domenica 29 marzo 2015

La mia (breve) esperienza come candidato RSU per il sindacato Anief ovvero le normative giuridiche "endosindacali": voti dispersi.




Credo che internet sia un grosso contenitore di informazioni, credo inoltre che la condivisione implicita nello strumento "rete" o "social" sia qualcosa di connaturato al mio carattere e soprattutto possa essere utile, scegliendo opportunamente informazioni e informatori, per arricchire la nostra esperienza di vita.
Mi è stato chiesto in occasione  delle recenti elezioni RSU, da una persona conosciuta sul social Facebook, di predisporre una lista nella mia scuola per l'ANIEF.
Ho accettato di metterci la mia faccia, nonostante non nutra un gran che di fiducia nelle organizzazioni sindacali (sono stato RSU per lo Snals e RSA per la UIL-Scuola).
I motivi che mi hanno indotto ad accettare nell'ordine erano:
-la serietà (virtuale) della persona che mi aveva proposto ciò,
-la necessità di continuare un certo lavoro e una certa battaglia sindacale sull'equità, la trasparenza e la legalità nella mia scuola di servizio, e naturalmente
-il fatto che l'Anief appariva, forse insieme ai Cobas, quel sindacato per cui poteva valere la pena di "metterci la faccia".
Raccolgo le firme e i candidati, coinvolgo nella lista anche un collega itp precario siciliano e una collaboratrice scolastica ultra-precaria, in modo da avere un campione significativo dei lavoratori della scuola.
Non è stato facile raccogliere la lista e le firme dei presentatori, si sa è un momento difficile per le "rappresentanze"; comunque raccolgo numerosissime firme, tanto numerose che "doniamo" firme anche agli altri sindacati che avevano penuria di presentatori: personalmente sono innamorato della "democrazia" almeno in attesa di trovare qualcosa di meglio che per ora non c'è.
Faccio volantinaggio da solo, perchè si sa come vanno queste cose, seminari vari fuori dall'orario di servizio....risultato: l'Anief è la prima lista nella mia scuola di servizio con 32 voti, segue FLC-CGIL (che candidava il segretario provinciale), con 31 e Snals con 30..chiudono CISL con 7 e UIL con 3.
Ovviamente come capolista sono contento del risultato, al mattino informalmente nello spoglio mi dicono che sono eletto con 14 voti di preferenza e 3 di lista (immaginavo, nella mia "contabilità elettorale", esserci il mio voto e quello di due colleghi ai quali avevo chiesto di votare la lista tanto il voto andava al capo lista).
Poi dopo questa comunicazione informale inizia un turbinio di telefonate per chiarire le norme "endosindacali" tra segreteria scuola, commissione elettorale, sindacati....cioè per riattribuire quei tre voti di lista...risultato: nel pomeriggio a seguito della consultazione telefonica la commissione proclama eletto il secondo candidato con 15 voti di preferenza: la segreteria della scuola tira un sospiro di sollievo!...e anche io per la verità perchè certi atteggiamenti "endosindacali" è meglio conoscerli "ex ante": sto diventando un "fast learning", imparo velocemente :-)
La mia sensazione, sicuramente sbagliata, ma è quella di essere "stato usato", ovviamente è solo una sensazione dovuta anche al fatto che prima con tanto di riferimento normativo l'Anief mi dice che l'eletto sono io per loro, poi a seguito dei contatti dell'amico siciliano, cambiano idea e l'eletto per loro è lui.
A nulla sono valse le mie considerazioni giuridiche sulla necessità di applicazione del principio del "favor voti" come principio generale dell'ordinamento richiamato anche dalla circolare Aran  1/2015, a nulla è valso far rilevare la mancata applicazione dell'art. 10 co.2 e seguenti del Regolamento del 7 agosto 1998 (Accordo quadro) che disciplina le elezioni RSU.
Era tutto inutile, i miei voti risultano tecnicamente dispersi, senza preferenza e la volontà dell'elettore non era quella di darli al capo lista!
Non c'era comunque niente più da spiegare e, soprattutto, niente più da capire, almeno posso dire questo: non accettate MAI sogni dagli sconosciuti!

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