martedì 22 luglio 2014

Nominata dalla Madia, doveva addirittura guidare l'Agenzia digitale e invece non ha neanche la laurea

di Mauro Romano  


Poker. Dopo Oscar Giannino, fermato nella corsa al Parlamento nelle ultime elezioni come leader di Fare, di Antonio Mastrapasqua disarcionato dalla presidenza dell'Inps e del politico Guido Crosetto, anche il governo Renzi scivola sulla buccia di banana della laurea farlocca o non buona. Il fattaccio riguarda la nomina al vertice dell'Agenzia digitale che è diventata oggetto di investigazione da parte dei competenti uffici per la registrazione della nomina perche' la laurea, nei fatti, non c'è.
O meglio: perché l'equipollenza del titolo non è considerata comprovata e quindi la prescelta dal governo, Alessandra Poggiani, sarebbe senza i titoli di studio minimi richiesti dalla legge per una nomina dirigenziale apicale.
La designazione, nei fatti imposta dalla ministra Marianna Madia, si sta trasformando per Renzi in una vera Caporetto mediatica e di credibilità personale su una materia così delicata come l'innovazione nella PA. La Poggiani ha dichiarato, Cv riportato sul sito della società Venis Spa, di aver conseguito una laurea in Honours Communications and Cultural Studies a Londra. Un corso solo triennale quindi mai equiparabile ad una laurea piena italiana. Londra, poi, è un termine vaghissimo se non viene specificato presso quale Università o College della capitale inglese sia stato effettivamente preso il titolo, vista la numerosità e la pluralità di istituzioni presenti. La stessa Poggiani nel suo Cv ha autocertificato che il suo titolo inglese è equivalente al Diploma di Laurea in Scienze della Informazione o Comunicazione vecchio ordinamento, secondo una non meglio precisata delibera Consiglio Universitario Nazionale del 1997. Le cose si complicano, poi, perché, come è noto, nel Regno Unito non esiste il valore legale della laurea ed ogni università decide autonomamente i propri corsi di studio.L'equipollenza è quindi un concetto molto aleatorio perché dipende, caso per caso, dalla singola università interessata e dal tipo di programma svolto. Fatto reso ancora più vago, nel caso di specie, dal fatto che la Poggiani non precisa, come già detto, neppure in quale università inglese ha conseguito la sua autocertificata laurea. E a Londra vale solo Ucl, University College London, che non pare essere quello interessato per questo titolo. Una laurea conseguita nel 1995 (in un solo anno?) presa in qualche istituto della megalopoli londinese al massimo, forse, equipollente a un diploma universitario. Troppi pochi dettagli e troppa indeterminatezza. Così, la Poggiani senza una laurea italiana rischia di restare alla Venis spa, sempre che non le venga contestata anche questa nomina.


http://www.italiaoggi.it/giornali/dettaglio_giornali.asp?preview=false&accessMode=FA&id=1908055&codiciTestate=1&titolo=Nominata+dalla+Madia%2C+doveva+addirittura+guidare+l%27Agenzia+digitale+e+invece+non+ha+neanche+la+laurea&fb_action_ids=10204258429639522&fb_action_types=og.recommends&fb_source=other_multiline&action_object_map=%5B882332921795357%5D&action_type_map=%5B%22og.recommends%22%5D&action_ref_map=%5B%5D

domenica 20 luglio 2014

Sciopero ad oltranza degli insegnanti islandesi. Perché e come protestano per avere un nuovo contratto.

