lunedì 29 giugno 2015

Grexit: io sto con la Grecia senza se e senza ma (di Giancarlo Memmo)

«Qui ad Atene noi facciamo così: qui il nostro governo favorisce i molti invece dei pochi e per questo viene chiamato democrazia. Qui ad Atene noi facciamo così.» Pericle, Grecia, 461 a.C.

Una delle accuse che vengono fatte alla Grecia è quella di “ingratitudine”.

L’ingratitudine di chi ha partecipato “al club” dell’Euro (di cui farebbero parte, come garanti e regolatori, la Commissione Europea, la BCE e naturalmente il FMI), prendendo degli impegni e magari usufruendo di “vari benefici” e poi, adesso, non vuole più rispettare questi impegni e nel fare questo sarebbe ampiamente irresponsabile perché trascinerebbe gli altri Paesi Euro in una turbolenza finanziaria densa di effetti sociali molto pericolosi.

Del resto i PIGS (grazioso acronimo di cui ha deliziato la stampa finanziaria anglosassone intendendo il Portogallo, l’Italia, la Grecia e la Spagna…per un breve periodo forse ne ha fatto parte anche l’Irlanda nella versione PIIGS) sono spesso considerati “paesi latini” con popolazioni poco avvezze al rispetto delle regole e alla serietà, spendaccioni che vivono al di sopra delle loro capacità.

Questi luoghi comuni, sono declinati in vari modi, ricordando ad esempio la correlazione “morale”, tutta mitteleuropea, tra “debito” e “colpa”: se hai dei debiti sei colpevole e se non li vuoi pagare sei un delinquente.

Ma le cose stanno davvero così?

Mi pare ovvio “storicamente” che molti Paesi, compresa l'Italia, furono intruppati, dal Capitale tedesco, nell'avventura Euro attirati da economie di scala, competitività e soprattutto bassi tassi di interesse.

Ma i bilanci “sovrani” non erano tutti a posto, ed era difficile la convergenza su una stessa moneta di Paesi economicamente e socialmente così diversi, anzi era impossibile fare l’Euro prima di avere fatto le Istituzioni europee, molti autorevoli economisti e politici lo dissero: ricordiamo ad esempio Craxi che vedeva l’Italia collocabile come paese leader dell’area mediterranea del Magreb, perché eravamo geograficamente e strutturalmente, più compatibili con quelle società e quelle economie.

La convergenza finanziaria delle diverse economie dei vari paesi passò anche, ed è un dato storico, attraverso il “maquillage” dei bilanci pubblici.

La “finanzia creativa” venne adoperata in Grecia, come in Italia, dalla Goldman Sachs, Morgan Stanley e altre banche d'affari che Mario Draghi e non solo lui, conoscono direi molto bene. 

I derivati fatti dal Tesoro italiano, in modo trasversale da Ciampi a Tremonti, sono una bolla finanziaria enorme che "ovviamente" è gestita da un ex capo stazione ed ex insegnante di matematica alle medie.

Per entrare negli aspetti tecnici, una volta che il debito pubblico ha raggiunto una "massa critica", il Montante cresce esponenzialmente, molto esponenzialmente, tant'è che la restituzione del debito "supera ampiamente, di almeno il triplo, ciò che ci hanno prestato".

Possiamo dire che è stata fatta in tutti i Paesi con ampi debiti “sovrani” una “gestione del debito” a tutto vantaggio dei creditori!

Su questo ci sarebbe molto da dire, come ci sarebbe moltissimo da dire sui "dealer" che prezzavano il debito pubblico sui mercati: sono "i soliti noti" come chiarì addirittura il governatore Fazio.

Detto questo, rimanendo sulla "tecnica", dobbiamo dire che pensare di contrastare una curva esponenziale molto ripida con una “crescita economica” che è molto, ma molto "lineare", è tecnicamente come pensare di sparare a un carro armato con una pistola ad acqua: certo si può fare, mi pare che Davide riuscì in un'impresa simile, ma le sacre scritture chiariscono che ci riuscì "non da solo"!

Ora che non abbiamo la leva monetaria, come tutti i Paesi che hanno aderito alla moneta unica, l'unica svalutazione possibile, come dicono gli economisti, è quella dei salari.

Questo è esattamente quello che sta drammaticamente avvenendo in Grecia, in Italia e non solo...per cui la curva lineare della crescita diventa sempre più regressiva, cioè la pistola ad acqua lascia il posto agli aeroplanini di carta....

La Germania non è in grado di fare nessuna lezione morale, e non devo spiegare il perchè, sta solo proseguendo quello che fece l'imbianchino di Monaco, ora lo fa con mezzi finanziari, con trattati che pignorano letteralmente il bilancio pubblico degli stati, almeno la parte delle entrate tributarie, che impongono il salvataggio coatto delle Banche, ricche di derivati e debito creato ad arte dagli amici della Lagarde.

I salvataggi delle banche, da prima da parte degli stati sovrani ora avverranno direttamente da parte dei cittadini (correntisti): Cipro docet. 

Naturalmente nessuno pone il problema della inefficienza della “banca universale”, l’abolizione del Glass-Steagall Act non a caso avvenne da parte del “veltroniano” Bill Clinton nel 1999: da allora è stata abolita la separazione tra attività bancaria tradizionale e attività bancaria di investimento che ora possono essere svolte dallo stesso intermediario. 

Gli effetti sono noti.

La Germania insieme alle oligarchie massonico-finanziarie hanno fatto la loro terza guerra mondiale con le bombe al neutrone della finanza: ordigni che derubano le persone e i beni comuni a favore dei "soliti noti"....suicidano le persone ma salvano i beni “materiali” che interessano.

Junker è la persona meno adatta per andare a spiegare ai Greci che “loro” hanno un problema di evasione fiscale.

Tralasciamo tutte le considerazioni sull’imponente cambiamento della curva della distribuzione del reddito a favore della minoranza della popolazione: nelle guerre c’è sempre qualcuno che si arricchisce a scapito delle disgrazie, del dolore e della disperazione degli altri.

Del resto un sistema che è basato sull’avanzo della Bilancia dei pagamenti di un Pese e sulla svalutazione dei salari per gli altri Paesi, che equità può avere?

Ringraziamo i Greci per l’esempio di dignità che stanno dando al mondo intero e all’Italia, se non lo capiscono Lagarde, Merkel, Junker e i boccomontiani..ce ne faremo una ragione.


MITTELEUROPA


PIGS



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