "perfetti")che vengono valutati attraverso i voti ,risultanti dall’impegno e dall’atteggiamento tenuti nel corso dei primi mesi di scuola.
Il Ministero dell'Istruzione ha varato, nell'ambito della Spending Review, la nuova normativa per cui tutte le scuole, di ogni ordine e grado, dovranno avere pagelle in formato elettronico, a partire dall'anno scolastico 2013/2014. La pagella in formato elettronico, ha la medesima validità legale del documento cartaceo ed è resa disponibile per le famiglie sul web o tramite posta elettronica o altra modalità digitale. La pagella viene consegnata a circa metà e alla fine dell'anno scolastico cioè una per ogni fine quadrimestre. La pagella, chiamata oggi scheda di valutazione o "documento di valutazione", è un elenco di tutte le discipline studiate da uno studente, e la relativa valutazione (voto) per ciascuno di essi ed esprime dei voti in decimi per qualsiasi grado d'istruzione. Nella scuola primaria e secondaria di primo grado le materie studiate (e quindi valutate) sono le seguenti:



Il caso Maria Carmela Lanzetta


Giuseppe Civati ( Facebook )

Renzi sta facendo di tutto per farsi votare contro. Maria Carmela Lanzetta aveva votato contro il governo in direzione nazionale. Ora entra nel nuovo esecutivo come ministro. Le faccio gli auguri, ma non ne sapevo nulla. Né da Renzi, né da lei. Nessuno ha ovviamente inteso avvisare me o i componenti della delegazione 'civatiana' in direzione nazionale.

Da un articolo di ELENA G. POLIDORI dal titolo "  Pd in tilt, Civati pronto allo strappo. "Così Matteo ci obbliga a votare no" pubblicato su QN si legge:

" presto, al Senato, potrebbe formarsi un nuovo gruppo, composto dai senatori civatiani (che sono 6, Mineo, Casson, Del Giudice, Alfonso, Ricchiuti e Tocci, ma forse arriverà anche Laura Puppato). L’ipotesi di un Nuovo Centrosinistra sarebbe una novità molto positiva perché servirebbe, con tutta probabilità, anche come "base" d’accoglienza per chi, tra non molto dicono i civatiani, potrebbe arrivare anche dall’area bersaniana, da quella di Cuperlo ora in subbuglio Per Renzi, al momento, questa compagine non rappresenta una reale fonte di preoccupazione in ordine ai numeri della sua maggioranza, mentre dovrebbe preoccuparlo sul fronte interno Pd; una lacerazione forte, in questo momento, è da evitare ".

ISTRUZIONE, LE 6 PRIORITA' DEL MINISTRO GIANNINI

di Luisa Ribolzi - sabato 22 febbraio 2014

Il nuovo ministro dell'Istruzione, Stefania Giannini, segretaria di Scelta Civica ma anche ordinario di glottologia e linguistica e rettore dell'Università per stranieri di Perugia (quindi ministro sia "politico" che "tecnico") è il 38esimo ministro della pubblica istruzione a partire dal 1946, anche se occupa il 60esimo posto perché alcuni ministri sono stati nominati più volte. Possiamo aggiungere altri otto ministri, che si sono occupati dell'università, nelle legislature in cui era separata dalla scuola. Perché questo dato spicciolo per iniziare una brevissima riflessione sulle urgenze da indicare (insieme ai migliori auguri) a chi va a ricoprire un incarico tanto gravoso quanto impopolare?  Perché ogni ricerca e ogni riflessione mostrano che i tempi della formazione sono tempi lunghi, in cui le conseguenze delle decisioni politiche diventano evidenti dopo molti anni, mentre i tempi della politica sono brevi, e quindi porteranno frutto, se lo porteranno, non a chi ha deciso ma a chi verrà dopo di lui.
La prima indicazione è quindi quella di fissare le priorità tenendo conto del fatto che l'orizzonte temporale di queste priorità non è e non può essere confinato nell'arco di una legislatura, e serve quindi un'intesa di massima sulla linea da seguire. Ciò posto, ed è probabilmente la maggiore difficoltà da affrontare, posso provare a individuare alcune linee di azione su cui cercare il consenso politico, e poi individuare una strategia efficace.

