venerdì 29 maggio 2015

LA SOLITUDINE DEI NUMERI PRIMI DELLA SCUOLA: INTERVISTA ALL’ UOMO QUALUNQUE, DA GIANNINI (GUGLIELMO) AI GIORNI NOSTRI di Giancarlo Memmo


Siamo orgogliosi di presentare l’intervista intertemporale che gentilmente ci ha concesso “l’uomo qualunque”.

Buongiorno, potrebbe ricordare ai nostri lettori come sintetizzare il vostro messaggio politico?
“Non ci rompete più le scatole”……………. perché la ripresa c’è e siamo usciti dal tunnel della deflazione. Il mercato del lavoro è in ripresa e aumentano i contratti a tempo indeterminato, così anche i giovani possono progettare il loro futuro e le banche concedono mutui alle coppie di lavoratori e il debito, che è una “colpa” come dicono giustamente i tedeschi, per fortuna è sotto controllo!

Bene, parliamo di Scuola, ha letto i dati del MIUR sul personale della Scuola?
Certo che li ho letti, come sa sono un numerologo nel senso che mi intendo di numeri. I dati disponibili del 2012 dicono chiaramente che ci sono 1.400.000 dipendenti della Scuola, con un rapporto studenti-docenti pari a 20.8 in Europa siamo a oltre 28…una vergogna quella italiana!

Mi scusi ma conosce la differenza tra posto, cattedra, contratto e part-time? 
I dati sono dati, non vanno interpretati vanno acquisiti. Lasciamo che li interpretino i sindacalisti che hanno rovinato il Paese insieme ai politici corrotti.

Lo sa che per esigenze di convergenza europea, nelle riclassificazioni di bilancio i precari sono "partita di spesa straordinaria" mentre il personale di ruolo è "partita di spesa fissa e ricorrente"?
Lei parla troppo, ascoltare non vuol dire assecondare per forza.

Ho capito, ma senta negli altri Paesi non sono presenti gli insegnanti di religione cattolica (IRC) o gli insegnanti di laboratorio (ITP) e anche per le attività sportive ci sono modelli diversi…per non parlare degli insegnanti di sostegno che in altri Paesi sono contabilizzati nel servizio sanitario nazionale, come fa a fare le comparazioni?
 Mi sembra che lei giovanotto voglia menare il can per l’aia, io i dati li capisco benissimo e non sono interpretabili, sono dati. Per esempio è una vergogna che ci siano più insegnanti di sostegno che alunni invalidi e noi paghiamo!

Mi scusi, signor uomo qualunque, ma lei sa che gli organici sono costruiti sulle Diagnosi Funzionali redatte dalle ASL e che il MIUR tende a tenere conto solo dei rapporti di gravità “ex art. 3 comma 3”?
Lei per i miei gusti parla troppo, ci vogliono i fatti. Noi gli invalidi li dobbiamo aiutare nelle strutture speciali con personale altamente specializzato che possa fare il loro bene non certamente con professori con specializzazioni polivalenti che sanno fare tutto..cioè niente. Del resto non possono stare in classi con altri ragazzi, troppo distanti dagli obiettivi della classe, pensi solo ad Educazione Fisica… E’ chiaro che è un ramo secco da tagliare!

Ho capito signor uomo qualunque, insomma la connotazione sociale dell’handicap…?
E’ un’invenzione per depredare noi poveri contribuenti che ci alziamo alle 6 del mattino per creare ricchezza per il Paese, lo sanno tutti.

Quindi non ha nemmeno cercato un riscontro con i dati del Conto Annuale della Ragioneria Generale dello Stato?
Giovanotto, io non cucio la polenta, la veda come vuole ma qui noi contribuenti paghiamo troppo….e poi guardi l’Europa, le scuole olandesi per esempio. C’è mai stato? Io si! Appena entrato nelle scuole “tedesche” i ragazzi comprendono perfettamente l’inglese e il francese. Da noi la situazione degli apprendimenti è vergognosa, siamo sempre abbondantemente in centro-coda delle classifiche internazionali, lo sanno tutti.

Certo, tuttavia la retribuzione dei docenti italiani è al 27esimo posto su 28 e comunque alla fine i ragazzi italiani che vanno all’estero sono molto richiesti e apprezzati anche per la loro preparazione. Insomma il quadro della produttività leggendo bene gli input e  gli output in termini di valore aggiunto formativo non pare così disastroso?
Con la cultura non si mangia, dobbiamo detassare i liberi professionisti e gli imprenditori che sono gli unici che creano ricchezza in questa Italia. Gli studenti possono fare le alternanze lavoro e gli stages gratuiti triennali.

Capisco, lo sa che in Germania ad esempio non ci sono i bidelli, ma le aule le puliscono gli studenti?
Beh..questo non "creto"…io non ho visto…non mi pare.

Cosa pensa del valore legale dei titoli di studio?
Guardi non valgono più nemmeno i titoli di stato del debito pubblico, si figuri le lauree e i diplomi. Sono lacci e lacciuoli che vanno aboliti per la crescita del benessere collettivo che può avvenire solo con l’intrapresa.

Capisco, senta ma i finanziamenti alle scuole private secondo lei non violano l’art. 33 della Costituzione oltre che le sue convinzioni liberiste?
Va tutelata la scelta delle famiglie. Le scuole private svolgono un servizio meraviglioso anche contro la dispersione scolastica, pensi a quanti ragazzi possono prendere un diploma e terminare gli studi grazie all’offerta dei privati! Mi creda è un servizio contro la dispersione scolastica e che rispetta le scelte etiche delle famiglie.

Bene, la ringraziamo per l’intervista.
Prego è un dovere per il mio Paese, ma mi consenta una domanda a me….

Prego, dica…
Ma lei in quale albo territoriale è inserito?


Sono per tre anni con il DS Bava Beccaris. ….