di Michele Broccia           
 
 
Gli insegnanti delle scuole superiori islandesi sono in sciopero dal 17 marzo scorso. Lo sciopero continuerà ad oltranza, fino a quando non ci saranno risposte soddisfacenti, da parte del governo, alle loro richieste. L’azione, oltre all’interruzione di qualsiasi attività didattica, porterà al blocco degli esami con gravi conseguenze sui risultati dell’intero anno scolastico. Anche il sindacato dei docenti e del personale universitario (Félag háskólakennara) ha annunciato l’adesione allo sciopero nel periodo degli esami, dal 25 aprile al 10 maggio.
Motivi dello sciopero. Prima di tutto lo stipendio. Il contratto degli insegnanti, ci informa Reynir Þór Eggertsson, segretario del sindacato Felag Frammhaldsskóla Kennara, è scaduto a gennaio 2014. Gli insegnanti chiedono un rinnovo che tenga conto che, dal 2006 ad oggi, i docenti hanno perso il 17% sulla busta paga rispetto agli altri lavoratori statali. Lo stipendio medio lordo di un insegnante è di circa 450.000 corone islandesi (ISK), dalle quali si devono decurtare il 40% di tasse e si arriva a circa 270.000 ISK, che corrispondono, al cambio attuale, a 1750,00 €. “Con questi stipendi”, dichiara Jóhanna Guðrún Gunnarsdóttir, docente di italiano presso la Menntaskólinn við Hamrahlið a Reykjavík, “un insegnante non sopravvive perché sono troppo bassi rispetto al costo della vita e al di sotto della media, e quindi si è costretti ad integrare con altri lavori”. Uno stipendio medio in Islanda si aggira intorno alle 400.000 ISK nette. Le ore di insegnamento settimanali sono 24, di 40 minuti ciascuna (16 ore effettive), ma che diventano 43 ore se si considerano la preparazione delle lezioni, le partecipazioni alle riunioni collegiali e altri impegni didattici.
Numero degli studenti. Cinque anni fa una classe era normalmente composta da 20, o al massimo 25 studenti, oggi nella maggior parte delle classi trovano posto più di 25 ragazzi. Questa situazione comporta un aumento del carico di lavoro per i docenti. Sempre più insegnanti optano per l’esame finale unico ed evitano di insegnare tramite progetti perché la loro correzione necessita di maggior tempo. Tutto questo ha portato a un peggioramento della qualità della didattica.
Aumento dei giorni d’insegnamento. La nuova legge sulle tasse, che dovrebbe entrare in vigore dal 2015, comporterà un incremento del carico di lavoro in quanto aumenterà i giorni di insegnamento di circa due settimane. Verrà introdotto, inoltre, un nuovo sistema per cui se le classi sono costituite da piccoli gruppi di studenti, le ore lavorative conteggiate saranno inferiori. Gli insegnanti, afferma Reynir, sono preoccupati perché non si sa cosa effettivamente comporteranno questi cambiamenti. Senza contare che molti non si fidano del governo.

sabato 19 luglio 2014

Pubblicato il n 3 - 2014 della Rivista dell'istruzione


Rivista dell'istruzione
Scuola e autonomie locali
Direttore Giancarlo Cerini







Numero 3 2014   


 
Il punto
Uscire di scuola a 18anni, solo se... - di Milena Santerini    
Dossier
Progettazione per competenze e valutazione - di Mario Comoglio    
Competenze: "Che ci sian ciascun lo dice, cosa sian nessun lo sa" - di Francesco Piazzi    
Le competenze degli italiani: allarme PIAAC - di Fiorella Farinelli    

Focus
Tre stili a confronto: instructional, transformational, integrated - di Angelo Paletta    
Leadership for learning: è possibile in Italia? - di Angelo Paletta    
Si fa presto a dire leadership educativa - di Antonio Valentino    
La mutazione genetica 1: un funzionario amministrativo? - di Anna Armone    
La mutazione genetica 2: un esecutore senza strategie? - di Ivana Summa    

Saperi di cittadinanza
Le due Waterloo: Learning 2030 - di Giovanni Fioravanti    

La cultura delle scuole
Insegnare la geografia con metacognizione - di Angela Caruso    

Governance
Tre risorse per l'orientamento - di Flavia Marostica    

Osservatorio giuridico
Quando il mobbing diventa danno erariale - di Ramona Cavalli    
Sentenza "Darwin": anniversario amaro - di Bruno Sozzi    

Pratiche dell'autonomia
Crowdfunding: come farsi finanziare le buone idee - di Aldo Domenico Ficara    

Dal palazzo...
Una spending review... a lieto fine? - di Giancarlo Cerini    

Strumenti e cultura della valutazione
La valutazione esterna delle scuole - di Antonia Carlini    