venerdì 21 febbraio 2014

Stefania Giannini su Università e Ricerca

“Una laurea ad hoc per diventare prof” così il Pd di Renzi vuole cambiare la scuola

STABILIZZAZIONE del precariato in pochissimi anni, nuove assunzioni con concorsi gestiti dalle scuole, revisione della legge Fornero per i docenti e una laurea ad hoc per insegnare. Il Pd di Renzi inizia dagli insegnanti. Ed è una mezza rivoluzione che punta sul merito per fare uscire dalle secche di una crisi economica senza fine il Paese. Il documento su cui sta lavorando il responsabile Scuola e Welfare della segreteria del Pd, Davide Faraone, che Repubblica è in grado di anticipare, è pieno di importanti novità che, stando alle intenzioni del premier incaricato, dovrebbero trovare attuazione in tempi brevi. Merito e non solo anzianità, ecco le parole d’ordine per gli insegnanti del terzo millennio. Per colmare la casella lasciata vuota dalla Gelmini — che riuscì a varare la riforma della cosiddetta Formazione iniziale degli insegnanti — il Partito democratico ha già messo a punto un piano che verrà sottoposto al nuovo esecutivo e al nuovo inquilino di Palazzo della Minerva.
In primis, il Pd intende dare soluzione all’annoso problema del precariato della scuola. Secondo i calcoli effettuati dai tecnici di viale Trastevere, a partire dal 2017 i pensionamenti viaggeranno al ritmo di 40mila unità all’anno. Per sbloccare il turn-over, il nuovo governo intende modificare i paletti della legge Fornero, che non tengono conto della specificità del lavoro degli insegnanti, rendendo più facile l’uscita di maestri e prof dalla scuola. Ad agevolare il tutto, l’età dei docenti italiani, che con una media di 50 anni sono tra i più vecchi d’Europa. Nell’arco di una sola legislatura, i 185mila precari inseriti nelle graduatorie provinciali ad esaurimento dovrebbero trovare una cattedra fissa. Ci sono poi i 90mila che si abiliteranno con i Percorsi abilitanti speciali e gli 11mila che hanno ottenuto il lasciapassare per l’insegnamento attraverso i Tirocini formativi attivi, previsti dalla riforma Gelmini.

Stefania Giannini, prima lucchese nominata ministro

Stefania Giannini: biografia del nuovo Ministro dell'istruzione

Riportiamo da Wikipedia la biografia di Stefania Giannini, nominata oggi 21 febbraio 2014 Ministro dell'istruzione dell'Università e della Ricerca nel nuovo governo Renzi:

Biografia

Carriera accademica

Nel 1991 diviene Professore Associato di Glottologia e Linguistica. Presso l'Università per Stranieri di Perugia, dal 1992 al 1994 vince il concorso a cattedra di Fonetica e Fonologia e dal 1994 al 1998 ricopre la cattedra di Sociolinguistica. Nel 1999 diviene Professore Ordinario di Glottologia e Linguistica ed acquisisce nello stesso anno la titolarità della cattedra di Linguistica generale presso l'Università di Perugia. Dirige nello stesso ateneo il Dipartimento di Scienze del Linguaggio tra il 2000 e il 2004.
Il 1º ottobre 2004 diventa rettore dell'Università per stranieri di Perugia, carica ricoperta fino all'aprile del 2013. Nel 2005 diventa rappresentante per l’Italia nel Comitato di Selezione del programma Erasmus Mundus presso la Commissione Europea fino al 2009. Nello stesso anno entra a far parte del Tavolo Interministeriale per la cooperazione allo sviluppo presso la Direzione Generale Cooperazione allo Sviluppo del Ministero degli Affari Esteri. Dal 2006 è membro del Comitato di presidenza della conferenza dei rettori delle università italiane. Nel 2009 è membro del Comitato di orientamento strategico per le relazioni scientifiche e culturali fra Italia e Francia. Nel 2010 diventa presidente della Società Italia di Glottologia.

