venerdì 4 settembre 2015

DEPORTAZIONE DEPORTAZIONE

Riceviamo da Vincenzo Pascuzzi e volentieri pubblichiamo

autori vari - 4 settembre 2015 

Del significato delle parole: "Eccola qui la lingua dei padroni, il politicamente corretto, la lingua che non comunica e che serve a prevaricare....non si può più usare il termine deportazione? Ah sì? E perché? A chi fa male? A una pletora di giornalisti venduti? Ai cultori del buonsenso all' italiana del tipo ringrazia dio, c' è chi sta peggio? Agli imbonitori feroci della filosofia della "flessibilità del lavoratore"? Ai geometri del diritto = privilegio, difesa della dignità umana = sovversione? Alla casalinga di Voghera rimbecillita di reality show e uscite ai centri commerciali? Al MagniFigo Matteo e alla sua corte di giovanotti non giovani? Deportato è chiunque venga prelevato, non necessariamente con la forza fisica ma anche agendo su un bisogno primario, da un luogo e forzatamente costretto a risiedere in un altro!" (Alessandra Fantauzzi)

“Si costringono migliaia di precari a trasferimenti forzati verso altre regioni solo perché non si è voluto mettere in campo, come richiesto ripetutamente dalle organizzazioni sindacali, un piano pluriennale di immissioni in ruolo e neppure si è voluto unificare almeno le varie fasi in modo da tenere conto del rapporto tra iscritti nelle graduatorie e posti disponibili.” (Mimmo Pantaleo, Cgil, 19 agosto).

“Nella scuola da sempre ci si muove per cercare lavoro nei territori in cui maggiori sono le opportunità di occupazione. Ma un conto è farlo per scelta, altro essere costretti a una mobilità che ha ben poco di razionale, per le regole assurde di un piano di assunzioni pieno di incongruenze, contraddizioni e inutili forzature, frutto della superficialità e della scarsa conoscenza dei problemi da parte del governo, indisponibile a tener conto di proposte utili e sensate che da più parte gli sono venute e che sono state sistematicamente ignorate.” (Francesco Scrima, Cisl, 18 agosto).

“Tutto questo perché ancora una volta i tecnici e i politici che poco conoscono il mondo della scuola non hanno voluto ascoltare i consigli dei rappresentanti dei docenti che avevano indicato le soluzioni migliori per evitare il caos drammatico di questi giorni”. (Rino Di Meglio, Gilda, 14 agosto).

“Il ministero sta chiedendo a questi colleghi di dare l’assenso ad un trasferimento che, al di là della finzione giuridica della “domanda volontaria” che presuppone il libero consenso, nella realtà viene vissuto come coatto, ingiusto e oltretutto arbitrario perché non giustificato da alcuna necessità.” (Andrea Degiorgi, Cobas, 9 agosto).

“Un meccanismo di assunzioni più progressivo distribuito in due o tre anni avrebbe impedito questo e anche evitato il paradosso che i docenti assunti per ultimi, per il potenziamento dell’offerta formativa, si debbano trasferire in misura molto molto minore rispetto ai colleghi con più punteggio che vengono assunti adesso. Ingiustizie forse non gravi ma che si aggiungono a un meccanismo di assegnazione alle province non abbastanza trasparente e al fatto che i neo assunti di questa fase hanno un’età media tale per cui non è sempre così facile partire da un giorno all’altro avendo insieme rispetto per la situazione familiare.” (Mariapia Veladiano – 3 settembre 2015)

“Cari colleghi precari stabilizzati, qualcuno dice che dovreste essere grati di questi tempi, ad aver trovato un lavoro. Vi dovete adattare! Bene, volete rispondere a costoro che 16.000 giovani e non più giovanissimi che si spostano non è un adattamento, è una stupida emigrazione, che tutte le emigrazioni forzate e tutti gli sradicamenti forzati per motivi di sopravvivenza, sono frutto di una politica che intende la vita umana come sciocco dominio dei più forti sui più deboli? Che un insegnante, un ingegnere, un cuoco, un minatore, un preside, un meccanico, un muratore. Un ferroviere sradicati dal bisogno sono uomini feriti nella loro umanità, prevaricati, sottomessi. È questa la repubblica democratica fondata sul lavoro? È questa l' uguaglianza dei cittadini? Il fatto che in passato milioni di uomini, si siano dovuti spostare (a nessuno interessa con quali costi di emarginazione) non può giustificare il fatto che oggi, ci si debba spostare per sopravvivere e ringraziare i padroni della loro concessione! Dopo duemila anni di cristianesimo, dopo l'illuminismo, è questa la concezione che gli occidentali hanno del progresso, pasolinianamente inteso? Io non l'ho voluto un mondo così e non lo voglio.......state sereni.. Continuerò a lottare anche contro l'aridità di mente e di cuore di queste inconsapevoli vittime!” (Alessandra Fantauzzi – 2 settembre 2015)



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