Sillabario
(Auto)ironia - di Lorella Zauli    

giovedì 17 luglio 2014

REGGI E GIANNINI: DI SOPPIATTO UN’ALTRA GRANDE RIFORMA EPOCALE

di Vincenzo Pascuzzi – 17 luglio 2014 

“Di sicuro in un qualsiasi altro paese un sottosegretario (Roberto Reggi) che avesse detto "sciocchezze" in merito a quanto stava progettando sarebbe saltato, anche se avesse chiesto scusa. Peraltro in un qualsiasi altro paese difficilmente sarebbe stato nominato un sottosegretario all’istruzione del tutto inesperto di questioni scolastiche (parole sue)”. Così scrive il preside fiorentino Valerio Vagnoli.
Si può aggiungere che in un qualsiasi altro paese il ministro dell’istruzione avrebbe preteso lui stesso le dimissioni del sottosegretario, cioè lo avrebbe cacciato. E la stessa cosa avrebbe fatto il capo del governo.   Il fatto di stare in questo particolare paese non è una giustificazione, né una consolazione. Anzi si possono avanzare altre ipotesi su questa vicenda pasticciata e sottaciuta se non secretata. 
Un’ipotesi è che la fuga di notizie sia stata orchestrata e promossa proprio del ministero e-o dal governo stesso. Giannini e-o Renzi avrebbero affidato a Reggi questa particolare missione esplorativa per sondare il terreno e vedere le reazioni. Il blitz è fallito, almeno per il momento. 
Altra ipotesi è che sia stata una mossa azzardata e infelice dello stesso sottosegretario. Mossa fallita anche a causa della sua confessata inesperienza di questioni scolastiche. 
Di sicuro c’è che al ministero sono in corso manovre, stanno confezionando un’altra ulteriore riforma epocale della scuola! Non c’è nuovo ministro o nuovo governo che non si senta attratto (e anche competente e determinato) dal settore scuola e che non intenda lasciare ai posteri la sua impronta, il suo ricordo! Con i risultati che sappiamo.    In qualsiasi altro paese ministro e governo avrebbero ben ascoltato e colloquiato - alla luce del sole - con il mondo della scuola (docenti, famiglie, studenti, ata, presidi, ….). Da noi, no, stanno procedendo di soppiatto. A giorni forse avremo la loro proposta, magari da discutere, prendere o lasciare in 24 o 48 ore: questo governo va di fretta, diamine! 
Molto probabilmente la proposta ministeriale-governativa sarà articolata in due tempi e conterrà due aspetti: 1°) subito ulteriori tagli e rinunce: 2°) poi qualcosina  del recuperato e solo ad alcuni, i migliori, i più servizievoli. Prima l’amaro, poi il dolce. Il primo è sicurissimo, il secondo verrà in seguito, con calma, magari potrà essere ricontrattato, ecc. 
Interessante la testimonianza diretta dell'incontro con LuigI Berlinguer, allora candidato (era il 1996). Da tener presente (per ritornarci)  la denuncia della consistenza e degli effetti della burocrazia, che però non impedì Gelmini.  Da condividere i sei punti di osservazioni di Valerio Vagnoli sulle anticipazioni di Reggi. Opportuno sarebbe completare con alcune questioni omesse quali soprattutto dispersione, bocciature  e precariato.   Pure in sordina il discorso sulle risorse (i soldi), Reggi crede di cavarsela rassegnandosi alla situazione attuale (55 mld di euro) ma non convince. Al riguardo, non si fa più riferimento alle medie europee che indicano una percentuale di Pil destinato alla scuola pari al 6% circa, come del resto riportava il programma elettorale del Pd (2013) e come pare abbia riscoperto la Cgil di Pantaleo che chiede + 17 mld per la scuola.  Nessuna indicazione sui tempi e su possibili frazionamenti degli obiettivi in tappe temporali significative. Non è infatti scontato che il governo arrivi fino al 2018.  Altra questione dimenticata è quella dei consensi sia politici che da parte del mondo della scuola. 

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ALCUNI LINK

Attorno a ministri e sottosegretari inesperti si tenta l'ennesima “grande riforma” punitiva
Patto sulla scuola: "Un premio ai prof ma dovranno lavorare di più" 
Reggi: "Sistema da svecchiare, parleremo con i docenti" 
Che scuola è? Le proposte di riforma tra sfide e timori 
Scuola. Reggi: non può più essere ammortizzatore sociale 
Scuola. Un prof: 36 ore, una proposta sciagurata per non fare l'unica riforma che manca 
Reggi precisa ma non troppo 
Scuola, stop a più ore per i prof ma arriva la pagella per le scuole 
Renzi critica il ministro. Giannini smentisce Reggi  
Fine delle ripetenze in Francia? 


martedì 15 luglio 2014

Stralcio dall' Elogio del classico di Umberto Eco

" Ricordo che il vecchio Adriano Olivetti, quando si stava non solo costruendo (ancora) delle macchine da scrivere, ma già si lavorava ai primi grandi computer, quelli che occupavano uno stanzone e funzionavano ancora a valvole e schede perforate, assumeva certamente dei bravi ingegneri, altrimenti i computer non li avrebbe mai costruiti, ma non aveva esitazioni ad assumere un laureato che avesse fatto una tesi eccellente sui dialetti omerici. Lo mandava a farsi pratica in fabbrica per sei mesi, lavorando da operaio (ma più che altro per fargli capire cos’era una industria) ma poi lo metteva a lavorare ai grandi progetti, o addirittura all’amministrazione. Ricordo che aveva così formato un futuro grande manager che aveva fatto una tesi su Hegel.
Perché Olivetti faceva così? Perché aveva già capito che una buona educazione (media e universitaria) non insegna solo a fare quello che si sa già (e certamente una scuola per elettricisti deve anzitutto insegnare a riparare un impianto elettrico così come si presenta oggi), ma a essere abbastanza immaginativi per capire dove va a parare il futuro (e il buon elettricista dovrebbe avere abbastanza flessibilità e fantasia per capire cosa potrebbe accadere se domani l’illuminazione e il riscaldamento non fossero più prodotti dall’energia elettrica) ".