Carriera politica

Nel 2013 è candidata in Toscana nella lista Con Monti per l'Italia alle elezioni politiche del 24 e 25 febbraio per il Senato della Repubblica, venendo eletta senatrice della XVII Legislatura. Il 16 novembre dello stesso anno, l'Assemblea di Scelta Civica la nomina nuova segretario e coordinatrice politica del partito.
È presidente della delegazione parlamentare italiana presso l'Assemblea parlamentare dell'Iniziativa Centro Europea.
Il 21 febbraio 2014 viene proposta dal Presidente del Consiglio in pectore Matteo Renzi come Ministro dell'Istruzione, dell'Università e della Ricerca.

Anna Maria Ajello: “Dobbiamo andare oltre i test Invalsi”

20 febbraio 2014

“Andare oltre i test Invalsi” – Ad affermarlo è lo stesso Presidente dell’Istituto nazionale per la valutazione del sistema educativo di istruzione e di formazione, la neoeletta professoressa Anna Maria Ajello in un’intervista rilasciata al Corriere della Sera. Dichiarazioni che sembrano aprire una vera e propria stagione di cambiamenti per il sistema Invalsi, al centro di un acceso dibattito fin dalla sua istituzione, nel 1999: ”Noi siamo esperti che forniscono misurazioni, non valutazioni, la valutazione è il passo successivo – ha affermato il neo Presidente – L’Invalsi deve offrire strumenti alla scuola per valutarsi e in questa ottica dobbiamo andare oltre i test che ci sono e che comunque vogliamo mantenere, per offrire altri strumenti, altri tipi di prove. Tutte le prove, nel loro insieme, porteranno poi alla valutazione complessiva”. E sulle funzioni dell’Istituto, la professoressa Ajello ha voluto precisare: “l’Invalsi offre strumenti, è come un termometro che può misurare la temperatura ma per la diagnosi serve una valutazione medica, adeguata”. Non si tratta certo di una bocciatura di quello che fino a oggi è stato il metodo di valutazione dell’efficienza scolastica, ma solo di un cambio di prospettiva: “Dobbiamo continuare a fare rigorosamente quello che abbiamo fatto finora – prosegue Anna Maria Ajello – e tuttavia dobbiamo fare di più, se per esempio dobbiamo misurare le competenze sulla cittadinanza, e non solo sulla grammatica e sulla matematica, occorrerà studiare prove adeguate. Insomma ci rivolgiamo alla scuola in modo problematico e non autoritario, non siamo i controllori, diamo strumenti. Anche perché quali sono le competenze da misurare e poi valutare lo decide la politica e non l’Invalsi”.

Marco Campione: l'iter del concorso DS in Lombardia è un "casino "


Il video della diretta web con Fabio Pizzul, Laura Barzaghi e Marco Campione

giovedì 20 febbraio 2014

Riforma Gelmini: è in corso un processo contro il movimento studentesco

L'udienza del pro­cesso con­tro dodici stu­denti della Sapienza accu­sati di «atten­tato con­tro gli organi costi­tu­zio­nali», reato che pre­vede una pena fino a cin­que anni di car­cere, pre­vi­sta ieri al tri­bu­nale di Roma è stata rin­viata per uno scio­pero dell’avvocatura. Ciò non ha impe­dito agli stu­denti di con­durre in molti ate­nei ita­liani azioni di pro­te­sta con­tro un impianto accu­sa­to­rio secondo il quale il 24 novem­bre 2010, nel pieno della discus­sione sull’allora decreto legge Gel­mini di riforma dell’università, un cor­teo sel­vag­gio com­po­sto da migliaia di stu­denti che erano stati respinti all’altezza di Mon­te­ci­to­rio (sede della discus­sione par­la­men­tare) avrebbe attac­cato e messo a rischio il Senato cer­cando di entrare dall’ingresso di Corso Rina­sci­mento a Roma.
Nella copiosa pro­du­zione video con­sul­ta­bile su You­tube, oltre che dalle foto che ancora ieri gira­vano in rete, si vedono cen­ti­naia di per­sone con i «book bloc», il sim­bolo in ple­xi­gas e gomma piuma della lotta per la cul­tura e il diritto allo stu­dio, che eser­ci­tano una pres­sione. Dopo alcuni minuti di con­ci­ta­zione, e a seguito della chiu­sura del por­tone, il cor­teo è arre­trato men­tre gli agenti di poli­zia in tenuta anti­som­mossa si sono schie­rati davanti al Senato. Nes­suna col­lut­ta­zione è avve­nuta nel frat­tempo. Paci­fi­ca­mente, senza col­lut­ta­zioni o ten­sioni di ogni tipo, il cor­teo ha ripreso a mani­fe­stare. Il 14 dicem­bre, giorno della com­pra­ven­dita dei par­la­men­tari che per­mise al governo di soprav­vi­vere inu­til­mente per pochi altri mesi, ci sarebbe stata la mani­fe­sta­zione tumul­tuosa a piazza del Popolo.


