giovedì 16 aprile 2015

LO SCIOPERO CON I DOCENTI … SCAPPATI *

di Vincenzo Pascuzzi – 16 aprile 2015
 
 
Dopo lo sciopero “dal 9 al 18 aprile delle attività non obbligatorie” (sic! ma che sciopero è?!) proclamato dal quintetto sindacale (Cgil, Cisl, Uil, Snals, Gilda), è stata convocata, per sabato prossimo 18 aprile a Roma, una manifestazione delle RSU neo-elette perché “Ora è il momento che a far sentire la sua voce sia direttamente il mondo del lavoro scolastico, attraverso le persone che sono state recentemente investite di una funzione di rappresentanza sindacale sostenuta e legittimata dal voto della categoria. Ecco perché i protagonisti della manifestazione indetta per il 18 aprile a Roma dovete essere voi, lavoratrici e lavoratori eletti nelle RSU delle nostre scuole.”
È questa una novità assoluta, le RSU, che dovrebbero occuparsi d’altro, vengono quasi precettate a manifestare e scioperare (oppure saranno in permesso sindacale?) al posto e in sostituzione di docenti e ata che le hanno elette, quasi esse RSU fossero comparse o stuntmen! È una specie di manifestazione o sciopero in subappalto. In un certo senso, come la riforma renziana della “buona scuola”, con i presidi-padroni, vorrebbe impedire o limitare la libertà di insegnamento dei docenti, così i sindacati “rappresentativi” (secondo normativa Miur) vorrebbero surrogare e sottrarre agli stessi docenti la loro libertà di protesta e di sciopero.
È verissimo che la categoria dei docenti, nelle ultime e penultime occasioni di controversie sindacali, ha mostrato scarsa o scarsissima disponibilità a partecipare agli scioperi (e i sindacati dovrebbero ben riflettere su ciò e su loro stessi), ma il momento che la scuola sta attraversando e vivendo, ormai da mesi, è gravissimo e forse letale.
Una riforma, presentata come prioritaria a febbraio 2014 (14 mesi fa!), propagandata come partecipata (ricordiamo cosa dichiarava Renzi il 3 settembre 2014: "Propongo che per un anno tutta Italia - destra, sinistra, nord, sud - discuta di come insieme vogliamo rifare la scuola, perché non la può rifare Renzi o il ministro: o la rifà una comunità o sarà l'ennesima riforma calata dall'alto". E anche: "Non facciamo come gli altri che hanno annunciato la riforma della riforma della controriforma e siamo tutti usciti matti. Con linguaggio semplice e tranquillo diciamo che la scuola è il valore più importante di un Paese") è stata trasformata dal governo in un ddl blindato da discutere (?) e approvare a marce forzate e con il ricatto della sorte di 150.000 docenti precari!
Una simile situazione avrebbe richiesto da parte sindacale risposte più tempestive, incisive, determinate e unitarie. Invece il quintetto citato si è mostrato troppo timido ed esitante, chiuso in se stesso, isolato rispetto altre organizzazioni non “rappresentative” o non dichiaratamente sindacali.
C’è voluta l’iniziativa dell’UdS che l’11 aprile denunciava “Siamo rimasti inascoltati per mesi e il ddl del Governo sulla scuola rafforza le nostre critiche. Non siamo più disponibili a digerire riforme fatte dall’alto. Basta forzature democratiche!” e – sempre l’UdS - chiamava a raccolta “tutto il mondo della scuola e non solo a Roma, il pomeriggio di sabato 11 aprile, per una grande assemblea per valutare l’opportunità di costruire una grande manifestazione nazionale a Roma nella prima metà di maggio, contro il Ddl del Governo e per opporre delle valide alternative.”
Infatti scioperi di attività non obbligatorie e manifestazioni di RSU, pur se utili come momenti promozionali e mediatici, non possono sostituire l’azione diretta, in prima persona dei docenti, ata, studenti e famiglie interessati alle sorti della scuola.
Gilda ha rinnovato la richiesta “a tutte le sigle sindacali e alle associazioni dei docenti e del personale ata di individuare subito una data comune per un grande sciopero nazionale della scuola con manifestazioni in tutte le città d’italia.” Non perdiamo altro tempo!
-------
* UCCELLETTI SCAPPATI
Gli uccelletti scappati sono degli spiedini di carne di origine antica, un secondo piatto molto diffuso in varie regioni d’Italia con piccole varianti a seconda del luogo.
Questi spiedini di carne devono il loro nome al fatto che in antichità si usava arrostire sugli spiedi gli uccelli cacciati e, in tempi di magra, si sostituirono i volatili con degli involtini di carne che, per forma, li ricordavano: gli uccelli , in quel caso erano ironicamente “scappati”.