Ripreso da un articolo di Umberto Eco pubblicato il 03 ottobre 2013 su L'Espresso:

http://espresso.repubblica.it/opinioni/la-bustina-di-minerva/2013/10/03/news/elogio-del-classico-1.135815

lunedì 14 luglio 2014

A Roma si manifesta a per nutrire il posto di lavoro a Castelfiorentino si dibatte per nutrire il pensiero


Mentre a Roma sono giorni di fuoco con manifestazioni su manifestazioni per protestare contro la riforma estiva della scuola premonitrice di ulteriori tagli, il sottosegretario di stato Reggi fa visita a  Castelfiorentino in provincia di Firenze ( sembra che la Toscana comunque la si giri debba entrarci sempre con il prossimo futuro della scuola italiana ). Sarà, infatti, una settimana ricchissima di eventi quella che comincia alla festa de l’Unità di Castelfiorentino, che si terrà fino a domenica 27 luglio, presso la zona sportiva di viale Roosvelt (http://www.gonews.it/2014/07/14/castelfiorentino-il-sottosegretario-roberto-reggi-ospite-della-festa-de-lunita/#.U8QKbKOKDIX ).  Lunedì 14 luglio, alle 21.30  in programma il tradizionale dibattito sulle politiche della caccia, l’intrattenimento con il mago Woland alla pista, il Tiziano Mazzoni trio allo spazio giovani e il burraco presso l’Agorà. Domani, martedì 15 luglio, sono di scena due importantissimi momenti di riflessione politica, dalle 19 sarà presente il sottosegretario all’istruzione Roberto Reggi, che illustrerà la politica scolastica del governo Renzi con l’iniziativa “Scuola: nutriamo il pensiero”. Sarà possibile cenare con Reggi in pizzeria ad un prezzo di 10 € .

domenica 13 luglio 2014

Mappa concettuale - Insegnanti nella rete

di Paola Limone


http://cmapspublic.ihmc.us/rid=1K3ZB2GMY-BNLW42-1G89/Insegnanti%20nella%20rete.cmap

M5S, scuola basta tagli, i soldi ci sono

In questi tempi di cantiere scuola il pensiero comune degli insegnanti sembra essere questo: se non ci sono risorse economiche da investire nella scuola, le riparazioni, ossia i cambiamenti che si stanno preparando a livello politico, saranno pagate dai docenti con un orario di servizio più pesante e con uno stravolgimento del proprio lavoro. Finché non saranno reperiti i fondi, gli insegnanti chiedono di non aprire nessun cantiere. Lasciateci insegnare era uno slogan della Gilda. Intervista agli On. Silvia Chimienti e Maria Marzana. E' intervenuto il Dott. Simone Carella. http://youtu.be/DdfffjunWAs

Simona Malpezzi: sul presunto decreto scuola polemica montata

Su Facebook  ( https://www.facebook.com/simona.malpezzi/posts/10203428195138197?fref=nf ) è pubblicata una riflessione di Simona Malpezzi ( 1 ) che dice:

"Leggo con grande delusione la polemica montata ad arte sul presunto decreto scuola. A nulla valgono le smentite. Continuate la strumentalizzazione anche delle mie parole. Parlate attraverso titoli e non confrontatevi sui contenuti. Proseguite con l'insulto. Arrogatevi la superiorità sbandierando i vostri master. Io continuo a lavorare. Anche per voi. Ma soprattutto x la scuola. Perché così non va. Ma solo chi non vuole che le cose cambino ha paura. Ha paura di dire che ci sono insegnanti che lavorano più degli altri e il cui lavoro non viene riconosciuto. E diffonde il panico lanciando l'attacco ! ".

( 1 )
MALPEZZI Simona Flavia - PD
Nata a  CERNUSCO SUL NAVIGLIO (MILANO), il 22 agosto 1972   
Laurea in lettere e filosofia; Insegnante di scuola secondaria superiore
Eletta nella circoscrizione  III (LOMBARDIA 1)
Lista di elezione  PARTITO DEMOCRATICO
Proclamata  il 6 marzo 2013
Iscritta al gruppo parlamentare   

Componente degli organi parlamentari:

FLC CGIL: nove punti per una scuola pubblica da sentire come bene comune


Riportiamo nove punti pubblicati su un volantino dalla FLC CGIL
per una scuola pubblica che gli alunni, le famiglie e il personale della scuola possano sentire come bene comune da vivere e frequentare:


Avviare un dibattito vero e di massa (non consultazioni online le cui risultanze sfuggono a qualsiasi verifica) sui bisogni della scuola fra Docenti, Ata, Dirigenti scolastici, Genitori, Studenti, Cittadini, Sindacati, Associazioni professionali.