Carnevale, scuole in scienza e… in scena

Dall’alta moda 'eco-etico-sostenibile’ a un arcobaleno di tessuti da percepire con i sensi. Dalla piazza del mercato alla scenografia naturale della commedia dell’arte. Dalla lingua italiana fra 'neologismi, dialetti, sonorità e ritmo’ alla scienza rinascimentale, per scoprire la robotica e la roboetica. Dalla mela selvatica, per apprezzare i benefici della buona tavola napoletana, fino ad ascoltare alcuni passi di 'Ferite a morte’ di Serena Dandini e Maura Misiti, dalle voci di studenti e studentesse.
Tutto questo e molto altro ancora nel programma 'Scuole in scienza’, l’iniziativa organizzata dall’Ufficio stampa del Consiglio nazionale delle ricerche (Cnr), che si è svolta nei mesi scorsi in occasione della 'XXIII Settimana della cultura scientifica e tecnologica’, promossa dal ministero dell’Istruzione, università e ricerca. Coinvolti i licei classici di Roma e provincia 'Torquato Tasso’, 'Giulio Cesare’ e 'Immanuel Kant’, gli scientifici 'Giuseppe Peano’ (Monterotondo) e 'Giovanni Battista Morgagni’, l’istituto comprensivo 'Parco della Vittoria’ e il paritario 'Highlands Institute’.
Si è parlato di scienza attraverso le storiche maschere della Commedia dell’arte: Balanzone, Arlecchino, Pantalone, Colombina, Capitano, Pulcinella e Flaminia. Ogni scuola, con il contributo dei ricercatori del Cnr e di esperti del settore, ha affrontato tramite una maschera un diverso argomento, cercando di collegare scienze umane, naturali, matematiche e tecnologia.
A lanciare alla stampa le iniziative, poi, sono stati gli stessi studenti, che hanno partecipato al Laboratorio di scrittura giornalistica, grazie al supporto del Consiglio nazionale dell’Ordine dei giornalisti, del Gruppo unitario uffici stampa (Gus) e dell’Ufficio stampa del Cnr.


Il figlio prende 5 a matematica: i genitori aggrediscono l'insegnante

Empoli, 20 febbraio 2014 - CINQUE a matematica in pagella del primo quadrimestre. Un’insufficienza che ai genitori dell’alunno poco brillante nella materia non è andata giù. La reazione? Invece di rimproverare il figlio, come si era soliti fare in passato, la coppia ha visto bene di rifarsela con l’insegnante. Parole grosse, minacce e, stando al racconto dei presenti, la coppia di genitori avrebbe addirittura alzato le mani nei confronti della docente. Una reazione così inaspettata e spropositata che avrebbe portato la prof ad accusare un lieve malore. L’insegnante è stata soccorsa da colleghi e personale scolastico e, da quanto appreso, sarebbe stata portata al pronto soccorso per accertamenti.

L’EPISODIO è accaduto ieri mattina alla scuola media Bacci-Ridolfi di Castelfiorentino. Protagonisti dell’aggressione una coppia di genitori che il giorno precedente aveva ritirato la pagella di metà anno del figlio. Al momento della consegna i due non avrebbero manifestato alcuna reazione. L’indomani mattina, però, si sono presentati a scuola e trovata la ‘responsabile’ di quella insufficienza le si sono scagliati addosso. La situazione è ben presto degenerata. Sono stati chiamati i carabinieri che sono riusciti a calmare gli animi. Per gli irascibili genitori pare sia scattata anche la denuncia.

mercoledì 19 febbraio 2014

Irene Tinagli: “Vi spiego com’è fatto l’asilo del laureato felice”