• Ristabilire per contratto tutte le materie che riguardano il lavoro (salario, orario, organizzazione del lavoro, valutazione)

• Rinnovare il Contratto fermo da 7 anni e aumentare le retribuzioni per tutti per recuperare il potere d’acquisto

• Estendere la contrattazione decentrata, di cui sono titolari le Rsu, per rendere il lavoro più adeguato alle esigenze delle singole scuole

• Rilanciare gli investimenti in istruzione università e ricerca

• Istituire l’organico funzionale di scuola per una più utile distribuzione del personale garantendo così anche l’assorbimento del precariato

• Riconoscere l’impegno e la qualità del lavoro dei docenti (percorsi di carriera e/o salariali) attraverso la contrattazione e criteri valutativi trasparenti che salvaguardino il clima collaborativo e cooperativo che è funzionale e consono all’ambiente scolastico

• Eliminare tutti i vincoli normativi che bloccano l’autonomia delle scuole e appesantiscono il lavoro delle segreterie

• Rendere trasparenti e certi i meccanismi di attribuzione delle risorse

 

 

sabato 12 luglio 2014

Lunedì 14 luglio 2014: mantenere la calma


In un articolo pubblicati su Free News Online dal titoloSCUOLA: LUNEDI’ 14/07, ORE 16, CONFERENZA STAMPA FORZA ITALIA CON BRUNETTA E CENTEMERO (SALA STAMPA CAMERA) “ ( http://www.freenewsonline.it/?p=8856  ) si dice: “ La scuola appartiene a tutti noi, indipendentemente dalle convinzioni politiche, e abbiamo il dovere di prendercene cura. Per questo, Forza Italia propone un ‘patto per la scuola’ alle altre forze politiche, a insegnanti, dirigenti scolastici, alle famiglie e agli amministratori locali. L’obiettivo è creare un’ampia alleanza orientata alla qualità della formazione, all’innovazione, alla valorizzazione di docenti e dirigenti e all’introduzione del costo standard. L’iniziativa sarà presentata nel corso di una conferenza stampa che si terrà lunedì 14 luglio, alle ore 16, presso la sala stampa della Camera dei Deputati. Interverranno il Presidente del gruppo di Forza Italia alla Camera, on. Renato Brunetta, e la responsabile nazionale Scuola e Università di Forza Italia, on. Elena Centemero “. Nello stesso giorno e nelle stesse ore si svolgerà la più eclatante protesta contro le politiche scolastiche estive del governo, ovvero quella che ha come principale promotore il sindacato Unicobas ( ha annunciato la sua adesione anche ANIEF ),  che ha chiamato a raccolta il personale scolastico per un sit-in, in programma lunedì prossimo 14 luglio, alle ore 15,30, proprio davanti al Ministero dell'Istruzione, sito in Viale Trastevere a Roma. A tal proposito in queste ore, le varie pagine social dedicate (su Facebook e Twitter in particolare) stanno dando ampio risalto all'iniziativa di protesta e le adesioni si stanno moltiplicando, provenienti da ogni parte d'Italia. Sembrerebbe proprio  una coincidenza di eventi da evitare,  per non far scoccare scintille dall’imprevedibile sviluppo. Quindi un monito è d’obbligo: “ mantenere la calma “

10 motivi per non stare con Reggi


1.     La gran parte dei docenti non sta  con Reggi perché  annullare le graduatorie dei precari vuol dire eliminare fisicamente e nell’animo centinaia di migliaia di laureati che hanno speso importanti risorse economiche in TFA, PAS  e master

2.     La gran parte dei docenti non sta  Reggi perché  aumentare il monte ore settimanale degli insegnanti di ruolo è un’azione contro una didattica efficiente ed efficace

3.     La gran parte dei docenti non sta con Reggi perché  aprire le scuole al territorio fino alle 22, significa aumentare i costi della bolletta energetica di ogni singolo istituto

4.     La gran parte dei docenti non sta con Reggi perché potremmo essere nell’anticamera  dell’assunzione diretta e discrezionale dei docenti

5.     La gran parte dei docenti non sta con Reggi perché a molti docenti-elettori può dare fastidio assistere alla sintonia  di intenti fra esponenti del PD come Francesca Puglisi ed esponenti di punta del centro destra come Elena Centemero e Valentina Aprea

6.     La gran parte dei docenti non sta con Reggi perché le scuole non sono ancora interamente in sicurezza come avrebbero dovuto essere

7.     La gran parte dei docenti non sta con Reggi perché le attrezzature informatiche delle nostre scuole non sono sufficienti a sostenere le sue proposte estive di innovazione

8.     La gran parte dei docenti non sta con Reggi perché molte province che gestiscono le scuole superiori di secondo grado stanno chiudendo

9.     La gran parte dei docenti non sta con Reggi perché le sue esternazioni mediatiche potrebbero dare il via ad una sequenza senza fine di proteste e scioperi nell’anno scolastico 2014-15

10.                   La gran parte dei docenti non sta con Reggi perché le riforme non si fanno quando gli insegnanti stanno al mare sotto l’ombrellone, ma ad anno scolastico iniziato

 

Aldo Domenico Ficara

venerdì 11 luglio 2014

La protesta di una scuola che non va in vacanza


 A oggi la più eclatante protesta che si sta organizzando contro le politiche scolastiche estive del governo è quella che ha come principale promotore il sindacato Unicobas,  che ha chiamato a raccolta il personale scolastico per un sit-in, in programma lunedì prossimo 14 luglio, alle ore 15,30, proprio davanti al Ministero dell'Istruzione, sito in Viale Trastevere a Roma. A tal proposito in queste ore, le varie pagine social dedicate (su Facebook e Twitter in particolare) stanno dando ampio risalto all'iniziativa di protesta e le adesioni si stanno moltiplicando, provenienti da ogni parte d'Italia.  Di seguito si riporta il manifesto dell'iniziativa:

 
 
 

giovedì 10 luglio 2014

Credenze, i e puntini sulle i

Voglio riprendere il botta e risposta tra mio fratello Lucio, dirigente FLC CGIL per la Calabria e Mila Spicola, Responsabile Scuola PD per la Sicilia, che riporto ( in rosso ) di seguito:

DOVE SONO FINITI I "PUNTINI SULLE I" DI MILA SPICOLA?
di Lucio Ficara - Domenica, 06 Luglio 2014
Sulla questione dell'orario di lavoro dei docenti, all'epoca del Ministro Profumo Mila Spicola, insegnante e membro della direzione nazionale del PD, si era espressa in modo diverso. Vediamo. In fondo all'articolo, la risposta della diretta interessata: la mia posizione sul tema non è mutata.
Quando il Miur era governato dall’ex ministro Francesco Profumo, e precisamente quando lo stesso ministro tentò con un colpo di coda e in barba al contratto collettivo nazionale della scuola, di introdurre nella legge di stabilità 2012 l’aumento dell’orario di servizio settimanale dei docenti delle scuole secondarie, da 18 a 24 ore settimanali a parità di stipendio, i giornali si riempirono di moltissimi articoli fortemente critici e contrari a questa proposta.
Ricordiamo pochi esperti di scuola e del mondo del lavoro che espressero giudizi favorevoli rispetto l’operazione di aumento di un terzo delle ore di servizio a parità di salario, sostenendo questo provvedimento in ragione del fatto che gli insegnanti lavorano poco, soltanto 18 ore settimanali per 5 giorni la settimana e soltanto per 200 giorni l’anno, e godono di tre mesi di vacanza l’anno.
In buona sostanza nell’ autunno del 2012, in coincidenza della proposta Profumo di aumentare da 18 a 24 ore l’orario di servizio degli insegnanti, tra tanti articoli critici e a difesa della categoria dei docenti, c’era anche chi sosteneva che gli insegnanti italiani sono una casta privilegiata che lavora poco e guadagna anche troppo.
Contro il provvedimento di Francesco Profumo ricordiamo le parole scritte da Mila Spicola, rivolte ad Ichino e Porro favorevoli all’aumento orario: "la 'narrazione collettiva' mistificata sul lavoro docente ha ragioni concrete e individuabili. Il più immediato è la semplicità con cui viaggia nelle menti un numero '18 ore' ”.
La Spicola paragonava Ichino e Porro al comune cittadino che frequenta il bar dello sport e non sapendo niente di calcio vorrebbe sostituirsi al CT della nazionale, infatti li considera entrambi commentatori di scuola, anche se di scuola non ne sanno nulla. E poi afferma: "Dobbiamo smontare una “credenza”. E tutti sappiamo quanto è difficile smontare le credenze. Possiamo farlo non con la difesa o l’attacco, ma coi mezzi adulti della contrattazione collettiva del lavoro e delle condizioni contrattuali".
Infine la Spicola essendo insegnante e sapendo bene che dietro un’ora di lezione c’è un’altra ora di preparazione alla lezione, afferma che"nell’organizzazione e nel riconoscimento quantitativo orario dobbiamo mettere dei puntini sulle “i”, perché poi ci fregano su quell’indistinto di cui sopra. Su questo terreno possiamo ragionare, contrattare e recriminare. Non sulla nostra essenza. Sul valore e sulla funzione educativa non c’è nulla su cui ragionare se non la verità che si è insegnanti 24 ore su 24, quella funzione è nostra, è incommensurabile, è libera, è insindacabile e va oltre la morte, perché vive nei nostri alunni, nel bene e nel male".
Oggi, a distanza di 2 anni dal tentativo di Profumo di aumentare per via legislativa l’orario di servizio degli insegnanti a parità di stipendio, molte cose sono cambiate. La proposta di Reggi e della Giannini, rispettivamente sottosegretario e ministro dell’Istruzione, è di aumentare l’orario di servizio fino a 36 ore sempre per via legislativa, di affidare ai dirigenti scolastici il potere esclusivo dell’attribuzione degli incentivi da destinare a ruoli di responsabilità e di specifiche competenze professionali, ma registriamo anche, da quando Mila Spicola è diventata responsabile della scuola siciliana per il partito democratico, la perdita di quei puntini sulle “i”, che sapeva collocare al momento giusto e al posto giusto. Ma dove sono finiti quei puntini sulle “i”, che richiamavano l’attenzione dell’opinione pubblica sulle fatiche non riconosciute, 24 ore su 24, degli insegnanti? Dove sono finiti i richiami ai valori ineludibili del contratto collettivo nazionale e delle contrattazioni decentrate? Forse da oggi in poi il partito democratico e Mila Spicola scriveranno la “i” senza puntino? Noi speriamo proprio di no e crediamo sia possibile riportare i puntini nella loro posizione originale.
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Riceviamo e pubblichiamo da Mila Spicola il seguente commento all’articolo di Lucio Ficara:
"la mia posizione sul tema non è mutata da quando ho scritto l'articolo che segue, che porta una data precisa e scritto in tempi non sospetti. La penso identicamente a quando l'ho scritto. Adesso come allora. Consiglio all'autore dell'articolo di leggerlo, prima di parlare di i e di puntini: http://laricreazionenonaspetta.comunita.unita.it/2013/03/19/le-nebbie-del-lavoro-docente-una-proposta/ "
Mila Spicola