26 settembre 2011 di Wired.it Staff


La scuola è importante, ma secondo alcuni ancora più importante è l’asilo. Perché è durante l’età prescolare che la nostra mente assume una sua forma cognitiva. Irene Tinagli, docente all’ Università Calrlos II di Madrid, economista, ne parla in un articolo sul numero di Wired che trovate in edicola e prende in causa il Nobel per l’economia James Hackman, il quale ha dimostrato che “i divari nei test di apprendimento che si registrano tra ragazzi di diversa estrazione sociale a 18 anni, sono più o meno gli stessi che si registrano a cinque anni”. Il periodo in cui il gap cognitivo si allarga maggiormente è al di sotto dei cinque anni. Nonostante ciò “l’infanzia è tradizionalmente trascurata dagli interventi pubblici in materia di istruzione e politiche sociali”.

L'asilo è importante perché è il primo contesto in cui un individuo sviluppa le sue capacità emotive e relazionali, indispensabili per lo sviluppo di quelle di apprendimento che dovrà usare appunto alle medie e al liceo. Ma non solo: un asilo che funziona fa bene anche ai genitori.  “Il sociologo dell’Università di Chicago Mario Smell ha dedicato anni a monitorare migliaia di bambini newyorchesi e le loro mamme”, scrive Tinagli, “osservando le differenze tra quelli che frequentavano centri per l’infanzia e quelli accuditi in altro modo”. Il risultato è stato che i bambini cresciuti nei centri dell’infanzia e le loro madri sono più felici perché hanno più probabilità di stringere amicizia, si sentono più coinvolti nel tessuto sociale. Sono emotivamente attivi. “Per questo uno dei programmi sociali più longevi e di successo degli Stati Uniti è Head Star, introdotto nel 1964 da Lyndon B. Johnson come parte della sua ‘lotta alla povertà’. Un programma che ha supportato la creazione di migliaia di centri per l’infanzia da zero a cinque anni, e che dal 1965 ha aiutato 27 milioni di bambini, coinvolgendo centinaia di migliaia di padri, madri e di volontari”.

Spesso le istituzioni che stanziano fondi per le attività scolastiche si dimenticano che, se dalle università e dai master escono le nuove generazioni di imprenditori e manager, è dalla scuola materna che esce la società tutta, la stessa in cui quei manager e quegli imprenditori si troveranno a vivere. Molto probabilmente, un laureato professionalmente inserito e felice, è stato un bambino attivo e coinvolto in età prescolare.


http://mag.wired.it/rivista/storie/2011/09/26/irene-tinagli-vi-spiego-com-e-fatto-l-asilo-del-laureato-felice.html 

Occupare per non essere occupati


Da fonte Ansa si apprende che una dirigente scolastica entra in piena notte e di nascosto da occhi indiscreti nella “propria” scuola, la “Marconi” di Pozzuoli, e si barrica per impedirne una nuova occupazione da parte degli Lsu (lavoratori socialmente utili) che da ieri sono entrati in una settantina di istituti di Napoli e provincia impedendo lo svolgimento delle lezioni. La  preside ha detto: “Rivendico il mio diritto a lavorare. La scuola non può essere paralizzata da una protesta che ha forme e tempi sbagliati. Capisco il disagio di chi perde il lavoro, rispetto il problema di queste famiglie. Ma la soluzione non è l’interruzione di pubblico servizio, non è quella di danneggiare gli studenti e la scuola: bisognerebbe sedersi intorno a un tavolo e ragionare su quella che è una vertenza nazionale. Il problema è di tanti lavoratori in tutta Italia, ma solo a Napoli e in provincia si sta creando una situazione così assurda. Ripeto, non voglio fare la paladina ma intendo solo poter lavorare”.  Succede anche questo “ occupare per non essere occupati “, infatti, i manifestanti, gridando frasi anche ingiuriose contro la dirigente, sono stati costretti a rimanere fuori dei cancelli, sotto il controllo della polizia. Si ricorda a tal proposito che il prefetto di Napoli Francesco Musolino ed il direttore regionale della scuola Diego Bouché, chiedono una soluzione "anche solo transitoria" per risolvere la vertenza degli ex Lsu. Con loro, anche il sindaco Luigi de Magistris interviene sul tema, auspicando una soluzione e mettendosi al fianco dei lavoratori. Storie che non si vorrebbero mai sentire, ma a quanto pare non sono solo le strutture edili delle nostre scuole a scricchiolare.

 

Aldo Domenico Ficara


 

martedì 18 febbraio 2014

GENITORI A SCUOLA: IL SEGRETO DELLA PARTECIPAZIONE

Firenze, Aula Magna I.S.I.S. “Leonardo da Vinci”, via del Terzolle, 91
Sabato 15 marzo 2014, ore 9,00-12,30
 
 
Genitori che a scuola non hanno voce, che scivolano via come acqua piovana. Genitori chiamati ad alzare la mano e a non creare disturbo. Genitori pieni di buona volontà, che presto si allontanano delusi… Che fare per non disperdere questa risorsa silenziosa della scuola italiana? In primo luogo tanta formazione, e poi fare rete, aiutarsi. Coinvolgimento, ci vuole, e di buona qualità. Ci prova l’Associazione genitori A.Ge. Toscana con “Genitori a scuola: il segreto della partecipazione”, un progetto che parte dalla raccolta di tutte le esperienze attive sul territorio, si sviluppa in un gruppo di discussione dedicato e avrà un primo momento di sintesi in un incontro laboratoriale, che si terrà sabato 15 marzo 2014 dalle ore 9,00 alle ore 12,30, presso l'I.S.I.S. Leonardo da Vinci, in via del Terzolle 91 a Firenze. Sarà un modo nuovo di fare formazione, con i genitori finalmente in cattedra e non ammutoliti ad ascoltare esperti o presunti tali. In netta controtendenza rispetto a tante “Giornate” dedicate sì ai genitori, ma che si rivelano solo un palcoscenico per i soliti noti, sono previsti gruppi di lavoro, tempi rapidissimi, interventi di cinque (5') minuti, testimonianze e altro ancora. Ecco il programma:

lunedì 17 febbraio 2014

Perchè modificare il Titolo V della Costituzione !!!


La mozione Renzi sulla scuola

Così Renzi si è espresso sulla scuola:

 “Gli insegnanti sono stati sostanzialmente messi ai margini, anche dal nostro partito. Abbiamo permesso che si facessero riforme nella scuola, sulla scuola, con la scuola senza coinvolgere chi vive la scuola tutti i giorni. Non si tratta solo di un autogol tattico, visto che comunque il 43% degli insegnanti vota PD. Si tratta di un errore strategico: abbiamo fatto le riforme della scuola sulla testa di chi vive la scuola, generando frustrazione e respingendo la speranza di chi voleva e poteva darci una mano. Il PD che noi vogliamo costruire cambierà verso alla scuola italiana, partendo dagli insegnanti, togliendo alibi a chi si sente lasciato ai margini, offrendo ascolto alle buone idee, parlando di educazione nei luoghi in cui si prova a viverla tutti i giorni, non solo nelle polverose stanze delle burocrazie centrali. Casa per casa, comune per comune, scuola per scuola, da gennaio 2014 i nostri insegnanti, i nostri assessori alla scuola, i nostri circoli, i nostri ragazzi saranno chiamati alla più grande campagna di ascolto mai lanciata da un partito a livello europeo, sul doppio binario di una piattaforma tecnologica dedicata e di un rapporto personale, vis a vis. Chiameremo il Governo, il Ministro, i suoi collaboratori a confrontarsi sulle proposte e sulle idee. E daremo risposte alle proposte degli insegnanti, non lasciandoli soli a subire le riforme, ma chiedendo loro di collaborare a costruire il domani della scuola”.

IL BUGIARDO?

di Lucio Ficara

Ma di Renzi ci si può fidare? Cosa dire della sua coerenza tra le sue parole e i fatti oggettivi? 

Abbiamo voluto raccogliere qualche domanda e qualche risposta di Renzi ai tempi delle primarie con Bersani ed abbiamo scoperto che:

Il governo: chi dentro e chi fuori? (domanda del giornalista)



Bene la carta d’intenti ma ribadisco: niente UDC (risposta di RENZI)



quanti ministri e quante donne? (domanda giornalista)



Ministri 10 perché si possono fare. La Bassanini dice 12. Deve essere un modello di Unione al contrario. Per il governo 5 uomini e 5 donne (risposta RENZI)