http://www.tecnicadellascuola.it/item/4738-dove-sono-finiti-i-puntini-sulle-i-di-mila-spicola.html


Quando si dice: "E poi afferma: "Dobbiamo smontare una “credenza”. E tutti sappiamo quanto è difficile smontare le credenze " e ancora "nell’organizzazione e nel riconoscimento quantitativo orario dobbiamo mettere dei puntini sulle “i” ",  le riflessioni si accavalcano nell'ipotizzare che se il trend governativo sulle problematiche della scuola continua ad essere quello visto in quest'inizio d'estate 2014, si perderanno le i, tutti i puntini sulle i, e persino le credenze ( sia quelle basate nell'essere persuasi di una propria opinione  basata su fatti o su fede, sia quelle che abitualmente troviamo nelle nostre cucine ).


ROBERTO REGGI E IL BLITZ ZOPPO DELLE 36 ORE

di Vincenzo Pascuzzi – 9 luglio 2014
 
 
1) L’espressione ce-lo-chiede-l’Europa pare stia cedendo il passo a un’altra: i-tempi-sono-maturi. Anche il nuovo slogan viene usato come sostegno alle proprie tesi, funziona da passepartout, jolly, asso pigliatutto, da lanciafiamme o bazooka contro le tesi altrui. Viene qui usato nella nota di Tino Giardina, è stato usato da Stefania Giannini nel panegirico sulla “scuola libera all'olandese”
Inutile chiedersi come si fa a verificare la maturazione dei tempi, quali indizi o parametri lo svelano. Ma non c’è bisogno: lo garantisce chi usa l’espressione in questione!
2) Richiamarsi all’Europa nella vicenda delle 36 ore sarebbe controproducente. L’orario di lezione dei docenti italiani è già allineato alla media europea, anzi la supera e le retribuzioni sono ben al disotto. Giannini ha dichiarato che raddoppiare lo stipendio sarebbe eccessivo, ma 2.000 euro mensili possono essere una retribuzione equa. Il merito viene dopo, ma non va affidato ai presidi.
3) Non “svarione”, ma iniziativa mediatica: indiscrezioni fatte filtrare, poi negate, rettificate, sostanzialmente confermate. Miur e governo dicono che hanno il coltello dalla parte del manico (o così credono) e vogliono pilotare la vicenda contrattuale (chiamiamola ancora così). Al solito “chi mena pe’ pprimo mena du’ vorte”. Appare però una certa improntitudine governativa e ministeriale. L’ambito scolastico è complesso, occorrono tempi, risorse, consensi, partecipazione, non furbizie, blitz, sgambetti.
4) Reggi: "non ci sono i soldi e ce ne saranno pochi anche in futuro. La scuola italiana costa 55 miliardi l'anno, bisogna usare meglio quello che c'è". E Marco Campione, capo della Segreteria di Reggi, ha dichiarato: “la scuola italiana è stata sovra finanziata” fino al 2009.
Si dà per scontato che il budget del Miur debba restare bloccato a 55 mld (4,5% del Pil; era al 5,5% vent’anni fa!). Ma questa è una scelta governativa non giustificata. Manca trasparenza sulla ripartizione, destinazione, rendicontazione delle risorse.
5) Relazionare le 24 ore di Profumo con le 36 di Reggi, è come paragonare un investimento scampato da parte di un tir con quello incombente da parte di un treno! Le 36 ore pur con maggiore retribuzione sono un peggioramento. Il governo vuole risparmiare ancora, incurante del rapporto costi-benefici.
6) L’immagine impiegatizia è solo una rappresentazione impropria di altri. La massima parte dei docenti esplica attività professionale di qualità, nonostante tutto e malgrado le condizioni in cui è costretta ad operare: retribuzioni umilianti, burocrazia asfissiante, risorse e attrezzature carenti, ricorrenti riforme sempre epocali.
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Commento a:
Ben venga lo "svarione" delle 36 ore (se serve a cambiare tutto)

mercoledì 9 luglio 2014

MIS ( Movimento Insegnanti Scuola )


Il MIS ha un solo obiettivo, quello di sostenere all'interno degli attuali partiti politici la candidatura di un insegnante nel delicato ruolo di Ministro dell'istruzione. Gli insegnanti devono essere guidati da uno di loro, perché solo uno di loro può comprendere le difficoltà quotidiane di una professione che da molti anni è oggetto di indifferenza istituzionale.

Lettera aperta al Presidente del Consiglio





Presidente Renzi,
mi permetto di farle una domanda, una sola, certa che NON troverà risposta. Le anticipo che, essendo stata "innamorata" di Bersani e Veltroni, lei non mi piaceva. Però la ascoltavo senza pregiudizi; piano piano le ho creduto e dato fiducia. La domanda è questa e le garantisco, senza polemica (sic!) : cosa vuole da noi precari della scuola? Scrivo per cercare di esorcizzare paura e nervosismo che le dichiarazioni del suo sottosegretario hanno scatenato. Molti di noi, me compresa, non hanno ancora percepito il s a l a r i o di Maggio; ci siamo preparati nelle Università, abbiamo investito molti soldi e tempo per questa professione; in classe per decenni (dal 1991 chi le scrive) abbiamo dato il nostro contributo alla Scuola che non è crollata anche grazie a noi: ogni mattina alle 7 pronte ad aspettare una convocazione, sbattute in classi e situazioni differenti, senza diritti (malattie, ferie ecc). Qualora non bastasse l'ansia che ad ogni fine a's' ci attanaglia, senza sapere se e dove si lavorerà, la novità di questa estate 2014 è "CANCELLARE tutti i precari". Ne prendo atto, Presidente, ma questa volta con lucidità e soprattutto in previsione del fatto che ad Ottobre compiro' 51 anni. Basta, Presidente:sono insegnante, voglio fare l'insegnante. Troppo ho dato alla Scuola per non meritare neppure una norma chiara, una risposta certa cui appellarmi. Dovessi anche arrivare alla Corte Europea, lo farò. Chiedendo i danni, le assicuro. Leggo ogni giorno dichiarazioni, smentite, mezze scuse da parte di privilegiati che invece, quanto ad impreparazione e gaffes se la cavano benissimo. Presidente, ma è normale un trattamento del genere? Conosce cosa significhi a metà Luglio, non essere stati retribuiti? Lo so, avevo promesso una sola domanda (ne avrei un milone ma mi attengo a quella): COSA INTENDETE FARE DI NOI PRECARI. Personalmente sono esasperata e disposta a gesti eclatanti (non è nel mio stile ma si fa di necessità virtù). Sa perché? Perché chi ama questo lavoro non può rinunciarvi, nemmeno se esistessero milioni di alternative. O almeno non io. Presidente, ce l'ha una risposta? Esiste un piano, un progetto chiaro? O si spara nel mucchio? Non ha nulla da aggiungere/smentire/rettificare circa le affermazioni di Reggi? O ha mandato avanti la testa di cuoio? Se non si intende giocare col fuoco, credo sarebbe utile (non solo a noi precari) spendere due parole da parte sua. Saluti.


Preziosa Salvi

 
 

martedì 8 luglio 2014

Tabella organico dei DS per il 2014-2015


 REGIONE
ISTITUZIONI SCOLASTICHE(a)
ISTITUZIONI SCOLASTICHE SOTTODIMENSIONATE(b)
C.P.I.A.(c)
TOTALI(a-b+c)
ABRUZZO
200
13
0
187
BASILICATA
141
42
0
99
CALABRIA
382
45
0
337
CAMPANIA
1.023
64
0
959
EMILIA ROMAGNA
536
26
7
517
FRIULI V.GIULIA (Lingua Ital.)
155
7
4
152
FRIULI V.GIULIA (Lingua Slov.)
14
0
0
14
LAZIO
739
35
0
704
LIGURIA
189
9
0
180
LOMBARDIA
1.145
31
19
1.133
MARCHE
245
25
0
220
MOLISE
55
1
0
54
PIEMONTE
586
18
10
578
PUGLIA
685
35
5
655
SARDEGNA
314
45
0
269
SICILIA
874
20
0
854
TOSCANA
483
27
8
464
UMBRIA
140
4
1
137
VENETO
607
28
2
581
TOTALE
8.513
475
56
8.094
 
 
N.B.: Nella presente tabella, alla lett. b) è contenuta l'indicazione delle istituzioni scolastiche sottodimesionate che,
come previsto dalla Legge n. 111/2011, così come modificata dalla Legge n. 183/2011, dovranno essere
assegnate con incarico di reggenza.
Le stesse istituzioni scolastiche vengono riportate a mero titolo indicativo in quanto non rientrano tra le sedi
da assegnare a dirigenti scolastici con incarico a tempo indeterminato.
Alla lett. c) sono indicati i Centri Permanenti per l'Istruzione degli Adulti, che saranno attivati
dall'a.s. 2014/2015 e devono essere coperti con incarico effettivo
Pertanto le istituzioni scolastiche da coprire con incarico a tempo indeterminato sono
8.094